Il castello di Otranto

Manfredi è l’attuale principe della signoria di Otranto, sulla quale grava una strana profezia: Il castello e la signoria d’Otranto sarebbero venuti a mancare all’attuale famiglia, quando l’autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi.

Manfredi crede che l’avanzare della sua età sia un grave pregiudizio per i suoi possedimenti e così aspetta con ansia il giorno del matrimonio dell’unico figlio maschio per assicurare un principe giovane a Otranto ed evitare che la profezia si avveri.

Ma non si può lottare contro una profezia…

Corrado, il figlio di Manfredi, muore a seguito di un incidente inspiegabile e non ci sono più giovani eredi che possano prendere il suo posto. Così il principe si fa prendere dal panico: deve assolutamente trovare una soluzione! Decide, quindi, di ripudiare la moglie e di sposare la promessa sposa del figlio, così da potersi assicurare al più presto un erede maschio. La giovane promessa sposa, sconvolta, fugge dal castello trovando rifugio tra le mura del vicino monastero e la protezione di Padre Girolamo.

A questo punto, al castello, si scatena una spasmodica ricerca della giovane donna che culmina con l’arrivo del padre naturale e in una serie di eventi che conducono alla scoperta della verità sul legittimo erede al principato…

COSA NE PENSO IO:

Il castello di Otranto è il primo romanzo gotico della storia e, forse per questo, un po’ troppo ingarbugliato nella trama ed eccessivamente “magico”.

Non mi ha conquistata per niente.

VALUTAZIONE: 4/10

Il libro di legno

Enzo Baiamonte è un radiotecnico palermitano che, per arrotondare le magre entrate, si diletta come investigatore.

Un giorno Enzo riceve la visita della figlia del suo defunto professore del liceo, Cristina, la quale gli affida il compito di ritrovare sei libri che il padre aveva prestato negli anni passati per ricostituire, adesso che è morto, l’intera biblioteca. Il padre era solito sostituire i libri prestati con una sagoma di legno delle stesse dimensioni del libro, alla quale appiccicava un’etichetta con il titolo, il nome di colui che aveva ricevuto il libro in prestito e la data in cui tale prestito era avvenuto.

Enzo comincia la sua ricerca tra i vicoli del quartiere, riesce a recuperarne un paio, ma poi si imbatte inconsapevolmente in una storia losca e più grande delle sue forze…

COSA NE PENSO IO:

Il libro mi è piaciuto abbastanza; è intrigante seguire Enzo tra i vicoli e le strade di Palermo in cerca di informazioni sulle persone che hanno ricevuto in prestito un libro dal noto insegnante ormai passato a miglior vita ed è anche intrigante venire a conoscenza delle storie che ogni prestito nasconde, insieme a qualche segreto inconfessabile. Ma avrei preferito seguire fino alla fine le indagini del protagonista senza andare per forza a finire nella solita equazione Sicilia=mafia.

Idea originale, ma sviluppo deludente.

VALUTAZIONE: 6/10

Il sindaco provvisorio

In un paesino della Padania è stato deciso di sorteggiare il nominativo di uno dei cittadini affinché possa svolgere per un giorno le mansioni di sindaco del proprio comune, una inconsueta iniziativa politica del partito del sindaco per dimostrare la vicinanza e la solidarietà nei confronti della cittadinanza.

Il sorteggiato è il signor Bibùlo, tranquillo cittadino e padre di famiglia, il quale si ritrova all’improvviso travolto nel vortice della vita politica del suo comune. Per un giorno non fa altro che incontrare assessori e impiegati che lo trascinano da un ufficio all’altro, da una riunione all’altra facendogli scoprire in poche ore tutto ciò che c’è di marcio nell’amministrazione attuale e passata.

In tutto ciò il signor Bibùlo deve far fronte a una serie di segreti familiari che escono fuori dall’oblio all’improvviso, a seguito di particolari incontri…Tutto nel giro di una sola giornata.

COSA NE PENSO IO:

Magari non sono obiettiva come vorrei nel commentare questa storia, poichè l’autore è un amico blogger, però a me il libro è piaciuto molto.

E’ ricco di ironia e questo ti permettere di leggere sempre con il sorriso sulle labbra, pur individuando benissimo la tematica seria della cattiva amministrazione per proteggere l’interesse personale, ovviamente a discapito dei cittadini e delle generazioni future che si ritrovano ad avere un pessimo esempio ed insegnamento.

Conoscendo da un po’ l’autore, ho trovato all’interno anche molto della persona e delle sue vicende personali e sì, ammetto che, durante la lettura, non faticavo affatto ad attribuire a Bibùlo la sua faccia e la sua voce (anche se questa l’ho sentita poco 😀 ).

L’ultima parte mi ha strappato anche una sonora risata, ma su questo non avevo molti dubbi.

Però, caro autore, un finale meno inquietante l’avrei gradito di più. Sono onesta 😉

Non lo faccio mai, ma questa volta è d’obbligo. Vi invito ad acquistare “Il sindaco provvisorio” cliccando qui

VALUTAZIONE: 8/10

Sette anni senza di te

La storia ha inizio, proprio come sottolinea il titolo, sette anni dopo la separazione tra i due protagonisti, Sebastian e Nikki.

Lui è un serioso e conosciuto liutaio, lei una donna aperta e affascinata dal mondo dell’arte. Due persone così diverse che però si sono molto amate, hanno un lungo passato condiviso e due gemelli ormai adolescenti. Purtroppo con il divorzio i due non sono riusciti a comportarsi civilmente ed anche i due gemelli sono stati separati ed affidati ognuno ad un genitore diverso. Nikki ha perso momenti fondamentali della vita della figlia e Sebastian di quelli del figlio.

Vista la diversità caratteriale dei due ex coniugi, anche i figli hanno avuto un’educazione ed un controllo diverso in quei sette anni, ma Sebastian ha una sola certezza: conosce tutto della figlia e l’ha cresciuta meglio di quanto la moglie abbia fatto con il figlio.

Ma i fatti non tardano a dimostrare che questa certezza è destinata a crollare miseramente.

Ad un certo punto il gemello scompare inspiegabilmente. Nikki è sconvolta e non può far altro che chiamare il marito e condividere con lui la notizia. Dopo un primo momento di accuse reciproche, di rabbia e di frustrazione, i due cominciano ad indagare. Frugano nella stanza del figlio e scoprono che dev’essersi cacciato nei guai. Comincia quindi una sorta di caccia al tesoro che coinvolge tre continenti….

COSA NE PENSO IO:

Una storia che si legge, per carità! Però mi sembra un po’ deboluccia a livello di trama. Un thriller, per quanto mixato al romanzo d’amore, non può far capire la verità prima delle ultime pagine. Assolutamente no!

Poi questi genitori si rivelano un po’ troppo supereroi per i miei gusti personali. Quindi…voto bassino.

VALUTAZIONE: 4/10

In città zero gradi

I protagonisti di questa storiella natalizia sono tre: Max, Katrin e il cane Kurt.

Max odia le festività natalizie ed ha deciso che, per la prima volta in vita sua, le salterà. Come? Semplice! Con un bel viaggio in una zona del mondo caldissima.

Però c’è un problema: come farà con Kurt? Kurt è il protagonista della rubrica che Max tiene su una rivista, ma è un cane stranissimo, non fa altro che dormire, non vuole muoversi, nè uscire per passeggiare come tutti gli altri cani del mondo!

Max decide di pubblicare un annuncio per trovare un dog-sitter durante la sua assenza.

Ed è così che il suo destino si incrocia con quello di Katrin, una trentenne alle prese con il bilancio della propria vita, non troppo soddisfacente. Asfissiata da due genitori soffocanti, da un ex fidanzato insistente e senza una relazione stabile o una propria famiglia.

Katrin decide di ospitare Kurt per evitare un altro deprimente Natale in famiglia.

Kurt gradisce la nuova amica e, chissà perchè, con lei non è mai apatico.

Non è necessario sottolineare che ci sarà il lieto fine 😀

COSA NE PENSO IO:

Una storiella natalizia che gioca sull’incontro  e sugli equivoci tra due persone sconosciute. Niente di particolare, tranne il cane, che è davvero spassosissimo.

VALUTAZIONE: 4/10

Il velo dipinto

Kitty è una ragazzina frivola cresciuta in una famiglia in cui non c’è spazio per i sentimenti e in una società in cui l’unico obiettivo a cui le donne possano ambire è quello di trovare un marito.

La giovane e immatura Kitty decide quindi di sposare il dottor Walter Fane e di seguirlo ad Hong Kong, protettorato inglese, dove egli dovrà svolgere il proprio lavoro di batteriologo.

Il matrimonio non è certo stato un matrimonio d’amore per Kitty, la quale si fa conquistare molto presto da Charles Townsend con il quale intrattiene per diverso tempo una relazione all’insaputa del marito.

Un giorno, però, la relazione viene scoperta e l’implacabile dottor Fane dà un ultimatum alla moglie: deve scegliere tra Charles e lui. Ma scegliere il marito significherebbe seguirlo in una zona all’interno del paese dove è scoppiata una epidemia di colera e dove egli dovrà esercitare la sua professione per tentare di arginare l’epidemia e salvare i malati.

Kitty è terrorizzata dall’idea di trasferirsi in mezzo ad una zona in cui le persone muoiono come mosche e decide di scegliere il suo amante. Ma Townsend non è della stessa opinione. Kitty, umiliata e delusa, non può che intraprendere questo viaggio verso l’ignoto insieme ad un marito che odia e che la odia.

Il periodo che segue è terribile, Kitty si sente sola, sconfitta e tradita. Non cerca di tutelare la propria salute, anzi non prende alcuna precauzione per scampare al contagio e si offre di aiutare delle religiose che operano nel luogo, pur di sfuggire alla prigionia da cui si sente avvinta. In qualunque modo possibile!

Incredibilmente quel luogo riesce a farla maturare e a farle trovare un minimo di equilibrio e serenità. Ma, quando scopre di essere incinta torna ancora a turbarla l’incertezza sul proprio destino. E poi anche Walter si ammala…

COSA NE PENSO IO:

Una storia molto bella e coinvolgente in cui le incomprensioni, l’indifferenza e la solitudine arrivano al culmine per poi trasformare i sentimenti, i comportamenti e l’essenza stessa della protagonista.

Non è una storia lieta, ma è estremamente coinvolgente e, alla fine, anche commovente. Oppure sono io che ultimamente mi commuovo troppo spesso? Chissà!

Comunque è un libro consigliatissimo!

VALUTAZIONE: 10/10

Lo scrittore fantasma

Nathan Zuckerman è un aspirante scrittore ebreo. E’ ancora alle prime armi, ma ha già visto pubblicare qualche racconto che rispecchia le sue esperienze di vita e la religione professata dalla famiglia.

Nathan è anche un appassionato lettore ed il suo scrittore preferito, quello che considera il mito da cui apprendere tutto è Lonoff. Ma quest’ultimo è uno scrittore un po’ atipico, non ama la vita mondana e le pubbliche relazioni e si è rifugiato da parecchi anni in una casa isolata del New England. Di lui circola solo una foto vecchia di almeno vent’anni!

Per combinazione Nathan riesce a farsi invitare dal suo mito ed è di questo incontro così agognato che noi lettori ci apprestiamo a leggere in questo piccolo volume di Philip Roth.

Nathan trascorre un giorno e una notte nella casa di Lonoff, ma capita in un momento di piena crisi familiare: la moglie è stanca di stare in quella casa così isolata ad appagare l’io solitario del marito ed è gelosa della giovane e misteriosa Amy. Misteriosa è dir poco! Sembra addirittura che si tratti di Anna Frank, scampata allo sterminio nazista e rifugiatasi sotto falso nome in America; solo Lonoff conosce il suo segreto…

COSA NE PENSO IO:

Un libro molto raffinato, anche nell’attribuzione dei titoli ai pochi capitoli che compongono la storia, che “gioca” molto sul detto e non detto, sulla realtà e sulla fantasia. Alla fine non puoi che chiederti: ma qual è la verità? Sempre che ne esista una soltanto, o che ognuno possa trovarne una diversa.

Ed in tutto questo c’è anche spazio per definire il ruolo dello scrittore e della letteratura nella società!

VALUTAZIONE: 10/10

Dona Flor e i suoi due mariti

florLa storia si apre in un giorno di Carnevale degli anni ’60 a Salvador de Bahia con la morte improvvisa dell’ancora giovane Vadinho.

Vadinho si accascia per strada in mezzo alla gente che, travestita con costumi colorati, balla allegramente le musiche carnevalesche piene di ritmo. Dona Flor, la moglie, avvertita della tragedia, corre incontro al suo Vadinho sconvolta dal dolore e circondata dalle amiche.

Flor ha amato moltissimo il marito, si è concessa a lui prima del matrimonio pur di sposarlo e di vincere l’ostilità materna. E adesso si ritrova sola ad affrontare una vita che non sarà più la stessa.

Flor ha il suo lavoro, è vero. E Vadinho non è mai stato un marito esemplare, anzi.

Era dedito al gioco, non aveva un lavoro, le sottraeva tutti i soldi che lei metteva accuratamente e con sacrificio da parte ed era solito picchiarla quando eccedeva nel bere. Eppure Flor era pazza di lui, quando la prendeva tra le braccia, era felice.

E adesso che lui non c’è più, Dona Flor sente la mancanza delle sue carezze ma, poichè è una donna pudica, non può esprimere i suoi sentimenti in tal senso e si vergogna di avere tali pensieri.

Le amiche, Dona Norma in particolare, cercano di starle vicino e, passato un congruo tempo dal lutto, la invitano a guardarsi attorno poichè è ancora nel fiore degli anni. E’ così che Flor conosce e sposa il farmacista, un uomo completamente diverso dal suo Vadinho.

Il secondo marito è un uomo di successo che vuole mantenere la sua Flor, la vuole rendere felice e la vuole fare vivere nella sicurezza…Insomma vuol prendersi cura di lei a tutti i costi ed è il più fedele ed innamorato dei mariti.

E Flor non ha niente da rimproverargli, può vivere serena, senza alcun problema, ma nel grigiore della routine dove non c’è mai posto per un diversivo, anche di poco conto.

Ma un giorno Vadinho ricompare, comincia a circolare per Salvador de Bahia tutto nudo e sempre uguale: allegro, innamorato della sua Flor, pazzo del gioco e della bella vita. Solo Flor può vederlo!

Vadinho cerca di circuirla, di farle capire che è lì soltanto perchè è lei ad averlo chiamato con i suoi intensi pensieri. Flor cerca di resistere, non vuole tradire il nuovo marito, ma l’attrazione per Vadinho è troppo forte ed in fondo, che male c’è?  Chi può sapere cosa succede dentro le mura domestiche?

COSA NE PENSO IO:

Non avevo mai letto niente di Jorge Amado e non sapevo cosa aspettarmi, ma, ammetto, che questo libro mi è piaciuto molto.

Il quesito che pone è di una certa importanza: è meglio vivere nella sicurezza e nella routine o è meglio lasciarsi trasportare dai sentimenti dalle novità e della trasgressione, anche se si va incontro a conseguenze non di poco conto?

Beh, ognuno risponderà a modo suo! La storia di Flor e Vadinho è ovviamente portata all’eccesso, ma seguire le vicende di questa donna divisa a metà tra sentimento e razionalità, è stato molto divertente.

Ed anche l’atmosfera magica e misteriosa, che solitamente non amo molto, ha aggiunto allo storia quel tocco in più di raffinatezza narrativa, di leggerezza e di divertimento.

VALUTAZIONE: 8/10

 

L’amuleto d’ambra (Saga di Claire Randall)

amuletoLa straniera” si conclude con la decisione dei nostri protagonisti, Jamie e Claire, di partire per raggiungere Prince Charles e cercare di cambiare il corso della storia, evitando la disfatta di Culloden dove perirono gli Highlanders.

“L’amuleto d’ambra” inizia in modo da farci sussultare: non siamo nel 1700, ma nel 1968 e Claire torna a Inverness oltre vent’anni dopo aver attraversato il cerchio di pietre e con Brianna, la figlia adolescente dalla chioma rossa. E subito mille domande da porci e nessuna risposta che possa accontentarci. Dov’è Jamie? Dov’è Frank? Perchè Claire vuole conoscere le sorti degli Highlanders? Non ha vissuto l’esperienza in prima persona? E perchè raccontare tutto al giovane Roger, figlio adottivo del reverendo Wakefield che abbiamo conosciuto nel primo volume?

Mentre noi lettori ci poniamo questi e altri mille quesiti, Claire inizia a raccontare la storia riprendendo dall’arrivo in Francia, dove hanno preso contatto con il cugino di Jamie e cercato di farsi introdurre alla corte di re Luigi XV, cugino di Charles Stuart.

L’arrivo in Francia è subito denso di eventi: grazie alle proprie conoscenze mediche, Claire individua un caso di vaiolo tra i marinai di una nave di proprietà del Conte di St. Germaine e contribuisce a farla distruggere con tutto il carico per evitare la diffusione del contagio a Parigi. Il Conte è decisamente furioso per la perdita economica del bastimento e giura vendetta; un primo nemico da cui guardarsi le spalle…

I primi tempi a Parigi sono monotoni, Jamie è preso dagli affari del cugino e Claire non ha altro di cui occuparsi, se non la gravidanza. Ma ben presto riprende il suo “lavoro medico”, offrendosi come volontaria all’Hopital des Anges gestito dalla competente e forte Madre Hildegarde. E’ lì che facciamo la conoscenza, oltre che della direttrice, anche del suo aiutante Bouton, un cagnolino simpaticissimo, e dell'”ortopedico”, Monsier Forez.

Ma ben presto arriva il momento di entrare a Versailles e di fare il tanto agognato incontro con Charles Stuart. I nostri due protagonisti sono ben accolti a corte e da tutta l’aristocrazia parigina che conta, mentre il pretendente al trono inglese è costretto a tramare nell’ombra per cercare di trovare i fondi che finanzieranno la guerra contro i Tudor. Jamie, da un lato si mostra favorevole e grande amico di Charles, ma dall’altro lato cerca di impedire che quest’ultimo possa attuare il suo folle piano.

Quando sembra che tutto stia filando per il meglio, Claire e Jamie scoprono che il loro acerrimo nemico, Jack Randall, è ancora vivo. Jamie vuole ucciderlo, ma Claire gli fa promettere che non lo farà almeno fino a quando Frank non sarà concepito. Jamie è furioso, ma decide di mantenere la promessa affinchè Claire, in caso di necessità, possa un giorno riattraversare le pietre e tornare indietro dall’unica persona che possa amarla come lui.

Purtroppo, per proteggere il piccolo Fergus, altro personaggio chiave di questo volume, Jamie infrange la promessa, sfida a duello il brutale Black Jack. Claire cerca di fermarlo, ma a causa della tensione perde il bambino che portava in grembo. Si apre una grossa ferita nell’unione tra Claire e Jamie….

COSA NE PENSO IO:

Ancora una storia avvincente, ricca di colpi di scena continua e con l’introduzione di nuovi personaggi che ruotano attorno ai due protagonisti. Destabilizzante l’inizio, avvincente lo svolgimento e intensa l’ultima parte.

Molto interessante anche lo sviluppo psicologico dei personaggi chiave. Anche in questo volume c’è qualche eccesso che l’autrice poteva evitarci, ma direi che possiamo definirlo un peccato veniale 😉

VALUTAZIONE:8/10

Un’indagine senza importanza

indagineIn un paesino d’alta montagna della Germania una ragazzina è stata trovata assassinata. Siamo alla fine della prima guerra mondiale e l’ispettore Kajetan viene inviato sul luogo per portare a termine l’indagine. Non ci sarà molto da fare, si tratta solo di interrogare i tre sospettati e mettere un punto definitivo all’accertamento dei fatti; è solo un’indagine senza importanza.

Ma sarà davvero tutto così semplice? Ovvio che no!

L’ispettore Kajetan si rende immediatamente conto che i tre sospettati sono semplicemente dei vagabondi che si sono ritrovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ quindi necessario ricominciare tutto dall’inizio, indagare in un paesino imbiancato dalla neve dove sembra regnare un clima di sospetto e di omertà.

E alla fine si scopre che l’apparenza inganna: l’indagine non era poi così semplice come sembrava.

COSA NE PENSO IO:

Questo giallo mi è piaciuto abbastanza, non si assiste a delitti sanguinosi e a fatti di terrificante violenza. la storia ruota sull’indagine, sulla personalità delle persone, sui pettegolezzi di paese…un po’ alla Montalbano (diciamo così).

E devo dire che mi è piaciuto anche l’ispettore Kajetan, molto chiuso, rude, scontroso e di poche parole, ma decisamente un abile osservatore.

VALUTAZIONE: 8/10