L’amuleto d’ambra (Saga di Claire Randall)

amuletoLa straniera” si conclude con la decisione dei nostri protagonisti, Jamie e Claire, di partire per raggiungere Prince Charles e cercare di cambiare il corso della storia, evitando la disfatta di Culloden dove perirono gli Highlanders.

“L’amuleto d’ambra” inizia in modo da farci sussultare: non siamo nel 1700, ma nel 1968 e Claire torna a Inverness oltre vent’anni dopo aver attraversato il cerchio di pietre e con Brianna, la figlia adolescente dalla chioma rossa. E subito mille domande da porci e nessuna risposta che possa accontentarci. Dov’è Jamie? Dov’è Frank? Perchè Claire vuole conoscere le sorti degli Highlanders? Non ha vissuto l’esperienza in prima persona? E perchè raccontare tutto al giovane Roger, figlio adottivo del reverendo Wakefield che abbiamo conosciuto nel primo volume?

Mentre noi lettori ci poniamo questi e altri mille quesiti, Claire inizia a raccontare la storia riprendendo dall’arrivo in Francia, dove hanno preso contatto con il cugino di Jamie e cercato di farsi introdurre alla corte di re Luigi XV, cugino di Charles Stuart.

L’arrivo in Francia è subito denso di eventi: grazie alle proprie conoscenze mediche, Claire individua un caso di vaiolo tra i marinai di una nave di proprietà del Conte di St. Germaine e contribuisce a farla distruggere con tutto il carico per evitare la diffusione del contagio a Parigi. Il Conte è decisamente furioso per la perdita economica del bastimento e giura vendetta; un primo nemico da cui guardarsi le spalle…

I primi tempi a Parigi sono monotoni, Jamie è preso dagli affari del cugino e Claire non ha altro di cui occuparsi, se non la gravidanza. Ma ben presto riprende il suo “lavoro medico”, offrendosi come volontaria all’Hopital des Anges gestito dalla competente e forte Madre Hildegarde. E’ lì che facciamo la conoscenza, oltre che della direttrice, anche del suo aiutante Bouton, un cagnolino simpaticissimo, e dell'”ortopedico”, Monsier Forez.

Ma ben presto arriva il momento di entrare a Versailles e di fare il tanto agognato incontro con Charles Stuart. I nostri due protagonisti sono ben accolti a corte e da tutta l’aristocrazia parigina che conta, mentre il pretendente al trono inglese è costretto a tramare nell’ombra per cercare di trovare i fondi che finanzieranno la guerra contro i Tudor. Jamie, da un lato si mostra favorevole e grande amico di Charles, ma dall’altro lato cerca di impedire che quest’ultimo possa attuare il suo folle piano.

Quando sembra che tutto stia filando per il meglio, Claire e Jamie scoprono che il loro acerrimo nemico, Jack Randall, è ancora vivo. Jamie vuole ucciderlo, ma Claire gli fa promettere che non lo farà almeno fino a quando Frank non sarà concepito. Jamie è furioso, ma decide di mantenere la promessa affinchè Claire, in caso di necessità, possa un giorno riattraversare le pietre e tornare indietro dall’unica persona che possa amarla come lui.

Purtroppo, per proteggere il piccolo Fergus, altro personaggio chiave di questo volume, Jamie infrange la promessa, sfida a duello il brutale Black Jack. Claire cerca di fermarlo, ma a causa della tensione perde il bambino che portava in grembo. Si apre una grossa ferita nell’unione tra Claire e Jamie….

COSA NE PENSO IO:

Ancora una storia avvincente, ricca di colpi di scena continua e con l’introduzione di nuovi personaggi che ruotano attorno ai due protagonisti. Destabilizzante l’inizio, avvincente lo svolgimento e intensa l’ultima parte.

Molto interessante anche lo sviluppo psicologico dei personaggi chiave. Anche in questo volume c’è qualche eccesso che l’autrice poteva evitarci, ma direi che possiamo definirlo un peccato veniale 😉

VALUTAZIONE:8/10

La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

dinastia

questi sono i miei appunti 😀

La dinastia citata dal titolo è quella giulio-claudia che ha governato l’impero romano per circa 40 anni.

Il primo della dinastia è Ottaviano, figlio di Giulio Cesare, il quale, nonostante affermi di non volere cancellare la Repubblica, diventa di fatto dittatore facendosi assegnare il titolo di Augusto.

Il romanzo si apre con l’uccisione per ordine di Ottaviano del fratellastro Cesarione, figlio di Giulio Cesare e Cleopatra. Da quel momento una maledizione si abbatte su i membri della famiglia imperiale.

Ottaviano è sposato con Livia Drusilla, esponente dei claudi. Livia Drusilla ha due figli avuti dal primo marito, Druso e Tiberio che vengono adottati dall’imperatore. Poichè quest’ultimo non ha eredi maschi diretti, ma solo una figlia ribelle che sarà parte attiva di una congiura ai suoi danni e un nipote maschio morto in tenera età, deve per forza di cose puntare sui figli adottivi.

I due fratelli sono diversissimi. Seppur entrambi valorosi guerrieri che riescono a riportare molte vittorie contro i barbari, allargando i confini del vastissimo impero, le idee politiche e i caratteri non combaciano per niente. Druso crede nella restaurazione della Repubblica, mentre Tiberio non vuole farsi coinvolgere più di tanto nella guida dell’Impero, temendo il confronto con Augusto.

Ma alla morte dell’imperatore è soltanto Tiberio l’unica personalità accettata dal Senato e in grado di prendere in mano le sorti di un così vasto territorio: Druso è morto in battaglia e i nipoti diretti di Augusto sono ancora troppo giovani.

Tiberio regna con regolatezza, ma i suoi ultimi anni di regno sono caratterizzati dalla crudeltà del tiranno che si è reso conto di come la propria famiglia sia concentrata a danneggiare lui e a congiurare l’uno contro l’altro. Tutti vogliono il potere e non ci sono ostacoli che non possano essere abbattuti.

Durante il proprio regno Tiberio aveva adottato il nipote Germanico, figlio di Druso, ma egli si è rivelato più interessato alle arti e di personalità troppo debole. Germanico è morto avvelenato e quindi il successore di Tiberio è il nipote Caligola, che dà il via al declino della dinastia giulio-claudia.

Caligola instaura il regime del terrore, uccide senza alcun motivo, si dedica all’incesto, sperpera il denaro dello Stato e si fa chiamare Divino. Il suo governo è molto breve, Caligola è odiato da tutti per i suoi eccessi e le sue follie crudeli e, pertanto, viene ucciso da una congiura. Con la morte improvvisa dell’imperatore si apre la nuova questione della successione. Caligola non aveva eredi diretti, pertanto il nuovo imperatore è Claudio, fratello di Germanico e zio del suo predecessore.

Claudio ama lo studio, non gli importa niente del governo di un così vasto territorio. Anche il suo periodo da imperatore è molto breve e alla sua morte ecco l’ultimo esponente della dinastia: Nerone.

Anch’egli è dedito ai vizi e agli stravizi e, in uno dei suoi eccessi, sarà colpevole dell’incendio di Roma e della caduta dell’Impero.dinastia-1

COSA NE PENSO IO:

Un libro lunghissimo ma appassionante anche per chi, come me, ha sempre odiato questo periodo storico ricco di imperatori che si alternano l’uno all’altro, ognuno con i propri pregi e i propri difetti di governo.

Ammetto che all’inizio ho avuto non pochi problemi a seguire le vicende intricatissime di questa famiglia i cui componenti hanno nomi del tutto simili tra loro. Ma poi ho preso carta e penna e ho provato a mettere ordine alle mie idee e alle varie parentele di sangue (o anche no) e da quel momento mi sono lasciata trasportare nell’antica Roma, in un mondo di odio e di violenza, di eccessi e di capricci, di adulteri e di assassini.

L’autore ha fatto un lavoro enorme di ricerca storica, bisogna rendergli il merito con un voto molto alto.

VALUTAZIONE: 9/10

Canale Mussolini. Parte seconda

downloadDopo “Canale Mussolini“, che mi aveva tanto appassionato, ho deciso di leggere anche la seconda parte della storia dei Peruzzi.

E così sono stata catapultata un’altra volta in Agro Pontino negli ultimi giorni di guerra, caratterizzati da estrema confusione, mancanza di direttive e sbarchi degli americani per liberare la zona dall’occupazione nazista tedesca.

I protagonisti di questo nuovo capitolo della saga familiare sono quelli che appartengono alla seconda generazione dei Peruzzi, e primo tra tutti Diomede che, dopo aver sottratto del denaro tra le mura devastate della Banca d’italia, a seguito di un bombardamento, inizia una nuova attività di costruzioni e diventa emblema della ricchezza nella città di Littoria.

Naturalmente ritroviamo la maggior parte dei fratelli Peruzzi, le loro mogli, i loro figli e continuiamo a seguire le intricate vicende e faccende familiari.

COSA NE PENSO IO:

Questa seconda parte, che ho iniziato a leggere con grandi aspettative, mi ha delusa non poco!

Non si tratta più di un racconto di famiglia inserito in un contesto storico, ma mi è sembrato piuttosto un manuale di storia che ha relegato in un cantuccio le vicende della famiglia protagonista.

Ed è un gran peccato perchè, quando l’autore si ricorda di aggiornarci sui Peruzzi, la narrazione diventa appassionate e a tratti divertente, proprio come nel primo volume!

VALUTAZIONE: 6/10

L’offesa

offesaLa guerra arriva improvvisa e sconvolge la vita di tutti, anche quella di Kurt.

Egli era destinato a vivere una vita semplice, a compiere un lavoro manuale, quello del padre. Era già pronto per diventare un eccellente sarto e assumere la guida del laboratorio di famiglia, ma è stato costretto a mollare tutto per servire la patria come soldato.

Ma Kurt, nonostante sia di nazionalità tedesca, è un uomo sensibile, non uno di quei mostri crudeli che hanno caratterizzato la seconda guerra mondiale. E di fronte alla violenza gratuita e all’orrore, il suo corpo si ribella…Da quel momento non è più in grado di provare emozioni.

Resta chiuso per molto tempo in una clinica psichiatrica e sottoposto a cure mediche, ma niente da fare! Nessun dolore, nessuna gioia, ma solo una riacquistata, e con molta fatica, quotidianità.

Solo di fronte allo stesso dolore, anni dopo, una lacrima.

COSA NE PENSO IO:

Non male! Per la prima volta mi sono ritrovata a leggere un libro che parla della seconda guerra mondiale con un protagonista “insolito” a mettere in evidenza il fatto che tra i tedeschi non c’erano soltanto uomini spietati, concordi con la politica hitleriana.

E poi, anche un altro tema “scottante”, la reazione al dolore.

E da qui seguono le domande a cui è quasi impossibile rispondere: possono il corpo e la mente proteggerci, crearci una corazza protettiva? La perdita della sensibilità è un sollievo o una condanna?

VALUTAZIONE: 7/10

 

La capanna dello zio Tom

zio tomLa storia raccontata da Harriet Beecher Stowe è ambientata negli Stati Uniti in pieno periodo di schiavitù.

Tom vive nella fattoria degli Shelby e, nonostante la propria condizione di schiavo, la sua vita scorre tranquilla insieme alla famiglia e agli altri neri della piantagione. La situazione di Tom non è affatto drammatica: non viene punito con le frustate, non viene sottoposto a privazioni ed è addirittura il braccio destro del padrone.

Ma improvvisamente le cose cambiano…

Padron Shelby ha contratto dei debiti ai quali non può adempiere se non mettendo in vendita proprio Tom e il piccolo e buffo bambino di Eliza, ma quest’ultima si rende conto di ciò che sta per succedere e fugge via per salvare suo figlio da un destino drammatico. Una fuga rocambolesca che, grazie all’aiuto di una piccola comunità dell’Ohio, si conclude nel migliore dei modi.

Tom, invece, nonostante sia stato avvertito per tempo da Eliza, decide di andare incontro al suo destino. Si affida al volere di Dio ed è costretto a lasciare la sua famiglia, la fattoria dove ha sempre vissuto per essere venduto al migliore offerente.

Ma Dio ha posto sul suo cammino un piccolo angelo, Evangeline, figlia del proprietario di una ricca piantagione del Kentucky. Eva è colpita da Tom e prega il padre di comprarlo e di portarlo nella loro tenuta. Ed è così che Tom giunge sotto l’ala protettrice di St. Clare, anche lui padrone tollerante e contrario per principio alla schiavitù.

Ed è proprio in questa parte della storia che assistiamo alle parti più commoventi e coinvolgenti del libro per poi seguire Tom nel suo ultimo viaggio verso il martirio presso un nuovo padrone violento e disumano…

COSA NE PENSO IO:

E’ un libro che parte un po’ lento per poi arrivare a coinvolgerti completamente nelle vicende dei personaggi con le loro problematiche e i loro drammi.

E’ un atto di denuncia verso uno degli atti più vergognosi che l’uomo bianco ha posto in essere nel corso della storia a danno di altri esseri umani.

E’ un libro che tutti dovrebbero leggere…Ed è anche uno dei pochi che sia riuscito a farmi versare qualche lacrima di commozione.

VALUTAZIONE: 10/10

L’amico ritrovato

amicoIl piccolo Hans frequenta un prestigioso liceo della sua città. Della sua classe fanno parte una quarantina di ragazzi tra i quali si distinguono alcuni di origine più nobile, rispetto ad altri che appartengono, invece, all’alta borghesia tedesca. Alcuni di essi sono ebrei, altri no.

Un giorno, accompagnato dal direttore, fa il suo ingresso in classe Konradin von Hohenfels, figlio di un ambasciatore. La professione del padre ha dato modo a Konradin di girare per il mondo, di conoscere nuovi luoghi e civiltà e di iniziare una collezione di monete antiche. Passione, questa, che lo avvicinerà ad Hans.

I due all’inizio si studiano reciprocamente, ma entrambi capiscono che diventeranno amici. E così è.

Nonostante le differenze religiose e le ostilità della famiglia di Konradin verso le origini ebree di  Hans, i due ragazzini entrano in perfetta sintonia e passano insieme quasi ogni momento della giornata. Ma improvvisamente le cose cambiano.

Un giorno Konradin si proclama affascinato da Hitler e dalle sue idee di onnipotenza e Hans viene allontanato dal Paese. I genitori hanno capito, infatti, che non può esistere per lui un futuro nell’attuale Germania.

La separazione e le idee politiche di Konradin spezzeranno improvvisamente questo fortissimo legame.

Solo 30 anni dopo ci sarà una svolta inaspettata…

COSA NE PENSO IO:

Breve e intensa storia d’amicizia che ci catapulta nella Germania oppressa dall’ancora nascente ideologia nazista.

Si tratta, senza alcun dubbio, di un piccolo, grande capolavoro della letteratura europea del ‘900. E’ un libro che tutti nella vita dovremmo leggere per imparare, non solo un po’ di storia, ma anche l’importanza di valori come l’amicizia, la lealtà, la libertà e il coraggio, quando serve, di cambiare idea.

VALUTAZIONE: 10/10

Uomini e no

uominiEnne 2 è un partigiano italiano che, ovviamente, agisce di nascosto insieme alla sua squadra per eliminare il maggior numero possibile di tedeschi

Non sappiamo niente di lui, solo che è anche innamorato di una donna che è, però, legata a un altro uomo, per cui non sempre è facile tenersi in contatto.

Ma un giorno la foto di Enne 2 appare sul quotidiano nazionale….

COSA NE PENSO IO:

Questo libro non è facile apprezzarlo e proprio non siamo entrati in sintonia.

E’ sicuramente interessante perchè parla dei partigiani (gli uomini) e dei tedeschi che hanno occupato Roma (non uomini) e che compiono omicidi efferati, non mostrando alcuna pietà nei confronti di nessun essere umano. E questa crudeltà senza ragione costringe anche gli uomini a diventare non uomini…

Perchè non l’ho apprezzato? Sicuramente per la scrittura, per quei dialoghi infiniti in cui domande e risposte si ripetono come succede con l’eco in montagna.

Non so, non avendo letto nient’altro di Vittorini, se si tratta questa di una sua caratteristica peculiare, ma questa tecnica di scrittura l’ho trovata stancante.

VALUTAZIONE: 5/10

Tutto ciò che sono

funderIn questo libro le voci narranti sono due: Toller e Ruth.

Entrambi raccontano però la stessa storia, quella di Dora.

Chi è Dora? O meglio, chi era?

Dora era cugina di Ruth e amante e collaboratrice di Toller; era un’attivista della Resistenza antinazista che, costretta all’esilio in Inghilterra, ha continuato a lottare contro i crimini nazisti e a denunciare tutto ciò che accadeva nel suo paese d’origine finchè non è stata tradita e assassinata.

In realtà tutti e quattro i co-protagonisti della storia erano legati, non solo da amicizia e rapporti di parentela, ma anche dalla lotta politica, ma era Dora che riusciva ad ottenere informazioni di prima mano e a tenere i contatti con la sua madre patria, era quella che conosceva meglio l’inglese, che sapeva tenere i legami e farsi rispettare, era coraggiosa, intraprendente e sempre molto attiva. Ed è stata anche l’unica dei quattro a rimetterci la vita!

COSA NE PENSO IO:

La storia è assolutamente ben pensata, non solo per portare a conoscenza dei lettori i crimini nazisti e le difficoltà degli esuli, ma anche per appassionarli, per legarli alla storia di questo gruppo di amici.

Il problema è che la storia, non solo è narrata da due voci diverse, ma si sposta in continuazione dal passato al presente creando non pochi problemi di comprensione, soprattutto all’inizio.

Questo continuo saltellare “di palo in frasca” è, a parer mio, molto snervante e non ben gestito dall’autrice.

VALUTAZIONE: 6,5/10

Auschwitz è di tutti

auschwitzIn questo breve libro l’autrice, Marta Ascoli, racconta la sua esperienza di bambina ebrea nell’Italia degli anni ’40.

Marta viveva allora a Trieste con tutta la sua famiglia. Essendo di religione ebraica, Marta viene deportata e vive sulla propria pelle l’ esperienza atroce dei campi di sterminio.

Nonostante la minaccia di uscire dal campo solo attraverso il camino, nonostante la fame e le sofferenze, i problemi di comunicazione con persone che parlavano lingue diverse e la separazione da tutti i membri della sua famiglia, Marta non si arrende e non rinuncia a vivere.

Ma la sofferenza è troppa e, quasi alla fine di questa esperienza, prova il forte impulso di lanciarsi contro il filo spinato e abbandonarsi per sempre al nulla. Ma le circostanze non le sono favorevoli, Marta continuerà a vivere e uscirà da quell’inferno.

COSA NE PENSO IO:

Non ci sono parole per commentare, ma è necessario continuare a leggere libri di questo genere per non dimenticare l’orrore del periodo più buio della storia italiana ed europea.

VALUTAZIONE: 9/10

Le irregolari. Buenos Aires Horror Tour

irregolariL’autore, Massimo Carlotto, “approda” a Buenos Aires. Lì, il suo cognome è noto perchè è lo stesso di Estella, la presidentessa dell’associazione delle nonne dei desaparecidos.

Egli scopre così la parentela che lo lega ad Estella e comincia un viaggio negli orrori della dittatura argentina: le torture, le prigionie, i bambini rapiti e venduti, i silenzi dei militari e della Chiesa cattolica,….

Scopre il “lavoro” delle mamme e delle nonne che dopo anni di tormenti, non si rassegnano a lasciare nell’oblìo i propri figli e i propri nipoti: vogliono ritrovare almeno i resti dei propri congiunti per poter dar loro una tomba e la dignità che è stata loro sottratta. Ma soprattutto vogliono ricongiungere quei bambini sottratti alle proprie famiglie e ripristinare quel legame con la loro storia, spezzato anni prima con la forza.

Ed è così, cioè seguendo Carlotto in questo viaggio, che anche noi lettori scopriamo nomi, storie familiari, rapimenti e la forza delle donne argentine che non si sono lasciate sopraffare dal dolore, ma che si sono unite, non solo per darsi forza l’una con l’altra, ma principalmente per continuare a denunciare, sempre!

COSA NE PENSO IO:

Un libro estremamente interessante, crudo e coinvolgente, che mi è stato utile per conoscere un fenomeno di cui sapevo poco e niente.

VALUTAZIONE: 8/10