Il libro di legno

Enzo Baiamonte è un radiotecnico palermitano che, per arrotondare le magre entrate, si diletta come investigatore.

Un giorno Enzo riceve la visita della figlia del suo defunto professore del liceo, Cristina, la quale gli affida il compito di ritrovare sei libri che il padre aveva prestato negli anni passati per ricostituire, adesso che è morto, l’intera biblioteca. Il padre era solito sostituire i libri prestati con una sagoma di legno delle stesse dimensioni del libro, alla quale appiccicava un’etichetta con il titolo, il nome di colui che aveva ricevuto il libro in prestito e la data in cui tale prestito era avvenuto.

Enzo comincia la sua ricerca tra i vicoli del quartiere, riesce a recuperarne un paio, ma poi si imbatte inconsapevolmente in una storia losca e più grande delle sue forze…

COSA NE PENSO IO:

Il libro mi è piaciuto abbastanza; è intrigante seguire Enzo tra i vicoli e le strade di Palermo in cerca di informazioni sulle persone che hanno ricevuto in prestito un libro dal noto insegnante ormai passato a miglior vita ed è anche intrigante venire a conoscenza delle storie che ogni prestito nasconde, insieme a qualche segreto inconfessabile. Ma avrei preferito seguire fino alla fine le indagini del protagonista senza andare per forza a finire nella solita equazione Sicilia=mafia.

Idea originale, ma sviluppo deludente.

VALUTAZIONE: 6/10

Una birra al caffè Vigata

caffe-vigataLeggendo questo librino di meno di 200 pagine si è catapultati in Sicilia e nel mondo di Camilleri.

Sembra davvero di fare quattro chiacchiere con questo famosissimo e importantissimo autore contemporaneo. Una persona di grande cultura, di grande inventiva e di grande spessore che sa parlare a tutti in modo semplice e diretto.

Si legge, quindi, della sua infanzia a Porto Empedocle; ci racconta della città, ma anche dei suoi amici di gioventù e delle marachelle, della sua grande passione per la lettura e la letteratura, dei suoi anni scolastici e dei genitori. Per poi passare alla sua città d’adozione, ai primi anni di lavoro nel teatro ed infine del grande successo e della popolarità che ha raggiunto in tarda età grazie alla sua “creatura”, il commissario Montalbano.

Una curiosità? Ha già scritto il capitolo finale della sua opera, l’ha affidata al suo editore pregandolo di custodirla e di pubblicarla postuma.

Non c’è che dire! Camilleri non vuol lasciare il suo pubblico nel dubbio, vuole accontentarlo, o forse ringraziarlo, nel modo migliore, non lasciando niente al caso.

VALUTAZIONE: 8/10

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

invasioneIn un tempo lontano gli orsi abitavano sulle montagne della Sicilia. Il loro re era Leonzio, padre del piccolo Tonio.

Un giorno Tonio fu rapito dai cacciatori e il povero Leonzio non perse mai le speranze di ritrovarlo.

Un’improvvisa carestia costrinse i nostri protagonisti a lasciare il loro habitat naturale e ad avventurarsi verso le città in cerca di cibo. Leonzio non era poi così dispiaciuto, in fondo avrebbe avuto l’opportunità di ritrovare il figlio!

E così che iniziò l’invasione degli orsi in Sicilia, i quali, dopo qualche battaglia a base di palle di neve e dopo avventure straordinarie, riuscirono a mescolarsi con gli uomini e a vivere pacificamente insieme a loro.

Ma l”uomo corrotto non può che corrompere i puri orsacchiotti…

COSA NE PENSO IO:

Una deliziosa storia per grandi e piccoli che ci dà, ahimè, un ritratto desolante della natura umana e, purtroppo, sempre attuale.

VALUTAZIONE: 9/10

L’esclusa

esclusaLa protagonista di questo romanzo è Marta, una donna perbene, una moglie infelice, ma fedele e sottomessa. Eppure è stata cacciata di casa dal marito solo perchè non è stata in grado di respingere con forza e cattiveria un corteggiatore.

Il marito non crede alla sua onestà e, sfortunatamente, non le crede nemmeno il padre, il quale prende le distanze da questa figlia colpevole agli occhi del marito.

Il comportamento del padre non fa altro che attribuire valore alla tesi sulla colpevolezza della donna per gli abitanti del piccolo paesino siciliano dove tutti si conoscono, sanno tutto di tutti e dove sono tutti ligi ai propri doveri sociali e familiari.

Marta, però, è una donna forte, non si lascia abbattere dalle difficoltà e sostiene l’esame per diventare maestra.

Ma è ovvio che tutti i signori perbene del paese non possano permettere che un’adultera dia insegnamenti ai propri figli!

E così Marta è costretta ad allontanarsi dal paese, trasferirsi per poter insegnare e cercare di ricostruirsi un’esistenza tranquilla. Ma è proprio in questa sua nuova fase della vita che reincontra il vecchio corteggiatore, adesso onorevole dello Stato, e si abbandona a questa passione, commettendo davvero quel “peccato” di cui era accusata e che l’aveva esclusa dalla società.

Ma il destino ha previsto una sorte diversa…un ritorno alle origini!

COSA NE PENSO IO:

Pirandello affronta in questo romanzo un tema importante, l’esclusione dalla società, e lo fa mettendo in evidenza con precisione la cattiveria gratuita da una parte, e la sofferenza della persona dall’altra. Tutti sono pronti a giudicare, a trarre conclusioni da qualsiasi cosa una persona faccia e a voltare le spalle per un nonnulla: questo è il messaggio!

Nonostante non sia molto attratta da Pirandello, questa storia mi è molto piaciuta. Come si fa a non farsi coinvolgere e a non abbandonarsi all’ira leggendo la storia di questa donna additata da tutti come la Maria Maddalena del paese?

VALUTAZIONE: 9/10

 

L’assaggiatrice

assaggiatriceAnciluzza è una giovane donna siciliana che vive insieme al marito Gaetano e ai due figli in un piccolo paesino di provincia, dove tutti si conoscono.

Anciluzza e Gaetano sono sposati da alcuni anni, quando all’improvviso lui scompare. Ma perchè? Che fine ha fatto Gaetano? E’ una scomparsa incomprensibile, ma volontaria? O è rimasto vittima della lupara bianca?

La nostra protagonista si ritrova improvvisamente da sola, con due figlie ancora piccole da crescere, con la gente che la scruta e con tanti debiti da dover saldare. Dopo qualche giorno in preda al dolore, all’incredulità e alla confusione, è costretta a prendere in mano la sua vita e inventarsi un lavoro. Per fortuna sta iniziando la stagione estiva, che attira molti turisti in zona e Anciluzza apre un negozio di prodotti locali.

E’ lì che avvengono incontri particolari ed è lì che Anciluzza sfoggia la sua arte culinaria, dando vita ai piatti più famosi e buoni della gastronomia siciliana.

COSA NE PENSO IO:

Senz’altro è un libro molto particolare. Ogni capitolo è introdotto da ricette di pietanze, che sono una più buona dell’altra e che la protagonista preparerà a breve per far contento qualcuno che incrocia il suo cammino e…il suo letto.

Insomma, è un mix di eros e di gastronomia :mrgreen:

La scrittura è curata e le descrizioni dei piatti e dei luoghi sono talmente precise che sembra quasi di essere dentro la “putia” della giovane donna.

VALUTAZIONE: 7/10

 

 

La monaca

monacaAgata Padellani è una delle giovanissime figlie del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, il quale ha servito fedelmente il re delle due Sicilie. Agata è innamorata, ma la famiglia di lui contrasta il legame tra i giovani, i quali, pur costretti a incontri fugaci e segreti, sono convinti di riuscire a realizzare il loro progetto matrimoniale. Ma la morte improvvisa del maresciallo Padellani cambia tutto.

La famiglia di Agata, nonostante il titolo nobiliare e la lunga carriera al servizio del re, è ormai povera e non c’è altra soluzione che imbarcarsi per Napoli.

La nuova vita di Agata sarà tormentata dall’imposizione della madre: Agata deve diventare monaca di clausura; non esiste possibilità di raggranellare una dote adeguata per il matrimonio e tutta la famiglia è mal tollerata dai ricchi parenti napoletani.

Agata entra in convento e rimane sotto l’ala protettiva della zia badessa, ma si ribella contro questa imposizione. Non ha mai avuto la vocazione religiosa, ha sempre sognato una famiglia, dei figli…Chiusa in convento non può interessarsi alla situazione politica del paese, non può avere contatti con la famiglia e passa da momenti di inattività, ad altri in cui si impegna per riuscire a svolgere i propri compiti all’interno del convento.

L’unico legame esterno è con l’inglese James Garson, che le invia libri da leggere. Ma questi non fanno altro che accrescere l’inquietudine della ragazza e far nascere nel suo cuore nuovi sentimenti.

COSA NE PENSO IO:

Non è sicuramente un grande capolavoro della letteratura contemporanea, ma si legge volentieri.

Gli eventi della vita di Agata e della sua famiglia si mischiano a quelli storici del Risorgimento italiano. Sono sicuramente ben espressi i tormenti della giovane protagonista, che è costretta a reprimere i suoi sentimenti, i suoi sogni di libertà e i suoi interessi verso la politica, la letteratura e la musica.

Devo ammettere che non ho apprezzato per niente il finale così sdolcinato. L’autrice avrebbe potuto inventarsi qualcosa di meglio…

VALUTAZIONE: 6/10

La zia marchesa

ziaLa voce narrante di questa saga familiare è Amalia Cuffaro, balia di Costanza Safamita.

Amalia ormai vive insieme alla nipote disabile della quale si prende cura con attenzione e affetto. Ed è a lei che racconta tutta la vita di Costanza, dalla nascita alla morte prematura.

Amalia ha messo piede in casa dei Safamita il giorno della nascita della piccola ed è nelle sue braccia che la bambina viene deposta poichè la madre, Caterina, la rifiuta.

Costanza è nata con una chioma rossa e, questa sua caratteristica, suscita molti pettegolezzi. Ci sono dei precedenti in famiglia? E’ lo stesso barone, padre della piccola e zio della madre, a mettere a tacere queste chiacchiere. Il barone adora la bambina, la proteggerà durante tutta la sua vita e, fino all’ultimo giorno, le ripeterà di essere figlia di un grande amore.

Ma allora perchè Caterina rifiuta la figlia? Forse perchè desiderava un maschio per portare avanti il nome dei Safamita? Non dimentichiamoci che l’ambientazione è la Sicilia dell’800, dove le tradizioni sono profondamente radicate, anche se molti saranno, a breve, gli stravolgimenti politici e sociali! La questione non sarà chiarita che nelle ultime pagine e la stessa Costanza capirà questo rifiuto solo da adulta, quando tutti i segreti di questa famiglia così complessa verranno pian piano alla luce. Nel frattempo, noi lettori, dovremo accontentarci di seguire la crescita della piccola Costanza, il suo dolore per non essere amata da colei che le ha dato la vita, la sua costante ricerca di attenzioni, il suo costante impegno per essere una figlia perfetta, devota ai genitori, ubbidiente e sottomessa.

Solo una volta Costanza si mostrerà ferma nelle sue intenzioni e cioè nella scelta del suo sposo. Ma anche su questo fronte, non avrà molta fortuna e il marchese si rivelerà un pusillanime. Ma chissà…alla fine potrebbe esserci un riscatto e un attimo di intensa felicità per la nostra protagonista 😉

COSA NE PENSO IO:

Premetto che adoro le saghe familiari, che mi piace seguire e appassionarmi alle vicende di più generazioni di una stessa famiglia, quindi questo libro è sicuramente di mio gradimento e, gli attribuisco, senz’altro un bel voto.

Come in tutti i libri di Simonetta Agnello Hornby che ho letto finora (questo è il terzo), trovo che, già dall’inizio, siano presenti troppi personaggi e questa, dal mio punto di vista, è una pecca. Troppi personaggi che interagiscono fra loro tutti insieme creano abbastanza confusione, soprattutto se le parentele sono così intricate come nella famiglia Safamita.

Oltre ad appassionarmi per il fatto che si tratta di un genere che mi conquista, devo ammettere che anche per  l’ambientazione sono abbastanza di parte: ritrovare la mia Sicilia, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, nelle pagine di un libro, lo trovo molto rassicurante perchè non mi sembra di esplorare mondi sconosciuti. Quindi:

VALUTAZIONE: 8,5/10 (su! Diamo il via alle critiche e agli attacchi :mrgreen: )

 

 

Boccamurata

boccamurataTito ha ormai sessant’anni ed ha lasciato la gestione del pastificio di famiglia al figlio maggiore, mantenendone soltanto un controllo a distanza. Egli appartiene ad una famiglia facoltosa, è sposato, ha tre figli e diversi nipotini e una zia da accudire, ma Tito ha soprattutto un cruccio che lo accompagna da sempre: non conosce l’identità della madre.

Egli, infatti, è stato allevato dal padre e dalla sorella di lui, zia Rachele. Sa che un giorno il padre è andato a prelevarlo all’orfanotrofio insieme alla zia e che la madre è una fantomatica donna sposata di cui il padre si è follemente innamorato in gioventù. Ed è proprio per evitare lo scandalo e proteggerne l’identità in un piccolo paesino siciliano, che Tito deve ignorare le sue origini.

E in effetti, solo la parte relativa allo scandalo è vera…il resto sono solo fandonie.

Ed è quando in paese arriva Dante, figlio della governante che Rachele ha avuto da giovane, con un fascio di lettere da consegnare alla legittima proprietaria, che la verità sarà portata alla luce pian pianino.

COSA NE PENSO IO:

In questa storia ritroviamo il tema dell’attaccamento alle cose materiali, le invidie tra familiari  e la descrizione delle atmosfere e della mentalità dei piccoli paesi, dove la più grande preoccupazione è quella di salvare le apparenze. Ma il tema fondamentale è un altro (che non posso rivelare, così da lasciare un po’ di suspense 😀 )

Secondo me, non raggiunge lo stesso livello de “La Mennulara“, ma anche con questa storia Simonetta Agnello Hornby mi ha affascinata affrontando con delicatezza un tema inusuale e molto complesso.

VALUTAZIONE: 7/10

 

La lupa

lupaLa lupa è il soprannome con il quale la signora Pina è conosciuta in paese. Nonostante sia madre di una ragazza ormai in età da marito, Pina è ancora una donna affascinate che fa innamorare chiunque.

Eppure lei è invaghita di un uomo soltanto, Nanni.

Tutti nel paese conoscono questa situazione e le chiacchiere e le allusioni viaggiano di bocca in bocca. Quando però Pina parla chiaramente a Nanni dei propri sentimenti, egli la rifiuta e umilia la donna chiedendo in sposa la figlia Mara. Ma, dopo aver concordato il matrimonio, Nanni cede alle lusinghe di Pina.

La scena si sposta in avanti di qualche anno; Nanni e Mara sono ormai sposi e genitori, ma Pina continua a frapporsi tra loro e questo confonde ed esaspera Nanni. Inesorabilmente ed inevitabilmente assistiamo al tragico epilogo….

COSA NE PENSO IO:

Questo è il secondo testo teatrale di Verga che leggo e l’ho trovato assolutamente esauriente nella sua brevità.

Una storia dal sapore antico, ma ancora tremendamente attuale.

Ma d’altro canto Verga difficilmente può deludere i suoi lettori!

VALUTAZIONE: 9/10

 

Tigre reale

tigreGiorgio La Ferlita, frequentando la mondanità fiorentina, incontra una donna affascinate, che lo colpisce non poco.

Si tratta di Nata, una contessa russa malata di tubercolosi e stabilitasi a Firenze per sfuggire al gelo del paese natìo.

I due cominciano a frequentarsi, ma il loro rapporto, pur molto profondo, non va mai oltre l’amicizia; entrambi cercano di mantenere le distanze pur rendendosi conto che l’amicizia non è sufficiente.

Ad un certo punto la donna torna in Russia e Giorgio si sposa e costruisce una famiglia con Erminia, ma… Nata aveva già annunziato per lettera che sarebbe un giorno tornata a morire dove lui si fosse stabilito.

Ed è così che vanno le cose. Quando la morte si avvicina, Nata e Giorgio si rincontrano. Per lei, Giorgio  trascura la famiglia, ma a causa di un grave avvenimento, si rende conto delle sue mancanze e rinuncia a rivedere l’affascinante contessa.

Ma un ultimo commovente “incontro” sarà organizzato dal destino…

COSA NE PENSO IO:

E’ strano pensare che questo breve romanzo sia stato creato da Giovanni Verga! In fondo abbiamo studiato tutti che egli era un verista, quindi uno scrittore che metteva nero su bianco ciò che lo circondava: povertà, lavoratori umili, tragedie familiari, la provvidenza divina… Ed è questo che ci aspettiamo di trovare nei suoi romanzi.

Qui è tutto un altro “mondo”.

Ma è senz’altro un bel mondo!

VALUTAZIONE: 9/10