Il ritorno

1° volume–> La straniera

2° volume–> L’amuleto d’ambra

Dopo essersi riappacificati e aver vissuto intense esperienze in Francia, i nostri protagonisti, Jamie e Claire, tornano in Scozia a Lallybroch. Lì riprendono la vita tranquilla che avevano interrotto mesi prima, ma, l’arrivo di una lettera del principe Charles, rimette tutti in subbuglio.

Nella lettera, infatti, il pretendente al trono annuncia di aver raccolto i fondi necessari per intraprendere la guerra contro i Tudor, che sta tornando in patria e invita tutti i suoi sostenitori a seguirlo in questa grande avventura. Jamie non può tirarsi indietro di fronte a questo appello e parte insieme ad alcuni degli uomini del suo clan e a Claire. I due hanno intenzione di cercare di ostacolare in tutti i modi la follia del principe.

Iniziano i primi scontri e, mentre gli uomini si dedicano alla guerra, Claire coordina le cure ai feriti.

Anche i McKenzie hanno risposto all’appello del principe, ma Colum non è così sicuro di voler sostenere i giacobiti. Ormai pieno di sofferenze, chiede a Claire di aiutarlo a morire e consiglio al nipote Jamie sulle scelte da intraprendere.

Jamie cerca di convincerlo a desistere dal seguire le imprese di Charles, contando sul fatto che altri capi clan possano seguire le orme di Colum e lasciare sfornito l’esercito scozzese, rendendo così inutili gli sforzi del pretendente al trono. Colum sembra deciso a seguire i consigli del saggio nipote ma, prima che possa comunicare al principe la sua decisione, muore all’improvviso lasciando il comando dei McKenzie al fratello Dougal, convinto giacobita.

Intanto l’odioso Randall si rifà vivo e chiede a Claire di aiutarlo a curare il fratello Alex in cambio di informazioni sulle mosse degli inglesi.

Sembra esserci ancora una speranza di fermare Charles e il massacro degli scozzesi a Culloden…

Claire comincia a curare Alex Randall, ma si rende conto che la sua situazione è estremamente grave e il giovane non potrà sopravvivere ancora per molto. Questo turba molto Black Jack, che è sinceramente legato al fratello minore, l’unico affetto sincero della propria vita.

La guerra prosegue, le battaglie anche, ma servono ancora uomini e Charles ordina a Jamie di recarsi dal burbero nonno e guidare i Fraser.

Al ritorno da questa spedizione, durante la quale vengono svelati un po’ di questioni familiari, Claire incontra casualmente Mary Hawkins e scopre che vede in segreto Alex, del quale è ancora molto innamorata e dal quale attende un figlio.

Durante una notte di battaglie, i Fraser e i McKenzie rimangono intrappolati dagli inglesi. Claire, per creare un diversivo, finge di essere stata rapita e si consegna all’esercito inglese che la scorta presso la dimora del Duca di Sandringham, nella quale alloggia momentaneamente Mary. Quando Jamie riesce a raggiungere Claire, Mary decide di fuggire insieme a loro.

Alex è ormai moribondo e chiede al fratello di sposare la sua Mary per poter dare al bambino il nome dei Randall, questo ci porta a capire chi sia il vero antenato di Frank!

Intanto si avvicina la disfatta, Jamie e Claire non sanno più cosa fare per impedirlo e meditano di avvelenare il principe, ma Dougal ascolta di nascosto e si scaglia contro Claire. Jamie, nel cercare di difenderla, uccide lo zio ed è cosciente del fatto che adesso attirerà su di sé la vendetta dei McKenzie. Non c’è altro da fare che portare Claire al cerchio di pietre affinchè possa tornare indietro insieme al figlio che porta in grembo.

Dopo un doloroso e commovente addio, torniamo al 1968. Ed ecco perchè Claire ha affidato al giovane Roger la ricerca sulla sorte dei Fraser e dei McKenzie: non ha assistito alla disfatta e non ha saputo più niente degli uomini con cui ha vissuto nei tre anni in cui è stata lontana dal suo tempo!

Ma c’è ancora un altro segreto: Roger è uno dei discendenti di Dougal e Geille, la strega. E quello è il 1968, l’anno in cui lei attraverserà il cerchio di pietre, forse potrebbero cercare di incontrarla….

Ed è quello che cercano di fare, ma assistono impotenti ed increduli al passaggio tra le pietre. A questo punto tocca a Roger confessare di aver scoperto che Jamie è sopravvissuto alla battaglia di Culloden.

COSA NE PENSO IO:

La breve parentesi in Francia era stata gradevole, ma non appassionante come le atmosfere e le vicende che si svolgono nella rude Scozia. Ho pertanto gradito molto questo terzo volume della saga, sempre pieno di colpi di scena e riferimenti storici particolarmente accurati.

E adesso sono curiosissima. Cosa si inventerà l’autrice? Beh, di certo Claire non resterà buona buona, dopo aver scoperto che Jamie non morì come lei aveva pensato negli ultimi 20 anni!

VALUTAZIONE: 10/10

L’amuleto d’ambra (Saga di Claire Randall)

amuletoLa straniera” si conclude con la decisione dei nostri protagonisti, Jamie e Claire, di partire per raggiungere Prince Charles e cercare di cambiare il corso della storia, evitando la disfatta di Culloden dove perirono gli Highlanders.

“L’amuleto d’ambra” inizia in modo da farci sussultare: non siamo nel 1700, ma nel 1968 e Claire torna a Inverness oltre vent’anni dopo aver attraversato il cerchio di pietre e con Brianna, la figlia adolescente dalla chioma rossa. E subito mille domande da porci e nessuna risposta che possa accontentarci. Dov’è Jamie? Dov’è Frank? Perchè Claire vuole conoscere le sorti degli Highlanders? Non ha vissuto l’esperienza in prima persona? E perchè raccontare tutto al giovane Roger, figlio adottivo del reverendo Wakefield che abbiamo conosciuto nel primo volume?

Mentre noi lettori ci poniamo questi e altri mille quesiti, Claire inizia a raccontare la storia riprendendo dall’arrivo in Francia, dove hanno preso contatto con il cugino di Jamie e cercato di farsi introdurre alla corte di re Luigi XV, cugino di Charles Stuart.

L’arrivo in Francia è subito denso di eventi: grazie alle proprie conoscenze mediche, Claire individua un caso di vaiolo tra i marinai di una nave di proprietà del Conte di St. Germaine e contribuisce a farla distruggere con tutto il carico per evitare la diffusione del contagio a Parigi. Il Conte è decisamente furioso per la perdita economica del bastimento e giura vendetta; un primo nemico da cui guardarsi le spalle…

I primi tempi a Parigi sono monotoni, Jamie è preso dagli affari del cugino e Claire non ha altro di cui occuparsi, se non la gravidanza. Ma ben presto riprende il suo “lavoro medico”, offrendosi come volontaria all’Hopital des Anges gestito dalla competente e forte Madre Hildegarde. E’ lì che facciamo la conoscenza, oltre che della direttrice, anche del suo aiutante Bouton, un cagnolino simpaticissimo, e dell'”ortopedico”, Monsier Forez.

Ma ben presto arriva il momento di entrare a Versailles e di fare il tanto agognato incontro con Charles Stuart. I nostri due protagonisti sono ben accolti a corte e da tutta l’aristocrazia parigina che conta, mentre il pretendente al trono inglese è costretto a tramare nell’ombra per cercare di trovare i fondi che finanzieranno la guerra contro i Tudor. Jamie, da un lato si mostra favorevole e grande amico di Charles, ma dall’altro lato cerca di impedire che quest’ultimo possa attuare il suo folle piano.

Quando sembra che tutto stia filando per il meglio, Claire e Jamie scoprono che il loro acerrimo nemico, Jack Randall, è ancora vivo. Jamie vuole ucciderlo, ma Claire gli fa promettere che non lo farà almeno fino a quando Frank non sarà concepito. Jamie è furioso, ma decide di mantenere la promessa affinchè Claire, in caso di necessità, possa un giorno riattraversare le pietre e tornare indietro dall’unica persona che possa amarla come lui.

Purtroppo, per proteggere il piccolo Fergus, altro personaggio chiave di questo volume, Jamie infrange la promessa, sfida a duello il brutale Black Jack. Claire cerca di fermarlo, ma a causa della tensione perde il bambino che portava in grembo. Si apre una grossa ferita nell’unione tra Claire e Jamie….

COSA NE PENSO IO:

Ancora una storia avvincente, ricca di colpi di scena continua e con l’introduzione di nuovi personaggi che ruotano attorno ai due protagonisti. Destabilizzante l’inizio, avvincente lo svolgimento e intensa l’ultima parte.

Molto interessante anche lo sviluppo psicologico dei personaggi chiave. Anche in questo volume c’è qualche eccesso che l’autrice poteva evitarci, ma direi che possiamo definirlo un peccato veniale 😉

VALUTAZIONE:8/10

Canale Mussolini. Parte seconda

downloadDopo “Canale Mussolini“, che mi aveva tanto appassionato, ho deciso di leggere anche la seconda parte della storia dei Peruzzi.

E così sono stata catapultata un’altra volta in Agro Pontino negli ultimi giorni di guerra, caratterizzati da estrema confusione, mancanza di direttive e sbarchi degli americani per liberare la zona dall’occupazione nazista tedesca.

I protagonisti di questo nuovo capitolo della saga familiare sono quelli che appartengono alla seconda generazione dei Peruzzi, e primo tra tutti Diomede che, dopo aver sottratto del denaro tra le mura devastate della Banca d’italia, a seguito di un bombardamento, inizia una nuova attività di costruzioni e diventa emblema della ricchezza nella città di Littoria.

Naturalmente ritroviamo la maggior parte dei fratelli Peruzzi, le loro mogli, i loro figli e continuiamo a seguire le intricate vicende e faccende familiari.

COSA NE PENSO IO:

Questa seconda parte, che ho iniziato a leggere con grandi aspettative, mi ha delusa non poco!

Non si tratta più di un racconto di famiglia inserito in un contesto storico, ma mi è sembrato piuttosto un manuale di storia che ha relegato in un cantuccio le vicende della famiglia protagonista.

Ed è un gran peccato perchè, quando l’autore si ricorda di aggiornarci sui Peruzzi, la narrazione diventa appassionate e a tratti divertente, proprio come nel primo volume!

VALUTAZIONE: 6/10

La straniera

foto-stranieraSi è appena conclusa la seconda guerra mondiale, Claire e il marito Frank si sono concessi una seconda luna di miele per riconquistare l’intimità perduta a seguito della separazione forzata dovuta agli eventi bellici; Claire, infatti, ha svolto il ruolo di infermiera e Frank ha fatto parte dell’esercito inglese.

La breve vacanza, prima che Frank cominci il suo nuovo lavoro all’università di Oxford come docente di storia, si svolge in Scozia, precisamente ad Inverness. Durante la visita nelle Highlands scozzesi, i due coniugi si imbattono in una “piccola Stonehenge” che affascina entrambi per la sua imponenza.

Un giorno Claire, appassionata di botanica, si reca al cerchio di pietre per raccogliere esemplari di erbe medicinali e fiori ma, avvicinandosi alla pietra centrale si rende conto che dalla spaccatura interna proviene uno strano ronzio. Ed è a quel punto che “La pietra urlò”.

Claire si ritrova, così nel 1742 tra rozzi scozzesi a cavallo, armati di fucili e pugnali e abbigliati con il tipico kilt in tartan. La donna, ancora in preda allo shock, si ritrova faccia a faccia con il Capitano Randall, antenato e sosia del marito, che non ha certo una buona reputazione. Infatti, il suo primo istinto è quello di violentare Claire, salvata dall’improvviso e fortuito arrivo di un bel cavaliere dalla chioma fulva.

Ed ecco che incontriamo il nostro protagonista maschile, Jamie del clan McKenzie.

Claire è condotta, quindi, al castello di Leoch, dove il laird, Colum Mckenzie, cerca di capire chi sia quell’affascinante sconosciuta. Claire non può certo rivelare di venire dal futuro e si inventa una storia di un viaggio verso la Francia, che non convince il diffidente laird. Non sapendo come fare per tornare indietro, si adegua alla vita del castello e diventa, grazie alle conoscenze mediche e botaniche, la guaritrice del clan.

La storia è molto lunga, ma per farla breve e non annoiare troppo soprattutto chi  lo considererà un libro spazzatura, dico soltanto che Claire è costretta a sposare il giovane Jamie. I due, affascinati l’uno dall’altra, si innamorano perdutamente e vivranno una intensa storia d’amore.

Ma la situazione è un po’ troppo complessa, su Jamie c’è una taglia ed è costretto a rimanere al castello di Leoch, protetto dagli zii, per evitare di finire nuovamente tra le grinfie del capitano Randall che, già in passato, lo ha frustato fin quasi alla morte. In realtà Jamie è il laird di Lallybroch, dove i due sposi riusciranno a fare una breve incursione.

Purtroppo Jamie sarà arrestato e finirà nella prigione di Wentworth, dentro le mura della quale si svolgerà la parte più cruda e commovente della storia….

COSA NE PENSO IO:

Lo dichiaro pubblicamente: questo libro mi ha conquistata completamente!

E’ ricchissimo di eventi storici, tradizioni e leggende popolari. Si parla dei giacobiti, dell’indipendenza scozzese, degli strumenti e dei rudimenti medici dell’epoca, di stregoneria , di amore, di violenza fisica e psicologica.

Ci si sente coinvolti nella storia, si prova empatia per i personaggi, si sorride, ci si arrabbia e si prova tenerezza.

Beh, è vero c’è qualche eccesso che poteva essere evitato, ma c’è anche la maestria dell’autrice nella descrizione dei tormenti interiori e di inserimento, qua e là, di qualche frase azzeccatissima (secondo me).

Quindi (chissenefrega) io gli attribuisco un voto altissimo.

VALUTAZIONE: 9/10

 

I promessi sposi

sposiRenzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curato, per bocca dei suoi bravi, di non celebrare il matrimonio.

Don Abbondio è un tranquillo curato di paese senza vocazione religiosa e non ha il coraggio di opporsi ai soprusi, quindi, terrorizzato, inventa delle scuse per non compiere il proprio dovere.

Renzo è furioso, Lucia spaventata a morte.

Gli unici su cui i giovani possono contare sono Agnese, madre di Lucia, e Fra’ Cristoforo. Quest’ultimo affronta di petto Don Rodrigo e, prima di essere allontanato dal convento, trova il modo di preparare la fuga dei promessi sposi.

Renzo trova lavoro in una fabbrica tessile, Lucia viene accolta in un convento di suore. E’ lì che incontra la monaca di Monza, costretta alla vita monacale, ma indotta al peccato da un uomo. Anche Gertrude tradisce Lucia e la donna, rapita, rimane prigioniera nel castello dell’Innominato.

Durante quella notte di prigione ne accadono di cose! Lucia fa il voto di non contrarre matrimonio e l’Innominato, fino a quel momento senza cuore, “a tu per tu” con la bontà e la disperazione di Lucia si converte. Incontra il Cardinale Borromeo, si confessa e libera la disperatissima giovinetta.

A questo punto tutto sembra risolto, ma il voto di Lucia e la peste a Milano rimettono tutto in discussione. Ma la Provvidenza ha in serbo per i nostri protagonisti un epilogo felice.

COSA NE PENSO IO:

Ho amato questo libro fin da quando l’ho letto a scuola, ma erano passati più di 20 anni e ci voleva proprio una rilettura.

E ho così scoperto che, seppur ricordando la storia dei due protagonisti, avevo dimenticato mille particolari.

Non ricordavo la storia di Fra’ Cristoforo, né tanto meno la notte di prigionia di Lucia e l’animo in subbuglio dell’Innominato.

Sempre commovente invece il racconto della peste e della deposizione sul carro dei defunti della bambina da parte della madre annientata dal dolore della perdita, ma anche consolata dal fatto che entro sera si sarebbero ricongiunte.

Insomma, che dire? Niente; di fronte ad uno dei più bei capolavori della letteratura italiana, meglio limitare le parole.

VALUTAZIONE: 10/10

 

Canale Mussolini

canaleLa famiglia Peruzzi, protagonista di questa lunga saga familiare, vive nella Val Padana, al confine tra il Veneto e l’Emilia Romagna. E’ una famiglia di contadini che lavora, con contratto di mezzadria, il fondo di uno dei ricchi della zona.

I Peruzzi sono numerosissimi, ma è così che doveva essere: i figli all’epoca erano soprattutto una forza lavoro. Tutti avevano un ruolo e dei compiti ben precisi da svolgere per collaborare al sostentamento di tutti.

Il nonno, capostipite della famiglia, un giorno si trova coinvolto, suo malgrado, durante un comizio socialista nel tentativo di fuga del politico Rossoni e i due vengono arrestati. Dovendo passare molto tempo nella stessa cella, i due uomini diventano amici e rimarranno legati a filo doppio per tutta la vita.

Intanto gli anni passano, c’è stata una guerra mondiale che, per fortuna, non ha portato lutti nella famiglia Peruzzi che, anzi, si è accresciuta; oltre ai figli a cui, per la maggior parte, sono stati attribuiti i nomi dei più importanti politici socialisti del tempo, la casa si è aperta per accogliere nuore e nipotini. Anche la scena politica italiana si è evoluta (o piuttosto dovrei dire involuta) e si sta affermando con una certa rapidità Mussolini, di cui Rossoni è diventato braccio destro.

Mussolini impone all’improvviso una manovra economica, nota come quota 90, che ha come obiettivo la rivalutazione della lira sulla sterlina inglese, ma provoca una diminuzione nelle esportazioni del grano e anche la rovina della famiglia Peruzzi, che viene cacciata dal fondo. Pericle, uno dei tanti figli dei Peruzzi, il più fascista, che ha già operato nelle squadre fasciste e fatto dei “favori” a chi comanda, si ricorda di Rossoni e si reca a Roma per chiedergli aiuto.

Il Rossoni, che non può rifiutargli tale aiuto, ma che non può influire sul rientro della famiglia nel podere in cui ha sempre lavorato, gli propone di trasferirsi con tutta la famiglia in Agro Pontino, dove è in corso la bonifica.

Ed è da questo momento che tutti i Peruzzi si spostano a confine con il Canale Mussolini e sono costretti a ricominciare tutto. E’ lì che vedranno scorrere la seconda guerra mondiale ed è lì che si snoderanno le ulteriori complicate vicende familiari.

Nonostante le varie traversie, le guerre, i problemi, i drammi familiari e i lutti, i Peruzzi rimarranno tutti uniti (o quasi) e rimetteranno in piedi le loro vite più di una volta.

COSA NE PENSO IO:

Non è facile raccontare sinteticamente questo libro perchè è ricchissimo di episodi, di storie familiari e di eventi politici del nostro Paese, dall’inizio del ‘900 al dopoguerra.

Ho già scritto in altre occasioni che adoro le saghe familiari, che mi piace seguire le vicende di tante generazioni di uno stesso nucleo familiare, quindi sono affascinata dagli eventi ancora prima di cominciare a leggere il primo capitolo.

Dopo aver ammesso che sono “di parte”, confermo che mi sono appassionata alle vicende dei Peruzzi da subito.

Posso definirlo in breve in questo modo: un’ottimo racconto inserito in una ben nota pagina di storia recente del nostro Paese.

Non gli attribuisco il massimo dei voti solo per un motivo, l’abitudine dell’autore di raccontare e poi divagare per pagine e pagine e pagine. Ciò potrebbe creare confusione nel lettore, nell’individuare legami familiari ed episodi, magari già sfiorati precedentemente, ma per essere completamente obiettiva, devo anche ammettere che Pennacchi non lascia che il lettore si possa confondere e riannoda con estrema abilità e precisione le fila del discorso quando passa dal passato al presente o viceversa.

VALUTAZIONE: 9/10

 

 

La monaca

monacaAgata Padellani è una delle giovanissime figlie del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, il quale ha servito fedelmente il re delle due Sicilie. Agata è innamorata, ma la famiglia di lui contrasta il legame tra i giovani, i quali, pur costretti a incontri fugaci e segreti, sono convinti di riuscire a realizzare il loro progetto matrimoniale. Ma la morte improvvisa del maresciallo Padellani cambia tutto.

La famiglia di Agata, nonostante il titolo nobiliare e la lunga carriera al servizio del re, è ormai povera e non c’è altra soluzione che imbarcarsi per Napoli.

La nuova vita di Agata sarà tormentata dall’imposizione della madre: Agata deve diventare monaca di clausura; non esiste possibilità di raggranellare una dote adeguata per il matrimonio e tutta la famiglia è mal tollerata dai ricchi parenti napoletani.

Agata entra in convento e rimane sotto l’ala protettiva della zia badessa, ma si ribella contro questa imposizione. Non ha mai avuto la vocazione religiosa, ha sempre sognato una famiglia, dei figli…Chiusa in convento non può interessarsi alla situazione politica del paese, non può avere contatti con la famiglia e passa da momenti di inattività, ad altri in cui si impegna per riuscire a svolgere i propri compiti all’interno del convento.

L’unico legame esterno è con l’inglese James Garson, che le invia libri da leggere. Ma questi non fanno altro che accrescere l’inquietudine della ragazza e far nascere nel suo cuore nuovi sentimenti.

COSA NE PENSO IO:

Non è sicuramente un grande capolavoro della letteratura contemporanea, ma si legge volentieri.

Gli eventi della vita di Agata e della sua famiglia si mischiano a quelli storici del Risorgimento italiano. Sono sicuramente ben espressi i tormenti della giovane protagonista, che è costretta a reprimere i suoi sentimenti, i suoi sogni di libertà e i suoi interessi verso la politica, la letteratura e la musica.

Devo ammettere che non ho apprezzato per niente il finale così sdolcinato. L’autrice avrebbe potuto inventarsi qualcosa di meglio…

VALUTAZIONE: 6/10

La zia marchesa

ziaLa voce narrante di questa saga familiare è Amalia Cuffaro, balia di Costanza Safamita.

Amalia ormai vive insieme alla nipote disabile della quale si prende cura con attenzione e affetto. Ed è a lei che racconta tutta la vita di Costanza, dalla nascita alla morte prematura.

Amalia ha messo piede in casa dei Safamita il giorno della nascita della piccola ed è nelle sue braccia che la bambina viene deposta poichè la madre, Caterina, la rifiuta.

Costanza è nata con una chioma rossa e, questa sua caratteristica, suscita molti pettegolezzi. Ci sono dei precedenti in famiglia? E’ lo stesso barone, padre della piccola e zio della madre, a mettere a tacere queste chiacchiere. Il barone adora la bambina, la proteggerà durante tutta la sua vita e, fino all’ultimo giorno, le ripeterà di essere figlia di un grande amore.

Ma allora perchè Caterina rifiuta la figlia? Forse perchè desiderava un maschio per portare avanti il nome dei Safamita? Non dimentichiamoci che l’ambientazione è la Sicilia dell’800, dove le tradizioni sono profondamente radicate, anche se molti saranno, a breve, gli stravolgimenti politici e sociali! La questione non sarà chiarita che nelle ultime pagine e la stessa Costanza capirà questo rifiuto solo da adulta, quando tutti i segreti di questa famiglia così complessa verranno pian piano alla luce. Nel frattempo, noi lettori, dovremo accontentarci di seguire la crescita della piccola Costanza, il suo dolore per non essere amata da colei che le ha dato la vita, la sua costante ricerca di attenzioni, il suo costante impegno per essere una figlia perfetta, devota ai genitori, ubbidiente e sottomessa.

Solo una volta Costanza si mostrerà ferma nelle sue intenzioni e cioè nella scelta del suo sposo. Ma anche su questo fronte, non avrà molta fortuna e il marchese si rivelerà un pusillanime. Ma chissà…alla fine potrebbe esserci un riscatto e un attimo di intensa felicità per la nostra protagonista 😉

COSA NE PENSO IO:

Premetto che adoro le saghe familiari, che mi piace seguire e appassionarmi alle vicende di più generazioni di una stessa famiglia, quindi questo libro è sicuramente di mio gradimento e, gli attribuisco, senz’altro un bel voto.

Come in tutti i libri di Simonetta Agnello Hornby che ho letto finora (questo è il terzo), trovo che, già dall’inizio, siano presenti troppi personaggi e questa, dal mio punto di vista, è una pecca. Troppi personaggi che interagiscono fra loro tutti insieme creano abbastanza confusione, soprattutto se le parentele sono così intricate come nella famiglia Safamita.

Oltre ad appassionarmi per il fatto che si tratta di un genere che mi conquista, devo ammettere che anche per  l’ambientazione sono abbastanza di parte: ritrovare la mia Sicilia, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, nelle pagine di un libro, lo trovo molto rassicurante perchè non mi sembra di esplorare mondi sconosciuti. Quindi:

VALUTAZIONE: 8,5/10 (su! Diamo il via alle critiche e agli attacchi :mrgreen: )

 

 

La trovatella di Milano

trovatellaSiamo nel 1848 e Milano è sconvolta dalle sollevazioni popolari contro il dominio austriaco.

Nelle famose 5 giornate di Milano, Annetta, coraggiosa popolana, perde il marito durante i combattimenti. E’ annientata dal dolore, ma il fato ha preparato per lei una bella sorpresa… Annetta trova sulla soglia di casa una bambina di pochi anni, che decide di tenere con sé per crescerla come se fosse una figlia. Le dà il nome di Maria, la quale, ben presto, diventa la sua unica ragione di vita.

Ma gli anni passano…

Maria adesso è una giovane donna, bella, onesta e profondamente legata alla donna che crede essere la sua mamma. Maria fa la guantaia e il suo negozio è ben frequentato e avviato.

Una notte un uomo si rifugia nel locale e le sconvolge la vita. Maria si innamora profondamente dell’uomo, ma non sa che si tratta solo di un impostore che sta ingannando sia lei, che la sua promessa sposa.

Scoperto l’inganno, Maria decide di vendicarsi…

COSA NE PENSO IO:

La storia non è per niente male. Si tratta di una storia d’amore d’altri tempi, con una eroina che non è sdolcinata, è fiera, piena di buoni sentimenti e di buone intenzioni, ma non è per niente arrendevole e soprattutto è vendicativa.

Però trovo questo libro eccessivo, come dire…teatralmente ed esageratamente drammatico nelle reazioni e nelle passioni che animano i protagonisti, ed eccessivo anche nelle incredibili coincidenze che man mano collegano tutti i personaggi.

VALUTAZIONI: 6/10

Il profumo

profumoQuesta è la storia di Jean Baptiste Grenouille, nato in mezzo alla spazzatura e dedito, per tutta la vita, alla ricerca del proprio odore.

La vicenda è ambientata in Francia nel XVIII secolo.

Grenouille è messo al mondo tra i resti di una pescheria, da una madre disinteressata. Solo per caso, egli riesce a sfuggire alla sorte toccata ai suoi fratelli e la madre, accusata di omicidio, viene assassinata nella pubblica piazza. A questo punto il bambino diventa un peso per tutti. Prima è affidato ad un convento, ma la balia che dovrebbe prendersene cura lo rifiuta poichè si è resa conto che nel piccolo c’è qualcosa di assolutamente diabolico: non ha l’odore caratteristico dei bambini. I frati del convento lo affidano, quindi, ad una donna che cresce i bambini dietro pagamento di una somma cospicua di denaro. Raggiunta una certa età, anche la donna si libera del bambino, che finisce, in questo modo, a fare da garzone ad un conciatore.

E’ lì che egli impara a riconoscere tutti gli odori e, un giorno, riesce a farsi assumere da un profumiere illustre, ma che ha sempre copiato gli altri perchè dotato di “poco naso” e di poca creatività. Grazie a Grenouille Monsieur Baldini riacquista la sua fama e la sua ricchezza.

Ma Grenouille non ha ancora trovato quello che cerca e, improvvisamente, lascia la profumeria per intraprendere un viaggio verso la città di Grasse, nota per le sue tecniche di profumeria.

Durante il viaggio Grenouille si rende conto di non sopportare gli uomini e trova rifugio in una caverna isolata dove rimane per 7 lunghi anni. Ma è lì che fa una scoperta sorprendente: lui non ha un odore e questo lo terrorizza.

Riprende, quindi, il suo viaggio e torna in mezzo alla gente. Dopo varie vicissitudini giunge finalmente a Grasse, dove crea artificialmente, mischiando una serie improbabile di ingredienti, il proprio odore e dove trova un odore sublime che decide dovrà essere il suo…

COSA NE PENSO IO:

Per due terzi il libro è molto intrigante e l’atmosfera che l’autore riesce a creare intorno allo strano protagonista cattura.

Poi la narrazione devia verso il giallo, verso situazioni surreali e l’estasi. Ed è lì che ho cominciato a non apprezzare più questo romanzo. Per non parlare poi della scena finale, assolutamente incredibile, senza razionalità alcuna.

VALUTAZIONE: 6/10