In piedi sull’arcobaleno

La storia si dipana in Missouri, esattamente nella piccola cittadina di Elmwood Springs, dal dopoguerra agli anni ’90.
È un romanzo ricco di personaggi, alcuni dei quali molto pittoreschi, di cui seguiamo le vicende personali e come queste sono in relazione con le vite e le altre vicende di tutti i cittadini della piccola comunità.
Ognuno di essi ha una caratteristica che lo rende unico, a cominciare dal piccolo Bobby che rende turbolenta la vita della famiglia Smith, o di Norma, la più ansiosa donna che abbia mai incontrato all’interno di un romanzo.
E come dimenticare poi Neighbor Dorothy, che con la sua trasmissione radiofonica tiene legati a sè migliaia di radioascoltatori ogni giorno per decenni, facendo un po’ da filo conduttore e punto di riferimento per tutti, anche per noi lettori.
Insomma questo libro ci permette di seguire la crescita di molti personaggi e l’invecchiamento e la perdita, a volte precoce, di altri, dandoci l’impressione che siano persone di famiglia, per le cui vicende siamo costretti a gioire o soffrire, a seconda dei casi.
Un apprezzamento particolare per l’ironia impiegata dall’autrice, che ci permette di affrontare questa lunga storia sempre con il sorriso sulle labbra!

VALUTAZIONE: 7,5/10

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Il chirurgo

Due omicidi cruenti si susseguono a Boston. I detective incaricati dell’indagine, Moore e Jane Rizzoli, scoprono che lo schema corrisponde perfettamente ad altri omicidi commessi anni prima a Savannah. Peccato che l’assassino sia stato ucciso proprio durante l’ultima aggressione ai danni della dottoressa Cordell!
Si tratta di un imitatore? E come fa a conoscere i particolari che non sono stati divulgati? Non resta che contattare la sopravvissuta, Catherine Cordell.
L’indagine è molto complessa, sembra che niente colleghi le vittime e la dottoressa Cordell ricade nuovamente in quell’abisso di paura da cui ha cercato faticosamente di uscire.
Chi sia “Il Chirurgo” e perchè ce l’abbia tanto con la dottoressa è quasi impossibile da capire anche per i criminologi, finchè un ricordo improvviso dirada la nebbia…e ci si avvia vorticosamente verso la soluzione finale.

COSA NE PENSO IO:
Avendo visto in tv diverse puntate della serie Rizzoli & Isles, mi è stato un po’ difficile far combaciare la Rizzoli del romanzo con quella della TV, così come è stato difficile attribuire al giovane detective Frost il viso dell’attore che lo interpreta. Inoltre manca la verve di Maura Isles, ma la storia è molto avvincente e tiene incollati alle pagine. Ed è questo che conta. Proseguirò certamente nella lettura della serie.

VALUTAZIONE: 8/10

Via Castellana Bandiera

E’ uno di quei giorni estivi in cui l’afa e lo scirocco avvolgono la Sicilia, costringendo i suoi abitanti a boccheggiare alla ricerca di un po’ di sollievo.
Rosa e Clara sono a Palermo per partecipare ad un matrimonio di amici e, durante la ricerca di
un indirizzo dalle parti della Fiera, si ritrovano a percorrere uno stretto vicolo a doppio senso che non permette il passaggio di due auto contemporaneamente. Sono costrette, pertanto, a bloccarsi nel bel mezzo di Via Castellana Bandiera perchè si ritrovano di fronte la Punto della famiglia Calafiore.
I Calafiore sono una famiglia numerosa e dedita a piccoli traffici; alla guida dell’auto c’è Samira, la suocera del capofamiglia Saro, di origine albanese che si impunta e si rifiuta di fare marcia indietro per lasciar passare le “milanesi”.
A questo punto anche Rosa decide che di lì non la smuoverà nessuno.
Trascorre tutto il giorno in questo pittoresco vicolo e poi anche la notte intera, ma le due donne rimangono ferme nelle loro posizioni, mentre attorno si dipanano scommesse e vicende familiari.
Poi…il tragico epilogo.

COSA NE PENSO IO:

Ho trovato questo libro molto bello, nonostante la vicenda sia leggermente surreale. L’autrice riesce a trasmettere la sicilianità dei personaggi in modo impeccabile e a farci un ritratto preciso di ognuno di essi, senza trascurare i dettagli sul loro passato e sulla loro vita nascosta.

VALUTAZIONE: 8/10

1933 Un anno terribile

Dominic Molise è figlio di immigrati italiani, vive a Roper, una cittadina del Colorado, e si ritiene un ottimo lanciatore, tanto da sognare un futuro tra i grandi del baseball e il suo nome impresso nella Hall of Fame.
Il problema è che l’America è sconvolta dalla depressione e la miseria regna sovrana un po’ ovunque.
Il padre non lavora da mesi, la madre continua ad affidarsi alla Vergine, la nonna rimpiange il suo paese natio in Abruzzo e lui fa affidamento sul suo braccio sinistro, che protegge spalmandolo di un unguento dall’odore pungente che irrita chiunque lo circondi.
Dominic vuol fuggire dal proprio destino di muratore, non sopporta l’idea di una vita di miseria e cerca di escogitare il modo di farsi ingaggiare da una squadra famosa, che gli permetta di evadere da quella sorta di prigione. Quando il suo amico Kenny gli prospetta di andare incontro insieme al loro destino di giocatori di baseball, Dominic decide di procurarsi il denaro rubando al padre, ma questi lo scopre e, tra crisi di coscienza e di responsabilità, ci si avvia verso un finale dal sapore un po’ amaro…ma apertissimo.
Chissà se Dominic riuscirà a dare una svolta al proprio destino!

COSA NE PENSO IO:+

Un bel libro con personaggi verosimili e ben definiti nei tratti psicologici, dove la realtà si scontra con i desideri e non è così certo cosa prevarrà in questa lotta lunga e difficile verso l’affermazione e la realizzazione del sogno americano.

VALUTAZIONE: 9/10

Il nuovo inquilino

Mario Rota è un professore italiano che, da anni, lavora negli States. E’ appena tornato da una vacanza nella sua terra natìa ed è pronto a riprendere la routine quotidiana. Ma altro che routine!

La settimana è piena di imprevisti, nuovi incontri e problemi sia nella sfera privata, che in quella lavorativa.

Chi è il nuovo collega? Cos’ha di tanto carismatico da attirare le simpatie di tutti?

Niente da fare! Sembra che tutti stiano congiurando contro la tranquillità del professor Rota! O forse è lui che, prima di iniziare a lottare, si arrende?
Al lettore la libera interpretazione di questa strana avventura che ha per protagonista Mario e il nuovo inquilino dell’appartamento vicino.

COSA NE PENSO IO:

Spiazzante! Trama curiosa e imprevedibile. A volte un po’ inquietante per il ripetersi costante di frasi ed eventi. Però mi è piaciuto. E anche molto 🙂

VALUTAZIONE: 8/10

Il diario di Anna Frank

Finalmente ho colmato una grossa lacuna nella mia “carriera di lettrice”. E’ imperdonabile, lo so, che ancora non mi fossi immersa nel mondo di Anna e che non fossi entrata nel nascondiglio segreto insieme alle famiglie Frank e Van Daan!
Da questo diario emerge la personalità completa della ragazza che, passata da una vita senza pensieri né privazioni alla segregazione forzata, è maturata all’interno di quattro mura forse più presto di quanto sia necessario che un adolescente faccia.
Anna mostra fin da subito il suo carattere forte ed ottimista, reagisce a ciò che reputa un sopruso e affronta i problemi tipici dell’adolescenza entrando in conflitto con i genitori. Soffre, piange, urla, prova una paura via via crescente, ma pensa sempre a ciò che verrà, a quando sarà in grado di riprendere una vita normale e ad un futuro in cui gli ebrei avranno la possibilità di vivere senza che colpe di ogni genere vengano loro attribuite.
E quando ci sia avvia verso la fine, si vorrebbe rallentare la lettura perchè si conosce già il destino immeritato cui questa ragazzina sta andando inconsapevolmente incontro a soli due mesi dalla liberazione. Che ingiustizia e che rammarico! Chissà se avrebbe realizzato i suoi sogni!

 

Akhenaton: il faraone eretico

La voce narrante di questa storia è il giovane Miri-Mon che, durante un viaggio sul Nilo, è affascinato dai resti di una grande città ormai abbandonata. Scoprendo che si tratta di Akhetaton, la città fatta costruire da Amenofi IV, il cosiddetto faraone eretico, e che l’unica abitante di quella sorta di città fantasma è ormai la regina Nefertiti, decide di farsi raccontare la storia del faraone da coloro che lo hanno conosciuto personalmente.
Intraprende così un viaggio che lo porta di città in città, da palazzo in palazzo, per scoprire tutto su questa figura emblematica della XIX dinastia dei faraoni egiziani.

Miri-Mon scopre che Akhenaton era un uomo brutto ed effeminato, che si trovò a reggere le sorti di un vasto regno, solo per santificare il suo unico Dio, Aton. Egli non credeva nella lotta armata, ma solo nell’amore e nell’aiuto divino; ciò attirò su di sè l’odio di quanti lo credevano debole ed inetto.
Attraverso una serie di racconti tutti uguali nelle linee generali, ma diversissimi nella descrizione di questa figura, per certi versi affascinante e carismatica, Miri-Mon ricostruisce fatti pubblici e privati da diversi e, spesso, inconciliabili punti di vista.

COSA NE PENSO IO:
Un libro estremamente interessante dal punto di vista storico e senz’altro particolare in quanto ci permette di osservare da diverse angolazioni lo stesso uomo, senza arrivare ad una conclusione obiettiva. Sta al lettore decidere se appoggiare la tesi degli oppositori o dei sostenitori.

VALUTAZIONE: 8/10a

I delitti di uno scrittore imperfetto

Frank Fons è uno scrittore di gialli, con un matrimonio fallito alle spalle per causa del lavoro. Nei suoi libri, infatti, Frank, prendendo spunto da persone e fatti della propria vita, ama raccontare di psicopatici torturatori dove gli elementi macabri sono più che abbondanti. Line, la moglie, ha paura che Frank nasconda un lato oscuro dentro di sé e possa far del male alle figlie, così lo lascia e non gli permette più di vederle.
Frank si rifugia nella sua casa per le vacanze e, in questo ambiente isolato e silenzioso, continua la sua carriera di scrittore, tornando a Copenaghen solo in occasione della fiera del libro.
Improvvisamente qualcuno comincia a mettere in pratica gli omicidi e le torture che Fons descrive nei suoi libri e le vittime sono tutte persone di sua conoscenza.
Per un attimo pensa di contattare la polizia, ma capisce che nessuno gli darà ascolto e inizia ad indagare per conto suo. Quando, però, il “fan” minaccia la figlia, Frank non ha più scelta: deve capire il perchè degli omicidi e fermare l’assassino.
Ma lo fa a modo suo…
COSA NE PENSO IO:
Il libro non è sicuramente un capolavoro, ma si fa leggere. Nel senso che questo mix di storia personale e delitti replicati tiene la curiosità del lettore più che desta.
Però….solo coloro dotati di stomaci forti possono leggere le ultime orripilanti pagine.

VALUTAZIONE: 5/10

I miserabili

Chiudiamo l’anno in bellezza

Ricchissima di personaggi buoni e cattivi quest’opera immensa, da tutti i punti di vista, di Hugo!
Si inizia facendo la conoscenza di Monsignor Bienvenu, vescovo di Digne, uomo di religione, assolutamente onesto e retto che si nutre di meditazione e regala tutto ai poveri.
I destini di Monsignor Bienvenu e del giovane ergastolano Jean Valjean si incrociano improvvisamente e così profondamente, da lasciare un segno indelebile nell’anima del ragazzo così sconvolto dalla povertà, dai dolori e dagli affanni.
Assistiamo, quindi, alla trasformazione di Jean che, da peccatore, diventa simbolo di onestà e di bontà. Ed è a questo punto che c’è un altro incrocio di destini, quello di Jean Valjean, sotto le mentite spoglie del sindaco Madeleine, e della giovane ed ingenua Fantine.
Fantine ha alle spalle una storia tristissima fatta di rinunce, di umiliazioni e sofferenze. Madeleine diventa il suo protettore e le promette di riportarle la figlioletta Cosette, affidata ai terribili locandieri Thernadier. Ma, spesso, il destino si accanisce contro i miserabili e Madeleine non può mantenere la promessa prima che la donna esali l’ultimo respiro. Deve, infatti, fare i conti con la propria coscienza durante una lunghissima notte.
Ma le promesse sono promesse, anche se non è possibile mantenerle subito, ma a distanza di anni.
Ed è la prima cosa a cui l’uomo si dedica dopo una rocambolesca evasione. Si reca alla locanda e recupera la piccola Cosette, facendola tornare alla vita dopo anni di soprusi e privazioni. Ma deve rimanere nascosto, isolato dal mondo per anni ed anni.
Adesso Cosette è una graziosa signorina, non può rimanere nascosta in un convento, deve conoscere la vita e l’amore. Ed ecco apparire all’orizzonte l’orgoglioso Marius Pontmercy!
La storia d’amore, nata nel segreto di un giardino, è complicata, ostacolata dagli eventi e dagli uomini, ma è destinata ad essere coronata dal matrimonio.
Ed è qui che Valjean, sempre generoso, mette da parte l’egoismo e rinuncia all’unico affetto mai avuto in vita sua! Ma come si fa a risanare un cuore irrimediabilmente spezzato?!
Personaggi indimenticabili popolano questa storia nata dalla penna di Hugo! Impossibile dimenticarli ed impossibile dimenticare le pagine dedicate ai tormenti interiori di Jean, ai sacrifici compiuti affinchè la piccola Cosette potesse raggiungere la felicità ed elevarsi dal rango di miserabile.
Nonostante le varie divagazioni di cui Hugo non ci ha privato, anzi…do a questo libro 10/10, perchè, se è vero che queste appesantiscono molto la lettura di queste pagine, mettendo, spesso, a dura prova la pazienza del lettore, è anche indiscutibile che esse mettano in evidenza la cultura immensa di quest’autore e la profonda conoscenza della storia e della politica della propria nazione.

La via del tabacco

In questo libro l’autore ci narra le vicende dei Lester, famiglia poverissima della Georgia che vive lungo quella che anni prima era una fiorente via del tabacco.
In origine la famiglia Lester era parecchio benestante, ma in due sole generazioni le ricchezze sono evaporate. Adesso Jeeter e la famiglia non hanno nemmeno i soldi per procurarsi il cibo. La terra in cui vivono è sabbiosa e non particolarmente adatta per piantare e far crescere il cotone, la casa è costituita da tavole di legno marce e dal tetto penetra acqua quando piove, la macchina è solo un ammasso di lamiera arrugginita e non è più utilizzabile per recarsi in città a vendere il legno della quercia di cui è ricco il boschetto circostante.
In casa Lester, oltre al capofamiglia Jeeter, vivono la moglie malata, la madre di Jeeter e due dei 17 figli nati tra quelle mura: Ellie May, dal labbro leporino che fa orrore agli uomini, e il giovane Dude, appassionato di automobili.
Tutti gli altri sono fuggiti facendo perdere le loro tracce; tutti presumibilmente lavorano nelle filande che abbondano nel territorio circostante.
Jeeter non vuole assolutamente lasciare la sua terra perchè crede che Dio lo abbia sistemato in campagna e che quello sia il proprio posto, ma nello stesso tempo aspetta che sia proprio Dio a permettergli di coltivare il terreno e che gli procuri, chissà come, semi e concimi.
Ma fondamentalmente Jeeter è un peccatore, indolente e anaffettivo. Ed è proprio questa mancanza di affetti e di legami e questo senso di declino inevitabile che pervadono tutto il romanzo, fino al tragico epilogo.

COSA NE PENSO IO:

Devo ammettere che non conoscevo l’autore, ma che si è rivelato una bella scoperta, tanto da indurmi ad approfondirne la conoscenza letteraria in futuro. Senz’altro!

VALUTAZIONE: 9/10