Il colore della neve

Trixie è la figlia adolescente di Laura, un’insegnante di letteratura che tiene corsi molto seguiti sulla Divina Commedia di Dante, e di Daniel, un fumettista cresciuto in Alaska e con un passato di violenza e sregolatezza.

La vita di Trixie e di tutta la famiglia è sconvolta il giorno che la ragazza subisce una violenza sessuale dal ragazzo che crede l’amore della sua vita.

Trixie, un po’ per lo shock e un po’ per paura che possano venire a galla degli episodi che la riguardano e indurre gli adulti a non crederle, inserisce nel proprio racconto un po’ di bugie, che nel corso delle indagini le si rivolteranno contro.

D’altra parte il paesino in cui la famiglia vive è una piccola comunità in cui tutti si conoscono e lo stupratore è una stella dello sport dal futuro splendente e quindi la sentenza pubblica è una soltanto: impossibile che sia stato lui, impossibile che Trixie abbia subito violenza, sta mentendo per punirlo di averla lasciata.

Cominciano le indagini, mentre Trixie è costretta a sopportare le occhiate, le chiacchiere, gli “scherzi” e le calunnie sussurrate.

Poi il cadavere dello stupratore è trovato sotto un ponte con addosso sangue e capelli della giovane.

Iniziano i dubbi e una fuga verso l’Alaska che si concluderà con la scoperta di tutte le verità e di tutti i segreti che ognuno dei protagonisti ha tenacemente nascosto.

COSA NE PENSO IO:

E’ il secondo libro di Jodi Picoult che leggo e ho ancora voglia di leggere altre sue storie.

Ha un modo di scrivere che mi piace, sa raccontarci le problematiche e il caos che regna in età adolescenziale con abilità, tanto che, spesso, non sai se parteggiare per la vittima o per il carnefice; ti tiene sulle corde fino all’ultimo secondo e non è affatto escluso che la fine della storia non ribalti tutte le tue ipotesi.

VALUTAZIONE: 8/10

I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia

55I 55 giorni citati dal titolo di Ferdinando Imposimato sono quelli del sequestro Moro, avvenuto nel 1978 per opera delle BR.

L’ex magistrato, che si occupò del caso in quei ormai lontani anni, mette nero su bianco i retroscena di questa oscura faccenda tutta italiana…o forse no!

L’autore ci racconta degli strani personaggi che si avvicinarono al politico prima del rapimento, dei giorni di prigionia, della scoperta del covo dei brigadisti, delle operazioni poste in essere per salvare l’ostaggio, dell’intervento dei servizi segreti di diversi paesi e, per ultimo, ma non per questo meno importante e sconvolgente, dell’ordine di abbandonare l’ostaggio in mano ai rapitori, ordine che spiazzò non poche persone, soprattutto tra quelli che erano pronti ad intervenire per la liberazione.

Con prove documentali e racconti di testimoni, della cui attendibilità è riuscito a trovare moltissimi riscontri nel corso di tutti questi anni, Imposimato traccia un racconto particolareggiato e una tesi ben precisa: Moro era una persona scomoda, come lo era Kennedy, e non gli poteva essere perdonata l’apertura nei confronti dei comunisti.

COSA NE PENSO IO:

Assolutamente sconvolgente, non solo per il rapimento in sé, ma anche per i successivi depistaggi e cancellazione di prove che hanno cercato di far rimanere nell’ombra un episodio così grave dal punto di vista umano e politico. Puntando sulla teoria che lo Stato non potesse scendere a compromessi con i terroristi, una vita umana è stata abbandonata al proprio destino proprio nel momento in cui si era pronti ad intervenire per portar fuori da quell’appartamento l’uomo, vivo o morto. I politici si sono sostituiti alla Magistratura usurpandone il ruolo e hanno impedito alla verità di venire alla luce con una negazione ostinata dei fatti anche di fronte a prove concrete.

VALUTAZIONE:9/10