Il sindaco provvisorio

In un paesino della Padania è stato deciso di sorteggiare il nominativo di uno dei cittadini affinché possa svolgere per un giorno le mansioni di sindaco del proprio comune, una inconsueta iniziativa politica del partito del sindaco per dimostrare la vicinanza e la solidarietà nei confronti della cittadinanza.

Il sorteggiato è il signor Bibùlo, tranquillo cittadino e padre di famiglia, il quale si ritrova all’improvviso travolto nel vortice della vita politica del suo comune. Per un giorno non fa altro che incontrare assessori e impiegati che lo trascinano da un ufficio all’altro, da una riunione all’altra facendogli scoprire in poche ore tutto ciò che c’è di marcio nell’amministrazione attuale e passata.

In tutto ciò il signor Bibùlo deve far fronte a una serie di segreti familiari che escono fuori dall’oblio all’improvviso, a seguito di particolari incontri…Tutto nel giro di una sola giornata.

COSA NE PENSO IO:

Magari non sono obiettiva come vorrei nel commentare questa storia, poichè l’autore è un amico blogger, però a me il libro è piaciuto molto.

E’ ricco di ironia e questo ti permettere di leggere sempre con il sorriso sulle labbra, pur individuando benissimo la tematica seria della cattiva amministrazione per proteggere l’interesse personale, ovviamente a discapito dei cittadini e delle generazioni future che si ritrovano ad avere un pessimo esempio ed insegnamento.

Conoscendo da un po’ l’autore, ho trovato all’interno anche molto della persona e delle sue vicende personali e sì, ammetto che, durante la lettura, non faticavo affatto ad attribuire a Bibùlo la sua faccia e la sua voce (anche se questa l’ho sentita poco 😀 ).

L’ultima parte mi ha strappato anche una sonora risata, ma su questo non avevo molti dubbi.

Però, caro autore, un finale meno inquietante l’avrei gradito di più. Sono onesta 😉

Non lo faccio mai, ma questa volta è d’obbligo. Vi invito ad acquistare “Il sindaco provvisorio” cliccando qui

VALUTAZIONE: 8/10

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La signora nel furgone

furgoneMiss Shepherd è un’anziana donna che vive all’interno di un furgone che per oltre 15 anni rimane parcheggiato nel giardino di Alan Bennett, noto autore inglese.

Miss Shepherd è decisamente un bel tipo, dal carattere deciso e, spesso, le sue azioni e i suoi modi risultano irritanti. Ma la vecchiaia segue il suo corso, la donna diventa più debole nel corpo, ma continua a vivere in quel furgone puzzolente e a vestirsi di stracci che emanano anch’essi cattivo odore.

La convivenza tra i due risulta a volte esilarante. Ma soltanto alla sua morte, l’autore scoprirà qualcosa della sua vita.

Sarà una perdita che lascerà un vuoto non solo nel giardino di casa, ma anche nel cuore di Bennett.

COSA NE PENSO IO:

E’ uno strano testo, è un miscuglio di episodi che non seguono né filo logico, né cronologico.

All’inizio risulta anche un po’ fastidioso questo saltellar da un episodio all’altro, poi ci si concentra su questo strano personaggio spigoloso e irritante che va perdendo la sua vitalità e incontra difficoltà nello spostarsi; si fa portare, allora, in giro su una vecchia sedia a rotelle dai passanti e accetta l’aiuto di alcune religiose, ma il suo furgone continua a rimanere la sua casa ed è lì che esala, in estrema solitudine, l’ultimo respiro.

Sarà che sono sensibile all’argomento, ma trascuro la confusione del racconto e gli attribuisco un bel voto.

VALUTAZIONE: 8/10

Il diario di Bridget Jones

bridget

Bridget è una ragazza inglese in cerca dell’amore eterno, quello che descrivono le fiabe o i film ultra romantici. Ma il suo aspetto fisico, il non sentirsi affatto bella, un po’ di sovrappeso, la sua goffaggine e l’invadenza del parentado nella sua situazione sentimentale, rendono Bridget molto insicura.

In un momento di impulsività e di intraprendenza, inizia uno scambio di mail con il suo capo, del quale è decisamente invaghita, e, per qualche momento, pensa di aver trovato quello che stava cercando. Ma così non è. Il giovane si rivela presto per quello che è, cioè uno sbruffone in cerca di divertimento.

Intanto Bridget è travolta anche dai problemi di coppia dei genitori e dall’unione della madre con un truffatore. Ma, come ci si aspetta dal genere chick-lit, sarà proprio tra le conoscenze della famiglia che Bridget troverà l’amore con la A maiuscola.

COSA NE PENSO IO:

Ovviamente non posso che definirla una lettura leggera, anche perchè le situazioni che fanno da contorno alla protagonista, sono al limite dell’improbabilità…

Carino! Da leggere quando si vuole “evadere” dai brutti pensieri.

VALUTAZIONE: 4/10

 

Tre uomini in barca

barcaCome suggerisce il titolo, tre inglesi, per distrarsi da una sorta di depressione, decidono di cambiare aria. Dopo qualche discussione sulla destinazione, i tre decidono di intraprendere una gita in barca sul Tamigi.

Capitolo dopo capitolo assistiamo alle avventure e disavventure di questi strambi ometti….

COSA NE PENSO IO:

Anche qui mi attirerò maledizioni e insulti, ma non capisco cosa ci sia di così divertente, da considerarlo il top dei romanzi umoristici.

Non c’è una trama, e questo lo trovo già fastidioso. Gli episodi che dovevano divertirmi mi hanno solo strappato un sorriso stiracchiato…E in più, ammetto, che ha avuto, su di me, una specie di effetto camomilla nelle mie serate insonni. Ho faticato parecchio ad arrivare alla fine, l’ho fatto solo perchè non mi piace lasciare i libri a metà.

Salvo solo il cane Montmorency. Una forza della natura!

Non credo che il genere umoristico sia adatto a me. Probabilmente non sono dotata del giusto British sense of humor !

VALUTAZIONE: 4/10

Povera piccina

piccinaBelle è nata in una piccola cittadina dell’Illinois. Lì ha vissuto con la madre, una delle donne più belle del luogo e la più apprezzata della casa di Madam Louise.

Belle è cresciuta sognando di diventare come Mammina, ma ben presto si accorge di essere attratta dal mondo dello spettacolo in tutte le sue forme. Lascia quindi l’Illinois per altre mete, luoghi in cui potrà avverare i propri sogni.

E qui comincia la grande avventura di Belle che, contando sul bell’aspetto e sulla dea bendata che fa in modo che lei si trovi nel posto giusto al momento giusto e che mette sulla sua strada (e glieli toglie anche) tutta una serie di mariti ricchi o vicini al mondo del cinema, diventerà famosissima.

Nonostante tutti i suoi sforzi, le favorevoli coincidenze e le sue convinzioni personali, Belle è destinata a rimanere un’attrice di serie B e a passare da momenti al top, caratterizzati da ricchezze e lustrini, a momenti di crisi improvvise. Ma chi o cosa può abbattere Belle? Naturalmente niente e nessuno.

COSA NE PENSO IO:

Tutta la storia gioca sul detto e non detto, sugli equivoci e rimane sospesa al limite tra realtà e parodia, strappando a noi lettori qualche sorriso.

Carino, ma niente di particolarmente rilevante.

VALUTAZIONE: 5/10

Agatha Raisin e la sorgente della morte

raisinAgatha Raisin è ormai membro effettivo della piccola comunità di Carsely e sicuramente è perfettamente integrata tra gli abitanti.

Agatha viene contattata dalla sua vecchia agenzia pubblicitaria affinché si occupi del lancio sul mercato di un’acqua ricavata da una sorgente nelle vicinanze e, pertanto, si dedica anima e corpo a gestire al meglio la questione, ma un membro del Consiglio Comunale viene trovato cadavere proprio accanto alla sorgente.

Ovviamente Agatha indaga….

COSA NE PENSO IO:

Anche in questa indagine “capeggiata”dall’investigatrice dilettante, Agatha Raisin, l’autrice tenta di mischiare il giallo e le indagini con l’ironia e le situazioni grottesche, ma ottiene scarsi risultati.

Quello che viene fuori è una storia scadente e abbastanza prevedibile. Lettura deludente, senz’altro!

VALUTAZIONE: 3/10

Zazie nel metrò

zazieZazie è una piccola francesina per niente adorabile, è antipatica, insolente e, a tratti, volgare.

Zazie viene affidata per qualche giorno allo zio, il quale abita a Parigi ed è un ballerino travestito che lavora di notte in un teatro parigino. La bambina, andando a Parigi, spera di viaggiare in metrò, ma il suo desiderio non può essere esaudito a causa di uno sciopero.

Per occupare il tempo, Zazie decide di lasciare di nascosto la casa dello zio e si immette nelle sconosciute strade parigine dove incontra varie persone, una più strampalata dell’altra.

COSA NE PENSO IO:

Ho letto varie recensioni su questo libro e ho notato che, o lo si ama, o lo si odia.

Ebbene, io sono tra quelli che lo odiano e che ha faticato, non poco, ad arrivare all’ultima pagina.

Sarà perchè non amo il surreale (e questo libro non si può che definirlo così), ma non mi sono “affezionata” proprio ad alcun personaggio. E’ odiosa la protagonista, mi sembra un po’ rimbambito lo zio, è piuttosto maniaco il signore che trova Zazie mentre vagabonda per le strade, per non parlare poi della madre che lascia la figlia nelle mani dello zio per stare tre giorni in pace con l’amante di turno…

Insomma, forse c’è troppa carne al fuoco…

Ho capito che l’autore ha costruito il tutto “a tavolino” per creare dei personaggi eccessivi di proposito, ma, niente: questo libro non mi ha conquistata nemmeno un po’.

VALUTAZIONE: 3/10

 

Sesso, omicidi e cappuccino

sessoSophie è una scrittrice di gialli che vive in un appartamentino con il suo gatto, Mr. Katz.

Improvvisamente la sua vita è rivoluzionata da una serie di eventi: Sophie si ritrova a vivere in prima persona alcune scene dei suoi libri. Cosa sta succedendo? E’ il bersaglio di un omicida?

La polizia la considera una mitomane e non le da retta, ma per fortuna i suoi strampalati amici non si tirano indietro e iniziano a investigare insieme a lei….

COSA NE PENSO IO:

Il genere chick lit, non è il mio preferito e non leggo molti libri di questo tipo, comunque ogni tanto mi piace avere a che fare con personaggi bizzarri e strampalati che mi facciano sorridere.

Un libro semplice nella trama, scorrevole, a tratti divertente e con personaggi autoironici per trascorrere qualche ora “leggera”.

🙂

VALUTAZIONE: 5/10

Il tizio della tomba accanto

tizioOk, dal nome può sembrare che questo libro nasconda una storia macabra, ma non è assolutamente così.

I protagonisti, Desireé e Benny, si incontrano al cimitero davanti alle tombe dei rispettivi familiari (il marito di lei, i genitori di lui). All’inizio si studiano e sono diffidenti, ma poi scatta qualcosa e nasce una storia d’amore.

Ma non è la solita storia sdolcinata. I due sono completamente diversi: Desireé lavora in una biblioteca, è una donna colta e prova rabbia verso il defunto marito, del quale non è mai stata innamorata, mentre Benny è un contadino e allevatore, che lavora 15 ore al giorno.

Stare insieme non sarà facile, lei vuol cambiare lui. Lui vuol cambiare lei.

Riusciranno a vivere questa storia d’amore? Ovviamente non ve lo dico…

COSA NE PENSO IO:

E’ una storia che viene narrata dall’autrice svedese Katarina Mazetti in modo ironico e che spesso strappa un sorriso. Non rappresenta il top della letteratura, ma è scorrevole e piacevole.

E dietro l’ironia nasconde un interrogativo importante: possono due opposti che si attraggono, stare insieme e metter su famiglia?

VALUTAZIONE: 4,5/10

 

English people

Ieri mi sono dedicata alla lettura di “Lost in Italy” (volumi 1,2 e 3) di John Peter Sloan.

Sono piccoli brani in inglese con i quali l’autore ci permette di rispolverare qualche regola di grammatica inglese e (perchè no?) di imparare qualche parola nuova.

Io non leggo i libri in lingua originale perchè, non parlando la lingua fluentemente, mi ci vorrebbe il vocabolario vicino per cercare una parola sì e due no. A quel punto la lettura si trasformerebbe da puro piacere in uno stress che mi riporterebbe indietro, al periodo scolastico. 😀

Però questi brevi volumetti li leggo volentieri. Li trovo fatti molto bene e con passaggi davvero divertenti.

La cosa che più mi diverte è poi il capitolo posto dopo il brano dal titolo “Ma che cavolo hai capito?” che contiene domande di verifica sulla comprensione del testo. :mrgreen:

Ma adesso vediamo cosa ho imparato dai 3 brani, oltre alle regole grammaticali…

  1. Le donne italiane vogliono sempre decidere sull’abbigliamento dell’uomo.
  2. Gli italiani usano toccarsi là (avete capito, no? :mrgreen: ) per scaramanzia e gli inglesi inorridiscono.
  3. Gli irlandesi sono sempre drunk e prenderebbero fuoco facilmente vicino ad una fonte di calore.