Un’indagine senza importanza

indagineIn un paesino d’alta montagna della Germania una ragazzina è stata trovata assassinata. Siamo alla fine della prima guerra mondiale e l’ispettore Kajetan viene inviato sul luogo per portare a termine l’indagine. Non ci sarà molto da fare, si tratta solo di interrogare i tre sospettati e mettere un punto definitivo all’accertamento dei fatti; è solo un’indagine senza importanza.

Ma sarà davvero tutto così semplice? Ovvio che no!

L’ispettore Kajetan si rende immediatamente conto che i tre sospettati sono semplicemente dei vagabondi che si sono ritrovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ quindi necessario ricominciare tutto dall’inizio, indagare in un paesino imbiancato dalla neve dove sembra regnare un clima di sospetto e di omertà.

E alla fine si scopre che l’apparenza inganna: l’indagine non era poi così semplice come sembrava.

COSA NE PENSO IO:

Questo giallo mi è piaciuto abbastanza, non si assiste a delitti sanguinosi e a fatti di terrificante violenza. la storia ruota sull’indagine, sulla personalità delle persone, sui pettegolezzi di paese…un po’ alla Montalbano (diciamo così).

E devo dire che mi è piaciuto anche l’ispettore Kajetan, molto chiuso, rude, scontroso e di poche parole, ma decisamente un abile osservatore.

VALUTAZIONE: 8/10

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Poirot a Styles Court

styles-courtSiamo nell’Inghilterra di inizio secolo. Arthur Hastings, voce narrante, è ospite della famiglia Cavendish nella sua ricca residenza.

Si tratta di una famiglia per così dire “allargata” e così composta: due figliastri, una matrigna, il secondo marito, assai giovane, di quest’ultima, nonché la moglie del primogenito John, la governante e una giovane donna, amica di famiglia.

Quando Arthur arriva, gli attriti fra i vari personaggi non sono poi così ben occultati e l’aria risulta già elettrica.

Ed ecco che accade l’imprevisto: Emily, la ricca padrona di casa, muore per avvelenamento.

Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere e ciò aumenta la sensazione della loro colpevolezza agli occhi degli investigatori.

Ma per fortuna che c’è Poirot, poliziotto belga, attualmente in Inghilterra dove si è rifugiato dopo la guerra.

Il celebre investigatore indaga e grazie alle sue acute osservazioni e deduzioni riesce ad individuare facilmente l’identità dell’assassino, anche se prima di rivelarlo con un coup de theatre finale, dovrà agire con molta astuzia e circospezione…

COSA NE PENSO IO:

Un investigatore simpatico ed acuto che ci coinvolge, ma non troppo, nelle proprie indagini personali e specializzato nei colpi di scena eclatanti dell’ultima pagina. Ma questa abilità è tutta della sua autrice, una maestra nel creare lo stupore finale.

Comunque, nonostante si tratti di un giallo intrigante che ci riporta alle indagini super complesse di Sherlock Holmes e Philo Vance, ho preferito “L’assassinio di Roger Ackroyd“, per il semplice fatto che mi ha lasciata a bocca più aperta :mrgreen:

VALUTAZIONE: 8/10

L’uomo senza casa

uomo-senza-casaIl protagonista di questo giallo è un investigatore privato svizzero, Elia Contini. E’ un uomo di mezz’età, un po’ solitario e che vive una relazione con una giovane studentessa universitaria.

Elia è cresciuto con una grande mancanza, quella del padre, sparito misteriosamente prima di alcuni lavori per costruire una diga e, a seguito dei quali, il paese e la casa in cui ha vissuto nella sua infanzia sono stati sommersi.

Improvvisamente si decide di allargare la diga e, alcuni cittadini, cercano di impedire legalmente i nuovi espropri. Si riapre, pertanto, un capitolo vecchio: coloro che hanno progettato la costruzione della diga molti anni fa iniziano a morire e la colpa sembra ricadere sul nostro protagonista che, per combinazione, o meglio per le macchinazioni del vero colpevole, si ritrova, volta per volta, a un passo dai cadaveri.

Elia deve cercare di scoprire il killer se non vuole rimanere soffocato da questa rete appositamente creata, con maestria, attorno alla sua persona e alla sua vicenda personale. Sì, perchè passato e presente sono saldamente legati tra loro.

COSA NE PENSO IO:

Un giallo scorrevole, non eccessivamente lungo, che cerca di accendere la curiosità del lettore, ma purtroppo, ad un certo punto, si comincia a capire chi possa essere il vero assassino, anche se non si sa bene ancora come.

E’ questo non è un bene per un giallo. Quindi mi fermo ad un voto bassino.

VALUTAZIONE: 5/10

L’ultimo uomo buono

uomoUn poliziotto italiano, che svolge il suo servizio a Venezia, sta indagando, senza informarne i superiori, su una serie di strane morti avvenute in zone diverse del mondo, ma legate da uno strano marchio sulla schiena.

Facendo varie ipotesi, la più plausibile gli sembra l’esistenza di un assassino che uccide e marchia le sue vittime, scegliendole in città che sono distanti tra loro per lo stesso numero di Km. Secondo tale teoria, la prossima vittima sarà a Copenaghen.

Riesce a fare la segnalazione alle autorità locali, ma viene accusato di aver indagato per conto proprio, sospettato di essere vittima di un esaurimento nervoso e allontanato dal servizio a tempo indeterminato.

Intanto a Copenaghen il compito di chiarire questa stramba questione è affidato a Niels, un negoziatore della polizia.

Niels non crede all’ipotesi formulata dal collega italiano, ma, indagando meglio, comincia a prendere sul serio la situazione.

Scopre, infatti, che, secondo la religione, per ogni generazione esistono 36 giusti sulla Terra che assicurano la continuità della vita sul Pianeta.

Grazie all’aiuto di una astronoma, si riesce ad individuare lo schema seguito dal killer e che sono rimasti in vita solo gli ultimi due giusti….Poi uno soltanto.

Incomincia una caccia all’uomo e una corsa contro il tempo….

COSA NE PENSO IO:

Un thriller appassionante che trova origine in una leggenda scritta nel libro dei Proverbi. La trama, con questo mix di giallo e mistero religioso, è parecchio intrigante.

Ma il colpo di scena è in agguato. Sicuro che si tratti di un killer?

VALUTAZIONE: 7/10

La fine dei Greene

greeneIl procuratore di New York è chiamato ad indagare sulla tragica morte di Julie Greene e sul ferimento della sorella adottiva Licia. A chiedere il suo intervento è lo stesso fratello delle vittime, il quale non è poi così convinto che si tratti di una rapina.

Dello stesso parere è Philo Vance, l’investigatore dilettante più simpatico della letteratura poliziesca, che, ovviamente, affianca nelle indagini il suo amico procuratore facendo sfigurare non poco le autorità.

L’indagine è complessa, come sempre, ma questa volta ad essere colpita duramente è tutta la famiglia Greene, i cui componenti, costretti ad abitare per almeno 25 anni sotto lo stesso tetto per volontà testamentaria del capofamiglia e legati da rapporti non proprio idilliaci, perdono pian piano la vita, uno ad uno.

E’ chiaro che l’assassino è sempre stato dentro quella casa e sia un membro della famiglia. Ma chi? Per Philo Vance non sarà così facile trovare le prove che inchiodino il colpevole…

COSA NE PENSO IO:

Premesso che tutti i gialli di Van Dine che ho attualmente letto siano perfetti, trovo che questo sia uno dei migliori. Ha una sua linearità pur nella sua “ingarbugliatezza”. Frase contorta, lo so; ma secondo me, rende bene l’idea :mrgreen:

E, come ogni volta, l’autore ha un’abilità tutta particolare nel condurre il lettore fuori strada. Solo che più leggi le sue storie, meno ti fai fregare 😉

VALUTAZIONE: 10/10

La Valle della Paura

valleL’investigatore dilettante (ma non troppo), Sherlock Holmes  viene coinvolto dalla stessa polizia per risolvere il mistero della morte del signor Douglas.

Sherlock, insieme al fidato Watson, si reca sul posto e scopre che la vittima abitava in un vecchio castello circondato da un fossato pieno d’acqua e isolato dall’ambiente circostante da un ponte levatoio. Arrivare a una soluzione dell’indagine, per una mente così agile, non sarà certo un grosso problema, anzi…E così anche noi lettori, a meno della metà della storia, scopriremo l’enigma.

Ma, a quel punto, si tornerà indietro nel tempo per leggere un’altra storia svoltasi in terra americana.

Ma cosa avranno in comune le due storie? Lo scopriremo soltanto all’ultimo capitolo :mrgreen:

COSA NE PENSO IO:

La prima parte del libro è particolarmente intrigante e gioca sul detto e non detto. La seconda parte è, invece, più seriosa, ma si legge anche questa con molto interesse e soprattutto chiedendosi in che modo essa sia legata all’indagine di Sherlock Holmes.

Come al solito, ci troviamo di fronte a un bel giallo di Sir Arthur Conan Doyle, che non ci risparmia sorprese, nè ritratti di personaggi eccezionali.

VALUTAZIONE: 9/10

 

La ragazza nella nebbia

nebbiaLa storia si apre in una fredda e nebbiosa notte di febbraio, quando lo psichiatra di un piccolo paesino di montagna viene urgentemente svegliato per soccorrere l’agente speciale Vogel.

Ma chi è l’agente Vogel? E’ un agente di polizia noto per aver risolto diversi casi, ma soprattutto è noto per la sua abitudine di “far spettacolo” davanti le telecamere. Ed è proprio delle telecamere  e dei giornalisti d’assalto che Vogel si è servito per condurre, durante le feste natalizie, le indagini sulla scomparsa di un’adolescente, Anna Lou.

Ma le indagini risalgono a qualche tempo prima, perchè l’agente speciale è tornato proprio lì dove tutto è cambiato, anche per lui?

Dal racconto che Vogel farà allo psichiatra, noi lettori assistiamo a tutta l’indagine fatta di poche ricerche effettive e di tante mosse per attirare l’attenzione mediatica sul caso e sulla persona stessa di Vogel, la cui carriera è macchiata da un grande errore. Errore che vuole far dimenticare ai superiori e all’opinione pubblica.

COSA NE PENSO IO:

In questo libro Donato Carrisi ha sicuramente trovato ispirazione dai recenti fatti di cronaca nera italiana e, in parte, è sicuramente un atto di denuncia verso la spettacolarizzazione che oggi si fa intorno alle indagini e al dolore di famiglie inermi.

Tutta l’indagine gioca sul dubbio di colpevolezza che grava su un membro della piccola comunità fin quasi all’ultima pagina. Cosa che ovviamente incuriosisce e porta ad accelerare la lettura del libro.

La storia è, pertanto, ben costruita e i protagonisti ben delineati. Così ci si trova a parteggiare ora per l’uno, ora per l’altro.

Meriterebbe un 6,5, ma il voto lo faccio salire un po’ perchè proprio alla fine è riuscito a farmi esclamare: “Sono proprio tonta! C’erano così tanti indizi lasciati qui e là, che, quest’ultimo fatto, avrei dovuto capirlo prima1”.

VALUTAZIONE: 7,5/10

Il ritorno di Sherlock Holmes

ritornoSi tratta di una raccolta di 12 racconti che hanno per protagonista l’infallibile Sherlock Holmes e come co-protagonista l’amico di sempre, cioè il dottor Watson.

Il primo racconto, “L’avventura della casa vuota”, è quello che segna il ritorno “sulla scena” del nostro protagonista, che per un paio d’anni si è finto morto per scampare ad una sorta di vendetta nei suoi confronti.

Tutti gli altri ci narrano in modo sintetico le indagini più particolari condotte da Holmes…

COSA NE PENSO IO:

Beh, non è che ci sia molto da dire! Sono sempre deliziosi i racconti di Doyle: non annoiano, ma stupiscono e incuriosiscono.

VALUTAZIONE: 9/10

I Maestri del Giallo

giallo

  1. Le inchieste di Monsieur Dupin di Edgar Allan Poe (I delitti della Rue Morgue [4/10], Il mistero di marie Roget [6,5/10], La lettera rubata [8,5/10])
  2. Uno studio in rosso di Arthur Cona Doyle [9/10]
  3. Il castello del terrore di Edgar Wallace [8,5/10]
  4. Charlie Chan e la casa senza chiavi di Earl Derr Biggers [5/10]
  5. La strana morte di Mr. Benson di S. S. Van Dine [9/10]
  6. I trentanove scalini di John Buchan [5,5/10]

Il castello del terrore

castelloJohn Flack, nonostante l’età avanzata e l’aspetto di un mite vecchietto, è riuscito ad evadere dal manicomio criminale in cui era rinchiuso. Di lui si sono perse le tracce, ma l’investigatore Reeder non si arrende di certo! Ed è convinto, non solo del fatto che stia preparando un colpo che rimarrà nella storia, ma anche che cercherà di vendicarsi di lui.

Così convince Margaret, la giovane donna per cui prova un tenero sentimento, ad allontanarsi da Londra e ad accettare un lavoro di contabile presso un albergo di lusso in campagna.

Ma quella dell’investigatore non è stata proprio un’idea geniale! Scoprirà ben presto, infatti, che quel posto così isolato dall’aspetto tranquillo non è altro che il covo di Flack.

Incomincia pertanto una caccia all’uomo che metterà in pericolo molte persone, compresa Margaret…

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di un giallo intrigante e ricco di misteri, o piuttosto, dovrei dire, di segreti di famiglia. 🙂

Escludendo la parte finale, in cui il sagace investigatore si trasforma nel principe azzurro innamorato e pronto a salvare la sua dama dalle mani dei bruti, e quindi un po’ troppo sdolcinata (almeno secondo il mio modesto parere) per il genere giallo, la vicenda è proprio ben strutturata. Merita, quindi, un bel voto.

VALUTAZIONE: 8,5/10