La ragazza con l’orecchino di perla

orecchinoGriet è la giovanissima figlia di un bravo artigiano che, con il suo lavoro, sosteneva economicamente la famiglia. Ma adesso l’uomo è diventato cieco e tocca a Griet lavorare come donna di servizio presso la famiglia del celebre pittore Veermer.

Il lavoro per Griet è faticoso, ma la sua tenacia riesce a farglielo sopportare.

Ma non si tratta solo del lavoro! Griet deve anche sopportare i capricci della moglie del pittore e i dispetti di una delle tante figlie dei Veermer.

Tra le mansioni della nostra protagonista c’è anche la pulizia dello studio di Jan Veermer. Ma lì è come se dovesse passare una mano invisibile, tutti gli oggetti devono rimanere al loro posto per non compromettere le proporzioni degli sfondi che l’uomo sta dipingendo. Nessuno può entrare nello studio proprio per non turbare quell’equilibrio di proporzioni, forme e colori. Solo Griet può farlo.

Griet è attratta da quello studio, è attratta dai dipinti che prendono forma giorno dopo giorno, che si modificano impercettibilmente da un istante all’altro, ed è attratta dalla strana figura di Jan Veermer, che poco a poco la coinvolge nel suo lavoro facendole preparare i colori per lui.

Quando un facoltoso cliente ordina un dipinto che abbia per soggetto Griet, le cose in famiglia si complicano…Griet, accusata del furto degli orecchini di perla, è costretta a lasciare il lavoro.

Ma i due protagonisti non si dimenticheranno mai, come scopriremo alla fine.

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di un bel romanzo storico in cui due membri di ceti sociali opposti della Francia del XVII secolo si incontrano e sono coinvolti da una relazione platonica molto intensa. Il fatto che tutto sia contornato dal mondo dell’arte, rende la storia molto affascinante.

Devo ammettere che questo libro mi è piaciuto molto, anche per la ricchezza con cui sono curate le personalità dei vari personaggi.

VALUTAZIONE: 9/10

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Libro Vs Film (Oliver Twist)

oliverAppena conclusa la visione di “Oliver Twist” del regista Roman Polanski e tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens di cui avevo parlato qui.

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di un bel film. E’ abbastanza fedele alla storia narrata dal romanzo, anche se manca la parte che ha per protagonista la madre di Oliver e il secondo salvataggio dalla banda di ladri londinesi, da parte delle due ricche signore.

Il film risulta, quindi, parzialmente alleggerito e le immagini permettono di attribuire un volto a tutti i personaggi creati da Dickens. Alcuni di essi hanno subito un miglioramento, come la giovane Nancy che sacrifica la vita per salvare Oliver, mentre altri, secondo me, sono meglio caratterizzati nel romanzo.

Poi vorrei capire perchè Fagin è stato così imbruttito! Vecchiaia e povertà non sono sinonimi di repellenza.

Bravo il piccolo che interpreta Oliver, ma mi ha trasmesso la stessa impressione che avevo avuto leggendo il libro, cioè quella che abbia poco carattere.

Comunque il film mi è piaciuto di più del libro, è sicuramente meno tedioso.

VALUTAZIONE: 8/10

 

Libro vs Film (Quasi amici)

quasi amiciIeri sera ho visto il film “Quasi amici” ispirato all’autobiografia di Philippe Pozzo di Borgo, “Il diavolo custode”, che avevo letto qualche tempo fa e di cui avevo parlato qui.

COSA NE PENSO IO:

Il film è molto fedele all’autobiografia, anche se manca completamente la parte relativa al rapporto di Philippe con la moglie, la quale è solo citata in una scena. E questo credo sia una pecca, in quanto la donna ha avuto un ruolo importante nella vita dell’uomo.

Un pregio è invece l’assenza di quell’atmosfera un po’ cupa che attraversa tutto il libro.

Essendo tratto da una storia vera, non ho ben capito perchè il nome del badante sia stato modificato, ma l’attore che lo interpreta ha sicuramente ben rappresentato la figura di Abdel.

Un film molto bello, da guardare senz’altro!

VALUTAZIONE: 9/10 (uno di quei casi in cui il film risulta vincente rispetto al libro)

La migliore offerta

“La migliore offerta” è il “raccontone”, come lo definisce lo stesso Giuseppe Tornatore, che ha messo nero su bianco per fissare la storia offertasu cui si sarebbe basato l’omonimo film che è stato proiettato nelle sale cinematografiche poco tempo fa.

Due sono i personaggi principali di questa storia: Virgil, famoso battitore d’aste ed esperto di antiquariato, e Claire, giovanissima proprietaria di una enorme villa e soggetta ad agorafobia.

I due personaggi sono molto distanti l’uno dall’altro, ma il loro incontro sconvolge la vita di Virgil, uomo solitario, un po’ scorbutico e con la mania dei guanti perchè non sopporta toccare gli altri. Da uomo ossessionato dalla figura femminile, si trasformerà in uomo innamorato e molto attento, ma….le cose non sono sempre lineari come appaiono al primo sguardo!

E tutti i personaggi della storia risulteranno legati tra loro….

COSA NE PENSO IO:

Premetto che avevo visto il film al cinema e quindi conoscevo già l’epilogo. In genere non mi piace conoscere in anticipo quello che leggo, ma ultimamente mi è venuta la piccola mania di confrontare i libri che leggo, con i rispettivi film che ne sono stati tratti. Però seguo l’ordine inverso, prima il libro e poi il film. Questa è stata un’eccezione.

Devo dire che però non è andata male. Mentre leggevo alcuni punti mi tornavano in mente gli “ohhhhhhhhh” della gente al cinema. :mrgreen:

Sia il film che questo breve racconto che fissa i fatti salienti, sono molto belli. La storia non è per niente banale e il finale….lascia a bocca aperta. 😉

VALUTAZIONE: 10/10

Libro vs film (Molto forte, incredibilmente vicino)

Sono sicuramente centinaia i film tratti dai più famosi libri del panorama italiano e mondiale.

Di solito il libro risulta essere migliore del suo alter ego che vediamo al cinema, ma non sempre questa si rivela una regola valida.

Oggi voglio parlarvi di “Molto forte, incredibilmente vicino” di Jonathan Safren Foer e dell’omonimo film tratto dalla storia con Tom Hanks e un giovanissimo e bravissimo (secondo me) Thomas Horn nei panni del piccolo Oskar Schell.

Partiamo dal libro che, tra le altre cose, è uno dei primi letti da me su supporto digitale.

Il libro è decisamente disastroso, secondo il mio parere.

Pur descrivendo una storia bellissima e molto emozionante, risulta confuso e difficile da seguire. All’inizio non si capisce nemmeno di cosa voglia parlarci. Ci sono diverse voci narranti ed è difficile capire chi stia raccontando cosa.

Un difetto non da poco. Il lettore potrebbe abbandonare la lettura in qualsiasi momento, bisogna essere tenaci per arrivare alla fine.

Eppure la trama è ottima: un bambino che ha perso il padre durante l’attacco alle torri gemelle di New York, ancora traumatizzato dall’evento, fruga tra le cose del padre e trova una chiave. Cosa aprirà quella chiave? C’è qualcosa da scoprire? Potrà Oskar, grazie a quella chiave, capire come il padre sia morto e trovare la risposta ai mille perchè che si affollano nella sua testa? E’ così che inizia una lunga ricerca per le vie e i quartieri di New York, fino a giungere alla scoperta finale.

In tutto ciò, che risulterebbe molto lineare, l’autore decide di aggiungere la storia dei nonni di Oskar. Pessima scelta! Da questo punto di vista la qualità della storia subisce una notevole spinta verso il basso. Il nonno non parla dopo un evento traumatico vissuto durante la guerra e comunica con un quadernino che porta sempre con sé, la nonna finge di essere cieca e non se ne capisce bene nemmeno il perchè. Come facciano a comunicare è un problema che l’autore non si è posto?

Passiamo alle differenze e alle uguaglianze con il film, che io ho trovato decisamente migliore poichè alleggerito notevolmente e perchè la narrazione procede linearmente in modo cronologico.

  1. Il mutismo del nonno è solo accennato.
  2. Della cecità della nonna non si parla proprio.
  3. Nel libro era evidenziata “l’ossessione” di Oskar: cercare di scoprire il modo in cui il padre fosse morto (schiacciato sotto metri di cemento o volato giù da una finestra per disperazione). Nel film si parla poco di questo, ma si vede il bambino alle prese con una foto della tragedia che cerca di capire se l’uomo immortalato mentre cade giù sia effettivamente il suo papà.
  4. Fedelmente riprodotto il rapporto conflittuale tra Oskar e la madre.

In sostranza: libro vs film= 0 1

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