La pecora nera

Si tratta di una raccolta di racconti scritti da Israel Joshua Singer, attraverso i quali egli ci parla della sua vita fino al trasferimento della famiglia Singer a Varsavia, negli anni precedenti lo scoppio della Seconda Gerra Mondiale.

Israel racconta del periodo vissuto insieme ai nonni a Bilgoraj, degli zii, della cucina che era il regno assoluto della nonna e dello studio di rabbino, che era invece quello del suo stimato nonno.

Ci parla, inoltre, del cattivo rapporto tra i nonni materni e il padre, così dedito allo studio da trascurare il sostentamento della famiglia. Lo descrive come un uomo completamente fiducioso in Dio, ma considerato inaffidabile per le questioni pratiche e così diverso dalla tenace madre, la quale non è mai riuscita a convincere il marito a sostenere l’esame di russo per diventare un rabbino ufficiale.

Oltre che della propria famiglia ci parla anche degli amici, dei fatti scandalosi che hanno colpito la piccola comunità ebraica di Leoncin e delle storie e dei tipi più bizzarri.

COSA NE PENSO IO:

Dopo aver letto “Alla corte di mio padre“, scritto dal fratello minore Isaac Bashevis, questo libro mi ha permesso di capire meglio la storia della famiglia, anche perchè copre un arco temporale precedente a quello raccontato dal fratello. Eh sì, decisamente lo trovo migliore e più integrato dal punto di vista cronologico.

VALUTAZIONE: 10/10

Lo scrittore fantasma

Nathan Zuckerman è un aspirante scrittore ebreo. E’ ancora alle prime armi, ma ha già visto pubblicare qualche racconto che rispecchia le sue esperienze di vita e la religione professata dalla famiglia.

Nathan è anche un appassionato lettore ed il suo scrittore preferito, quello che considera il mito da cui apprendere tutto è Lonoff. Ma quest’ultimo è uno scrittore un po’ atipico, non ama la vita mondana e le pubbliche relazioni e si è rifugiato da parecchi anni in una casa isolata del New England. Di lui circola solo una foto vecchia di almeno vent’anni!

Per combinazione Nathan riesce a farsi invitare dal suo mito ed è di questo incontro così agognato che noi lettori ci apprestiamo a leggere in questo piccolo volume di Philip Roth.

Nathan trascorre un giorno e una notte nella casa di Lonoff, ma capita in un momento di piena crisi familiare: la moglie è stanca di stare in quella casa così isolata ad appagare l’io solitario del marito ed è gelosa della giovane e misteriosa Amy. Misteriosa è dir poco! Sembra addirittura che si tratti di Anna Frank, scampata allo sterminio nazista e rifugiatasi sotto falso nome in America; solo Lonoff conosce il suo segreto…

COSA NE PENSO IO:

Un libro molto raffinato, anche nell’attribuzione dei titoli ai pochi capitoli che compongono la storia, che “gioca” molto sul detto e non detto, sulla realtà e sulla fantasia. Alla fine non puoi che chiederti: ma qual è la verità? Sempre che ne esista una soltanto, o che ognuno possa trovarne una diversa.

Ed in tutto questo c’è anche spazio per definire il ruolo dello scrittore e della letteratura nella società!

VALUTAZIONE: 10/10

Alla corte di mio padre

corteIn questo libro, strutturato come una raccolta di racconti, Isaac B. Singer ci conduce per mano al tribunale rabbinico presieduto dal padre in via Krochmalna 10 a Varsavia.

Dalla porta che conduce allo studio paterno entra gente di ogni specie: fidanzati che vogliono rompere la promessa di matrimonio, anziani che vogliono divorziare, mariti che vogliono ripudiare le mogli sterili, commercianti con dispute economiche in corso, gente che fa domande su cibi puri e impuri, ecc. Di ognuno di essi l’autore ci racconta la storia e ce li descrive così minuziosamente da poterli quasi veder emergere dalle pagine in carne e ossa, con i loro atteggiamenti e le loro posture.

Ma c’è spazio anche per racconti sulla famiglia, sul rapporto tra i genitori, sull’ammirazione verso il fratello maggiore Israel, sui fatti di vita quotidiana, sulle ristrettezze economiche  e sulla presenza ingombrante della religione in casa Singer.

E’ un racconto sulla vita del primo Novecento in Polonia e sulla comunità ebraica, così ricca di tradizioni e di proibizioni.

COSA NE PENSO IO:

All’inizio ho faticato ad entrare in sintonia con questo libro. Si trattava di episodi così slegati cronologicamente l’uno dall’altro, da perdere un po’ il filo del discorso. Ma pian piano mi sono abituata a questa struttura non allineata ai miei gusti personali e ho cominciato ad apprezzare le storie di vita e sulle tradizioni di una comunità religiosa che non conoscevo affatto. Mi sono affezionata a Isaac e ho cominciato a comprendere la diversità di personalità dei genitori, ma anche la loro unità familiare.

Devo dire che poi, dallo scoppio della Grande Guerra, il libro si presenta in modo più unitario, segue gli eventi in ordine di data e si sofferma di più sulle vicende familiari, facendomi piacere molto di più ciò che stavo leggendo. E attraverso gli occhi di bambino di Isaac e la sua gioia nei momenti di libertà, ho conosciuto uno scorcio di vita in un’altra epoca, in un’altra nazione e in un’altra comunità religiosa.

VALUTAZIONE: 9/10