Memorie di un cane randagio

La protagonista di questa storia è una cagnolina di nome Squirrell.

Noi lettori seguiamo la sua storia dalla nascita al momento in cui, solo in vecchiaia, scopre cosa sia l’amore e il rispetto dell’uomo.

Durante la sua vita Squirrell è stata investita, abbandonata più volte, separata dal “fratello” e costretta a girovagare in lungo e in largo per procurarsi il cibo tra la spazzatura. Per la cucciola l’uomo è un nemico da cui nascondersi, o addirittura scappare, finche non incontra una vecchina, come lei, che la tratta con rispetto, la coccola e la cura.

Squirrell e la donna si trovano in sintonia e decidono di trascorrere insieme la vecchiaia.

COSA NE PENSO IO:

Adoro le storie che hanno per protagonisti gli animali e questa è, senza alcun dubbio, una storia tenerissima che è riuscita a commuovermi. Molte volte ho immaginato il mio di cucciolo a sopravvivere tra il gelo e la spazzatura, continuamente impaurito e in balia dei pericoli. Ma per fortuna, noi ci siamo trovati da molti anni e lui era sono un cucciolo! Adesso è un tenero vecchietto che conosce solo l’amore.

VALUTAZIONE: 8/10

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In città zero gradi

I protagonisti di questa storiella natalizia sono tre: Max, Katrin e il cane Kurt.

Max odia le festività natalizie ed ha deciso che, per la prima volta in vita sua, le salterà. Come? Semplice! Con un bel viaggio in una zona del mondo caldissima.

Però c’è un problema: come farà con Kurt? Kurt è il protagonista della rubrica che Max tiene su una rivista, ma è un cane stranissimo, non fa altro che dormire, non vuole muoversi, nè uscire per passeggiare come tutti gli altri cani del mondo!

Max decide di pubblicare un annuncio per trovare un dog-sitter durante la sua assenza.

Ed è così che il suo destino si incrocia con quello di Katrin, una trentenne alle prese con il bilancio della propria vita, non troppo soddisfacente. Asfissiata da due genitori soffocanti, da un ex fidanzato insistente e senza una relazione stabile o una propria famiglia.

Katrin decide di ospitare Kurt per evitare un altro deprimente Natale in famiglia.

Kurt gradisce la nuova amica e, chissà perchè, con lei non è mai apatico.

Non è necessario sottolineare che ci sarà il lieto fine 😀

COSA NE PENSO IO:

Una storiella natalizia che gioca sull’incontro  e sugli equivoci tra due persone sconosciute. Niente di particolare, tranne il cane, che è davvero spassosissimo.

VALUTAZIONE: 4/10

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

invasioneIn un tempo lontano gli orsi abitavano sulle montagne della Sicilia. Il loro re era Leonzio, padre del piccolo Tonio.

Un giorno Tonio fu rapito dai cacciatori e il povero Leonzio non perse mai le speranze di ritrovarlo.

Un’improvvisa carestia costrinse i nostri protagonisti a lasciare il loro habitat naturale e ad avventurarsi verso le città in cerca di cibo. Leonzio non era poi così dispiaciuto, in fondo avrebbe avuto l’opportunità di ritrovare il figlio!

E così che iniziò l’invasione degli orsi in Sicilia, i quali, dopo qualche battaglia a base di palle di neve e dopo avventure straordinarie, riuscirono a mescolarsi con gli uomini e a vivere pacificamente insieme a loro.

Ma l”uomo corrotto non può che corrompere i puri orsacchiotti…

COSA NE PENSO IO:

Una deliziosa storia per grandi e piccoli che ci dà, ahimè, un ritratto desolante della natura umana e, purtroppo, sempre attuale.

VALUTAZIONE: 9/10

Vita di Pi

piPi è il diminutivo di Piscine M. Patel, uomo di origini indiane che ha vissuto un’esperienza straordinaria in mezzo all’Oceano.

La storia si apre parlandoci di un Piscine ancora bambino, il cui unico problema è quello di convivere con un nome alquanto imbarazzante, poichè continuamente storpiato da tutti.

Pi è figlio del proprietario dello zoo di Pondicherry e la sua vita si svolge all’interno di quest’ambiente così particolare e popolato dai più strani e possenti animali. Un giorno il piccolo Pi si avvicina alla religione e scopre di essere contemporaneamente cristiano, induista e musulmano riuscendo ad attirarsi così le prediche e le critiche di tutti i capi religiosi dell’isola. La famiglia di Pi, dall’altro lato, si considera moderna; non è una famiglia induista praticante, ma lo strano comportamento del figlio, seppur considerato bizzarro, non viene ostacolato. In fondo potrebbe aver ragione il piccolo: Dio è soltanto uno.

Il papà di Pi è però contrario al regime politico e, un giorno, la famiglia decide di partire per il Canada. Si iniziano, quindi, a vendere molti degli animali, mentre alcuni di essi saranno imbarcati sul mercantile giapponese che li porterà via dal paese d’origine, verso una vita migliore.

Ma purtroppo il mercantile su cui viaggia Pi, insieme ai genitori e al fratello, affonda a causa, probabilmente, di una esplosione d’origine sconosciuta. Mentre i membri della sua famiglia rimangono sepolti nelle acque dell’oceano, Pi si ritrova, per puro caso, su una scialuppa di salvataggio.

Passata la notte e lo shock del naufragio, Pi si accorge di non essere solo. Sulla scialuppa si trovano anche una zebra ferita, una scimmia e Richard Parker, la maestosa tigre dello zoo paterno.

Il viaggio insieme alla tigre del Bengala si rivela particolarmente complicato…Solo la forza di volontà e la fede in Dio, aiuteranno Pi a sopravvivere.

COSA NE PENSO IO:

Possiamo senz’altro definire questo libro, un libro d’avventura, il quale non è un genere che mi appassiona molto. Nonostante ciò, devo ammettere di essere rimasta coinvolta dalla storia…forse perchè l’autore, prima di dedicarsi all’avventura in mare, mi ha raccontato di Pi, della sua vita in India, delle sue piccole disavventure e della sua religiosità, facendo in modo che mi affezionassi al piccolo uomo, tanto da non poter che tifare per la sua sopravvivenza.
Ovviamente c’è qualche episodio del racconto nauseante, ma per fortuna, ho lo stomaco forte 🙂

VALUTAZIONE: 6,5/10

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

vecchioQuesta vicenda narrata da Luis Sepulvéda è ambientata ai margini della foresta equatoriale. E’ lì, infatti, che vive il vecchio Josè Antonio Bolivàr, protagonista di questa storia.

Il vecchio ha alle spalle una lunga e travagliata storia personale: sposato in giovanissima età, lascia la sua terra natìa per dirigersi verso quella parte di foresta ormai disboscata per far posto all’uomo. Lì si stabilisce e lavora per un po’, poi la moglie muore e dopo aver rischiato lui stesso la vita, si unisce alla tribù che lo ha salvato e curato.

Dagli uomini della tribù impara a cacciare e a muoversi agilmente in mezzo alla fitta foresta tropicale. Ad un certo punto sente di appartenere alla tribù, ma non è così. Infatti dopo aver violato una delle consuetudini di questa popolazione “primitiva”, viene allontanato.

Ed è allora che ritorna nel paesino ai margini della foresta e, per puro caso, scopre di saper leggere e si appassiona agli struggenti romanzi d’amore che il dentista gli procura.

Ma un giorno cominciano ad essere ritrovati dei morti, assassinati da un tigrillo, animale selvatico che vive nell’intricata foresta. E comincia una lunga caccia….

COSA NE PENSO IO:

L’inizio di questo libro è decisamente accattivante, i personaggi sono uno più pittoresco dell’altro e il rapporto del vecchio con la lettura, il racconto del suo viaggio per andare alla ricerca del genere che più lo appassiona, il modo di leggere e rileggere le frasi per comprendere tutto pienamente, mi hanno conquistata.

Pertanto ho letto con passione fino ad un certo punto. Poi, infatti, la storia si tramuta in un libro d’avventura e, lo ammetto con franchezza, non ho affatto gradito il cambiamento repentino.

Io volevo saperne di più del vecchio e dei suoi libri!

VALUTAZIONE: 6,5/10

 

La fattoria degli animali

fattoriaNella fattoria del signor Jones gli animali sono sfiancati dal lavoro cui sono costretti e dai maltrattamenti del padrone.

Decidono, pertanto, di riunirsi e di discutere sul da farsi. Gli animali che hanno le idee più chiare sono i maiali, i quali, sotto la guida di Napoleon e Palla di Neve, convincono i propri simili a fare una rivoluzione e a cacciare dalla fattoria quell’ubriacone del padrone.

Liberatisi del signor Jones, gli animali possono lavorare senza essere maltrattati e godere pienamente di tutti i frutti del loro lavoro.

Vengono stilati i comandamenti e trascritti sulla parete della casa affinchè tutti possano leggerli e applicarli correttamente.

Ma questa situazione è destinata a non durare a lungo. Ben presto Napoleon riesce a sopraffare Palla di Neve, a stabilirsi nella casa padronale, insomma a modificare i comandamenti a suo vantaggio, a prendere il posto dell’uomo e, alla fine, ad assumerne anche le sembianze.

COSA NE PENSO IO:

Mi sono approcciata a questo libro con molto timore, dopo aver letto mesi fa “1984“, che non mi era piaciuto granché.

Ma questa breve political fable, di cui avevo letto nei libri, mi ha piacevolmente stupita e catturata, tanto da chiedermi il perchè sia la storia dell’autoritario Big Brother ad essere considerato il capolavoro di Orwell.

Secondo me è proprio qui che lui mostra tutto il suo genio!

Ha il tono di una favola, ma se si va oltre, è ricca di significato e si dimostra estremamente attuale.

VALUTAZIONE: 10/10

Abbaiare stanca

abbaiareQuesta è la storia de “Il Cane” e del rapporto con la sua padroncina Mela.

Il Cane ha vissuto l’esperienza del randagismo e del canile, ma è lì che Mela lo trova, decidendo che da quel momento farà parte della sua famiglia. I genitori di Mela, però, non sono così amorevoli con il cucciolo, tanto che arrivano ad abbandonarlo all’insaputa di Mela.

Mela ha comunque un bel caratterino prepotente e i due protagonisti di questa storia si rincontreranno, ma a questo punto sarà Mela che imparerà qualcosa da Il Cane.

Per non parlare poi dei genitori…

COSA NE PENSO IO:

Una storia molto piacevole scritta per i più piccoli, ma rivolta a tutti. Tratta con simpatia il tema del rapporto tra padroni e animali domestici e ci insegna molto, soprattutto che deve esistere rispetto reciproco per vivere una vita piena d’amore.

VALUTAZIONE: 8/10

Storie di cani per una bambina

caniIn questo breve testo Dacia Maraini ci racconta di alcuni cani che hanno popolato la sua vita e la sua casa.

Ci parla della loro vita, della loro vivacità, delle loro caratteristiche, di come sono entrati a far parte della sua vita e di come ne sono usciti.

Si parla di un cane che amava il gelato, di un cane brontolone, di un cane che amava la libertà, di un cane trovato in un cassonetto…

COSA NE PENSO IO:

Nonostante adori i cani ed ami leggere tutto ciò che li riguarda, questa raccolta di piccole storie non mi ha convinta affatto.

Non so spiegare esattamente cosa ci sia che non vada, forse è la stessa brevità a lasciare questo senso di insoddisfazione. L’unica cosa certa è che mi aspettavo molto di più!

VALUTAZIONE: 4/10

Gelsomino nel paese dei bugiardi

gelsominoGelsomino è un bambino con una strana peculiarità: ha una voce molto potente, talmente potente, da far venir giù intere costruzioni.

Costretto a fuggire dal suo paese, arriva in un luogo dove il re ha imposto come regola, quella di dire sempre bugie; così al panificio si trovano oggetti da cartoleria e in cartoleria dolci e pani. Gelsomino è molto stupito da tutto ciò, non capisce questa singolarità…Ad aiutarlo una serie di strambi personaggi.

COSA NE PENSO IO:

C’è poco da commentare, è una storia assolutamente deliziosa (sia per i piccoli, che per i grandicelli, come me), dove la verità viene portata alla luce, dove l’amicizia e la collaborazione prevalgono su tutto e dove i “cattivi” vengono puniti a forza di cattive figuracce.

😀

VALUTAZIONE: 8/10

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

lumacaTra un gruppo di lumache, che vive su un verde prato, c’è anche un giovane esemplare molto curioso.

La lumaca continua a porre una serie di domande ai suoi simili, ma nessuno riesce a soddisfare le sue curiosità; decide, quindi, di lasciare la sicurezza del suo gruppo e di andare in giro per il mondo in cerca di risposte esaurienti.

Dopo una lunga giornata di marcia, credendo di essersi imbattuta in un sasso, si arrampica su di esso e si addormenta. Ma il mattino scopre di aver passato la notte sul guscio di una tartaruga dal nome Memoria.

Memoria la accompagna per un pezzo del suo viaggio, le attribuisce il nome di Ribelle, e le svela il pericolo che incombe sul prato in cui ha vissuto insieme alle sue compagne.

Ribelle non può rischiare che esse muoiano e decide di tornare indietro per avvisarle. Non tutte crederanno alle sue parole, ma…

COSA NE PENSO IO:

Non si possono non apprezzare le favole di Sepulvéda: sono deliziose e ricche di significato e si rivelano una piacevole lettura per grandi e piccini.

Ma, dopo aver completato la lettura di tutta la trilogia, devo ammettere di preferire la storia di Mix, Max e Mex.

VALUTAZIONE: 6/10