Memorie di un cane randagio

La protagonista di questa storia è una cagnolina di nome Squirrell.

Noi lettori seguiamo la sua storia dalla nascita al momento in cui, solo in vecchiaia, scopre cosa sia l’amore e il rispetto dell’uomo.

Durante la sua vita Squirrell è stata investita, abbandonata più volte, separata dal “fratello” e costretta a girovagare in lungo e in largo per procurarsi il cibo tra la spazzatura. Per la cucciola l’uomo è un nemico da cui nascondersi, o addirittura scappare, finche non incontra una vecchina, come lei, che la tratta con rispetto, la coccola e la cura.

Squirrell e la donna si trovano in sintonia e decidono di trascorrere insieme la vecchiaia.

COSA NE PENSO IO:

Adoro le storie che hanno per protagonisti gli animali e questa è, senza alcun dubbio, una storia tenerissima che è riuscita a commuovermi. Molte volte ho immaginato il mio di cucciolo a sopravvivere tra il gelo e la spazzatura, continuamente impaurito e in balia dei pericoli. Ma per fortuna, noi ci siamo trovati da molti anni e lui era sono un cucciolo! Adesso è un tenero vecchietto che conosce solo l’amore.

VALUTAZIONE: 8/10

L’Abbazia di Northanger

Catherine è una giovane ingenua e di sani principi e vive nelle campagne inglesi in modo semplice. Invitata dai vicini a trascorrere un periodo a Bath, Catherine fa nuove conoscenze: da un lato Mrs Thorpe e le sue figlie in cerca di marito, volubili e per niente sincere, che passano da un ballo all’altro alla ricerca del migliore partito, e dall’altro la famiglia Tilney, ricchi aristocratici abitanti dell’Abbazia di Northanger.

Catherine è subito affascinata da Henry Tilney e si lega alla sorella di lui, timida, solitaria e giovanissima. Grazie a questo legame e ad un malinteso da parte dei Tilney sulla ricchezza della ragazza, Catherine viene invitata all’Abbazia di Northanger, un luogo decisamente suggestivo per chi, come lei, ama la lettura dei gotici.

Catherine si farà suggestionare dall’atmosfera del posto e dai comportamenti del vecchio Mr. Tilney, ma continuerà a mostrare, non troppo velatamente, l’interesse per il giovane Herry.

Dopo qualche fraintendimento, naturalmente, trionfa l’amore.

COSA NE PENSO IO:

Seppur i temi siano gli stessi affrontati negli altri romanzi della Austen, questa storia ha un qualcosa in più che mi ha decisamente conquistata. Catherine non è la solita eroina che si lascia influenzare da tutti, si rende conto da sola di quale sia il valore delle persone che la circondano e sa capire chi evitare e chi meno. E poi, come trascurare il fatto che mostra palesemente il suo interesse per un uomo?! Decisamente inusuale per i tempi in cui il romanzo è stato scritto ed ambientato!

Tra i romanzi della Austen, che ho finora letto, questo si piazza saldamente al secondo posto, dopo l’ineguagliabile “Emma”, nella mia personalissima classifica di gradimento.

VALUTAZIONE: 10/10

I quattro libri delle piccole donne

piccole-donneNell’ultimo mese dell’orrendo 2016, in prossimità di festività che per me sono ormai un peso di cui disfarmi presto, per farmi ancora più del male ( 😀 ) mi sono immersa nel mondo delle piccole donne della Alcott, dove tutto è perfetto (o quasi) e dove l’armonia regna sovrana. Ho letto, quindi, tutta la quadrilogia.

Il primo capitolo è quello delle “Piccole donne”, secondo me il più bello.

Le sorelle March sono ancora delle ragazzine umili che si divertono insieme e affrontano il momento della crescita sotto la guida della splendida mamma: comprensiva, arguta, onesta e generosa.

La tranquillità familiare è messa in discussione dal ferimento in guerra del capo famiglia. Le donne si stringono le une alle altre per farsi forza e superare la dura prova, ma non perdono la gioia di vivere, la bontà e l’allegria, grazie anche al burbero vicino, Signor Lawrence e al nipote Laurie. E quando tutto sembra andare per il meglio, ecco la malattia di Beth, la più fragile delle sorelle March, ma anche la più generosa.

Ma siamo a ridosso del Natale, un anno è trascorso, la burrasca ha attraversato l’umile casa dei March ed è stata soffiata via dalla generosità di Dio. Per cui il sole comincia a risplendere e i problemi a risolversi.

Si passa poi al secondo capitolo: “Piccole donne crescono”.

Qui ritroviamo tutti i protagonisti più maturi, a partire da Meg, che sposa l’umile contabile Mr. Brooke e si trova alle prese con i primi problemi di gestione familiare.

La splendida Jo, che già aveva mostrato velleità artistiche, si cimenta con le sue prime opere letterarie e il suo primo vero lavoro lontana da casa che segnerà l’incontro con Fritz, suo futuro marito.

Beth mostra ancor di più la sua fragilità e pian piano la sua luce si spegne.

Amy, infine, si dimostra la più raffinata di casa March e finisce con lo sposare Laurie, vedendo avverare così tutti i suoi sogni di ricchezza e felicità.

Il terzo capitolo è dedicato ai “Piccoli uomini”.

Jo ha ricevuto dalla burbera zia in eredità una splendida villa che, con l’aiuto del marito Fritz trasforma in un collegio per ragazzi di tutte le età ed estrazioni sociali. Ciò permetterà a noi lettori di assistere ad una serie di piccole e grandi avventure e piccole e grandi marachelle.

Tra tutti i ragazzi spicca Danny, il ragazzaccio che sarà per Jo e per Fritz una sfida impegnativa.

Il sipario cala con l’ultimo capitolo: “I ragazzi di Jo”, in cui leggeremo i destini dei giovani accolti al collegio e faticosamente allevati da valori morali e impegno eccellenti.

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di grandi classici per ragazzi, che prima o poi, anche da adulti, bisogna leggere.

Si viene catapultati in un mondo che a volte sembra un po’ irreale, ma che fondamentalmente non lo è per niente. Queste storie non fanno altro che raccontarci la vita. E la vita è fatta proprio da tutto ciò che è contenuto in questo unico volume: allegria, serenità, turbolenze, impegno, sacrifici, complicità e pazienza.

VALUTAZIONE: 10/10

 

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

invasioneIn un tempo lontano gli orsi abitavano sulle montagne della Sicilia. Il loro re era Leonzio, padre del piccolo Tonio.

Un giorno Tonio fu rapito dai cacciatori e il povero Leonzio non perse mai le speranze di ritrovarlo.

Un’improvvisa carestia costrinse i nostri protagonisti a lasciare il loro habitat naturale e ad avventurarsi verso le città in cerca di cibo. Leonzio non era poi così dispiaciuto, in fondo avrebbe avuto l’opportunità di ritrovare il figlio!

E così che iniziò l’invasione degli orsi in Sicilia, i quali, dopo qualche battaglia a base di palle di neve e dopo avventure straordinarie, riuscirono a mescolarsi con gli uomini e a vivere pacificamente insieme a loro.

Ma l”uomo corrotto non può che corrompere i puri orsacchiotti…

COSA NE PENSO IO:

Una deliziosa storia per grandi e piccoli che ci dà, ahimè, un ritratto desolante della natura umana e, purtroppo, sempre attuale.

VALUTAZIONE: 9/10

Il cacciatore di aquiloni

aquiloniAmir è nato e vissuto in Afghanistan finchè non è dovuto fuggire insieme al padre in America per rifarsi una vita. Nel suo paese d’origine Amir ha lasciato il ricordo di una colpa che non è mai riuscito a perdonarsi, nonostante ormai siano passati molti anni.

Questo ricordo è legato ad un torneo, a degli aquiloni, a dei bulli e ad Hassan, suo fedele amico…ma solo a senso unico.

Un giorno Amir riceve una telefonata da un amico del padre che lo spinge a ritornare a Kabul perchè ha qualcosa d’importante da comunicargli. L’ormai adulto Amir è quindi costretto a fare i conti con il passato e con i segreti di famiglia e a lottare strenuamente per rimediare in qualche modo al suo colpevole silenzio e, infine, riscattarsi.

COSA NE PENSO IO:

Come al solito Khaled Hosseini ci coinvolge con le sue storie afghane: storie di bambini, di adulti, di segreti, di guerra e di violenza, che ci catapultano in un luogo così lontano da noi per questioni di idee, cultura e tradizioni.

Un bel libro sicuramente, che vuole dare un’immagine positiva di una terra martoriata dalla violenza e dagli estremismi religiosi. Ma l’Afghanistan non è solo quello, è un paese fatto di persone semplici, pulite e generose ed è così che sono i personaggi creati da Hosseini.

VALUTAZIONE: 8,5/10

 

 

 

Le notti bianche

nottiUna notte nella città di Pietroburgo un uomo passeggia in solitudine, ma è proprio allora che incontra una giovanissima Nasten’ka; i due protagonisti si accompagneranno durante le loro notti bianche per quattro giorni.

Durante questi incontri e dalle loro conversazioni, noi lettori veniamo a conoscenza delle loro storie.

L’uomo è un sognatore, un uomo che vive in solitudine, incapace di rapportarsi con gli altri e di stringere rapporti d’amicizia.

Lei è una giovanissima ragazza che vive insieme alla nonna cieca, innamorata di un giovane affittuario della nonna. Quest’ultimo, un anno prima, le ha promesso il matrimonio, ma non prima di essere tornato da un viaggio ed essersi creato un futuro.

Adesso l’anno è trascorso, lui è tornato e Nasten’ka, in compagnia del sognatore, lo aspetta da giorni a quell’appuntamento fissato un anno prima.

Intanto in queste poche notti Nasten’ka ha acceso anche il cuore del sognatore e, ormai delusa, decide di legarsi all’uomo, ma ecco arrivare il suo innamorato…Cosa farà adesso Nasten’ka? Beh, “Al cuor non si comanda”, afferma un famoso detto popolare.

COSA NE PENSO IO:

Breve cronaca dell’incontro di due caratteri opposti: la timidezza e l’essere schivo dell’uomo con l’espansività e la comunicatività della giovanissima donna, che al contrario di lui, ha bisogno dell’amore per vivere con pienezza la sua vita.

Delicato e intenso racconto di un attimo di illusione.

VALUTAZIONE: 9,5/10

 

Carol

carolTherese è una giovane scenografa che si accompagna a un giovane pittore, vive in un ridotto appartamento di New York e lavora nel reparto giocattoli di un famoso grande magazzino. Quando conosciamo Therese, il grande magazzino è invaso da una folla di clienti di tutti i ceti sociali, poichè siamo nel periodo natalizio e bisogna affrettarsi nell’acquisto dei giocattoli per i propri figli.

E’ proprio nel reparto in cui lavora che Therese nota un’elegante cliente, avvolta e protetta da una costosa pelliccia. La giovane rimane molto colpita dalla donna e, per un impulso incontrollabile, decide di inviarle un biglietto d’auguri.

Inizia così un rapporto che, per molto tempo, rimane in bilico tra amicizia e amore.

Carol è una donna adulta, con una figlia e che sta affrontando la separazione dal marito. Per colmare i mesi in cui la figlia vivrà insieme al padre, decide di intraprendere un viaggio in macchina insieme a Therese, che le porterà lontane da New York e dalle persone che normalmente frequentano e che le aiuterà a rinforzare il loro legame.

Ma ben presto la realtà torna all’assalto in modo prepotente… Questo legame sarà in grado di resistere alle vicende personali e ai giudizi altrui? O è destinato a rimanere nascosto agli sguardi accusatori dei “perbenisti”?

COSA NE PENSO IO:

La storia di Carol e Therese è ambiantata a New York in tempi in cui parlare di apertamente di omosessualità era impensabile, quindi, per l’epoca in cui è stato concepito, risulta molto moderno.

L’autrice riesce a mettere in evidenza quanto l’omosessualità rappresentasse un problema da nascondere, prima a sé stessi, e poi anche agli occhi del mondo.

Il libro è scritto bene, e questo è innegabile.

La storia coinvolge, e anche questo è innegabile.

Ma, come al solito, è la fine che poco mi convince.

E’ vero che l’amore trionfa e supera tutti gli ostacoli e i dubbi, ma perchè questo sovraccarico di scene strappalacrime? Mi sembra che si sia guastato quel perfetto equilibrio di emozioni che aveva caratterizzato tutto il racconto.

VALUTAZIONE: 7/10

Un’anima non vile

animaE’ questo il secondo volume della “Trilogia del ritorno” di Fred Uhlman, quindi il completamento della storia di Hans e Konradin che ha preso il via ne “L’amico ritrovato“.

Si tratta di una lunga lettera di Konradin al vecchio amico Hans, scritta qualche giorno prima della sua esecuzione, nella quale egli ripercorre la storia di questa tenera amicizia sbocciata sui banchi di scuola nella Germania nazista.

Konradin racconta e spiega dal suo punto di vista molti episodi del passato, già raccontati da Hans, ma li integra con altri che si sono svolti dentro la sua fastosa casa, all’interno della sua altezzosa e ricca famiglia ariana. E scopriamo, così, che il giovane è stato “pilotato”…

COSA NE PENSO IO:

Anche questo secondo secondo libro è straordinario preso come storia a sé stante, lo diventa ancora di più in quanto ci permette di colmare dei vuoti e di leggere il punto di vista del ricco ragazzino di razza ariana, diviso tra la famiglia, le apparenze e il forte legame con il suo amico ebreo Hans.

Breve e intenso.

VALUTAZIONE: 10/10

L’amico ritrovato

amicoIl piccolo Hans frequenta un prestigioso liceo della sua città. Della sua classe fanno parte una quarantina di ragazzi tra i quali si distinguono alcuni di origine più nobile, rispetto ad altri che appartengono, invece, all’alta borghesia tedesca. Alcuni di essi sono ebrei, altri no.

Un giorno, accompagnato dal direttore, fa il suo ingresso in classe Konradin von Hohenfels, figlio di un ambasciatore. La professione del padre ha dato modo a Konradin di girare per il mondo, di conoscere nuovi luoghi e civiltà e di iniziare una collezione di monete antiche. Passione, questa, che lo avvicinerà ad Hans.

I due all’inizio si studiano reciprocamente, ma entrambi capiscono che diventeranno amici. E così è.

Nonostante le differenze religiose e le ostilità della famiglia di Konradin verso le origini ebree di  Hans, i due ragazzini entrano in perfetta sintonia e passano insieme quasi ogni momento della giornata. Ma improvvisamente le cose cambiano.

Un giorno Konradin si proclama affascinato da Hitler e dalle sue idee di onnipotenza e Hans viene allontanato dal Paese. I genitori hanno capito, infatti, che non può esistere per lui un futuro nell’attuale Germania.

La separazione e le idee politiche di Konradin spezzeranno improvvisamente questo fortissimo legame.

Solo 30 anni dopo ci sarà una svolta inaspettata…

COSA NE PENSO IO:

Breve e intensa storia d’amicizia che ci catapulta nella Germania oppressa dall’ancora nascente ideologia nazista.

Si tratta, senza alcun dubbio, di un piccolo, grande capolavoro della letteratura europea del ‘900. E’ un libro che tutti nella vita dovremmo leggere per imparare, non solo un po’ di storia, ma anche l’importanza di valori come l’amicizia, la lealtà, la libertà e il coraggio, quando serve, di cambiare idea.

VALUTAZIONE: 10/10

Colazione da Tiffany

colazioneLa protagonista assoluta di questa storia ambientata nella prima metà del ‘900 è Holly Golightly.

Holly è una ragazza frizzante che abita un modesto appartamento di New York, che frequenta uomini facoltosi e si dedica alla frenetica ed attraente vita mondana, ma lei stessa si definisce “in transito”. Sì, perchè Holly non ha ancora trovato il suo posto nel mondo e lo sta cercando affannosamente.

La storia così complessa di Holly possiamo apprenderla dalla voce narrante, uno scrittore in erba che si stabilisce nell’appartamento sottostante a quello della donna e fraternizza con lei.

In realtà l’uomo si innamora follemente della giovane Holly, ma un arresto improvviso costringerà quest’ultima a fuggire via, senza dar più notizie di sé.

COSA NE PENSO IO:

Questa storia mi è piaciuta molto.

Ad una lettura distratta potrebbe apparire frivola, ma non lo è affatto. La ricerca del proprio posto nel mondo è il cruccio di tutti ed è, pertanto facile, immedesimarsi e cogliere le complessità di un personaggio atipico come Holly.

VALUTAZIONE: 8/10