Radici

radiciPer descrivere questo libro bisogna partire dalla fine. E’ nell’ultimo capitolo, infatti, che l’autore ci spiega di aver appena raccontato, dopo aver trovato riscontri storici sulla veridicità di tutti i racconti che hanno popolato la sua infanzia, la storia di tutta la sua famiglia, a partire dall’antenato africano Kunta Kinte.

Kunta Kinte viveva in un piccolo villaggio dove ha imparato a sopravvivere, a cacciare e a seguire le regole della tribù, ma durante una battuta di caccia è rapito e venduto come schiavo. E’ così che, dopo un viaggio allucinante, approda in America dove crea una propria famiglia e sarà il capostipite di numerose generazioni di schiavi …e non.

Si deve proprio a Kunta Kinte l’istituzione della tradizione di tramandare a voce le gesta degli uomini di famiglia, che verrà mantenuta da tutti i suoi discendenti con grande orgoglio e partecipazione.

E ci vorranno tanti anni prima che questa famiglia possa acquistare la libertà tanto sognata; tanti eventi si susseguiranno, tanti padroni si dovranno cambiare e tante separazioni non volute si dovranno subire.

COSA NE PENSO IO:

Un racconto accurato sul mondo della schiavitù e della sottomissione con una carrellata di personaggi indimenticabili.

Un’altra saga familiare estremamente piacevole da leggere e a cui appassionarsi per capire quanto questi uomini e donne fossero considerati alla stessa stregua di un oggetto.

VALUTAZIONE: 9/10

La capanna dello zio Tom

zio tomLa storia raccontata da Harriet Beecher Stowe è ambientata negli Stati Uniti in pieno periodo di schiavitù.

Tom vive nella fattoria degli Shelby e, nonostante la propria condizione di schiavo, la sua vita scorre tranquilla insieme alla famiglia e agli altri neri della piantagione. La situazione di Tom non è affatto drammatica: non viene punito con le frustate, non viene sottoposto a privazioni ed è addirittura il braccio destro del padrone.

Ma improvvisamente le cose cambiano…

Padron Shelby ha contratto dei debiti ai quali non può adempiere se non mettendo in vendita proprio Tom e il piccolo e buffo bambino di Eliza, ma quest’ultima si rende conto di ciò che sta per succedere e fugge via per salvare suo figlio da un destino drammatico. Una fuga rocambolesca che, grazie all’aiuto di una piccola comunità dell’Ohio, si conclude nel migliore dei modi.

Tom, invece, nonostante sia stato avvertito per tempo da Eliza, decide di andare incontro al suo destino. Si affida al volere di Dio ed è costretto a lasciare la sua famiglia, la fattoria dove ha sempre vissuto per essere venduto al migliore offerente.

Ma Dio ha posto sul suo cammino un piccolo angelo, Evangeline, figlia del proprietario di una ricca piantagione del Kentucky. Eva è colpita da Tom e prega il padre di comprarlo e di portarlo nella loro tenuta. Ed è così che Tom giunge sotto l’ala protettrice di St. Clare, anche lui padrone tollerante e contrario per principio alla schiavitù.

Ed è proprio in questa parte della storia che assistiamo alle parti più commoventi e coinvolgenti del libro per poi seguire Tom nel suo ultimo viaggio verso il martirio presso un nuovo padrone violento e disumano…

COSA NE PENSO IO:

E’ un libro che parte un po’ lento per poi arrivare a coinvolgerti completamente nelle vicende dei personaggi con le loro problematiche e i loro drammi.

E’ un atto di denuncia verso uno degli atti più vergognosi che l’uomo bianco ha posto in essere nel corso della storia a danno di altri esseri umani.

E’ un libro che tutti dovrebbero leggere…Ed è anche uno dei pochi che sia riuscito a farmi versare qualche lacrima di commozione.

VALUTAZIONE: 10/10

La peste

pesteLa vicenda si svolge ad Orano, una città algerina, negli anni 40.

Nella città scoppia all’improvviso un’epidemia. All’inizio non si capisce bene di che si tratti, o comunque non si vuol creare allarme tra i cittadini, ma arriva il momento in cui non si può più nascondere la testa sotto la sabbia, è necessario prendere delle misure decise per circoscrivere e fermare la peste.

Il dottor Rieux, illustre e rispettato cittadino di Orano, inizia la cronaca degli eventi, dallo scoppio dell’epidemia fino all’isolamento degli abitanti, per finire con la riapertura delle porte cittadine.

COSA NE PENSO IO:

E’ decisamente un libro da leggere, un classico della letteratura francese del quale non si può ignorare l’esistenza. Però ci sono troppi personaggi dai nomi simili che mettono in non poca difficoltà e l’atmosfera creata dall’autore è esageratamente cupa. Troppa per i miei gusti!

VALUTAZIONE: 7/10

 

L’occhio del lupo

occhioUn lupo è chiuso in una gabbia all’interno di uno zoo. Sta lì, solitario e triste a trascorrere le sue grigie giornate, quando un bambino inizia a sostare davanti alla sua gabbia e a fissarlo in continuazione.

Il lupo è diffidente e odia gli uomini, pertanto quest’osservatore sconosciuto lo infastidisce non poco!

Ma il bambino rimane a fissarlo e, siccome il lupo ha un occhio solo, anch’egli chiude il suo occhio mostrando, così, tutta la sua sensibilità.

Il lupo rimane molto colpito dal gesto e comincia a narrargli la sua storia e le sue vicissitudini imputabili principalmente all’uomo.

Anche il bambino ha avuto una vita complicata e narra al lupo i passaggi attraverso le tre Afriche (l’Africa Gialla dei deserti, l’Africa Grigia delle savane e l’Africa Verde delle foreste equatoriali)….

COSA NE PENSO IO:

Anche questo è un libro per ragazzi che mi sono ritrovata a leggere, questa volta, per puro e semplice caso.

La storia è assolutamente deliziosa e la morale è molto importante per crescere bene.

VALUTAZIONE:8/10

Il cervello di Kennedy

cervelloLouise Cantor è un’importante archeologa svedese separata da anni.

Ma Louise è anche una madre che si trova di fronte ad uno “spettacolo” che nessuna donna e madre vorrebbe vedere: il figlio Henrik privo di vita.
Henrik giace senza vita nel suo letto, ma perchè è morto? Non ci sono segni di colluttazione, ma Louise è sicura: non si tratta di morte naturale, al contrario di ciò che afferma la polizia.
Ed è proprio per questa convinzione che Louise intraprende un lungo percorso di ricerca della verità.
Ma non è semplice! Il ragazzo pulito e dalla vita semplice che lei conosceva, o credeva di conoscere, non è probabilmente mai esistito.
Louise inizia a seguire le deboli tracce che conducono alla scoperta di una doppia vita, fatta di segreti e di ricerche improbabili. Tra gli appunti di Henrik emergono tante incongruenze e tante bugie… ma anche un paio di piste nelle quali lei si tuffa a capofitto.
COSA NE PENSO IO:
La storia non è eccezionale e, anche adesso che ho terminato la lettura, continuo a chiedermi perchè l’autore abbia scelto quel titolo e perchè mai abbia inserito nella storia questo filone “d’indagine”.

La lettura è scorrevole e alcune parti, devo ammetterlo, sono molto coinvolgenti. Ma non basta….
VALUTAZIONE: 4/10