Il ritorno

1° volume–> La straniera

2° volume–> L’amuleto d’ambra

Dopo essersi riappacificati e aver vissuto intense esperienze in Francia, i nostri protagonisti, Jamie e Claire, tornano in Scozia a Lallybroch. Lì riprendono la vita tranquilla che avevano interrotto mesi prima, ma, l’arrivo di una lettera del principe Charles, rimette tutti in subbuglio.

Nella lettera, infatti, il pretendente al trono annuncia di aver raccolto i fondi necessari per intraprendere la guerra contro i Tudor, che sta tornando in patria e invita tutti i suoi sostenitori a seguirlo in questa grande avventura. Jamie non può tirarsi indietro di fronte a questo appello e parte insieme ad alcuni degli uomini del suo clan e a Claire. I due hanno intenzione di cercare di ostacolare in tutti i modi la follia del principe.

Iniziano i primi scontri e, mentre gli uomini si dedicano alla guerra, Claire coordina le cure ai feriti.

Anche i McKenzie hanno risposto all’appello del principe, ma Colum non è così sicuro di voler sostenere i giacobiti. Ormai pieno di sofferenze, chiede a Claire di aiutarlo a morire e consiglio al nipote Jamie sulle scelte da intraprendere.

Jamie cerca di convincerlo a desistere dal seguire le imprese di Charles, contando sul fatto che altri capi clan possano seguire le orme di Colum e lasciare sfornito l’esercito scozzese, rendendo così inutili gli sforzi del pretendente al trono. Colum sembra deciso a seguire i consigli del saggio nipote ma, prima che possa comunicare al principe la sua decisione, muore all’improvviso lasciando il comando dei McKenzie al fratello Dougal, convinto giacobita.

Intanto l’odioso Randall si rifà vivo e chiede a Claire di aiutarlo a curare il fratello Alex in cambio di informazioni sulle mosse degli inglesi.

Sembra esserci ancora una speranza di fermare Charles e il massacro degli scozzesi a Culloden…

Claire comincia a curare Alex Randall, ma si rende conto che la sua situazione è estremamente grave e il giovane non potrà sopravvivere ancora per molto. Questo turba molto Black Jack, che è sinceramente legato al fratello minore, l’unico affetto sincero della propria vita.

La guerra prosegue, le battaglie anche, ma servono ancora uomini e Charles ordina a Jamie di recarsi dal burbero nonno e guidare i Fraser.

Al ritorno da questa spedizione, durante la quale vengono svelati un po’ di questioni familiari, Claire incontra casualmente Mary Hawkins e scopre che vede in segreto Alex, del quale è ancora molto innamorata e dal quale attende un figlio.

Durante una notte di battaglie, i Fraser e i McKenzie rimangono intrappolati dagli inglesi. Claire, per creare un diversivo, finge di essere stata rapita e si consegna all’esercito inglese che la scorta presso la dimora del Duca di Sandringham, nella quale alloggia momentaneamente Mary. Quando Jamie riesce a raggiungere Claire, Mary decide di fuggire insieme a loro.

Alex è ormai moribondo e chiede al fratello di sposare la sua Mary per poter dare al bambino il nome dei Randall, questo ci porta a capire chi sia il vero antenato di Frank!

Intanto si avvicina la disfatta, Jamie e Claire non sanno più cosa fare per impedirlo e meditano di avvelenare il principe, ma Dougal ascolta di nascosto e si scaglia contro Claire. Jamie, nel cercare di difenderla, uccide lo zio ed è cosciente del fatto che adesso attirerà su di sé la vendetta dei McKenzie. Non c’è altro da fare che portare Claire al cerchio di pietre affinchè possa tornare indietro insieme al figlio che porta in grembo.

Dopo un doloroso e commovente addio, torniamo al 1968. Ed ecco perchè Claire ha affidato al giovane Roger la ricerca sulla sorte dei Fraser e dei McKenzie: non ha assistito alla disfatta e non ha saputo più niente degli uomini con cui ha vissuto nei tre anni in cui è stata lontana dal suo tempo!

Ma c’è ancora un altro segreto: Roger è uno dei discendenti di Dougal e Geille, la strega. E quello è il 1968, l’anno in cui lei attraverserà il cerchio di pietre, forse potrebbero cercare di incontrarla….

Ed è quello che cercano di fare, ma assistono impotenti ed increduli al passaggio tra le pietre. A questo punto tocca a Roger confessare di aver scoperto che Jamie è sopravvissuto alla battaglia di Culloden.

COSA NE PENSO IO:

La breve parentesi in Francia era stata gradevole, ma non appassionante come le atmosfere e le vicende che si svolgono nella rude Scozia. Ho pertanto gradito molto questo terzo volume della saga, sempre pieno di colpi di scena e riferimenti storici particolarmente accurati.

E adesso sono curiosissima. Cosa si inventerà l’autrice? Beh, di certo Claire non resterà buona buona, dopo aver scoperto che Jamie non morì come lei aveva pensato negli ultimi 20 anni!

VALUTAZIONE: 10/10

Il castello di Otranto

Manfredi è l’attuale principe della signoria di Otranto, sulla quale grava una strana profezia: Il castello e la signoria d’Otranto sarebbero venuti a mancare all’attuale famiglia, quando l’autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi.

Manfredi crede che l’avanzare della sua età sia un grave pregiudizio per i suoi possedimenti e così aspetta con ansia il giorno del matrimonio dell’unico figlio maschio per assicurare un principe giovane a Otranto ed evitare che la profezia si avveri.

Ma non si può lottare contro una profezia…

Corrado, il figlio di Manfredi, muore a seguito di un incidente inspiegabile e non ci sono più giovani eredi che possano prendere il suo posto. Così il principe si fa prendere dal panico: deve assolutamente trovare una soluzione! Decide, quindi, di ripudiare la moglie e di sposare la promessa sposa del figlio, così da potersi assicurare al più presto un erede maschio. La giovane promessa sposa, sconvolta, fugge dal castello trovando rifugio tra le mura del vicino monastero e la protezione di Padre Girolamo.

A questo punto, al castello, si scatena una spasmodica ricerca della giovane donna che culmina con l’arrivo del padre naturale e in una serie di eventi che conducono alla scoperta della verità sul legittimo erede al principato…

COSA NE PENSO IO:

Il castello di Otranto è il primo romanzo gotico della storia e, forse per questo, un po’ troppo ingarbugliato nella trama ed eccessivamente “magico”.

Non mi ha conquistata per niente.

VALUTAZIONE: 4/10

Il libro di legno

Enzo Baiamonte è un radiotecnico palermitano che, per arrotondare le magre entrate, si diletta come investigatore.

Un giorno Enzo riceve la visita della figlia del suo defunto professore del liceo, Cristina, la quale gli affida il compito di ritrovare sei libri che il padre aveva prestato negli anni passati per ricostituire, adesso che è morto, l’intera biblioteca. Il padre era solito sostituire i libri prestati con una sagoma di legno delle stesse dimensioni del libro, alla quale appiccicava un’etichetta con il titolo, il nome di colui che aveva ricevuto il libro in prestito e la data in cui tale prestito era avvenuto.

Enzo comincia la sua ricerca tra i vicoli del quartiere, riesce a recuperarne un paio, ma poi si imbatte inconsapevolmente in una storia losca e più grande delle sue forze…

COSA NE PENSO IO:

Il libro mi è piaciuto abbastanza; è intrigante seguire Enzo tra i vicoli e le strade di Palermo in cerca di informazioni sulle persone che hanno ricevuto in prestito un libro dal noto insegnante ormai passato a miglior vita ed è anche intrigante venire a conoscenza delle storie che ogni prestito nasconde, insieme a qualche segreto inconfessabile. Ma avrei preferito seguire fino alla fine le indagini del protagonista senza andare per forza a finire nella solita equazione Sicilia=mafia.

Idea originale, ma sviluppo deludente.

VALUTAZIONE: 6/10

Il sindaco provvisorio

In un paesino della Padania è stato deciso di sorteggiare il nominativo di uno dei cittadini affinché possa svolgere per un giorno le mansioni di sindaco del proprio comune, una inconsueta iniziativa politica del partito del sindaco per dimostrare la vicinanza e la solidarietà nei confronti della cittadinanza.

Il sorteggiato è il signor Bibùlo, tranquillo cittadino e padre di famiglia, il quale si ritrova all’improvviso travolto nel vortice della vita politica del suo comune. Per un giorno non fa altro che incontrare assessori e impiegati che lo trascinano da un ufficio all’altro, da una riunione all’altra facendogli scoprire in poche ore tutto ciò che c’è di marcio nell’amministrazione attuale e passata.

In tutto ciò il signor Bibùlo deve far fronte a una serie di segreti familiari che escono fuori dall’oblio all’improvviso, a seguito di particolari incontri…Tutto nel giro di una sola giornata.

COSA NE PENSO IO:

Magari non sono obiettiva come vorrei nel commentare questa storia, poichè l’autore è un amico blogger, però a me il libro è piaciuto molto.

E’ ricco di ironia e questo ti permettere di leggere sempre con il sorriso sulle labbra, pur individuando benissimo la tematica seria della cattiva amministrazione per proteggere l’interesse personale, ovviamente a discapito dei cittadini e delle generazioni future che si ritrovano ad avere un pessimo esempio ed insegnamento.

Conoscendo da un po’ l’autore, ho trovato all’interno anche molto della persona e delle sue vicende personali e sì, ammetto che, durante la lettura, non faticavo affatto ad attribuire a Bibùlo la sua faccia e la sua voce (anche se questa l’ho sentita poco 😀 ).

L’ultima parte mi ha strappato anche una sonora risata, ma su questo non avevo molti dubbi.

Però, caro autore, un finale meno inquietante l’avrei gradito di più. Sono onesta 😉

Non lo faccio mai, ma questa volta è d’obbligo. Vi invito ad acquistare “Il sindaco provvisorio” cliccando qui

VALUTAZIONE: 8/10