Sette anni senza di te

La storia ha inizio, proprio come sottolinea il titolo, sette anni dopo la separazione tra i due protagonisti, Sebastian e Nikki.

Lui è un serioso e conosciuto liutaio, lei una donna aperta e affascinata dal mondo dell’arte. Due persone così diverse che però si sono molto amate, hanno un lungo passato condiviso e due gemelli ormai adolescenti. Purtroppo con il divorzio i due non sono riusciti a comportarsi civilmente ed anche i due gemelli sono stati separati ed affidati ognuno ad un genitore diverso. Nikki ha perso momenti fondamentali della vita della figlia e Sebastian di quelli del figlio.

Vista la diversità caratteriale dei due ex coniugi, anche i figli hanno avuto un’educazione ed un controllo diverso in quei sette anni, ma Sebastian ha una sola certezza: conosce tutto della figlia e l’ha cresciuta meglio di quanto la moglie abbia fatto con il figlio.

Ma i fatti non tardano a dimostrare che questa certezza è destinata a crollare miseramente.

Ad un certo punto il gemello scompare inspiegabilmente. Nikki è sconvolta e non può far altro che chiamare il marito e condividere con lui la notizia. Dopo un primo momento di accuse reciproche, di rabbia e di frustrazione, i due cominciano ad indagare. Frugano nella stanza del figlio e scoprono che dev’essersi cacciato nei guai. Comincia quindi una sorta di caccia al tesoro che coinvolge tre continenti….

COSA NE PENSO IO:

Una storia che si legge, per carità! Però mi sembra un po’ deboluccia a livello di trama. Un thriller, per quanto mixato al romanzo d’amore, non può far capire la verità prima delle ultime pagine. Assolutamente no!

Poi questi genitori si rivelano un po’ troppo supereroi per i miei gusti personali. Quindi…voto bassino.

VALUTAZIONE: 4/10

In città zero gradi

I protagonisti di questa storiella natalizia sono tre: Max, Katrin e il cane Kurt.

Max odia le festività natalizie ed ha deciso che, per la prima volta in vita sua, le salterà. Come? Semplice! Con un bel viaggio in una zona del mondo caldissima.

Però c’è un problema: come farà con Kurt? Kurt è il protagonista della rubrica che Max tiene su una rivista, ma è un cane stranissimo, non fa altro che dormire, non vuole muoversi, nè uscire per passeggiare come tutti gli altri cani del mondo!

Max decide di pubblicare un annuncio per trovare un dog-sitter durante la sua assenza.

Ed è così che il suo destino si incrocia con quello di Katrin, una trentenne alle prese con il bilancio della propria vita, non troppo soddisfacente. Asfissiata da due genitori soffocanti, da un ex fidanzato insistente e senza una relazione stabile o una propria famiglia.

Katrin decide di ospitare Kurt per evitare un altro deprimente Natale in famiglia.

Kurt gradisce la nuova amica e, chissà perchè, con lei non è mai apatico.

Non è necessario sottolineare che ci sarà il lieto fine 😀

COSA NE PENSO IO:

Una storiella natalizia che gioca sull’incontro  e sugli equivoci tra due persone sconosciute. Niente di particolare, tranne il cane, che è davvero spassosissimo.

VALUTAZIONE: 4/10

Il velo dipinto

Kitty è una ragazzina frivola cresciuta in una famiglia in cui non c’è spazio per i sentimenti e in una società in cui l’unico obiettivo a cui le donne possano ambire è quello di trovare un marito.

La giovane e immatura Kitty decide quindi di sposare il dottor Walter Fane e di seguirlo ad Hong Kong, protettorato inglese, dove egli dovrà svolgere il proprio lavoro di batteriologo.

Il matrimonio non è certo stato un matrimonio d’amore per Kitty, la quale si fa conquistare molto presto da Charles Townsend con il quale intrattiene per diverso tempo una relazione all’insaputa del marito.

Un giorno, però, la relazione viene scoperta e l’implacabile dottor Fane dà un ultimatum alla moglie: deve scegliere tra Charles e lui. Ma scegliere il marito significherebbe seguirlo in una zona all’interno del paese dove è scoppiata una epidemia di colera e dove egli dovrà esercitare la sua professione per tentare di arginare l’epidemia e salvare i malati.

Kitty è terrorizzata dall’idea di trasferirsi in mezzo ad una zona in cui le persone muoiono come mosche e decide di scegliere il suo amante. Ma Townsend non è della stessa opinione. Kitty, umiliata e delusa, non può che intraprendere questo viaggio verso l’ignoto insieme ad un marito che odia e che la odia.

Il periodo che segue è terribile, Kitty si sente sola, sconfitta e tradita. Non cerca di tutelare la propria salute, anzi non prende alcuna precauzione per scampare al contagio e si offre di aiutare delle religiose che operano nel luogo, pur di sfuggire alla prigionia da cui si sente avvinta. In qualunque modo possibile!

Incredibilmente quel luogo riesce a farla maturare e a farle trovare un minimo di equilibrio e serenità. Ma, quando scopre di essere incinta torna ancora a turbarla l’incertezza sul proprio destino. E poi anche Walter si ammala…

COSA NE PENSO IO:

Una storia molto bella e coinvolgente in cui le incomprensioni, l’indifferenza e la solitudine arrivano al culmine per poi trasformare i sentimenti, i comportamenti e l’essenza stessa della protagonista.

Non è una storia lieta, ma è estremamente coinvolgente e, alla fine, anche commovente. Oppure sono io che ultimamente mi commuovo troppo spesso? Chissà!

Comunque è un libro consigliatissimo!

VALUTAZIONE: 10/10

Lo scrittore fantasma

Nathan Zuckerman è un aspirante scrittore ebreo. E’ ancora alle prime armi, ma ha già visto pubblicare qualche racconto che rispecchia le sue esperienze di vita e la religione professata dalla famiglia.

Nathan è anche un appassionato lettore ed il suo scrittore preferito, quello che considera il mito da cui apprendere tutto è Lonoff. Ma quest’ultimo è uno scrittore un po’ atipico, non ama la vita mondana e le pubbliche relazioni e si è rifugiato da parecchi anni in una casa isolata del New England. Di lui circola solo una foto vecchia di almeno vent’anni!

Per combinazione Nathan riesce a farsi invitare dal suo mito ed è di questo incontro così agognato che noi lettori ci apprestiamo a leggere in questo piccolo volume di Philip Roth.

Nathan trascorre un giorno e una notte nella casa di Lonoff, ma capita in un momento di piena crisi familiare: la moglie è stanca di stare in quella casa così isolata ad appagare l’io solitario del marito ed è gelosa della giovane e misteriosa Amy. Misteriosa è dir poco! Sembra addirittura che si tratti di Anna Frank, scampata allo sterminio nazista e rifugiatasi sotto falso nome in America; solo Lonoff conosce il suo segreto…

COSA NE PENSO IO:

Un libro molto raffinato, anche nell’attribuzione dei titoli ai pochi capitoli che compongono la storia, che “gioca” molto sul detto e non detto, sulla realtà e sulla fantasia. Alla fine non puoi che chiederti: ma qual è la verità? Sempre che ne esista una soltanto, o che ognuno possa trovarne una diversa.

Ed in tutto questo c’è anche spazio per definire il ruolo dello scrittore e della letteratura nella società!

VALUTAZIONE: 10/10

Dona Flor e i suoi due mariti

florLa storia si apre in un giorno di Carnevale degli anni ’60 a Salvador de Bahia con la morte improvvisa dell’ancora giovane Vadinho.

Vadinho si accascia per strada in mezzo alla gente che, travestita con costumi colorati, balla allegramente le musiche carnevalesche piene di ritmo. Dona Flor, la moglie, avvertita della tragedia, corre incontro al suo Vadinho sconvolta dal dolore e circondata dalle amiche.

Flor ha amato moltissimo il marito, si è concessa a lui prima del matrimonio pur di sposarlo e di vincere l’ostilità materna. E adesso si ritrova sola ad affrontare una vita che non sarà più la stessa.

Flor ha il suo lavoro, è vero. E Vadinho non è mai stato un marito esemplare, anzi.

Era dedito al gioco, non aveva un lavoro, le sottraeva tutti i soldi che lei metteva accuratamente e con sacrificio da parte ed era solito picchiarla quando eccedeva nel bere. Eppure Flor era pazza di lui, quando la prendeva tra le braccia, era felice.

E adesso che lui non c’è più, Dona Flor sente la mancanza delle sue carezze ma, poichè è una donna pudica, non può esprimere i suoi sentimenti in tal senso e si vergogna di avere tali pensieri.

Le amiche, Dona Norma in particolare, cercano di starle vicino e, passato un congruo tempo dal lutto, la invitano a guardarsi attorno poichè è ancora nel fiore degli anni. E’ così che Flor conosce e sposa il farmacista, un uomo completamente diverso dal suo Vadinho.

Il secondo marito è un uomo di successo che vuole mantenere la sua Flor, la vuole rendere felice e la vuole fare vivere nella sicurezza…Insomma vuol prendersi cura di lei a tutti i costi ed è il più fedele ed innamorato dei mariti.

E Flor non ha niente da rimproverargli, può vivere serena, senza alcun problema, ma nel grigiore della routine dove non c’è mai posto per un diversivo, anche di poco conto.

Ma un giorno Vadinho ricompare, comincia a circolare per Salvador de Bahia tutto nudo e sempre uguale: allegro, innamorato della sua Flor, pazzo del gioco e della bella vita. Solo Flor può vederlo!

Vadinho cerca di circuirla, di farle capire che è lì soltanto perchè è lei ad averlo chiamato con i suoi intensi pensieri. Flor cerca di resistere, non vuole tradire il nuovo marito, ma l’attrazione per Vadinho è troppo forte ed in fondo, che male c’è?  Chi può sapere cosa succede dentro le mura domestiche?

COSA NE PENSO IO:

Non avevo mai letto niente di Jorge Amado e non sapevo cosa aspettarmi, ma, ammetto, che questo libro mi è piaciuto molto.

Il quesito che pone è di una certa importanza: è meglio vivere nella sicurezza e nella routine o è meglio lasciarsi trasportare dai sentimenti dalle novità e della trasgressione, anche se si va incontro a conseguenze non di poco conto?

Beh, ognuno risponderà a modo suo! La storia di Flor e Vadinho è ovviamente portata all’eccesso, ma seguire le vicende di questa donna divisa a metà tra sentimento e razionalità, è stato molto divertente.

Ed anche l’atmosfera magica e misteriosa, che solitamente non amo molto, ha aggiunto allo storia quel tocco in più di raffinatezza narrativa, di leggerezza e di divertimento.

VALUTAZIONE: 8/10