Canale Mussolini. Parte seconda

downloadDopo “Canale Mussolini“, che mi aveva tanto appassionato, ho deciso di leggere anche la seconda parte della storia dei Peruzzi.

E così sono stata catapultata un’altra volta in Agro Pontino negli ultimi giorni di guerra, caratterizzati da estrema confusione, mancanza di direttive e sbarchi degli americani per liberare la zona dall’occupazione nazista tedesca.

I protagonisti di questo nuovo capitolo della saga familiare sono quelli che appartengono alla seconda generazione dei Peruzzi, e primo tra tutti Diomede che, dopo aver sottratto del denaro tra le mura devastate della Banca d’italia, a seguito di un bombardamento, inizia una nuova attività di costruzioni e diventa emblema della ricchezza nella città di Littoria.

Naturalmente ritroviamo la maggior parte dei fratelli Peruzzi, le loro mogli, i loro figli e continuiamo a seguire le intricate vicende e faccende familiari.

COSA NE PENSO IO:

Questa seconda parte, che ho iniziato a leggere con grandi aspettative, mi ha delusa non poco!

Non si tratta più di un racconto di famiglia inserito in un contesto storico, ma mi è sembrato piuttosto un manuale di storia che ha relegato in un cantuccio le vicende della famiglia protagonista.

Ed è un gran peccato perchè, quando l’autore si ricorda di aggiornarci sui Peruzzi, la narrazione diventa appassionate e a tratti divertente, proprio come nel primo volume!

VALUTAZIONE: 6/10

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10 thoughts on “Canale Mussolini. Parte seconda

  1. Concordo con te … d’ altra parte, quasi mai i seguiti riescono altrettanto bene della storia originale !
    Ps : grazie per averci liberato da quella scassaminchia della @Gabaldòn ( dìn dòn ), una vera jattura ! :mrgreen:

  2. Oh cori di sti cori, o per Sangiuseppe, Santanna e Maria ( ‘n’ accidente che jè pja a chilla strarompicogliuni di fimmina chi nun sparisci mai ! 👿 ), ma nun la potivi imbarcàri ni ‘uferrobbotti’ e spidirilla a chillu paisi ‘na volta pi tutti ??? 😯

  3. Miiiiiii ,,, NO ??? 😯
    Ma alimeni, da l’ autra parti, fimmimuzza di stu cori, u mosciu da li cugliuna nostra … nun lo putiristi livacillirillu pi sempri ??? 😦

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