La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

dinastia

questi sono i miei appunti 😀

La dinastia citata dal titolo è quella giulio-claudia che ha governato l’impero romano per circa 40 anni.

Il primo della dinastia è Ottaviano, figlio di Giulio Cesare, il quale, nonostante affermi di non volere cancellare la Repubblica, diventa di fatto dittatore facendosi assegnare il titolo di Augusto.

Il romanzo si apre con l’uccisione per ordine di Ottaviano del fratellastro Cesarione, figlio di Giulio Cesare e Cleopatra. Da quel momento una maledizione si abbatte su i membri della famiglia imperiale.

Ottaviano è sposato con Livia Drusilla, esponente dei claudi. Livia Drusilla ha due figli avuti dal primo marito, Druso e Tiberio che vengono adottati dall’imperatore. Poichè quest’ultimo non ha eredi maschi diretti, ma solo una figlia ribelle che sarà parte attiva di una congiura ai suoi danni e un nipote maschio morto in tenera età, deve per forza di cose puntare sui figli adottivi.

I due fratelli sono diversissimi. Seppur entrambi valorosi guerrieri che riescono a riportare molte vittorie contro i barbari, allargando i confini del vastissimo impero, le idee politiche e i caratteri non combaciano per niente. Druso crede nella restaurazione della Repubblica, mentre Tiberio non vuole farsi coinvolgere più di tanto nella guida dell’Impero, temendo il confronto con Augusto.

Ma alla morte dell’imperatore è soltanto Tiberio l’unica personalità accettata dal Senato e in grado di prendere in mano le sorti di un così vasto territorio: Druso è morto in battaglia e i nipoti diretti di Augusto sono ancora troppo giovani.

Tiberio regna con regolatezza, ma i suoi ultimi anni di regno sono caratterizzati dalla crudeltà del tiranno che si è reso conto di come la propria famiglia sia concentrata a danneggiare lui e a congiurare l’uno contro l’altro. Tutti vogliono il potere e non ci sono ostacoli che non possano essere abbattuti.

Durante il proprio regno Tiberio aveva adottato il nipote Germanico, figlio di Druso, ma egli si è rivelato più interessato alle arti e di personalità troppo debole. Germanico è morto avvelenato e quindi il successore di Tiberio è il nipote Caligola, che dà il via al declino della dinastia giulio-claudia.

Caligola instaura il regime del terrore, uccide senza alcun motivo, si dedica all’incesto, sperpera il denaro dello Stato e si fa chiamare Divino. Il suo governo è molto breve, Caligola è odiato da tutti per i suoi eccessi e le sue follie crudeli e, pertanto, viene ucciso da una congiura. Con la morte improvvisa dell’imperatore si apre la nuova questione della successione. Caligola non aveva eredi diretti, pertanto il nuovo imperatore è Claudio, fratello di Germanico e zio del suo predecessore.

Claudio ama lo studio, non gli importa niente del governo di un così vasto territorio. Anche il suo periodo da imperatore è molto breve e alla sua morte ecco l’ultimo esponente della dinastia: Nerone.

Anch’egli è dedito ai vizi e agli stravizi e, in uno dei suoi eccessi, sarà colpevole dell’incendio di Roma e della caduta dell’Impero.dinastia-1

COSA NE PENSO IO:

Un libro lunghissimo ma appassionante anche per chi, come me, ha sempre odiato questo periodo storico ricco di imperatori che si alternano l’uno all’altro, ognuno con i propri pregi e i propri difetti di governo.

Ammetto che all’inizio ho avuto non pochi problemi a seguire le vicende intricatissime di questa famiglia i cui componenti hanno nomi del tutto simili tra loro. Ma poi ho preso carta e penna e ho provato a mettere ordine alle mie idee e alle varie parentele di sangue (o anche no) e da quel momento mi sono lasciata trasportare nell’antica Roma, in un mondo di odio e di violenza, di eccessi e di capricci, di adulteri e di assassini.

L’autore ha fatto un lavoro enorme di ricerca storica, bisogna rendergli il merito con un voto molto alto.

VALUTAZIONE: 9/10

Poirot a Styles Court

styles-courtSiamo nell’Inghilterra di inizio secolo. Arthur Hastings, voce narrante, è ospite della famiglia Cavendish nella sua ricca residenza.

Si tratta di una famiglia per così dire “allargata” e così composta: due figliastri, una matrigna, il secondo marito, assai giovane, di quest’ultima, nonché la moglie del primogenito John, la governante e una giovane donna, amica di famiglia.

Quando Arthur arriva, gli attriti fra i vari personaggi non sono poi così ben occultati e l’aria risulta già elettrica.

Ed ecco che accade l’imprevisto: Emily, la ricca padrona di casa, muore per avvelenamento.

Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere e ciò aumenta la sensazione della loro colpevolezza agli occhi degli investigatori.

Ma per fortuna che c’è Poirot, poliziotto belga, attualmente in Inghilterra dove si è rifugiato dopo la guerra.

Il celebre investigatore indaga e grazie alle sue acute osservazioni e deduzioni riesce ad individuare facilmente l’identità dell’assassino, anche se prima di rivelarlo con un coup de theatre finale, dovrà agire con molta astuzia e circospezione…

COSA NE PENSO IO:

Un investigatore simpatico ed acuto che ci coinvolge, ma non troppo, nelle proprie indagini personali e specializzato nei colpi di scena eclatanti dell’ultima pagina. Ma questa abilità è tutta della sua autrice, una maestra nel creare lo stupore finale.

Comunque, nonostante si tratti di un giallo intrigante che ci riporta alle indagini super complesse di Sherlock Holmes e Philo Vance, ho preferito “L’assassinio di Roger Ackroyd“, per il semplice fatto che mi ha lasciata a bocca più aperta :mrgreen:

VALUTAZIONE: 8/10

Una birra al caffè Vigata

caffe-vigataLeggendo questo librino di meno di 200 pagine si è catapultati in Sicilia e nel mondo di Camilleri.

Sembra davvero di fare quattro chiacchiere con questo famosissimo e importantissimo autore contemporaneo. Una persona di grande cultura, di grande inventiva e di grande spessore che sa parlare a tutti in modo semplice e diretto.

Si legge, quindi, della sua infanzia a Porto Empedocle; ci racconta della città, ma anche dei suoi amici di gioventù e delle marachelle, della sua grande passione per la lettura e la letteratura, dei suoi anni scolastici e dei genitori. Per poi passare alla sua città d’adozione, ai primi anni di lavoro nel teatro ed infine del grande successo e della popolarità che ha raggiunto in tarda età grazie alla sua “creatura”, il commissario Montalbano.

Una curiosità? Ha già scritto il capitolo finale della sua opera, l’ha affidata al suo editore pregandolo di custodirla e di pubblicarla postuma.

Non c’è che dire! Camilleri non vuol lasciare il suo pubblico nel dubbio, vuole accontentarlo, o forse ringraziarlo, nel modo migliore, non lasciando niente al caso.

VALUTAZIONE: 8/10

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

invasioneIn un tempo lontano gli orsi abitavano sulle montagne della Sicilia. Il loro re era Leonzio, padre del piccolo Tonio.

Un giorno Tonio fu rapito dai cacciatori e il povero Leonzio non perse mai le speranze di ritrovarlo.

Un’improvvisa carestia costrinse i nostri protagonisti a lasciare il loro habitat naturale e ad avventurarsi verso le città in cerca di cibo. Leonzio non era poi così dispiaciuto, in fondo avrebbe avuto l’opportunità di ritrovare il figlio!

E così che iniziò l’invasione degli orsi in Sicilia, i quali, dopo qualche battaglia a base di palle di neve e dopo avventure straordinarie, riuscirono a mescolarsi con gli uomini e a vivere pacificamente insieme a loro.

Ma l”uomo corrotto non può che corrompere i puri orsacchiotti…

COSA NE PENSO IO:

Una deliziosa storia per grandi e piccoli che ci dà, ahimè, un ritratto desolante della natura umana e, purtroppo, sempre attuale.

VALUTAZIONE: 9/10

L’uomo senza casa

uomo-senza-casaIl protagonista di questo giallo è un investigatore privato svizzero, Elia Contini. E’ un uomo di mezz’età, un po’ solitario e che vive una relazione con una giovane studentessa universitaria.

Elia è cresciuto con una grande mancanza, quella del padre, sparito misteriosamente prima di alcuni lavori per costruire una diga e, a seguito dei quali, il paese e la casa in cui ha vissuto nella sua infanzia sono stati sommersi.

Improvvisamente si decide di allargare la diga e, alcuni cittadini, cercano di impedire legalmente i nuovi espropri. Si riapre, pertanto, un capitolo vecchio: coloro che hanno progettato la costruzione della diga molti anni fa iniziano a morire e la colpa sembra ricadere sul nostro protagonista che, per combinazione, o meglio per le macchinazioni del vero colpevole, si ritrova, volta per volta, a un passo dai cadaveri.

Elia deve cercare di scoprire il killer se non vuole rimanere soffocato da questa rete appositamente creata, con maestria, attorno alla sua persona e alla sua vicenda personale. Sì, perchè passato e presente sono saldamente legati tra loro.

COSA NE PENSO IO:

Un giallo scorrevole, non eccessivamente lungo, che cerca di accendere la curiosità del lettore, ma purtroppo, ad un certo punto, si comincia a capire chi possa essere il vero assassino, anche se non si sa bene ancora come.

E’ questo non è un bene per un giallo. Quindi mi fermo ad un voto bassino.

VALUTAZIONE: 5/10

Canale Mussolini. Parte seconda

downloadDopo “Canale Mussolini“, che mi aveva tanto appassionato, ho deciso di leggere anche la seconda parte della storia dei Peruzzi.

E così sono stata catapultata un’altra volta in Agro Pontino negli ultimi giorni di guerra, caratterizzati da estrema confusione, mancanza di direttive e sbarchi degli americani per liberare la zona dall’occupazione nazista tedesca.

I protagonisti di questo nuovo capitolo della saga familiare sono quelli che appartengono alla seconda generazione dei Peruzzi, e primo tra tutti Diomede che, dopo aver sottratto del denaro tra le mura devastate della Banca d’italia, a seguito di un bombardamento, inizia una nuova attività di costruzioni e diventa emblema della ricchezza nella città di Littoria.

Naturalmente ritroviamo la maggior parte dei fratelli Peruzzi, le loro mogli, i loro figli e continuiamo a seguire le intricate vicende e faccende familiari.

COSA NE PENSO IO:

Questa seconda parte, che ho iniziato a leggere con grandi aspettative, mi ha delusa non poco!

Non si tratta più di un racconto di famiglia inserito in un contesto storico, ma mi è sembrato piuttosto un manuale di storia che ha relegato in un cantuccio le vicende della famiglia protagonista.

Ed è un gran peccato perchè, quando l’autore si ricorda di aggiornarci sui Peruzzi, la narrazione diventa appassionate e a tratti divertente, proprio come nel primo volume!

VALUTAZIONE: 6/10