I promessi sposi

sposiRenzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curato, per bocca dei suoi bravi, di non celebrare il matrimonio.

Don Abbondio è un tranquillo curato di paese senza vocazione religiosa e non ha il coraggio di opporsi ai soprusi, quindi, terrorizzato, inventa delle scuse per non compiere il proprio dovere.

Renzo è furioso, Lucia spaventata a morte.

Gli unici su cui i giovani possono contare sono Agnese, madre di Lucia, e Fra’ Cristoforo. Quest’ultimo affronta di petto Don Rodrigo e, prima di essere allontanato dal convento, trova il modo di preparare la fuga dei promessi sposi.

Renzo trova lavoro in una fabbrica tessile, Lucia viene accolta in un convento di suore. E’ lì che incontra la monaca di Monza, costretta alla vita monacale, ma indotta al peccato da un uomo. Anche Gertrude tradisce Lucia e la donna, rapita, rimane prigioniera nel castello dell’Innominato.

Durante quella notte di prigione ne accadono di cose! Lucia fa il voto di non contrarre matrimonio e l’Innominato, fino a quel momento senza cuore, “a tu per tu” con la bontà e la disperazione di Lucia si converte. Incontra il Cardinale Borromeo, si confessa e libera la disperatissima giovinetta.

A questo punto tutto sembra risolto, ma il voto di Lucia e la peste a Milano rimettono tutto in discussione. Ma la Provvidenza ha in serbo per i nostri protagonisti un epilogo felice.

COSA NE PENSO IO:

Ho amato questo libro fin da quando l’ho letto a scuola, ma erano passati più di 20 anni e ci voleva proprio una rilettura.

E ho così scoperto che, seppur ricordando la storia dei due protagonisti, avevo dimenticato mille particolari.

Non ricordavo la storia di Fra’ Cristoforo, né tanto meno la notte di prigionia di Lucia e l’animo in subbuglio dell’Innominato.

Sempre commovente invece il racconto della peste e della deposizione sul carro dei defunti della bambina da parte della madre annientata dal dolore della perdita, ma anche consolata dal fatto che entro sera si sarebbero ricongiunte.

Insomma, che dire? Niente; di fronte ad uno dei più bei capolavori della letteratura italiana, meglio limitare le parole.

VALUTAZIONE: 10/10

 

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6 thoughts on “I promessi sposi

  1. Era ora …
    Un capolavoro come I PROMESSI SPOSI, pur già studiato a scuola, e letto e riletto in seguito … offre SEMPRE spunti di riflessione, e attimi di piacere interiore !
    Per questo si chiamano Capolavori, quei Libri che attraversano i secoli, talvolta i millenni !
    Brava @Lectry ! 😀

  2. Sì … ma solo ogni tanto !
    Eppoi, m’ ero scoglionato di dire BASTAAAA e CHEPPALLEEEE ! :mrgreen:
    Ps. : tuttavia, hai finalmente vuotato il secchi dell’ acqua ( sporca ) togliendolo da davanti il bagno ??? 👿

  3. I Promessi sposi sono uno dei libri che sto prendendo in considerazione da leggere in questo periodo. Gli altri sono I miserabili e Anna Karenina. Non ho ancora deciso. Il fatto è che non ho mai amato molto questo libro e non soltanto perché ce lo hanno fatto studiare a forza a scuola. E’ quello che potrebbe definirsi un romanzo perfetto o quasi, ma a me non mi attira particolarmente. Rileggerlo potrebbe voler dire riscoprirlo. Vediamo…

    • A me invece è piaciuto anche quando ho dovuto leggerlo a scuola. Che qualche pagina Manzoni avrebbe potuto risparmiarcela l’ho pensato, però. I Miserabili non l’ho mai letto e quindi non so cosa dire. Anna Karenina non mi è piaciuto granché! È un’ossessione d’amore, più che vera storia d’amore

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