L’offesa

offesaLa guerra arriva improvvisa e sconvolge la vita di tutti, anche quella di Kurt.

Egli era destinato a vivere una vita semplice, a compiere un lavoro manuale, quello del padre. Era già pronto per diventare un eccellente sarto e assumere la guida del laboratorio di famiglia, ma è stato costretto a mollare tutto per servire la patria come soldato.

Ma Kurt, nonostante sia di nazionalità tedesca, è un uomo sensibile, non uno di quei mostri crudeli che hanno caratterizzato la seconda guerra mondiale. E di fronte alla violenza gratuita e all’orrore, il suo corpo si ribella…Da quel momento non è più in grado di provare emozioni.

Resta chiuso per molto tempo in una clinica psichiatrica e sottoposto a cure mediche, ma niente da fare! Nessun dolore, nessuna gioia, ma solo una riacquistata, e con molta fatica, quotidianità.

Solo di fronte allo stesso dolore, anni dopo, una lacrima.

COSA NE PENSO IO:

Non male! Per la prima volta mi sono ritrovata a leggere un libro che parla della seconda guerra mondiale con un protagonista “insolito” a mettere in evidenza il fatto che tra i tedeschi non c’erano soltanto uomini spietati, concordi con la politica hitleriana.

E poi, anche un altro tema “scottante”, la reazione al dolore.

E da qui seguono le domande a cui è quasi impossibile rispondere: possono il corpo e la mente proteggerci, crearci una corazza protettiva? La perdita della sensibilità è un sollievo o una condanna?

VALUTAZIONE: 7/10

 

I promessi sposi

sposiRenzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curato, per bocca dei suoi bravi, di non celebrare il matrimonio.

Don Abbondio è un tranquillo curato di paese senza vocazione religiosa e non ha il coraggio di opporsi ai soprusi, quindi, terrorizzato, inventa delle scuse per non compiere il proprio dovere.

Renzo è furioso, Lucia spaventata a morte.

Gli unici su cui i giovani possono contare sono Agnese, madre di Lucia, e Fra’ Cristoforo. Quest’ultimo affronta di petto Don Rodrigo e, prima di essere allontanato dal convento, trova il modo di preparare la fuga dei promessi sposi.

Renzo trova lavoro in una fabbrica tessile, Lucia viene accolta in un convento di suore. E’ lì che incontra la monaca di Monza, costretta alla vita monacale, ma indotta al peccato da un uomo. Anche Gertrude tradisce Lucia e la donna, rapita, rimane prigioniera nel castello dell’Innominato.

Durante quella notte di prigione ne accadono di cose! Lucia fa il voto di non contrarre matrimonio e l’Innominato, fino a quel momento senza cuore, “a tu per tu” con la bontà e la disperazione di Lucia si converte. Incontra il Cardinale Borromeo, si confessa e libera la disperatissima giovinetta.

A questo punto tutto sembra risolto, ma il voto di Lucia e la peste a Milano rimettono tutto in discussione. Ma la Provvidenza ha in serbo per i nostri protagonisti un epilogo felice.

COSA NE PENSO IO:

Ho amato questo libro fin da quando l’ho letto a scuola, ma erano passati più di 20 anni e ci voleva proprio una rilettura.

E ho così scoperto che, seppur ricordando la storia dei due protagonisti, avevo dimenticato mille particolari.

Non ricordavo la storia di Fra’ Cristoforo, né tanto meno la notte di prigionia di Lucia e l’animo in subbuglio dell’Innominato.

Sempre commovente invece il racconto della peste e della deposizione sul carro dei defunti della bambina da parte della madre annientata dal dolore della perdita, ma anche consolata dal fatto che entro sera si sarebbero ricongiunte.

Insomma, che dire? Niente; di fronte ad uno dei più bei capolavori della letteratura italiana, meglio limitare le parole.

VALUTAZIONE: 10/10

 

Camera oscura

cameraIl protagonista di questo breve racconto di Simonetta Agnello Hornby è Lewis Carroll, famosissimo autore di “Alice nel paese delle meraviglie”.

In realtà l’autrice cerca di mettere in evidenza un aspetto particolare della personalità di Carroll. Egli era un grande appassionato di fotografia e amava circondarsi di bambine, le quali erano il suo soggetto fotografico preferito.

Tutte le famiglie dell’epoca ambivano al possesso di una foto scattata dal famoso Lewis Carroll ed egli, attraverso una fitta corrispondenza con la famiglia, otteneva il permesso di ritrarle anche nude.

Secondo quanto è noto dalle cronache dell’epoca, tutte le famiglie rimasero contente delle foto scattate alle loro figlie…tranne una.

Ed è da qui che parte l’autrice. In realtà credo si sia solo ispirata a questa vicenda e che poi abbia un po’ romanzato il tutto; sta di fatto che ci narra la storia di questa bambina, ormai giovane donna, e della brusca interruzione del rapporto e delle foto che avevano lei per soggetto.

L’insinuazione è, ovviamente, che ci sia stata una parte oscura in Carroll.

COSA NE PENSO IO:

Non conoscevo questo aspetto dell’autore, lo associavo soltanto alla famosissima Alice letteraria, che tra l’altro ho letto, ma non apprezzato.

Si è rivelata, comunque, una lettura estremamente interessante ed inquietante. Emerge un uomo pieno di sé che richiede agli altri un rispetto che, forse, non ha mai meritato!

VALUTAZIONE: 7/10

Tomba di famiglia

tombaDopo aver letto tre anni fa “Il tizio della tomba accanto” di Katarina Mazetti, era giusto scoprire quale sarebbe stato il destino dei due protagonisti, Desirée e Benny.

:mrgreen:

Tutto riprende da dove avevamo lasciato: i due diversissimi protagonisti hanno deciso che sono incompatibili, ma vogliono tentare di concepire un figlio e poi andare ognuno per la propria strada.

Ma all’amore non si comanda e, per quanto incompatibili, la coppia non riesce ad ignorarsi, soprattutto dopo che il concepimento c’è stato.

Quindi, cambio di programma…

Desirée, pur odiando la campagna, si trasferisce da lui e si impegna per riuscire ad essere una buona compagna e una buona madre.

Assistiamo quindi alla vita di coppia con tutti i problemi e i drammi quotidiani, che l’amore aiuta a superare.

COSA NE PENSO IO:

Divertente senz’altro. Da leggere se si ha voglia di leggerezza.

5/10