L’ultimo uomo buono

uomoUn poliziotto italiano, che svolge il suo servizio a Venezia, sta indagando, senza informarne i superiori, su una serie di strane morti avvenute in zone diverse del mondo, ma legate da uno strano marchio sulla schiena.

Facendo varie ipotesi, la più plausibile gli sembra l’esistenza di un assassino che uccide e marchia le sue vittime, scegliendole in città che sono distanti tra loro per lo stesso numero di Km. Secondo tale teoria, la prossima vittima sarà a Copenaghen.

Riesce a fare la segnalazione alle autorità locali, ma viene accusato di aver indagato per conto proprio, sospettato di essere vittima di un esaurimento nervoso e allontanato dal servizio a tempo indeterminato.

Intanto a Copenaghen il compito di chiarire questa stramba questione è affidato a Niels, un negoziatore della polizia.

Niels non crede all’ipotesi formulata dal collega italiano, ma, indagando meglio, comincia a prendere sul serio la situazione.

Scopre, infatti, che, secondo la religione, per ogni generazione esistono 36 giusti sulla Terra che assicurano la continuità della vita sul Pianeta.

Grazie all’aiuto di una astronoma, si riesce ad individuare lo schema seguito dal killer e che sono rimasti in vita solo gli ultimi due giusti….Poi uno soltanto.

Incomincia una caccia all’uomo e una corsa contro il tempo….

COSA NE PENSO IO:

Un thriller appassionante che trova origine in una leggenda scritta nel libro dei Proverbi. La trama, con questo mix di giallo e mistero religioso, è parecchio intrigante.

Ma il colpo di scena è in agguato. Sicuro che si tratti di un killer?

VALUTAZIONE: 7/10

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La casa degli spiriti

spiritiProtagoniste assolute di questo romanzo sono le donne di una famiglia cilena, a cominciare da Clara.

Quando conosciamo Clara Del Valle è ancora una bambina considerata un po’ stravagante per il suo modo di fare. In realtà Clara è chiaroveggente, riesce a parlare con gli spiriti, a muovere gli oggetti e, naturalmente, a prevedere gli eventi che nel bene e nel male segneranno i vari membri della famiglia.

Clara sposa Esteban Trueba, un uomo duro e violento e i due hanno tre figli.

Lunghi periodi della vita della famiglia Trueba trascorrono in campagna dove Blanca, la figlia maggiore dei coniugi Trueba, si innamora del figlio dell’amministratore della tenuta.

E’ ovvio che questo amore venga vissuto per molti anni segretamente: c’è troppa differenza sociale e poi il giovane Pedro Terzo Garcia è un socialista che diffonde tra i lavoratori idee opposte a quelle del padrone. Inizia, pertanto, un forte odio tra i due uomini e Pedro è cacciato dalla tenuta.

Questo non impedisce a Blanca e Pedro di continuare la propria relazione che si “conclude” con il concepimento di un’altra donna tenace, Alba.

Alba è comunque l’unica che riesce a penetrare all’interno del cuore del terribile nonno, conquistando un angolino tutto per sé e ammorbidendo parzialmente il duro carattere dell’uomo.

Intanto gli eventi politici si susseguono l’uno dopo l’altro e un colpo di stato darà il potere ai violenti. Molti saranno arrestati, torturati e uccisi per opposizione al regime. Anche il vecchio Trueba ha contribuito alle macchinazioni per la presa del potere, ma l’inaudita violenza dei nuovi capi lo sconvolge; egli non è più così sicuro della validità della linea politica di estrema destra che si è affermata nel suo Paese.

Si convincerà definitivamente di ciò quando anche Alba viene prelevata da casa con la forza e, per la prima volta in vita sua, sarà in grado di aiutare i membri ancora in vita della sua famiglia, compiendo gesti di grande altruismo.

COSA NE PENSO IO:

Un libro appassionante, un’altra saga familiare che si legge con piacere e con coinvolgimento. (Ultimamente ne sto leggendo tante di saghe familiari!)

Snobbavo da parecchi anni questo libro perchè pensavo che potesse risultare un po’ lento e di difficile comprensione, ma naturalmente mi sbagliavo, la Allende è un’ottima autrice e rende le sue storie appassionanti.

I personaggi sono perfettamente descritti e ognuno ha una personalità ben delineata. La mia  preferita è sicuramente Clara, così particolare da desiderare che rimanga protagonista per tutto il libro! Impossibile, ovviamente 🙂

Beh, devo ammettere che anche il personaggio di Férula, sorella di Esteban, nonostante non sopravviva per molto nella storia, abbia un posto molto importante nella mia classifica personale dei personaggi migliori. Sicuramente rimane impressa nella memoria.

VALUTAZIONE: 9/10

Il giro del mondo in 80 giorni

giro-mondoMr Fogg è un signore inglese benestante, abitudinario e pantofolaio che passa le sue giornate a giocare a whist.

Proprio durante una delle tante partite giornaliere di cui egli è protagonista, gli altri suoi compagni di gioco commentano un articolo di un quotidiano in cui si sostiene la possibilità concreta di effettuare il giro del mondo in soli 80 giorni. Sono tutti abbastanza sconcertati da questa tesi, quando il taciturno Mr Fogg scommette 20.000 sterline di poterci riuscire.

L’uomo torna a casa e comunica al suo nuovo e allibito domestico, Passepartout, che partiranno quella sera stessa per fare il giro del mondo in 80 giorni.

Inizia così un viaggio avventuroso, complicato da imprevisti, salvataggi e dal sospetto che Mr Fogg sia un ladro fuggitivo.

Ma Mr Fogg è un uomo imperturbabile e non si lascia sconvolgere da niente e da nessuno!

Finale al cardiopalmo 😀

COSA NE PENSO IO:

La prima cosa che mi viene in mente ripensando a questo libro è che mi sono stancata soltanto a leggere: altro che viaggio intorno al mondo, è una corsa continua contro il tempo e contro gli imprevisti! E’ un saltare da un mezzo di trasporto all’altro!

Forse Jules Verne avrebbe potuto dedicare qualche pagina in più per dirci qualcosa sulle città in cui è approdato Mr Fogg; sarebbe stata interessante un descrizione dei luoghi all’epoca. Qualcosa c’è, ma non sono le descrizioni a preponderare, tutto è incentrato sulla scommessa, i cambi di mezzi di trasporto e le disavventure che si abbattono sulle teste di Mr Fogg e compagnia.

Il libro è senz’altro divertente e permette di colmare una delle tante lacune in fatto di classici.

VALUTAZIONE: 7/10

Il cacciatore di aquiloni

aquiloniAmir è nato e vissuto in Afghanistan finchè non è dovuto fuggire insieme al padre in America per rifarsi una vita. Nel suo paese d’origine Amir ha lasciato il ricordo di una colpa che non è mai riuscito a perdonarsi, nonostante ormai siano passati molti anni.

Questo ricordo è legato ad un torneo, a degli aquiloni, a dei bulli e ad Hassan, suo fedele amico…ma solo a senso unico.

Un giorno Amir riceve una telefonata da un amico del padre che lo spinge a ritornare a Kabul perchè ha qualcosa d’importante da comunicargli. L’ormai adulto Amir è quindi costretto a fare i conti con il passato e con i segreti di famiglia e a lottare strenuamente per rimediare in qualche modo al suo colpevole silenzio e, infine, riscattarsi.

COSA NE PENSO IO:

Come al solito Khaled Hosseini ci coinvolge con le sue storie afghane: storie di bambini, di adulti, di segreti, di guerra e di violenza, che ci catapultano in un luogo così lontano da noi per questioni di idee, cultura e tradizioni.

Un bel libro sicuramente, che vuole dare un’immagine positiva di una terra martoriata dalla violenza e dagli estremismi religiosi. Ma l’Afghanistan non è solo quello, è un paese fatto di persone semplici, pulite e generose ed è così che sono i personaggi creati da Hosseini.

VALUTAZIONE: 8,5/10