La signora nel furgone

furgoneMiss Shepherd è un’anziana donna che vive all’interno di un furgone che per oltre 15 anni rimane parcheggiato nel giardino di Alan Bennett, noto autore inglese.

Miss Shepherd è decisamente un bel tipo, dal carattere deciso e, spesso, le sue azioni e i suoi modi risultano irritanti. Ma la vecchiaia segue il suo corso, la donna diventa più debole nel corpo, ma continua a vivere in quel furgone puzzolente e a vestirsi di stracci che emanano anch’essi cattivo odore.

La convivenza tra i due risulta a volte esilarante. Ma soltanto alla sua morte, l’autore scoprirà qualcosa della sua vita.

Sarà una perdita che lascerà un vuoto non solo nel giardino di casa, ma anche nel cuore di Bennett.

COSA NE PENSO IO:

E’ uno strano testo, è un miscuglio di episodi che non seguono né filo logico, né cronologico.

All’inizio risulta anche un po’ fastidioso questo saltellar da un episodio all’altro, poi ci si concentra su questo strano personaggio spigoloso e irritante che va perdendo la sua vitalità e incontra difficoltà nello spostarsi; si fa portare, allora, in giro su una vecchia sedia a rotelle dai passanti e accetta l’aiuto di alcune religiose, ma il suo furgone continua a rimanere la sua casa ed è lì che esala, in estrema solitudine, l’ultimo respiro.

Sarà che sono sensibile all’argomento, ma trascuro la confusione del racconto e gli attribuisco un bel voto.

VALUTAZIONE: 8/10

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Paura

pauraIrene appartiene all’alta società viennese, è moglie e madre, ma ama più la mondanità del focolare domestico.

Da qualche tempo la donna intrattiene una relazione amorosa con un giovane pianista. Una mattina, uscendo di soppiatto dall’appartamento dell’uomo, è fermata da una sconosciuta che l’accusa apertamente di essere l’amante del suo fidanzato.

Irene, sconvolta, fugge via; non aveva mai pensato che la sua relazione segreta potesse essere scoperta!

La sconosciuta non demorde, la segue, la importuna e la ricatta. Ed è così che la nostra protagonista viene sopraffatta dalla paura e dall’angoscia costante. Cerca di evitare le uscite, sfugge allo sguardo indagatore del marito e arriva a pensare al suicidio. Ma…ovviamente non posso rivelare il colpo di scena finale 😀

COSA NE PENSO IO:

Anche questo racconto è un eccellente esempio dell’abilità narrativa di Stefan Zweig.

La storia di Irene è talmente coinvolgente da trattenere il respiro nei momenti di maggior tensione emotiva. Non si può provare la stessa angoscia della protagonista!

Leggetelo!!!

VALUTAZIONE: 10/10

 

Le notti bianche

nottiUna notte nella città di Pietroburgo un uomo passeggia in solitudine, ma è proprio allora che incontra una giovanissima Nasten’ka; i due protagonisti si accompagneranno durante le loro notti bianche per quattro giorni.

Durante questi incontri e dalle loro conversazioni, noi lettori veniamo a conoscenza delle loro storie.

L’uomo è un sognatore, un uomo che vive in solitudine, incapace di rapportarsi con gli altri e di stringere rapporti d’amicizia.

Lei è una giovanissima ragazza che vive insieme alla nonna cieca, innamorata di un giovane affittuario della nonna. Quest’ultimo, un anno prima, le ha promesso il matrimonio, ma non prima di essere tornato da un viaggio ed essersi creato un futuro.

Adesso l’anno è trascorso, lui è tornato e Nasten’ka, in compagnia del sognatore, lo aspetta da giorni a quell’appuntamento fissato un anno prima.

Intanto in queste poche notti Nasten’ka ha acceso anche il cuore del sognatore e, ormai delusa, decide di legarsi all’uomo, ma ecco arrivare il suo innamorato…Cosa farà adesso Nasten’ka? Beh, “Al cuor non si comanda”, afferma un famoso detto popolare.

COSA NE PENSO IO:

Breve cronaca dell’incontro di due caratteri opposti: la timidezza e l’essere schivo dell’uomo con l’espansività e la comunicatività della giovanissima donna, che al contrario di lui, ha bisogno dell’amore per vivere con pienezza la sua vita.

Delicato e intenso racconto di un attimo di illusione.

VALUTAZIONE: 9,5/10

 

La fine dei Greene

greeneIl procuratore di New York è chiamato ad indagare sulla tragica morte di Julie Greene e sul ferimento della sorella adottiva Licia. A chiedere il suo intervento è lo stesso fratello delle vittime, il quale non è poi così convinto che si tratti di una rapina.

Dello stesso parere è Philo Vance, l’investigatore dilettante più simpatico della letteratura poliziesca, che, ovviamente, affianca nelle indagini il suo amico procuratore facendo sfigurare non poco le autorità.

L’indagine è complessa, come sempre, ma questa volta ad essere colpita duramente è tutta la famiglia Greene, i cui componenti, costretti ad abitare per almeno 25 anni sotto lo stesso tetto per volontà testamentaria del capofamiglia e legati da rapporti non proprio idilliaci, perdono pian piano la vita, uno ad uno.

E’ chiaro che l’assassino è sempre stato dentro quella casa e sia un membro della famiglia. Ma chi? Per Philo Vance non sarà così facile trovare le prove che inchiodino il colpevole…

COSA NE PENSO IO:

Premesso che tutti i gialli di Van Dine che ho attualmente letto siano perfetti, trovo che questo sia uno dei migliori. Ha una sua linearità pur nella sua “ingarbugliatezza”. Frase contorta, lo so; ma secondo me, rende bene l’idea :mrgreen:

E, come ogni volta, l’autore ha un’abilità tutta particolare nel condurre il lettore fuori strada. Solo che più leggi le sue storie, meno ti fai fregare 😉

VALUTAZIONE: 10/10

Mendel dei libri

mendelIl narratore di questo racconto, di cui non conosciamo nemmeno il nome, si rifugia per ripararsi da una fitta pioggia, in uno qualsiasi dei numerosi caffè di Vienna. Ma, una volta guardatosi attorno con più attenzione, capisce di ritrovarsi in un ambiente familiare.

Dalla fitta nebbia dei ricordi emerge una figura seduta ad un tavolino, talmente concentrato nella lettura, da non rendersi conto di ciò che gli accade intorno.

Il nome di quell’uomo era Jacob Mendel, un ebreo russo che era riuscito a varcare clandestinamente la frontiera, a rifugiarsi nella città di Vienna, dove si era stabilito. Ed era proprio in quel caffè che Mendel trascorreva le sue giornate a leggere; non aveva letto tutti i libri pubblicati, ma sicuramente conosceva tutti i titoli ed era in grado di procurarsi qualunque testo gli fosse richiesto.

E questa era, infatti, la sua attività: un piccolo commercio di libri da cui ricavava il necessario per sopravvivere.

Come già ho detto, quando Mendel era intento nella lettura, non si accorgeva di niente e di nessuno…e non si accorse nemmeno dello scoppio della 1° guerra mondiale.

E’ in quell’occasione, a causa dell’intercettazione di sue lettere indirizzate a persone residenti in paesi nemici che l’uomo viene prelevato dalle autorità e rinchiuso in un carcere. Quando ne uscirà, non sarà più la stessa persona!

COSA NE PENSO IO:

I racconti di Zweig sono sempre eccezionali, già ti conquistano solo con il modo che ha di scrivere! Poi aggiungiamo a ciò anche i personaggi, così ben descritti nell’aspetto e nella personalità, e le storie diventano dei piccoli gioielli della letteratura.

Credo di aver detto tutto in due righe :mrgreen:

VALUTAZIONE: 10/10

Nube mortale. Young Sherlock Holmes

nubeIl giovanissimo Sherlock Holmes dovrà trascorrere l’estate del 1868 presso gli zii paterni poichè il padre, ufficiale dell’Impero Britannico è stato inviato nelle Indie, la madre e la sorella sono di salute cagionevole e il fratello Mycroft è troppo impegnato con il suo lavoro a Londra.

Sherlock pensa che lo stia aspettando un’estate solitaria e noiosissima in casa di sconosciuti che, per giunta, non sono esaltati dall’idea di questo ospite in giro per casa, ma le cose non andranno secondo le sue previsioni.

Intanto nella tenuta degli zii conosce il giovanissimo Matthew che vive su una chiatta trainata da un vecchio cavallo e si procura il cibo ricorrendo a vari espedienti. E poi, ovviamente, si troverà al centro di molti guai e si porrà come obiettivo la risoluzione di due strane morti che sembrano far pensare alla peste.

Nella risoluzione del mistero, oltre che dal giovane Matthew, Sherlock, il nostro investigatore ancora più dilettante del solito, sarà aiutato dal suo istitutore privato che lo “addestrerà” a usare il ragionamento come fonte primaria per trarre informazioni dall’ambiente e dalle persone.

COSA NE PENSO IO:

L’idea dell’autore di riempire il vuoto sulle informazioni che riguardano la giovinezza di Sherlock Holmes è intrigante, ma è arduo cercare di far combaciare questo giovane maldestro e ingenuo con l’imponente figura cui ci ha abituati Arthur Conan Doyle.

Anche l’intrigo non è poi così appassionante, o per lo meno lo è all’inizio, ma quando ci inoltriamo nelle pagine e andiamo verso l’epilogo, siamo costretti a far la conoscenza di un improbabilissimo assassino.

Quindi no, la storia non mi ha convinta. Mi è piaciuta solo la descrizione di un ancora immaturo futuro genio delle investigazioni.

VALUTAZIONE: 4/10

L’assaggiatrice

assaggiatriceAnciluzza è una giovane donna siciliana che vive insieme al marito Gaetano e ai due figli in un piccolo paesino di provincia, dove tutti si conoscono.

Anciluzza e Gaetano sono sposati da alcuni anni, quando all’improvviso lui scompare. Ma perchè? Che fine ha fatto Gaetano? E’ una scomparsa incomprensibile, ma volontaria? O è rimasto vittima della lupara bianca?

La nostra protagonista si ritrova improvvisamente da sola, con due figlie ancora piccole da crescere, con la gente che la scruta e con tanti debiti da dover saldare. Dopo qualche giorno in preda al dolore, all’incredulità e alla confusione, è costretta a prendere in mano la sua vita e inventarsi un lavoro. Per fortuna sta iniziando la stagione estiva, che attira molti turisti in zona e Anciluzza apre un negozio di prodotti locali.

E’ lì che avvengono incontri particolari ed è lì che Anciluzza sfoggia la sua arte culinaria, dando vita ai piatti più famosi e buoni della gastronomia siciliana.

COSA NE PENSO IO:

Senz’altro è un libro molto particolare. Ogni capitolo è introdotto da ricette di pietanze, che sono una più buona dell’altra e che la protagonista preparerà a breve per far contento qualcuno che incrocia il suo cammino e…il suo letto.

Insomma, è un mix di eros e di gastronomia :mrgreen:

La scrittura è curata e le descrizioni dei piatti e dei luoghi sono talmente precise che sembra quasi di essere dentro la “putia” della giovane donna.

VALUTAZIONE: 7/10

 

 

Il mondo deve sapere

mondoCamilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia con brevetto NASA.

Camilla ci racconta delle sue giornate al call center, delle telefonate con le signore, delle colleghe e del capo, ma anche delle tecniche persuasive e persino delle risposte previste per le eventuali obiezioni di casalinghe meno ingenue.

Tutto questo fino a quando decide che ne ha abbastanza…

COSA NE PENSO IO:

Il libro è divertentissimo e il tutto è raccontato in modo frizzante, ma è anche “istruttivo”…Sì, infatti, l’autrice ci catapulta dentro un ambiente di lavoro in cui le parole chiavi sono inganno e mobbing, permettendoci di capire meglio il lavoro precario e poco retribuito di chi ci chiama di continuo al telefono scocciandoci non poco.

E per finire, ci fornisce pure qualche informazione sulle tecniche da adottare per gelare l’entusiasmo delle telefoniste :mrgreen:

VALUTAZIONE: 6/10