Mr Skeffington

skeffingtonLady Frances Skeffington, che ha appena superato una grave malattia, sta per compiere 50 anni.

Ma questa volta, l’approssimarsi del giorno del suo compleanno non la rende affatto felice. Guardandosi allo specchio, infatti, non riesce più a riconoscere i tratti della bellezza giovanile, sulla quale aveva sempre fatto affidamento, poichè il tempo che è trascorso così inesorabilmente e la malattia che l’ha recentemente colpita ne hanno cambiato l’aspetto.

Questa situazione la destabilizza. Ma a complicare tutto c’è un altro elemento: Mr. Skeffington, da cui Fanny ha divorziato da più di vent’anni, le appare improvvisamente in ogni luogo.

In realtà si tratta solo degli scherzi della mente. Credendosi, pertanto, sull’orlo di una crisi di nervi, si allontana dalla sua casa e, nei giorni seguenti, un po’ per caso e un po’ per sua volontà, si ritroverà ad incontrare gli amanti a cui ha spezzato il cuore senza tanti complimenti.

Ma questi incontri la indurranno a riflettere ancora di più sul tempo che passa, sulla bellezza che sfiorisce e sulla solitudine che la circonda…fino al commovente incontro finale.

COSA NE PENSO IO:

Anche questo libro di Elizabeth von Arnim non mi ha affatto delusa.

Fanny è un personaggio ben riuscito: una donna leggera, ricca e capricciosa, vissuta sempre tra agi, pizzi e merletti, che è posta di fronte al tempo che tutto “decompone”. Non è preparata a questo cambiamento che, nonostante sia avvenuto pian pianino, le si affaccia alla mente all’improvviso e con violenza.

Non mancano scene e dialoghi estremamente divertenti che mitigano la serietà del tema dell’avanzar della vecchiaia e nemmeno strambi personaggi e situazioni grottesche e imbarazzanti.

VALUTAZIONE: 8,5/10

 

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La zia marchesa

ziaLa voce narrante di questa saga familiare è Amalia Cuffaro, balia di Costanza Safamita.

Amalia ormai vive insieme alla nipote disabile della quale si prende cura con attenzione e affetto. Ed è a lei che racconta tutta la vita di Costanza, dalla nascita alla morte prematura.

Amalia ha messo piede in casa dei Safamita il giorno della nascita della piccola ed è nelle sue braccia che la bambina viene deposta poichè la madre, Caterina, la rifiuta.

Costanza è nata con una chioma rossa e, questa sua caratteristica, suscita molti pettegolezzi. Ci sono dei precedenti in famiglia? E’ lo stesso barone, padre della piccola e zio della madre, a mettere a tacere queste chiacchiere. Il barone adora la bambina, la proteggerà durante tutta la sua vita e, fino all’ultimo giorno, le ripeterà di essere figlia di un grande amore.

Ma allora perchè Caterina rifiuta la figlia? Forse perchè desiderava un maschio per portare avanti il nome dei Safamita? Non dimentichiamoci che l’ambientazione è la Sicilia dell’800, dove le tradizioni sono profondamente radicate, anche se molti saranno, a breve, gli stravolgimenti politici e sociali! La questione non sarà chiarita che nelle ultime pagine e la stessa Costanza capirà questo rifiuto solo da adulta, quando tutti i segreti di questa famiglia così complessa verranno pian piano alla luce. Nel frattempo, noi lettori, dovremo accontentarci di seguire la crescita della piccola Costanza, il suo dolore per non essere amata da colei che le ha dato la vita, la sua costante ricerca di attenzioni, il suo costante impegno per essere una figlia perfetta, devota ai genitori, ubbidiente e sottomessa.

Solo una volta Costanza si mostrerà ferma nelle sue intenzioni e cioè nella scelta del suo sposo. Ma anche su questo fronte, non avrà molta fortuna e il marchese si rivelerà un pusillanime. Ma chissà…alla fine potrebbe esserci un riscatto e un attimo di intensa felicità per la nostra protagonista 😉

COSA NE PENSO IO:

Premetto che adoro le saghe familiari, che mi piace seguire e appassionarmi alle vicende di più generazioni di una stessa famiglia, quindi questo libro è sicuramente di mio gradimento e, gli attribuisco, senz’altro un bel voto.

Come in tutti i libri di Simonetta Agnello Hornby che ho letto finora (questo è il terzo), trovo che, già dall’inizio, siano presenti troppi personaggi e questa, dal mio punto di vista, è una pecca. Troppi personaggi che interagiscono fra loro tutti insieme creano abbastanza confusione, soprattutto se le parentele sono così intricate come nella famiglia Safamita.

Oltre ad appassionarmi per il fatto che si tratta di un genere che mi conquista, devo ammettere che anche per  l’ambientazione sono abbastanza di parte: ritrovare la mia Sicilia, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, nelle pagine di un libro, lo trovo molto rassicurante perchè non mi sembra di esplorare mondi sconosciuti. Quindi:

VALUTAZIONE: 8,5/10 (su! Diamo il via alle critiche e agli attacchi :mrgreen: )

 

 

La Valle della Paura

valleL’investigatore dilettante (ma non troppo), Sherlock Holmes  viene coinvolto dalla stessa polizia per risolvere il mistero della morte del signor Douglas.

Sherlock, insieme al fidato Watson, si reca sul posto e scopre che la vittima abitava in un vecchio castello circondato da un fossato pieno d’acqua e isolato dall’ambiente circostante da un ponte levatoio. Arrivare a una soluzione dell’indagine, per una mente così agile, non sarà certo un grosso problema, anzi…E così anche noi lettori, a meno della metà della storia, scopriremo l’enigma.

Ma, a quel punto, si tornerà indietro nel tempo per leggere un’altra storia svoltasi in terra americana.

Ma cosa avranno in comune le due storie? Lo scopriremo soltanto all’ultimo capitolo :mrgreen:

COSA NE PENSO IO:

La prima parte del libro è particolarmente intrigante e gioca sul detto e non detto. La seconda parte è, invece, più seriosa, ma si legge anche questa con molto interesse e soprattutto chiedendosi in che modo essa sia legata all’indagine di Sherlock Holmes.

Come al solito, ci troviamo di fronte a un bel giallo di Sir Arthur Conan Doyle, che non ci risparmia sorprese, nè ritratti di personaggi eccezionali.

VALUTAZIONE: 9/10

 

Tanti buoni propositi per il 2016

1)  Un Natale in giallo di AA.VV.

2)  Ieri di Agota Kristof

3) La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier

4)Il cardellino di Donna Tartt

5) I love shopping a New York di Sophie Kinsella

6) L’età dell’innocenza di Edith Warthon

7)  La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe

8) Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo

9) Il pranzo di Mosè di Simonetta Agnello Hornby

10)Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas

11) Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

12) Tre giorni per morire di Karin Slaughter

13) I promessi sposi di Alessandro Manzoni

14) La dinastia di Andrea Frediani

15) L’esattore di Petros Markaris

16) L’assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa

17) Piccole donne di Louisa May Alcott

18) Piccole donne crescono di Louisa May Alcott

19) Piccoli uomini di Louisa May Alcott

20) La strage di Vito Bruschini

21) I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia di Ferdinando Imposimato

22) Vallanzasca di Vito Bruschini

23) Il mondo deve sapere di Michela Murgia

24) Trilogia della città di K di Agota Kristof

25) Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

26) Moby Dick di Herman Melville

27) Ritratto di signora di Henry James

28)Le avventure di Tom Sawyer di M. Twain

29)Robin Hood di a. Dumas

30)Il libro della giungla di R. Kipling

31)Il Piccolo Principe di A. de Saint-Exupéry

32)Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba

33)Anna dai capelli rossi di L. Maud Montgomery

34)La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl

35)Dov’è finita Audrey? di S. Kinsella

36)Ernest e Celestine di D. Pennac

37)La bambinaia francese di B. Pitzorno

38)Storia di una ladra di libri di M. Zusak

39)La zia marchesa di Simonetta Agnello Hornby

40) Sotto protezione di Chris Ewan

41)I centonovantanove gradini di Michel Faber

42) La fattoria delle magre consolazioni di Stella Gibbons

43) Cinque quarti d’arancia di Joanne Harris

44) Un cane e il suo bambino di Eva Ibbotson

45) Sorella di Rosamund Lupton

46) Lolita di vladimir Nabokov

47) Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek

48) Libeccio di Folco Quilici

49) Stramonio di Ugo Riccarelli

50) La figlia di Clara Usòn

51) Sotto i venti di Nettuno di Fred Vargas

52) Le figlie perdute della Cina di Xue Xinran

53) Io sono Malala di Malala Yousafzai

54) Dal tuo al mio di G. Verga

55) Romanzo criminale di G. De Cataldo

56) L’ispettore generale di N. Gogol

57) Mr. Skiffington di Elizabeth von Arnim

58) 1Q84  (ottobre/dicembre) di Haruki Murakami

59) L’ultimo saluto di Artur Conan Doyle

60) Il taccuino di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle

61) La fine dei Greene di S.S. Van Dine

62) La dea della vendetta di S. S. Van Dine

63) Il mistero del casinò di S. S. Van Dine

64) Il mistero di Casa Garden di S. S. Van Dine

Ce la fosso fare , due sono già in lettura

:mrgreen:

 

La ragazza nella nebbia

nebbiaLa storia si apre in una fredda e nebbiosa notte di febbraio, quando lo psichiatra di un piccolo paesino di montagna viene urgentemente svegliato per soccorrere l’agente speciale Vogel.

Ma chi è l’agente Vogel? E’ un agente di polizia noto per aver risolto diversi casi, ma soprattutto è noto per la sua abitudine di “far spettacolo” davanti le telecamere. Ed è proprio delle telecamere  e dei giornalisti d’assalto che Vogel si è servito per condurre, durante le feste natalizie, le indagini sulla scomparsa di un’adolescente, Anna Lou.

Ma le indagini risalgono a qualche tempo prima, perchè l’agente speciale è tornato proprio lì dove tutto è cambiato, anche per lui?

Dal racconto che Vogel farà allo psichiatra, noi lettori assistiamo a tutta l’indagine fatta di poche ricerche effettive e di tante mosse per attirare l’attenzione mediatica sul caso e sulla persona stessa di Vogel, la cui carriera è macchiata da un grande errore. Errore che vuole far dimenticare ai superiori e all’opinione pubblica.

COSA NE PENSO IO:

In questo libro Donato Carrisi ha sicuramente trovato ispirazione dai recenti fatti di cronaca nera italiana e, in parte, è sicuramente un atto di denuncia verso la spettacolarizzazione che oggi si fa intorno alle indagini e al dolore di famiglie inermi.

Tutta l’indagine gioca sul dubbio di colpevolezza che grava su un membro della piccola comunità fin quasi all’ultima pagina. Cosa che ovviamente incuriosisce e porta ad accelerare la lettura del libro.

La storia è, pertanto, ben costruita e i protagonisti ben delineati. Così ci si trova a parteggiare ora per l’uno, ora per l’altro.

Meriterebbe un 6,5, ma il voto lo faccio salire un po’ perchè proprio alla fine è riuscito a farmi esclamare: “Sono proprio tonta! C’erano così tanti indizi lasciati qui e là, che, quest’ultimo fatto, avrei dovuto capirlo prima1”.

VALUTAZIONE: 7,5/10

Niente resurrezioni, per favore

niente“Niente resurrezioni, per favore” chiude la trilogia del ritorno di Uhlman.

Questa volta il protagonista è Simon Elsas, anch’egli ebreo come Hans, e anch’egli fuggito dalla Germania nazista.

Simon è un altro dei compagni del Liceo di Stoccarda frequentato da Hans e Konradin. Dopo vent’anni dall’epoca della fuga precipitosa dalla terra natìa, Simon, ormai affermato pittore, avverte l’impellente necessità di tornare nella sua città, di ripercorrerne le note strade e di ritrovare la donna di cui era pazzamente innamorato.

Ma il ritorno a Stoccarda non è esattamente tranquillo. Elsas incontra dei vecchi compagni che gli impongono un tuffo forzato nel passato e, pian pianino, si rende conto che la sua vita ormai è da tutt’altra parte. Non c’è niente che possa essere riesumato…

COSA NE PENSO IO:

Anche quest’ultimo libro è un piccolo grande capolavoro della letteratura del ‘900, ma l’ho trovato abbastanza slegato dai due volumi precedenti. Mi aspettavo di trovare altro in queste pagine ed, in tal senso, sono rimasta delusa.

VALUTAZIONE: 9/10

 

 

Un’anima non vile

animaE’ questo il secondo volume della “Trilogia del ritorno” di Fred Uhlman, quindi il completamento della storia di Hans e Konradin che ha preso il via ne “L’amico ritrovato“.

Si tratta di una lunga lettera di Konradin al vecchio amico Hans, scritta qualche giorno prima della sua esecuzione, nella quale egli ripercorre la storia di questa tenera amicizia sbocciata sui banchi di scuola nella Germania nazista.

Konradin racconta e spiega dal suo punto di vista molti episodi del passato, già raccontati da Hans, ma li integra con altri che si sono svolti dentro la sua fastosa casa, all’interno della sua altezzosa e ricca famiglia ariana. E scopriamo, così, che il giovane è stato “pilotato”…

COSA NE PENSO IO:

Anche questo secondo secondo libro è straordinario preso come storia a sé stante, lo diventa ancora di più in quanto ci permette di colmare dei vuoti e di leggere il punto di vista del ricco ragazzino di razza ariana, diviso tra la famiglia, le apparenze e il forte legame con il suo amico ebreo Hans.

Breve e intenso.

VALUTAZIONE: 10/10