Le quattro casalinghe di Tokyo

casalingheQuattro signore Giapponesi lavorano nel turno di notte presso uno stabilimento che confeziona colazioni. Le quattro donne, lavorando sempre a stretto contatto, si sono molto avvicinate e possono essere definite amiche (forse).

Una sera una delle quattro uccide il marito dopo essere stata selvaggiamente picchiata. Quando si reca al lavoro è turbata e si confida con una delle sue amiche, Masako. Quest’ultima decide di aiutarla a sbarazzarsi del corpo facendolo a pezzetti dentro la vasca da bagno.

Per una serie di eventi che non sto a raccontarvi, tutte e quattro resteranno coinvolte in questa squallida vicenda…

COSA NE PENSO IO:

E’ il libro più brutto che abbia mai letto in vita mia! Anche il titolo è fuorviante. Che c’entrano le casalinghe? Dovrebbe essere un giallo, ma a me è sembrato più horror.

E’ macabro, orrido, ripugnante e, se non bastasse ciò, (secondo me) non ha proprio alcun senso.

Sono arrivata alla fine solo per cercare di capirne il senso, ma avrei fatto meglio a lasciarlo a metà. Non mi sarei persa niente!

VALUTAZIONE: 1/10

Le avventure di Pinocchio

pinocchioNel laboratorio di Mastro Ciliegia un ceppo di legno assume la forma di un burattino, ma mica un burattino normale! E’ un burattino che scalcia, che piange, che fa dispetti…

Il suo nome sarà Pinocchio e la sua casa sarà quella di Geppetto, uomo molto povero, ma onesto e affettuoso.

Ed anche quel birbante di Pinocchio si affeziona al suo “babbo”, fa sempre mille propositi per diventare migliore e sogna di diventare un giorno un bambino.

Ma la strada è lunga e tutta in salita, poichè nel birichino prevale sempre la parte ingenua che riesce a farsi ingannare da tutti.

Ma per fortuna c’è la fatina che non lo perde mai d’occhio e attende con pazienza il giorno in cui Pinocchio diventerà responsabile.

COSA NE PENSO IO:

Beh, Pinocchio deve essere assolutamente letto almeno una volta nella vita! Su questo non esiste il minimo dubbio.

E’ una storia ricca di insegnamenti e di buoni sentimenti.

Anche se spesso si viene colti dall’impazienza e viene voglia di urlare all’ingenuo, quasi stupido, burattino: “Svegliati!!!!” 😀

VALUTAZIONE: 9/10

Gita al faro

gitaLa famiglia Ramsey è in vacanza sull’isola di Skye insieme ad alcuni amici. Il piccolo della famiglia insiste per una gita al faro, ma a causa del cattivo tempo questa visita non verrà mai realizzata.

Intanto è scoppiata la guerra, molte cose sono cambiate e molte persone non ci sono più.

Il ritorno all’isola di Skye è pertanto molto diverso, i bambini sono cresciuti, Mrs. Ramsey non c’è più e Mr. Ramsey è un uomo solo e profondamente diverso. Ma questa volta la gita al faro non può saltare, anche se i rapporti familiari sono molto tesi.

COSA NE PENSO IO:

Devo ammettere francamente che questo libro non mi ha affatto conquistata!

Sarà pure un capolavoro della letteratura inglese, ma questa continua serie di riflessioni di tutti i personaggi che si mischiano e quasi si sovrappongono mi ha solo infastidita.

Comunque proverò a dare un’altra chance alla Woolf. Per il momento mi attirerò gli anatemi di qualche appassionato, ma il mio voto è bassino.

VALUTAZIONE: 5/10

 

Solo per scelta

soloIl professor Roberto Raspelli, giunto ai 60 anni, si rende conto di aver perso l’entusiasmo per l’insegnamento, così decide di optare per il pensionamento, di abbandonare la città e la casa in cui ha vissuto per tanti anni con la moglie Eleonora e di trasferirsi in un piccolo paesino dell’Emilia Romagna in solitudine, lontano dal cento abitato.

Il paesino è piccolo; lì tutti si conoscono e l’attività principale degli abitanti è decisamente il pettegolezzo. I luoghi in cui si concentrano le chiacchiere sono tre: il bar in piazza, il negozio della parrucchiera e il forno di Nunzia.

A parte le chiacchiere, il paesino è abbastanza tranquillo, ma un giorno qualcuno invia delle lettere anonime che invitano gli inquirenti ad indagare sulla morte di due persone che sono state legate, a titolo diverso, ad una donna rumena trasferitasi nel paesino da qualche anno e mai accettata da nessuno. A lei non si accenna usando nome o cognome, ma nel migliore dei casi la si definisce “la straniera” o altrimenti le si rivolgono epiteti ingiuriosi e di cattivo gusto.

In paese arriva ad indagare il dottor Mori…

COSA NE PENSO IO:

Il libro è strutturato in modo abbastanza particolare: ogni capitolo è suddiviso sempre in tre parti, nella prima si descrive l’indagine di Mori e i suoi incontri con gli abitanti del paese, la seconda parte è un lungo brano tratto dal diario del professore appena morto e l’ultima parte ci catapulta al forno di Nunzia tra i pettegolezzi sussurrati a mezza voce.

Questa struttura è molto accattivante e mi ha conquistata fin da subito perchè permette di tenere “sott’occhio” la stessa situazione da tre punti di vista assolutamente differenti e, ognuna di esse aggiunge un qualcosa in più…E’ possibile ricostruire sia le dinamiche di paese, che la vita antecedente del professor Roberto con tutti i suoi complessi aspetti psicologici.

L’unica cosa che non mi è piaciuta è il fatto che il colpevole sia assolutamente individuabile a diversi capitoli dalla fine. Questo, per un giallo, mi sembra una pecca non da poco conto!

VALUTAZIONE: 7/10

 

E l’eco rispose

ecoCome tutte le storie nate dalla penna di Khaled Hosseini, anche “E l’eco rispose” è ambientato in Afghanistan per gran parte delle oltre 400 pagine.

I due protagonisti della storia sono due fratellini afghani, Abdullah e Pari. Le condizioni economiche della famiglia sono molto precarie, pertanto la piccola Pari viene venduta a una coppia benestante e mal assortita nella cui casa lavora lo zio dei bimbi, Nabi. E da quel momento seguiremo, a capitoli alterni, le vicende dei due protagonisti in giro per il mondo.

Nabi non è affatto un personaggio di contorno, come sembrava all’inizio. Addentrandosi nella storia, si scopre essere fondamentale, è lui che conosce tutti i segreti familiari e che permetterà il ricongiungimento dei due fratelli ormai adulti e malati.

Peccato che per Abdullah questo incontro sognato per anni, non possa essere vissuto appieno.

COSA NE PENSO IO:

Hosseini sa descriverci il proprio paese con usi, costumi e problematiche, come nessuno sa fare.

Ti fa affezionare ai personaggi e “legarti” ad essi come se li conoscessi da sempre.

Quindi sì, questo è proprio un bel libro, ma non è allo stesso livello di “Mille splendidi soli”. E’ decisamente molto meno incisivo per ciò che riguarda sia la storia, che i personaggi.

VALUTAZIONE: 7/10