Apologia di Socrate

apologiaSocrate è ormai in età avanzata, ma deve difendersi davanti ai giudici dalle accuse che gli sono state mosse da Meleto e da altre persone Ateniesi.

Egli è accusato di non credere negli dèi e di insegnare ai giovani il Male.

Davanti ai giudici Socrate farà ricorso alla sua arte oratoria per dimostrare la falsità delle accuse che gli sono state mosse perchè egli, attraverso la ricerca, di un uomo più sapiente di sé, ha suscitato nei suoi confronti invidie e inimicizie.

COSA NE PENSO IO:

Un’ottima lettura, anche se risulta un po’ complessa l’esposizione e, ogni tanto, si deve tornare indietro per rileggere un passaggio. Ma d’altro canto è un testo antico e bisogna pur aspettarselo.

La parte che mi ha colpita di più è quella che riguarda il pensiero sulla morte come benedizione per tutti gli uomini e non è trascurabile nemmeno l’affermazione che ad un uomo retto è impossibile accada qualcosa di male, poichè gli dèi non potrebbero permetterlo.

VALUTAZIONE: 9/10

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Portami a casa

portamiJude ha appena ricevuto una telefonata in cui gli viene comunicata la morte del padre. Lascia immediatamente il monolocale in cui si è rifugiato dopo la scoperta del tradimento della moglie e si precipita nella casa paterna dove, nel frattempo, stanno giungendo tutti gli altri fratelli.

La famiglia di Jude è ebrea, ma il padre non era mai stato né credente, né tanto meno praticante; giunge pertanto inaspettata la comunicazione dell’ultima volontà paterna: la famiglia dovrà osservare la Shiva, dovrà cioè convivere sotto lo stesso tetto per i 7 giorni di lutto e sedere su apposite seggioline ricevendo le visite da parte di amici e parenti.

I fratelli non sono entusiasti per questa convivenza forzata, sono anni che non stanno tutti sotto lo stesso tetto, che non riescono a comunicare, ma, trattandosi dell’ultima volontà del padre appena morto, si rassegnano e si adeguano.

In questi 7 giorni succederà di tutto e di più, verranno fuori i problemi che mai sono stati risolti, le fragilità di ognuno di essi, ma anche l’affetto degli uni verso gli altri.

COSA NE PENSO IO:

Non si tratta sicuramente di un capolavoro della letteratura contemporanea, ma l’ho letto molto volentieri. Magari perchè in questo momento sono coinvolta emotivamente dall’argomento e anch’io avrei desiderato una famiglia, anche strampalata come quella dei Foxmann, con cui condividere lo stesso dolore e gli stessi ricordi…Chissà!

Il libro, trattando l’argomento del lutto per la perdita di un familiare stretto, non risulta affatto pesante, anzi l’autore arricchisce la storia con equivoci, episodi esilaranti e tanta ironia.

L’unica pecca, secondo il mio parere, è questo continuo ricorrere al sesso. Per coprire in parte dei vuoti narrativi? Boh!

VALUTAZIONE: 7/10

Io non ho paura

pauraNel piccolo paesino di Acqua Traverse, nel Mezzogiorno d’Italia, vive il piccolo Michele.

Giocando con i suoi coetanei, un giorno, egli scopre un nascondiglio, presso una casa abbandonata, in cui è nascosto un bambino. All’inizio sembra morto: non si muove, non parla, è sporco e malconcio.

Di fronte a quella scoperta Michele rimane attonito, fugge via e mantiene il segreto, ma poi è attratto da quel nascondiglio e da quel bambino sconosciuto. Torna sul posto, si introduce di nascosto e capisce che si tratta semplicemente di un bambino terrorizzato.

A poco a poco Michele capisce anche che si tratta di un rapimento e che, incredibilmente, tutti gli adulti del suo paese sono coinvolti nella storia, compreso il padre.

Vincerà l’amore per il padre o il coraggio e la voglia di giustizia? E’ questo che scopriremo nell’ultima pagina del libro di Ammaniti.

COSA NE PENSO IO:

Un libro molto bello che ci descrive una delle maggiori forme di crudeltà che può essere rivolta nei confronti di un essere umano.

E’ una storia con cui l’autore conquista il lettore e lo appassiona, lo tiene incollato alle pagine e lo conduce pian piano verso la più sconvolgente delle verità.

Michele è un piccolo eroe, un esempio di bontà, di coraggio e di lotta contro le ingiustizie. E’ uno di quei libri che dovrebbero essere letti a scuola per dimostrare che il Male esiste ed è nascosto dietro il perbenismo.

VALUTAZIONE: 10/10

Delitto di mezza estate

delittoSiamo in Svezia all’interno di una riserva naturale.

E’ notte e tre ragazzi stanno festeggiando il solstizio con costumi del 700. E’ un luogo isolato attentamente scelto nei mesi passati e i ragazzi credono di essere da soli. In realtà non è così, uno sconosciuto armato li sta spiando e, prima che abbiano il tempo di rendersi conto di quello che sta succedendo, i ragazzi sono colpiti a morte da un colpo in piena fronte.

La storia si sposta in avanti di un paio di mesi a Ystad, nel commissariato di polizia in cui la guida della squadra investigativa è affidata a Kurt Wallender. Al commissariato è appena giunta Eva, la madre di una dei tre ragazzi che implora gli investigatori di cercare la figlia, di non fermarsi alle apparenze perchè a quei tre ragazzi è sicuramente successo qualcosa e non sono vere le cartoline che continuano ad arrivare da tutta Europa: qualcuno ha falsificato la scrittura.

Gli investigatori non sono convinti, se fosse loro successo qualcosa, avrebbero trovato i corpi, avrebbero trovato le auto e non sarebbero giunte cartoline dall’estero.

A complicare la situazione al commissariato è la vicenda di un collega, Svedberg. Dov’è finito? Perchè non risponde al telefono? Perchè non si fa vedere al commissariato?

Wallender, conoscendo la puntualità e la precisione del collega, viene preso da un senso di inquietudine e si reca nel suo appartamento dove lo trova cadavere. Svedberg è stato ucciso e per giunta nel suo appartamento vengono trovate tracce che lo collegano ai tre ragazzi scomparsi.

I due casi diventano quindi uno soltanto, il Caso per eccellenza verso cui tutti gli sforzi sono rivolti.

Sarà una lunga caccia all’uomo e, nel frattempo, altri delitti verranno commessi.

COSA NE PENSO IO:

Nel complesso non è per niente male: si legge volentieri e con una certa voglia di scoprire la verità al più presto.

E’ però una storia che presenta diverse ingenuità, il lettore può intuire agevolmente diversi particolari perchè saltano facilmente all’occhio e questo non è certo auspicabile in un giallo.

Il finale è poi praticamente ridicolo. Quindi la valutazione, per quanto mi riguarda, si abbassa di diversi punti.

VALUTAZIONE: 5/10

 

Sinfonia Leningrado

sinfoniaSiamo nella Leningrado del 1941, in piena 2° Guerra Mondiale.

I tre protagonisti della storia fanno tutti parte dell’ambiente artistico della città: un professore del conservatorio, un grande compositore e un direttore d’orchestra.

Ognuno dei tre ha una storia personale alle spalle: chi ha una moglie e dei figli ma rifiuta di lasciare la città anche sotto le bombe dei nemici, chi è vedovo e ha una figlia che adora e vuol assolutamente proteggere dalla morte e dalla fame e chi ha una madre da accudire che sembra piuttosto un peso e un ostacolo.

Tutti e tre vivranno in prima persona la guerra e le sue devastazioni, ma, allo stesso tempo, dovranno portare a termine un compito che viene affidato loro dai gerarchi della milizia per sollevare lo spirito dei russi ormai giunti allo stremo delle forze.

Sostakovic ha il compito di comporre una Sinfonia che guidi l’esercito negli attacchi al nemico, Karl Elias Eliasberg dovrà dirigere l’orchestra composta da pochissimi elementi e uno più malconcio dell’altro e Nicolaj dovrà suonare in quella stessa orchestra anche se sconvolto dal dolore.

COSA NE PENSO IO:

La prima frase di questo libro è la seguente: “Sono nato senza un cuore”.

Dopo aver letto questo incipit ho pensato che, molto probabilmente, avrei amato questo libro e questa storia, poiché si tratta, senz’altro, di un inizio che colpisce e desta l’attenzione chi si avvicina a leggere tutta la storia.

Invece il mio entusiasmo iniziale è andato scemando e anche in modo veloce….

Detto questo, si tratta di una storia scorrevole che si legge anche abbastanza volentieri, ma non riesce a comunicare granché, se escludiamo l’ultima parte, veritiera e raccapricciante, in cui vengono descritti minuziosamente le conseguenze della guerra, del razionamento, dei bombardamenti, della paura…

VALUTAZIONE: 5/10