Auschwitz è di tutti

auschwitzIn questo breve libro l’autrice, Marta Ascoli, racconta la sua esperienza di bambina ebrea nell’Italia degli anni ’40.

Marta viveva allora a Trieste con tutta la sua famiglia. Essendo di religione ebraica, Marta viene deportata e vive sulla propria pelle l’ esperienza atroce dei campi di sterminio.

Nonostante la minaccia di uscire dal campo solo attraverso il camino, nonostante la fame e le sofferenze, i problemi di comunicazione con persone che parlavano lingue diverse e la separazione da tutti i membri della sua famiglia, Marta non si arrende e non rinuncia a vivere.

Ma la sofferenza è troppa e, quasi alla fine di questa esperienza, prova il forte impulso di lanciarsi contro il filo spinato e abbandonarsi per sempre al nulla. Ma le circostanze non le sono favorevoli, Marta continuerà a vivere e uscirà da quell’inferno.

COSA NE PENSO IO:

Non ci sono parole per commentare, ma è necessario continuare a leggere libri di questo genere per non dimenticare l’orrore del periodo più buio della storia italiana ed europea.

VALUTAZIONE: 9/10

Errori reversibili

erroriRommy Gandolph è ormai arrivato alla vigilia della sua esecuzione capitale, ma, grazie all’intervento dell’avvocato Raven e della sua giovane e motivata collega, il caso viene riaperto e molti dettagli di un triplice omicidio di 10 anni prima tornano alla luce sconvolgendo la vita di tutti quelli che, a quel tempo, hanno avuto un piccolo o grande ruolo in questa faccenda.

Rommy è colpevole o no?

L’accusa sostiene che si tratta solo di un “trucco” della difesa e che la verità è stata accertata molto tempo addietro e, per di più, esiste una confessione firmata dallo stesso Rommy.

Eppure molte cose non tornano e nuovi testimoni si affacciano, o meglio ritornano, sulla scena…

COSA NE PENSO IO:

E’ sicuramente un ottimo giallo in cui si alternano parecchi colpi di scena e in cui si mescolano anche le relazioni private e familiari dei personaggi principali. Tutto ciò non consente certo di annoiarsi.

Però, forse, ci sono troppi personaggi, troppe storie che si intrecciano e che, specialmente, all’inizio tendono un po’ a confondere le idee di chi legge e si approccia alla storia.

Nel complesso si tratta di un giallo dotato di buon ritmo.

VALUTAZIONE: 7/10

Libro Vs Film (Oliver Twist)

oliverAppena conclusa la visione di “Oliver Twist” del regista Roman Polanski e tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens di cui avevo parlato qui.

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di un bel film. E’ abbastanza fedele alla storia narrata dal romanzo, anche se manca la parte che ha per protagonista la madre di Oliver e il secondo salvataggio dalla banda di ladri londinesi, da parte delle due ricche signore.

Il film risulta, quindi, parzialmente alleggerito e le immagini permettono di attribuire un volto a tutti i personaggi creati da Dickens. Alcuni di essi hanno subito un miglioramento, come la giovane Nancy che sacrifica la vita per salvare Oliver, mentre altri, secondo me, sono meglio caratterizzati nel romanzo.

Poi vorrei capire perchè Fagin è stato così imbruttito! Vecchiaia e povertà non sono sinonimi di repellenza.

Bravo il piccolo che interpreta Oliver, ma mi ha trasmesso la stessa impressione che avevo avuto leggendo il libro, cioè quella che abbia poco carattere.

Comunque il film mi è piaciuto di più del libro, è sicuramente meno tedioso.

VALUTAZIONE: 8/10

 

Storia di una capinera

capineraMaria è una giovane siciliana orfana di madre che viene costretta a ritirarsi in convento dopo il secondo matrimonio del padre.

Durante un’epidemia di colera, Maria lascia temporaneamente il convento e si rifugia in campagna insieme alla sua famiglia. A contatto con la natura, conosce la libertà e i turbamenti di un sentimento prepotente, l’amore.

Maria inizia una fitta corrispondenza con l’amica Marianna ed è attraverso di essa che noi lettori veniamo a conoscenza degli intimi turbamenti della giovane donna: Maria è al contempo felice di questo nuovo sentimento e straziata dalla consapevolezza che presto sarà costretta a tornare in convento.

E infatti quel momento arriva molto presto.

Chiusa in convento, sola con i suoi tormenti interiori, Maria si lascia morire.

COSA NE PENSO IO:

E’ il primo romanzo epistolare che leggo e non è andata per niente male, anzi.

E’ stupefacente come un autore uomo riesca ad esprimere il punto di vista e a cogliere, ma soprattutto ad esprimere, la sensibilità di una giovanissima donna.

Un’ottima prova per Giovanni Verga e un’ottima lettura per tutti.

VALUTAZIONE: 10/10

L’enigma dell’Alfiere

alfiereSiamo a New York, dove l’investigatore dilettante (ma estremamente acuto) Philo Vance è alle prese con una serie di delitti apparentemente scollegati tra loro, ma con protagonisti gli abitanti della stessa casa e di quella vicina.

Possibile che non ci sia un collegamento? Assolutamente no.

Ed è lo stesso assassino che, a delitto compiuto, invia un messaggio ai maggiori quotidiani di New York in cui scrive una filastrocca per bambini con protagonista dal nome uguale o del tutto simile a quello della persona uccisa. E in quel messaggio lo sconosciuto si firma l’Alfiere.

Ma di chi si tratta? Non sarà facile per Vance scoprire la verità…

COSA NE PENSO IO:

Un giallo molto complesso in cui tutti, ad un certo punto, sembrano colpevoli. Ed è quello il bello delle storie di Van Dine, se non arrivi all’ultimo capitolo, non sai mai quello che può ancora sconvolgere e mettere in discussione tutto.

VALUTAZIONE: 9/10

 

 

Charlie Chan e la casa senza chiavi

chiaviCharlie Chan è un investigatore dagli occhi a mandorla, dalla mole notevole e dall’intelligenza acuta che vive e lavora nelle Hawaii.

E’ lì che un uomo americano facoltoso, Dan Winterslip, viene misteriosamente pugnalato nella sua casa.

Alle indagini, guidate da Charlie Chan, partecipa anche il nipote John Quincy appena giunto sul posto con l’obiettivo di riportare a casa la zia. Ma i Winterslip sono affascinati dalle isole Hawaii e nessuno riesce a resistere lontano da quei paesaggi fantastici e dalla vita così diversa rispetto alla terraferma.

Dopo una serie di pericoli e vicissitudini, l’assassino (ovviamente) sarà scovato.

COSA NE PENSO IO:

Nonostante sia considerato uno dei capolavori della letteratura gialla, non mi ha particolarmente colpita.

Il personaggio di Charlie Chan, così pacato negli atteggiamenti, mi è piaciuto molto, ma il giallo mi è sembrato un gran caos. Gente che va, gente che viene dalla casa del morto, gente che indaga per i fatti suoi senza regole né organizzazione…

Forse sono io a non aver capito questa storia, ma non avrei rimpianto il non averla letta.

VALUTAZIONE: 5/10

La strada celeste

celesteShu Wen è una donna cinese, medico specializzato in dermatologia. Shu Wen si innamora di un collega Kejun, ma quest’ultimo si arruola con l’esercito e parte per il Tibet a meno di un mese dal matrimonio.

Dopo poco tempo Wen riceve una comunicazione da parte dell’esercito in cui è annunciato il decesso del marito. La donna sconvolta e poco convinta della morte dell’amato sposo, decide di arruolarsi e partire anche lei per il Tibet alla ricerca della verità. In periodo di guerra i medici sono preziosi e Wen non trova ostacoli sulla sua strada, quindi ben presto arriva il momento di salutare i genitori e la sorella per intraprendere quello che si rivelerà un incredibile e lunghissimo viaggio in una terra sconosciuta, tra riti e costumi molto diversi da quelli cinesi.

Dopo una serie di peripezie, Wen incontra Zhuoma, una donna tibetana di nobili origini che conosce il cinese; ciò facilita la comunicazione e la nascita di una profonda amicizia.

Ma pur avendo Zhuoma accanto, la vita per Wen sarà complessa. Le due donne congiungeranno il loro destino a quello di una famiglia nomade, con la quale Wen rimarrà più di 30 anni, acquisendone anche le abitudini.

Sarà solo per pura coincidenza che verrà a conoscenza della sorte di Kejun…

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di una storia affascinante che tiene incollati alle pagine. Non è per la storia d’amore, in fondo i due sposi hanno trascorso insieme solo un mesetto e, fondamentalmente, non hanno neppure avuto il tempo di conoscersi.

E’ affascinante l’idea dell’amore eterno che nella storia è contenuta, ma più ancora l’atmosfera tibetana e l’idea che l’uomo e la natura siano un tutt’uno. E la strada celeste, a cui allude il titolo, è quella che li lega per l’eternità attraverso un rito funerario che per noi occidentali appare macabro, cioè ridurre il corpo in pezzi e farlo divorare dagli avvoltoi.

Non conoscevo l’autrice, ma è stata una bella scoperta

VALUTAZIONE: 8/10