Oliver Twist

oliverUna sconosciuta partorisce un bambino e poi muore: è questo l’inizio di Oliver Twist di Charles Dichens.

Ma che fine fa quel bimbo? Viene accolto all’interno di una struttura gestita dalla parrocchia dove le parole “carità”, “affetto” e “assistenza” sono completamente sconosciute. I piccoli ospiti sono malmenati e ridotti alla fame e, spesso, muoiono di stenti o perchè non curati.

Oliver però ha un carattere forte e, alla prima occasione, fugge e si dirige verso Londra.

Purtroppo lì viene in contatto con una banda di ladri e messo anche lui sulla strada con lo scopo di effettuare piccoli e grandi furti sotto la direzione di un vecchio ebreo. Ma Oliver non è mai stato un ladro e non vuole diventarlo, si sottrae per ben due volte trovando la protezione di nobili persone.

Dopo un mucchio di peripezie, il piccolo Oliver riesce a costruirsi una vita dignitosa e anche a ritrovare le sue origini.

COSA NE PENSO IO:

Questo è il secondo libro di Dickens che leggo. Come in “Grandi speranze”, anche qui l’autore si dilunga notevolmente sui fatti, ma contrariamente a quel libro, nel quale spiccava l’affascinante figura di Miss Havisham, qui, in Oliver Twist, non ci sono personaggi dal grande carisma, nemmeno lo stesso Oliver!

E poi c’è un eccesso di coincidenze ed eventi concatenanti che solo nei romanzi possono accadere.

Sicuramente una lettura che nella vita bisogna affrontare per colmare le lacune classiche, ma devo ammettere che mi sarei aspettata molto di più.

VALUTAZIONE: 7/10

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Il mistero del drago

dragoIl celebre Philo Vance, collaboratore “ufficioso” del procuratore distrettuale di New York, deve trovare il bandolo di una intricatissima matassa.

Cosa è successo nella tenuta degli Stamm? Perchè il giovane Montague si è dileguato dopo un tuffo in un laghetto artificiale, per poi ricomparire in fondo a un pozzo a km di distanza? Come ha fatto il cadavere a scomparire dal fondo del lago?

Le indagini si concentrano su tutti i membri della comitiva che erano presenti alla tenuta: tutti personaggi che sembrano nascondere qualcosa e che sembrano non sopportarsi molto reciprocamente.

L’atmosfera è resa più cupa dalla leggenda che ha per protagonista un drago che vive nel lago e che ha il compito di proteggere gli Stamm dai loro nemici. Di ciò è particolarmente convinta Matilde Stamm, la matriarca della famiglia.

Le indagini sembrano non riuscire a portare luce sul mistero di casa Stamm, ma nulla sfugge al mitico Vance…

COSA NE PENSO IO:

Io adoro Philo Vance! E’ davvero un personaggio ben costruito: intelligente, acuto, ironico, colto, perspicace e soprattutto infinitamente ricco di pazienza, una dote essenziale per un investigatore eccezionale come lui.

La storia in sé è un po’ troppo piena di eccessi, ma la lettura è sicuramente piacevole e parecchio divertente.

VALUTAZIONE: 7/10

Uscirne vivi

munroSi tratta di una raccolta di racconti non proprio brevissimi che hanno per protagonisti personaggi molto diversi tra loro.

Gli ultimi però sono autobiografici, per stessa ammissione dell’autrice.

COSA NE PENSO IO:

Devo ammettere che alcuni racconti sono molto belli. Uno tra tutti? Quello in cui l’autrice ricorda Sadie, una giovane che lavorava presso la sua casa e alla quale lei era molto affezionata e che è morta prematuramente a causa di un incidente.

Come al solito, i racconti mi lasciano sempre una sensazione di insoddisfazione, di cose non dette.

Difficile commentare questo libro, quindi mi limito a queste poche parole 😀

VALUTAZIONE: 6/10

Il maestro magro

maestroAriosto Aliquò, detto Osto, è figlio di un “puparo” siciliano il quale, dopo un attentato mafioso al suo teatrino, si ammala e deve essere ricoverato in una struttura adeguata.

Osto è un maestro, ma non ha ancora una classe di alunni a cui insegnare. Siamo però nell’immediato dopoguerra ed egli decide di usufruire di una legge che attribuisce uno stipendio ridotto ai “maestri magri”, quelli cioè che riescono a mettere insieme una classe di adulti analfabeti.

Per realizzare questo suo progetto, Osto emigra in Polesine e, dopo tante ricerche e dopo aver superato la diffidenza dei contadini del luogo, riesce a mettere insieme un buon numero di alunni ai quali insegnare a leggere e a scrivere. Naturalmente non è un’impresa facile! Deve recuperare i libri, eliminare tutto ciò che si riferisce al fascismo, di cui questi sono impregnati, e, a volte, è costretto ad usare i testi degli slogan pubblicitari per esser meglio compreso dai suoi alunni.

Nel Polesine Osto conosce Ines, una giovane donna sposata ad un soldato e madre di Giacomino. Ines non ha idea di che fine abbia fatto il marito, ritiene che sia stato ucciso in guerra e che di lui si siano ormai perse le tracce. Inizia, quindi, una relazione con il maestro magro, nonostante la mentalità chiusa della gente del posto che è sempre pronta a giudicare la coppia, a cominciare dal prete e dal medico del paese.

Un giorno, però, ecco tornare il soldato. Ma quest’ultimo non ha intenzione di ricongiungersi con la sua famiglia, è venuto solo a chiedere il consenso di Ines per l’annullamento del matrimonio e nemmeno chiede notizie del figlio. Fa una breve apparizione, sconvolge la donna e torna da dove è venuto.

La relazione tra Osto e Ines continua e i due mettono al mondo la figlia Grazia, nonostante tutto e tutti.

Intanto siamo arrivati agli anni ’60, gli anni del boom economico, e la famiglia si trasferisce a Torino. Sono passati tanti anni, la coppia è ormai consolidata ma non è mai riuscita a convolare a giuste nozze. Ma è poi così importante?

COSA NE PENSO IO:

Questa storia mi ha piacevolmente colpita e appassionata: assolutamente deliziosa, realistica ed ironica.

I personaggi sono ben rappresentati con i loro pregi e i loro difetti e la mentalità dell’epoca è resa in modo semplice e chiaro.

Direi che è un libro che non ha proprio alcun difetto! Complimenti all’autore.

VALUTAZIONE: 8,5/10