La bastarda di Istanbul

istanbulZeliha è la minore della famiglia turca Kazanci.

Quando ha inizio la storia, seguiamo Zeliha sotto la pioggia di Istanbul e la accompagniamo allo studio del ginecologo dove ha appuntamento per subire un aborto. Zeliha ha solo 19 anni, è considerata la pecora nera della famiglia, veste con appariscenti minigonne e porta un anello al naso.

Cambiamo capitolo e facciamo la conoscenza di Rose, americana appena divorziata da un armeno dal cognome impronunciabile e madre di Armanoush. Rose incontra al supermarket un uomo turco appena arrivato in America e con ancora qualche difficoltà con la lingua del paese che lo sta ospitando. Lui è Mustafa. Rose decide di conquistarlo per vendicarsi dell’ex marito, il quale odia i turchi per il genocidio che questi ultimi hanno attuato nei confronti del popolo armeno.

Cosa accomuna le due donne?  E’ proprio Mustafa, fratello di Zeliha e futuro marito di Rose.

Cambiamo ancora capitolo e ci accorgiamo che sono passati 19 anni, Zeliha non ha mai abortito e ha dato alla luce Asya, senza mai rivelare il nome del padre. Tecnicamente quindi Asya è una bastarda, ma è cresciuta accanto a 5 donne che l’hanno sempre protetta e avvolta nel loro affetto, a volte un po’ soffocante.

Dall’altra parte del mondo anche Armanoush è cresciuta e decide di partire per Istanbul alla ricerca delle sue origini.

Ovviamente, a questo punto le storie dei personaggi si intrecceranno fino a portar fuori storie antiche e segreti tenuti a lungo sotterrati nella memoria di poche persone.

COSA NE PENSO IO:

Premetto che i libri ambientati in luoghi così lontani da noi e che ci parlano di tradizioni così diverse dal mondo occidentale, mi affascinano, e anche tanto.

I tre quarti della storia raccontata da Elif Shafak mi hanno coinvolta prepotentemente, poi…mi è sembrato che tutto si fosse concluso in maniera un po’ troppo confusa e affrettata, che non ho affatto gradito.

Peccato!

VALUTAZIONE : 5,5/10

Annunci

6 thoughts on “La bastarda di Istanbul

  1. 😯
    Ecco … un altro bell’ ed esaustivo esempio di “letteratura monnezza”, ma – come ti ho già scritto nel mio commento a cui non hai risposto – forse anche di questi cascami letterari ( alias “letteratura monnezza” ) abbiam bisogno, se non altro per apprezzare appieno i “Libri veri” che non tramontano mai !
    Cara ed inesausta @Lectry di Trinacria, in altro luogo ho visto che hai ‘lectro’ l’ ultimo post del nostro comune amico @Aquilotto : mi domando, perchè chiederti/chiedergli se la sua fosse stata fantasia o realtà ???
    Entrambi, io e te, sappiamo bene che “quello Scrittore vero”, non metterebbe mai in circolazione fantasie mirate a fargli fare bella figura : se ha narrato quell’ episodio di incomparabile civiltà ( e generosità ), cio NON PUO’ CHE ESSERGLI ACCADUTO REALMENTE !!! 🙂

    • In realtà a quel commento ho risposto chiedendoti di aver pazienza perchè presto sarebbe tornata anche la “letteratura monnezza”, come la chiami tu.
      Sei tu che non mi hai dato il tuo parere qui (e mi piacerebbe molto sapere se coincide con il mio, anche se ne dubito):
      https://lemielettureinebook.wordpress.com/2014/06/13/i-magnifici-7-capolavori-della-letteratura-francese/

      Per quanto riguarda l’aquilotto io tendo a pensare più che si tratti di un post di fantasia. Non fatico a credere che lui abbia “trovato” le 20 euro cadute per terra alla pensionata, ma fatico molto a credere che tre belle persone si trovassero nello stesso luogo e nello stesso momento.
      Inoltre so bene, ormai, dopo più di 7 anni, che l’aquilotto mette su carta non solo quello che vede, ma anche quello che vorrebbe vedere.
      E poi ricordo ancora benissimo quella volta che mi ritrovai a leggere un suo post personale con crescente partecipazione e tenerezza, per poi scoprire, nelle ultime righe, che stava parlando con il suo alter ego immaginario (e non escludo che, anche in quel caso, si chiamasse Roberto) 😉

  2. C’ è del vero …. in quel che dici !
    Ma, se ti vai a rileggere quel magnifico post sulla solitudine, ti accorgerai che si capiva benissimo ( poichè l’ @Aquilotto nostro “voleva” che si capisse che stava esercitando la sua straordinaria “verve scrivendi” per parlare della “sua” solitudine ) che NON poteva che essere “opera di fantasia”, mentre nell’ ultimo post, se te lo rileggi attentamente, la carta da 20 euro “è sua” … anche se egli finge di trovarla per terra come se fosse caduta alla vecchia ( e povera ) signora, che, da parte sua, era pronta a dare indietro qualche prodotto poichè nel suo misero borsellino non aveva la somma per pagare l’ intera spesa !
    Quanto a @Roberto ( nome di fantasia, come di fantasia è il nome del nostro blogger che narra ), non v’ è dubbio che questi, sorpreso dalla generosità dell’ @Aquilotto, ha voluto imitarlo gareggiando con lui in generosità !
    Io, lo leggo così … e sono arcisicuro che così sia andata !!! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...