Heidi

ImmagineTra le montagne della Svizzera, dove la natura è incontaminata, sorge una piccola baita abitata da un uomo anziano incupito dal dolore per la perdita del figlio.

Un giorno, però, ecco arrivare alla baita Heidi, la piccola nipotina!

Heidi è sempre allegra, felice di vivere in mezzo alla natura con il nonno e le caprette e, con il suo modo di essere e di fare, riscalda il cuore del vecchio nonno.

Ma la serenità non dura tanto. Per Heidi si presenta l’opportunità di recarsi a Francoforte, presso una famiglia benestante, per diventare la compagna di giochi di Clara, bambina cagionevole di salute e affidata alle cure della signorina Rottenmeier, severa governante di casa Seaseman.

Ma Heidi non è abituata a rimanere chiusa tra i confini ristretti di una casa di città e pian pianino, nonostante la tenera amicizia che la lega a Clara, diventa malinconica. E’ essenziale che ritorni presto a casa…

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di una bellissima favola in cui prevalgono i buoni sentimenti e l’amore per la natura.

E mentre si legge non si può non associare a Heidi il bel faccino dei cartoons che l’ha resa famosa! I cartoons della mia infanzia, quelli istruttivi e privi di violenza che guardavo per ore intere.

VALUTAZIONE: 10/10

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In verità è meglio mentire

veritàCarolin è sempre stata una donna brillante, il suo quoziente intellettivo è altissimo e questo l’ha sempre messa un po’ a disagio, soprattutto nei confronti degli uomini.

Durante il suo terzo corso di laurea conosce Leo, membro di una famiglia benestante tedesca e ne rimane affascinata. Cerca, quindi, di farsi apprezzare e omette molte particolari sulla sua vita per sembrare meno brillante di quanto in realtà non sia. Non vuole eccellere, non vuole mostrarsi troppo brillante, né troppo intelligente: insomma vuole apparire una ragazza “normalmente e mediamente dotata”.

Durante una festa di famiglia Carolin incontra il padre di Leo, Karl,…ed è amore a prima vista.

Ovviamente i rapporti familiari si incrinano e diventano ancora più complicati di quanto non siano già. Leo, infatti, non ha perdonato il padre per avere abbandonato lui, le sorelle e la madre e prova verso Karl un rancore profondo.

Sono passati 5 anni da quel primo incontro e dal tradimento di Carolin e adesso lei è una giovane vedova e ricca ereditiera. La spartizione dell’ eredità aiuta ad inasprire ancora di più i rapporti tra i vari personaggi!

A Carolin non importa molto dei soldi, è chiusa nel suo dolore ed è costretta a frequenti sedute psicologiche presso una terapeuta assai bizzarra e ad assumere antidepressivi. Ed è proprio grazie alle sedute dalla psicologa che noi lettori veniamo a conoscenza di tutta la storia.

COSA NE PENSO IO:

Da questo riassunto potrebbe sembrare una storia strappalacrime, ma in realtà non è così. Carolin è ironica, buffa, goffa e sempre al centro di situazioni imbarazzanti, spesso persino esilaranti.

Secondo il mio parere, si tratta di una lettura piacevole, scorrevole e divertente che tratta, nonostante tutto, temi importanti come i difficili rapporti tra figli e genitori separati con relativi risentimenti e difficoltà comunicative, ma anche il non meno importante tema dell’amore scoppiato improvvisamente verso un uomo maturo.

VALUTAZIONE: 6,5/10

La bastarda di Istanbul

istanbulZeliha è la minore della famiglia turca Kazanci.

Quando ha inizio la storia, seguiamo Zeliha sotto la pioggia di Istanbul e la accompagniamo allo studio del ginecologo dove ha appuntamento per subire un aborto. Zeliha ha solo 19 anni, è considerata la pecora nera della famiglia, veste con appariscenti minigonne e porta un anello al naso.

Cambiamo capitolo e facciamo la conoscenza di Rose, americana appena divorziata da un armeno dal cognome impronunciabile e madre di Armanoush. Rose incontra al supermarket un uomo turco appena arrivato in America e con ancora qualche difficoltà con la lingua del paese che lo sta ospitando. Lui è Mustafa. Rose decide di conquistarlo per vendicarsi dell’ex marito, il quale odia i turchi per il genocidio che questi ultimi hanno attuato nei confronti del popolo armeno.

Cosa accomuna le due donne?  E’ proprio Mustafa, fratello di Zeliha e futuro marito di Rose.

Cambiamo ancora capitolo e ci accorgiamo che sono passati 19 anni, Zeliha non ha mai abortito e ha dato alla luce Asya, senza mai rivelare il nome del padre. Tecnicamente quindi Asya è una bastarda, ma è cresciuta accanto a 5 donne che l’hanno sempre protetta e avvolta nel loro affetto, a volte un po’ soffocante.

Dall’altra parte del mondo anche Armanoush è cresciuta e decide di partire per Istanbul alla ricerca delle sue origini.

Ovviamente, a questo punto le storie dei personaggi si intrecceranno fino a portar fuori storie antiche e segreti tenuti a lungo sotterrati nella memoria di poche persone.

COSA NE PENSO IO:

Premetto che i libri ambientati in luoghi così lontani da noi e che ci parlano di tradizioni così diverse dal mondo occidentale, mi affascinano, e anche tanto.

I tre quarti della storia raccontata da Elif Shafak mi hanno coinvolta prepotentemente, poi…mi è sembrato che tutto si fosse concluso in maniera un po’ troppo confusa e affrettata, che non ho affatto gradito.

Peccato!

VALUTAZIONE : 5,5/10

I magnifici 7 capolavori della letteratura francese

 

 

7 francia

 

 

In realtà gli ultimi classici francesi che ho valutato singolarmente, facevano parte di questa raccolta. Quindi riepiloghiamo:

  1. La Certosa di Parma di Sthendhal —>5/10
  2. Eugénie Grandet di Honoré de Balzac —>9/10
  3. Notre-Dame de Paris di Victor Hugo —>5/10
  4. Madame Bovary di Gustave Flaubert —>9/10
  5. La signora delle camelie di Alexandre Dumas (figlio) —>9/10
  6. Thérèse Raquin di Emile Zola —> 9/10
  7. Bel-Ami di Guy de Maupassant —>10/10

E’ evidente che, per me, vince questa “gara letteraria”  Guy de Maupassant 😀

Thérèse Raquin

thereseThérèse è cresciuta con la zia e il cugino Camille.

Camille è sempre stato di salute cagionevole e, per questo motivo, madame Raquin l’ha sempre protetto e amato in modo ossessivo. Thérèse ha subito questa situazione ed è sempre dovuta stare accanto al cugino, sentendosi sempre oppressa da questa atmosfera di malattia e di tragedia sfiorata. Ma la ragazza prova dei sentimenti contrastanti, poichè è anche affezionata alla zia, che l’ha accolta in casa sua, cresciuta e trattata come una figlia.

Ormai i due cugini sono cresciuti e il matrimonio dei due diviene naturale conseguenza di una vita vissuta sempre insieme, anzi madame Raquin considera la nipote una sorta di protettrice, che potrà agire in sua vece, quando questa sarà morta.

Ma ad un certo punto il trasferimento a Parigi, l’inizio di una nuova vita e la conoscenza di nuove persone. E tra queste Laurent.

Laurent è un aspirante pittore che vorrebbe vivere nell’ozio. Frequentando casa Raquin si invaghisce di Thérèse e tra i due scoppia un’intensa passione, si incontrano di nascosto e ogni distrazione di Camille  è l’opportunità per lo scambio fugace di un bacio o di una stretta di mano.

Questo non è sufficiente per i due amanti, i quali decidono di uccidere Camille. Ma da quel momento non troveranno più pace, fino al drammatico epilogo…

COSA NE PENSO IO:

Devo ammettere che questa storia mi ha appassionata e tenuta incollata alle pagine per scoprire al più presto la sorte degli amanti diabolici e se, o quando, finalmente avrebbero trovato pace.

Molto ben scritto! Molto intenso!

Non avevo mai letto niente di Zola, ma mi piacerebbe sicuramente leggere qualcos’altro di quest’autore. Prima o poi lo farò! 😉

VALUTAZIONE: 9/10

I miei sette figli

figliAlcide Cervi, nato nel 1875 e morto nel 1970, aveva una famiglia numerosa costituita da una moglie, sette figli maschi, molte nuore e tanti nipoti.

Era una semplice famiglia contadina dell’Emilia Romagna che dedicava tutte le energie alla terra e alle colture, ma era sempre attenta alle novità delle tecniche agricole.

Era una famiglia unita, con i fratelli Cervi sempre pronti a spalleggiarsi l’uno con l’altro.

Ma poi l’avvento del fascismo, le brutalità e le imposizioni del regime …

Ma la famiglia Cervi era unita anche dalle idee politiche: tutti apertamente antifascisti, non si sono mai tirati indietro quando era necessario nascondere qualcuno, diffondere volantini e supportare i partigiani.

Ma una notte la loro casa fu incendiata e tutti i maschi della famiglia furono imprigionati.

Solo Alcide uscì vivo dalla prigione….

COSA NE PENSO IO:

Una tragica e vergognosa pagina di storia italiana.

Una storia familiare caratterizzata da un legame forte che solo la morte ha potuto distruggere.

Un libro da leggere per conoscere una coraggiosa famiglia italiana che ha versato il sangue per la libertà e per difendere le proprie idee.

VALUTAZIONE: 8/10

Lessico Famigliare

lessicoIn questo libro Natalia Ginzburg parla a ruota libera della propria famiglia d’origine, la famiglia Levi.

Ci parla del papà, convinto antifascista. Ci racconta della sua mamma con la passione per i vestiti nuovi e, naturalmente, anche dei fratelli e della sorella.

Si tratta di una grande famiglia italiana che ha vissuto pienamente gli anni del fascismo. Molti dei membri della famiglia sono stati arrestati perchè cospiratori e qualche antifascista è stato protetto e accolto tra le mura domestiche della casa torinese prima di fuggire all’estero.

Noi lettori “assistiamo” alla crescita dei figli e all’evoluzione degli eventi storici dell’Italia a quel tempo, ai piccoli e grandi drammi familiari e ai drammi del popolo italiano nel ventennio fascista e durante la guerra.

COSA NE PENSO IO:

Questo susseguirsi di ricordi senza alcun filo logico non appesantisce la lettura. Si riesce comunque a seguire tutti gli eventi, a simpatizzare e ad affezionarsi ai vari membri della famiglia Levi.

Molto bello il ritratto che Natalia Ginzburg ci offre dei suoi genitori, due persone istruite, ma comunque semplici e pieni di valori. Si tratta di una descrizione molto affettuosa con la quale, la figlia minore della coppia accentua i loro difetti e le piccole manie.

Una piacevole lettura senz’altro!

VALUTAZIONE: 8/10