Acqua in bocca

acquaQuesto è un libro scritto a quattro mani da Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli in cui si intrecciano le vicende dei due poliziotti creati da questi due autori: il mitico commissario Montalbano e l’ispettrice Grazia Negro.

E’ proprio quest’ultima che, per risolvere un’indagine che i suoi capi sembrano non voler seguire adeguatamente, chiede aiuto al suo collega vigatese. I due portano avanti l’indagine, per buona parte della storia, per corrispondenza.

COSA NE PENSO IO:

L’idea di base, questo intreccio tra personaggi letterari, l’ho trovato all’inizio molto carino e interessante. Poi però la storia ha preso una piega surreale e comica che mi ha delusa molto.

VALUTAZIONE: 4/10

 

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Maruzza Musumeci

maruzzaGnazio Manisco è un cinquantenne originario di Vigàta. Dopo aver vissuto diversi anni in America, a seguito di un incidente sul lavoro che lo ha fatto diventar zoppo e che gli ha fruttato un po’ di denaro come risarcimento, torna nella sua terra natìa e si sistema in un terreno che si affaccia sul mare. Lì costruisce un paio di stanze e si dedica a far rinascere quell’appezzamento abbandonato e trascurato per anni.

Ad un certo punto si rende conto che ha bisogno di una sposa e si affida alla Gna Pina, vecchina del luogo che tutti in paese conosce.

Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, Gnazio si fidanza e poi sposa Maruzza Musumeci.

Ma lei non è certo una donna comune…E qui mi fermo perchè altrimenti anticiperei troppo. :mrgreen:

COSA NE PENSO IO:

E’ una storia che si allontana molto dagli standard a cui siamo abituati con Camilleri: non è un giallo, non c’è un enigma da risolvere, non ci sono crimini. E’ una favola, come l’autore stesso la definisce! Una favola che è ambientata tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 a Vigàta, una saga familiare con elementi magici a far da cornice.

A me è piaciuta molto, nonostante la presenza di tutte queste stramberie magiche, irreali ed estremamente fantasiose. 

E con il dialetto, Camilleri ha dato il meglio di sè! 😉

VALUTAZIONE: 9/10

L’allieva

allievaLa protagonista di questo libro è Alice Allevi, specializzanda in Medicina Legale.

Beh…La figura di un medico legale non può che essere collegata a parole come serietà, compostezza, professionalità, responsabilità, scrupolosità e via di seguito. 

Ma Alice è esattamente il contrario di tutto ciò. E’ goffa, inaffidabile e combina più guai di una combriccola di monelli lasciata senza controllo! Si lascia sfuggire particolari riservati, fa amicizia con i parenti della vittima, raccoglie prove senza seguire il protocollo e perde un cadavere tra i corridoi dell’istituto di medicina legale.

Un giorno accorre ad un sopralluogo insieme al suo diretto superiore e scopre che il cadavere che si trova in un lago di sangue appartiene ad una ragazza conosciuta il giorno prima in un negozio di abbigliamento.

Questa coincidenza la turba profondamente ma, nello stesso tempo, Alice è attratta da questo delitto e da tutti i familiari della vittima. Ed è decisa a scoprire il colpevole.

COSA NE PENSO IO:

L’ho trovata una lettura gradevole, un misto di noir e rosa con elementi tipici di una commedia. E soprattutto ho trovato all’interno molta ironia.

VALUTAZIONE: 6/10

 

Agatha Raisin e la quiche letale

agathaAgatha Raisin è una delle più famose pr londinesi. E’ una donna dal carattere forte, abituata al comando e a farsi rispettare da tutti.

Improvvisamente decide di lasciare il lavoro, l’affollata Londra e di stabilirsi in una piccola cittadina dove ha acquistato un cottage per dedicarsi ad una vita tranquilla e senza affanni.

Arrivata a Carsely, questo è il nome della piccola cittadina, Agatha deve inserirsi in quella comunità che sembra voler escludere tutti i nuovi arrivati. Ma Agatha è testarda e decide di partecipare a una gara di quiche, chissà che quello non sia un modo per farsi benvolere dalle donne di Carsely!

Il problema è che Agatha non sa cucinare, ma non è certo un problema insormontabile! Basta andare alla più rinomata quicherie di Londra e, a quel punto, sarà incoronata regina delle quiche!

Ma alla fine della giornata il giudice muore per avvelenamento e Agatha, nonostante le indagini della polizia che attribuiscono la morte dell’uomo a una tragica fatalità, viene additata come assassina e guardata con sospetto.

Ma è stata sul serio una tragica fatalità? O si è trattato piuttosto di un omicidio compiuto da un lucido assassino?

COSA NE PENSO IO:

Un giallo molto divertente con personaggi strampalati! Una simpatica lettura.

VALUTAZIONE: 6/10

Tre atti e due tempi

tre attiSilver è un ex pugile che da giovane ha avuto qualche problema con la giustizia e ha trascorso un po’ di tempo in carcere. Ma non è un criminale, è solo uno che ha sbagliato per inesperienza e ingenuità! E infatti, uscito dal carcere, Silver trova un lavoro per una squadra di calcio locale, si sposa e vive con serenità e tranquillità affrontando la vita quotidiana, come fanno tutti.

Ma adesso, quella che un tempo era una piccola squadra, è in corsa per il passaggio in serie A. Manca l’ultima partita e poi è fatta!

Ma, alla vigilia della gran partita, Silver scopre qualcosa che riguarda suo figlio, asso della squadra di calcio e, ovviamente, cercherà di aiutarlo a tutti i costi….

COSA NE PENSO IO:

Devo ammettere che la storia è accattivante e ha tenuta desta la mia attenzione fino all’ultima riga.

Peccato per quella coincidenza con cui l’autore ha risolto, in quattro e quattr’otto, il problema del protagonista! L’ho trovata una coincidenza troppo semplicistica e decisamente paradossale: la soluzione servita su un piatto d’argento! Avrei preferito una soluzione meno improvvisata e frettolosa, magari anche ai limiti della legalità, ma sicuramente più incisiva.

VALUTAZIONE: 5/10