Il diavolo certamente

diavoloAnche questa è una raccolta di racconti. Per la precisione sono 33 racconti di 3 pagine ciascuno. Camilleri si deve essere impegnato parecchio :mrgreen:

COSA NE PENSO IO:

Sono tutti racconti in cui il diavolo mette lo zampino, svelando improvvisamente le ambiguità e le falsità dei protagonisti.

A volte, però, sembra che a metterci lo zampino non sia il diavolo, ma un essere più magnanimo, visto che sono i cattivi a essere smascherati.

Unica pecca: la maggior parte dei racconti tratta lo stesso tema, cioè il tradimento.

VALUTAZIONE: 8/10

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Il mare colore del vino

mareSi tratta di una raccolta di racconti scritti da Leonardo Sciascia tra il 1959 e il 1972 che raccontano la Sicilia in ogni suo aspetto.

COSA NE PENSO IO:

Ovviamente sono presenti i temi cari a Sciascia: la mafia, l’omertà, la società chiusa e mai aperta alle novità, le consuetudini siciliane, ma anche la dittatura fascista…

Sono tutti bei racconti, ben congegnati e strutturati, ma dopotutto l’autore è Sciascia, mica uno qualunque! 😉

I miei preferiti sono due:

  1. Il mare colore del vino, che dà il titolo alla raccolta e in cui è presente un divertentissimo Nenè, piccola peste tutta pepe. Il racconto, un po’ più lungo degli altri, contiene un sunto della mentalità siciliana, mica tanto lontana dal presente!
  2. Giufà, che narra le avventure dello “scemo” del paese, il quale riesce sempre a venire fuori dalle situazioni più complesse grazie all’ingenuità o a un po’ di malizia (chissà!).

VALUTAZIONE: 9/10

Notre Dame de Paris

notreIn questo romanzo storico Victor Hugo ci parla di Esmeralda e di Quasimodo, ma anche di tutta una serie di personaggi che fanno da contorno alla storia.

Esmeralda è una zingara egiziana che si trova a Parigi insieme alla sua gente e vive danzando e facendo dei numeri con la sua capretta bianca per le vie della città. Ma Esmeralda è molto bella ed infrange molti cuori.

Quasimodo è un “mostro”, per la sua bruttezza è stato abbandonato ed è considerato da tutti il diavolo. Padre Claude ha avuto pietà di lui e l’ha adottato facendolo poi diventare il campanaro di Notre Dame.

Quasimodo rimarrà fedele a Padre Claude finché Esmeralda non conquisterà il suo cuore e il padre adottivo non gli mostrerà la sua vera natura…

COSA NE PENSO IO:

Anche questo classico si è rivelato deludente. Già noioso in partenza, lento e confusionario nella narrazione, tanto da non lasciar capire chi siano i veri protagonisti della vicenda.

Si riprende un po’ quando l’autore si degna di dedicare delle pagine alla storia personale di Esmeralda e a quella di Quasimodo per poi tornare ad annoiarci con le vicende dei personaggi minori. Non parliamo poi della conclusione melodrammatica del finale…

Eppure quando Hugo dedica spazio alla narrazione, sottraendo un po’ delle sue energie  alla descrizione di una Parigi dall’atmosfera buia e lugubre, la sua opera conquista!

VALUTAZIONE: 5 (ma proprio perchè se è un classico, che ha resistito al tempo, non posso demolirlo… :mrgreen: )

Sesso, omicidi e cappuccino

sessoSophie è una scrittrice di gialli che vive in un appartamentino con il suo gatto, Mr. Katz.

Improvvisamente la sua vita è rivoluzionata da una serie di eventi: Sophie si ritrova a vivere in prima persona alcune scene dei suoi libri. Cosa sta succedendo? E’ il bersaglio di un omicida?

La polizia la considera una mitomane e non le da retta, ma per fortuna i suoi strampalati amici non si tirano indietro e iniziano a investigare insieme a lei….

COSA NE PENSO IO:

Il genere chick lit, non è il mio preferito e non leggo molti libri di questo tipo, comunque ogni tanto mi piace avere a che fare con personaggi bizzarri e strampalati che mi facciano sorridere.

Un libro semplice nella trama, scorrevole, a tratti divertente e con personaggi autoironici per trascorrere qualche ora “leggera”.

🙂

VALUTAZIONE: 5/10

Libro vs Film (Quasi amici)

quasi amiciIeri sera ho visto il film “Quasi amici” ispirato all’autobiografia di Philippe Pozzo di Borgo, “Il diavolo custode”, che avevo letto qualche tempo fa e di cui avevo parlato qui.

COSA NE PENSO IO:

Il film è molto fedele all’autobiografia, anche se manca completamente la parte relativa al rapporto di Philippe con la moglie, la quale è solo citata in una scena. E questo credo sia una pecca, in quanto la donna ha avuto un ruolo importante nella vita dell’uomo.

Un pregio è invece l’assenza di quell’atmosfera un po’ cupa che attraversa tutto il libro.

Essendo tratto da una storia vera, non ho ben capito perchè il nome del badante sia stato modificato, ma l’attore che lo interpreta ha sicuramente ben rappresentato la figura di Abdel.

Un film molto bello, da guardare senz’altro!

VALUTAZIONE: 9/10 (uno di quei casi in cui il film risulta vincente rispetto al libro)

Il cervello di Kennedy

cervelloLouise Cantor è un’importante archeologa svedese separata da anni.

Ma Louise è anche una madre che si trova di fronte ad uno “spettacolo” che nessuna donna e madre vorrebbe vedere: il figlio Henrik privo di vita.
Henrik giace senza vita nel suo letto, ma perchè è morto? Non ci sono segni di colluttazione, ma Louise è sicura: non si tratta di morte naturale, al contrario di ciò che afferma la polizia.
Ed è proprio per questa convinzione che Louise intraprende un lungo percorso di ricerca della verità.
Ma non è semplice! Il ragazzo pulito e dalla vita semplice che lei conosceva, o credeva di conoscere, non è probabilmente mai esistito.
Louise inizia a seguire le deboli tracce che conducono alla scoperta di una doppia vita, fatta di segreti e di ricerche improbabili. Tra gli appunti di Henrik emergono tante incongruenze e tante bugie… ma anche un paio di piste nelle quali lei si tuffa a capofitto.
COSA NE PENSO IO:
La storia non è eccezionale e, anche adesso che ho terminato la lettura, continuo a chiedermi perchè l’autore abbia scelto quel titolo e perchè mai abbia inserito nella storia questo filone “d’indagine”.

La lettura è scorrevole e alcune parti, devo ammetterlo, sono molto coinvolgenti. Ma non basta….
VALUTAZIONE: 4/10