Uno studio in rosso

studioSiamo nella Londra di fine Ottocento.

L’ufficiale medico inglese Watson è appena tornato convalescente dall’Afghanistan e cerca un luogo in cui trasferirsi per riprendersi del tutto.

Uno strambo investigatore, Sherlock Holmes, cerca una persona con cui dividere le spese di un appartamento.

E’ così, casualmente, che avviene l’incontro tra i due protagonisti dei capolavori di Arthur Conan Doyle!

Dopo quel primo incontro, uno stupito dottor Watson assiste ai metodi d’indagine usati da Sherlock Holmes per sbrogliare un intricato caso che si rivelerà “un’antica e romantica faida” e racconta tutto a noi lettori 😉

COSA NE PENSO IO:

Dopo aver letto “La casa della seta” di Horowitz, il seguito autorizzato delle avventure di Sherlock Holmes, mi è venuta voglia di constatare quanto questo autore si allontanasse o si avvicinasse alla scrittura del creatore di Holmes. Così mi sono ricordata di avere nella libreria un librone enorme con tutte le indagini di Sherlock Holmes e l’ho aperto dopo molto tempo dall’acquisto.

Ed eccomi a leggere questa prima indagine!

Ottimo giallo, anche se il passaggio dalla prima alla seconda parte mi aveva un po’ spiazzata.

VALUTAZIONE: 9/10

Annunci

Agnes Browne nonna

agnesAgnes sta invecchiando e comincia a rendersene conto. Questa sensazione arriva fulminea dopo la nascita del primo nipotino, Aaron, ma non cambia di certo la donna che continua ad essere attiva, vitale, allegra, fiduciosa e ironica.

La nascita di Aaron segna il primo cambiamento nel clan dei Browne. A partire da questo momento, infatti, ognuno dei figli prenderà la propria strada e si allontanerà dal nido familiare: c’è chi si sposa, chi si trasferisce per lavoro e chi finisce in prigione.

Nonostante il titolo, questo capitolo della storia dei Browne è incentrato su quest’ultimo evento: Dermot, il figlio scapestrato, finisce in carcere, rifiuta il figlio nato da una relazione con una donna tossicodipendente e finisce per rompere i rapporti anche con la madre Agnes, causandole un grande dolore.

I due riusciranno a ritrovarsi, anche se per poco tempo!

COSA NE PENSO IO:

Precedentemente avevo letto sia “Agnes Browne mamma”, che “I marmocchi di Agnes”, quindi ho seguito tutta la storia creata dalla penna dell’irlandese Brendan O’Carroll… Ormai sono affezionata a questi personaggi e concluderò presto tutta la saga familiare.

Anche questo libro racconta i fatti essenziali della famiglia con molta scorrevolezza ed ironia e l’ho letto molto volentieri e nel giro di pochi giorni. Si parla con semplicità di rapporti familiari complessi che però risultano indistruttibili: né il tempo che scorre, né la lontananza fisica, né le incomprensioni riescono a distruggere questo legame!

Magari nella vita reale fosse davvero così!!!!

VALUTAZIONE: 7/10

Penelope alla guerra

penelopeGiò è un’italiana che di professione scrive soggetti per film.

Per lavoro si sposta a New York e lì incontra un “fantasma”. Sì perchè la famiglia di Giò, durante la guerra e quando lei era solo una dodicenne, ha accolto nella propria casa un soldato americano, Richard Baline.

Giò è solo una bambina, ma rimane affascinata da questo giovane soldato che le racconta della sua patria, degli alti grattacieli e dell’atmosfera newyorkese. Durante un bombardamento nella capitale i due si perdono di vista e, più tardi, Giò scopre che Richard è morto durante la fuga.

Così quando lo rivede anni dopo a New York rimane senza parole.

I due iniziano una relazione, ma ben presto Giò si accorge che qualcosa non sta andando per il verso giusto…

COSA NE PENSO IO:

Non sono rimasta particolarmente colpita da questa prova narrativa della Fallaci! Sì, il tema per gli anni ’60 è sicuramente coraggioso, ma la storia non è molto convincente.

Se il personaggio di Giò, nonostante risulti particolarmente ingenua in certi passaggi e profondamente cinica in altri, è ben riuscito, Richard risulta snervante.

Dopo “Lettera a un bambino mai nato” e “Un cappello pieno di ciliegie”, mi aspettavo molto di più!!!!

VALUTAZIONE: 5/10

 

Amatissima

amatissimaSethe, la protagonista di questo libro, è sempre stata una schiava. Ma la vera crudeltà della schiavitù non l’ha conosciuta da subito. Il suo lavoro si svolge, infatti, presso una tenuta chiamata la Dolce Casa, i cui proprietari non maltrattano i neri di loro proprietà, anzi sono pronti anche ad ascoltare le loro idee e ad insegnar loro “a leggere e a far di conto”. E’ lì che Sethe incontra Halle, lo sposa, anche se non con una cerimonia adeguata, e gli dà dei figli.

Halle è l’unico figlio rimasto accanto a Baby Suggs. Il suo obiettivo è quello di comprare la libertà per la madre e, dopo tanto lavoro e sacrifici, ci riesce. Baby Suggs si trasferisce pertanto in una casa di Cincinnati dove sarà libera, mentre Halle e la sua famiglia continuano la loro vita di schiavi presso la tenuta.

Ma improvvisamente il padrone muore e la moglie, debole e malata, chiede l’aiuto del cognato. Da quel momento la Dolce Casa smette di essere un’isola felice e i neri che ci vivono proveranno sulla loro pelle le torture, la violenza, i soprusi.

La loro vita si è trasformata in un inferno e decidono quindi di fuggire. Il piano è ben studiato, ma alla fine tutto andrà storto. Alcuni moriranno, altri saranno catturati.

Sethe riesce a mettere in salvo i suoi figli, ma torna indietro a cercare Halle di cui ha perso le tracce. Non riuscendolo a trovare, fugge anche lei e, dopo mille traversie, riesce a raggiungere i figli e la suocera insieme alla bambina nata durante la fuga.

Nonostante non abbiano più notizie di Halle, la vita delle donne e dei bambini prosegue tranquillamente grazie anche all’aiuto degli altri neri liberi del posto. Ma, quando il pericolo sembra ormai scampato, ecco sopraggiungere nella casa di Baby Suggs il padrone. Vuole riprendersi Sethe e i suoi figli, poichè oggetti di sua proprietà.

Sethe porta i segni della schiavitù sulla sua pelle e non può permettere che i suoi figli tornino in quel posto. E’ disposta a tutto…

COSA NE PENSO IO:

Ottima storia, ma non mi è piaciuto il modo di narrarla. Ricostruire tutta la vicenda non è una cosa così immediata, anche perchè l’autrice comincia a raccontare la storia di Sethe da una fase successiva. Nella vita della protagonista è già successo di tutto e ancora molto dovrà accadere prima che il lettore riesca a mettere insieme il puzzle!

Un altro difetto è, secondo me, il mix tra storia, realtà e soprannaturale.

VALUTAZIONE: 6/10

Giallo Panettone

gialloLo so che oggi è Ferragosto, ma io ho finito di leggere questa raccolta di gialli che hanno come tema il Natale. Sempre di festa si tratta! :mrgreen:

Si tratta di nove piccoli gialli scritti da autori famosi, i quali ci raccontano di gare gastronomiche, pranzi di famiglia che si trasformano in incubi, delitti avvenuti in piccoli paesi italiani e perfino nelle piantagioni di caffè Sudamericane…

COSA NE PENSO IO:

Questa raccolta l’ho apprezzata molto; le storie sono brevi (ma non troppo). Coinvolgono il lettore nell’attesa del colpo di scena finale.

VALUTAZIONE: 8/10

Delitti di vino

delittiNon c’è molto da dire: questo libro, come suggerisce il titolo, è una raccolta di piccoli gialli di vari autori che hanno come unico filo conduttore il vino.

COSA NE PENSO IO:

Alcuni sono molto graziosi, ma, secondo il mio modesto parere, sono troppo brevi. E la brevità non è così indicata per storie gialle…Non si ha nemmeno il tempo di conoscere né le vittime, né i carnefici.

VALUTAZIONE: 5/10

La mia bambina

bambina“La mia bambina” di Giselle Green è un racconto a due voci.

Rachel e Shelley, mamma e figlia teenager, sono le due voci narranti.

Shelley è una ragazzina colpita da una malattia terribile che l’ha condotta sulla sedia a rotelle. E’ consapevole che la fine non è poi così lontana e chiede, come regalo di compleanno, un viaggio insieme alla madre in Cornovaglia.

Il piano di Shelley è molto semplice, vuole andare in Cornovaglia per buttarsi da una scogliera e porre così volontariamente fine alla sua vita. Vuole essere lei a scegliere la morte, prima che sia costretta ad una fine dolorosa in un letto d’ospedale.

Ma come farà a raggiungere la cima dell’alta scogliera? Alla vigilia del suo compleanno chiederà aiuto alla madre, lasciandola sconvolta, ma inducendola comunque a una profonda riflessione su quale sia il suo ruolo: combattere per vivere o combattere per evitare una morte dolorosa.

COSA NE PENSO IO:

Raccontato così, questo libro potrebbe apparire “lugubre”, pervaso da estrema tristezza e dolore. Non lo è!

La lettura è scorrevole e, comunque, prima di arrivare al grande salto, ne succederanno di cose….

L’autrice ha dotato Shelley di un bel caratterino, anche se probabilmente ha un po’ esagerato nell’attribuire tanta saggezza a una teenager alle prese con una situazione più grande di lei!

VALUTAZIONE: 6/10

La casa della seta

la casaBeh! Leggendo il titolo e l’autore, Anthony Horowitz, non mi sarebbe mai passato per la mente che questo libro illustrasse una delle tante indagini di Sherlock Holmes e del suo fedele Watson!

E invece…

Invece la storia inizia da una chiacchierata tra i due che viene interrotta dall’arrivo di un distinto signore, il quale chiede l’intervento del sherlocknoto investigatore perchè terrorizzato da un uomo che continua a seguirlo e spiarlo.

Holmes e Watson iniziano le indagini e…..

COSA NE PENSO IO:

Una storia appassionante, ricca di colpi di scena e di personaggi ambigui.

Da un tranquillo inizio, si dipana un’indagine complessa, che porterà in cella lo stesso Holmes…O forse sono due! 😉

VALUTAZIONE: 9/10