Settanta acrilico, trenta lana

70 acrilicoQuesta è la storia di Camelia e di sua madre, Livia.

Camelia è anche la voce narrante, è una ragazza che vive a Leeds, ma originaria di Torino. La madre è una musicista e il padre era un giornalista.

E’ proprio dalla morte del padre che prende il via la narrazione. L’uomo è stato vittima di un incidente stradale (da quel che ho capito, l’auto è finita in un fosso o è precipitata non so da dove), ma la cosa che destabilizza madre e figlia non è tanto la sua morte, ma il fatto che sia morto insieme all’amante.

Da quel momento Livia si chiude in sé stessa e non proferisce più parola. Tocca quindi a Camelia prendersi cura della madre come se fosse una neonata. Ma, privata della voce della madre, anche lei comincia a non parlare e a comunicare con lo sguardo.

Camelia è appassionata di Cinese, degli ideogrammi usati nella scrittura. E un giorno incontra un cinese, proprietario di un negozio che l’aiuta con la lingua cinese. Il problema è che Camelia si innamora di lui, ma non è corrisposta.

COSA NE PENSO IO:

La prima parte è sicuramente curiosa, si ha voglia di leggere per capire come le due donne riusciranno a superare il trauma subito.

Ma dopo un po’ si trasforma tutto in un delirio.  Camelia appare sempre più stramba e contorta e più leggi, più ti chiedi “Chi me l’ha fatto fare?”

Quindi, no. Non mi è piaciuto per niente.

VALUTAZIONE: 3/10

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2 thoughts on “Settanta acrilico, trenta lana

  1. @CAMELIA ?!? 😯
    Ma … ma … ehm …. è parente di @Mandorla ?!? 😐
    Oh …. che beau jardin de l’ amour …. tutte queste @Viole, @Camelie, @Mandorle, @Petunie …. venghino venghino siòr …. fiori freschi a 1 euro al mazzetto …. venghino venghino …. chillo vò ?!? 😯

    Ovviamente, concordo in toto col tuo giudizio, instancabile ( ed “eroa” ) @Lettricedda …. e sei stata pure generosa, con questa solerte figlia di scrittori ( mai sentiti nominare, ovviamente ) e scrittoressa lei stessa nonchè tua corregionale sicula !
    E pensare …. cosa non fà fare la pubblicità che insegue i palati facili ( e faciloni … ) pur di lanciare aspiranti e aspirantesse alla gloria letteraria e far nel contempo quattrini purchessia, che qualche infingardo l’ ha paragonata a @Tommaso Landolfi, e cioè ad uno del massimi Scrittori della narrativa mondiale del ‘900, roba da presentare denuncia per vilipendio contro siffatto critico….
    Dai …. rifatti la bocca : l’ arte compensa sempre ogni male !!! 😀

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