Latte nero. Storia di una madre che non si sente abbastanza

latteIn questo libro l’autrice racconta ai lettori il suo rapporto con la maternità. Elif è sempre stata una donna forte e determinata, dedita alla scrittura fin da quando era solo una bambina. La donna è convinta che dentro di sé coesistano una serie di Elif, ognuna delle quali corrisponde a una parte ben precisa della sua personalità, c’è la parte intellettuale, quella spirituale, quella precisina. L’autrice immagina che esse siano delle piccole donnine alte poche centimetri, le Pollicine, e con loro intavola infinite conversazioni.

Ma le Pollicine all’improvviso aumentano di numero. Emergono infatti la parte femminile e la parte materna che erano ben nascoste in fondo all’anima.
In mezzo a queste conversazioni, alla descrizione delle buffe Pollicine, la Shafak ci parla della sua esperienza personale e di quella di alcune scrittrici famose, alcune delle quali hanno privilegiato la scrittura e altre che hanno cercato di conciliare la scrittura con la maternità.
Ci racconta dell’amore che, giunto improvvisamente nella sua vita, ha stravolto tutte le sue certezze, ma anche della scoperta di essere incinta e delle difficoltà con cui si è dovuta confrontare alla nascita della bambina, del suo senso di inadeguatezza e della depressione post partum.
COSA NE PENSO IO:
Dal sottotitolo era abbastanza evidente il tema affrontato dall’autrice. Mi aspettavo di leggere una storia intensa, magari anche un po’ “soffocante” (passatemi il termine).
E invece……E’ un racconto serio, ma allo stesso tempo frizzante, non banale e, a tratti, divertente. L’ho apprezzato molto.
VALUTAZIONE: 8/10
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Inseparabili

InseparabiliSamuel e Filippo sono i due fratelli protagonisti di questa storia.

Filippo sta vivendo inaspettatamente un momento d’oro, ha vinto un importante premio ed è richiesto un po’ dappertutto.

Samuel invece non è molto convinto del suo prossimo matrimonio e, dal punto di vista lavorativo e finanziario, ha subito un pesante colpo.

L’autore ci permette di assistere alle loro vicende personali e ci conduce indietro nel tempo, quando un grave episodio ha avuto per protagonista il padre del quale i due non hanno mai parlato. Tutti gli scheletri saranno portati alla luce.

COSA NE PENSO IO:

Onestamente questo libro non mi è piaciuto per niente. Una buona parte delle 350 pagine è incentrata sui problemi e sulla vita sessuale dei due fratelli. Ma non doveva essere la storia della famiglia? Non doveva raccontare il particolare rapporto tra gli “inseparabili”?

Ma poi perchè i due fratelli sono definiti inseparabili? A me è sembrato che vivessero benissimo lontano l’uno dall’altro e soprattutto dalla madre Rachel.

Boh!

VALUTAZIONE: 4/10

 

Natale in Silver Street. Nuove storie del petalo cremisi

nataleAncora una volta Michael Faber ci riporta indietro nel tempo e ci parla dei personaggi principali de “Il petalo cremisi e il bianco”.
Non si tratta di un vero e proprio romanzo, ma piuttosto di una serie di racconti che hanno lo scopo di colmare alcune lacune precedenti e posteriori.
Veniamo pertanto a sapere qualcosa di più su Sugar, Emmeline, William, Clara e Sophie.
COSA NE PENSO IO:
Avendo apprezzato molto “Il petalo cremisi e il bianco”, non potevo lasciarmi scappare questa breve raccolta di racconti. E’ stato bello “reincontrare” personaggi che già conoscevo e sapere cosa ne è stato di loro negli anni seguenti.
Però l”autore ha una certa abilità nel lasciare tutto in sospeso, lascia intuire, ma non chiarisce del tutto. E, ancora una volta, molte domande rimangono senza risposta. Chissà se leggeremo altre storie sul “petalo cremisi”! Io spero di sì.
VALUTAZIONE: 7/10

Un lungo fortissimo abbraccio

abbraccioDavid, l’ottantenne protagonista di questa storia, vive insieme alla moglie Ellen in un ipotetico futuro dove la tecnologia è sviluppatissima.

David però è malato. Per guarire l’unica opportunità è un trapianto di cervello in un altro corpo.

L’idea è sconvolgente e l’esperimento non è ancora stato effettuato sugli uomini. David è titubante, Ellen ottimista.

Alla fine David si lascia convincere e al risveglio si ritrova nel corpo di un giovane ventiquattrenne….

COSA NE PENSO IO:

L’idea è buona. Pur considerando gli eccessi, mette in evidenza le problematiche che accompagnano i trapianti. Problematiche soprattutto a livello psicologico derivanti dall’accettazione della nuova realtà e dal confronto con le persone a cui si vuole bene.

Tuttavia, con questa prova narrativa, l’ottimo Licalzi non mi ha convinta del tutto. E “Io no” continua a rimanere il mio preferito.

VALUTAZIONE: 5/10

I contendenti

contendentiLa storia prende il via in modo abbastanza divertente. David, avvocato di un importantissimo studio, viene colto da una sorta di attacco di panico e si rifugia in un pub. Lì rimane tutto il giorno, non dà notizie a nessuno e si ubriaca fino a perdere i sensi.

Senza sapere come, finisce in un piccolo studio di avvocati che sopravvivono con casi di lesioni a seguito di incidenti, sono “cacciatori di ambulanze”. I soci dello studio sono solo due: Oscar, imprigionato in un matrimonio infelice, e Wally con qualche problema di dipendenza da alcol e con il sogno di guadagnare milioni di dollari grazie a una causa clamorosa.

E un giorno, sembra che il sogno di Wally possa avverarsi. Sembra infatti che un farmaco anticolesterolo danneggi il cuore e possa provocare dei decessi.

Wally ovviamente si butta a capofitto in quest’avventura. Con qualche perplessità, David e Oscar si lasciano convincere. Ma che succederà?

COSA NE PENSO IO:

Fino a qualche anno fa John Grisham era uno dei miei autori preferiti, cercavo di leggere tutti i suoi libri e andavo a caccia delle nuove uscite. Poi, dopo meravigliosi libri come “Il partner”, “Il momento di uccidere”, “La giuria” e qualche altro titolo ancora, ho notato un calo di qualità. Dopo aver letto “L’allenatore”, a mio giudizio il suo libro più noioso e senza senso, ho giurato che con Grisham avevo chiuso definitivamente.

E invece adesso mi sono ritrovata a leggere “I contendenti”, con non poche titubanze e perplessità.

Non è certo al livello dei titoli che ho citato, ma comunque è carino. Forse un po’ scontata la fine.

Avevo sperato che Grisham tirasse fuori dal cilindro un coniglio bianco, ma niente da fare. Speranza vana.

VALUTAZIONE: 6/10 (soprattutto per l’ eccentricità di Wally)

Il lottatore di sumo che non diventava grosso

sumoIl protagonista di questa storia è Jun, un quindicenne irrequieto che vive per strada e sopravvive vendendo agli angoli delle strade di Tokyo piccoli oggetti che lui stesso si vergognerebbe ad acquistare.

Jun si è allontanato dalla famiglia, ma riceve dalla madre continue lettere. La madre è, però, una donna analfabeta e quindi inserisce dentro le buste degli oggetti che costituiscono messaggi ben precisi pur senza essere accompagnati dalle parole.

Jun è di costituzione esile, ma un giorno incontra un maestro di sumo che gli assicura di vedere in lui un “grosso”.

In un primo tempo Jun scappa, ma poi si lascia convincere e, pian piano, riuscirà a conoscere sè stesso.

COSA NE PENSO IO:

Dopo aver letto dello stesso autore “Oscar e la dama in rosa”, mi aspettavo da questo libro qualcosa di più. Non mi ha convinta del tutto! Forse perchè fa troppo affidamento per la risoluzione dei traumi alla meditazione e alla filosofia zen. Boh! Non so nemmeno io bene il perchè.

Comunque è sicuramente una storia piacevole da leggere.

Una cosa che ho trovato deliziosa e originale è l’invio dei messaggi a Jun da parte della madre.

VALUTAZIONE: 6,5/10

Settanta acrilico, trenta lana

70 acrilicoQuesta è la storia di Camelia e di sua madre, Livia.

Camelia è anche la voce narrante, è una ragazza che vive a Leeds, ma originaria di Torino. La madre è una musicista e il padre era un giornalista.

E’ proprio dalla morte del padre che prende il via la narrazione. L’uomo è stato vittima di un incidente stradale (da quel che ho capito, l’auto è finita in un fosso o è precipitata non so da dove), ma la cosa che destabilizza madre e figlia non è tanto la sua morte, ma il fatto che sia morto insieme all’amante.

Da quel momento Livia si chiude in sé stessa e non proferisce più parola. Tocca quindi a Camelia prendersi cura della madre come se fosse una neonata. Ma, privata della voce della madre, anche lei comincia a non parlare e a comunicare con lo sguardo.

Camelia è appassionata di Cinese, degli ideogrammi usati nella scrittura. E un giorno incontra un cinese, proprietario di un negozio che l’aiuta con la lingua cinese. Il problema è che Camelia si innamora di lui, ma non è corrisposta.

COSA NE PENSO IO:

La prima parte è sicuramente curiosa, si ha voglia di leggere per capire come le due donne riusciranno a superare il trauma subito.

Ma dopo un po’ si trasforma tutto in un delirio.  Camelia appare sempre più stramba e contorta e più leggi, più ti chiedi “Chi me l’ha fatto fare?”

Quindi, no. Non mi è piaciuto per niente.

VALUTAZIONE: 3/10

Don Camillo. Mondo piccolo

donOvviamente questo libro di Giovannino Guareschi descrive le avventure di Don Camillo e Peppone, i loro screzi e le loro complicità.

E’ inutile fare un riassunto, quindi…

COSA NE PENSO IO:

Non posso dire di essere rimasta particolarmente colpita da questo testo.

Sì, è carino. Spesso è anche divertente e le conversazioni tra Don Camillo e il Cristo in croce sono sicuramente significative.

Questo non posso che riconoscerlo, ma…

Ma non mi è piaciuto il fatto che si trattasse di episodi, piccoli racconti quasi tutti slegati tra loro. Avrei preferito fossero ben amalgamati in una storia più ricca e compatta.

Poi sicuramente sarò stata influenzata dal Don Camillo della tv e mi riesce difficile immaginare un prete diverso da Fernandel. Difficile pensare a un omone che riesce a sollevare sulla testa un enorme tavolo di rovere massiccio!

VALUTAZIONE: 6/10

 

Il petalo cremisi e il bianco

faber_specialeIn questo libro l’autore, Michael Faber, racconta la storia di Sugar.

Sugar è una giovane prostituta che esercita il “mestiere” in un bordello della Londra di fine Ottocento. E’ stata costretta a prostituirsi dalla madre già in tenera età e così, Sugar odia gli uomini e sogna di pubblicare un romanzo nel quale lei è la protagonista e la vendicatrice della sua stessa sorte avversa. Pertanto, non è difficile incontrare dei brani in cui è descritta immersa nella scrittura, nella compilazione di decine di fogli con una calligrafia minuta e fitta.

Ad un certo punto nella vita di Sugar entra William Rackam, il quale si invaghisce della donna e decide che non vuole dividerla con nessun altro uomo, nonostante sia sposato con Agnes, donna ricca, ma mentalmente instabile.

A questo scopo compra e arreda una casa in cui ospitare Sugar e ben presto lei diventa la sua amante e mantenuta.

Sugar però ha paura di perdere William, che da un giorno all’altro lui si stanchi e l’abbandoni al suo destino. Inizia quindi a pedinarlo, ad appostarsi sotto casa per cercare di saper tutto di William e della sua famiglia. Il suo scopo è quello di anticipare i suoi pensieri e le sue preoccupazioni, in modo da diventare indispensabile al suo ricco amante.

Ad un certo punto della storia, Sugar diviene la consigliera di William nella gestione della sua azienda e, infine, anche l’istitutrice della sua figlioletta Sophie.

Sugar si trasferisce in casa dei Rackam e…

COSA NE PENSO IO:

Onestamente mi sono molto affezionata a Sugar. Nelle sue azioni emerge sempre la ricerca di quella famiglia che non ha mai avuto e la voglia di sfuggire ad un passato che non ha scelto di vivere. Nel periodo in cui rimane da sola nella casa che William le ha preparato, sente profondamente la solitudine e non ci sono comodità e lussi che riescano a colmarla.

Il libro è decisamente troppo lungo e avrei preferito qualche pagina in meno, ma non per questo posso dire di essermi annoiata.

La particolarità che ho apprezzato è invece la tecnica narrativa: l’autore indica al lettore la strada da seguire, i personaggi da cui non deve discostarsi, soprattutto all’inizio della storia. Sembra che voglia che il lettore non si perda nei dettagli inutili, ma si concentri sulle situazioni e sui personaggi principali della storia, i quali non compaiono immediatamente.

Peccato invece per il finale! Visto il contesto sociale e storico in cui è inserita la vicenda di Sugar e William, non mi aspettavo di certo il lieto fine, ma nemmeno quello architettato dall’autore. Un po’ di delusione non posso nasconderla.

VALUTAZIONE: 9/10