Mio signore, mio carnefice

signoreLa protagonista di questa storia è Zahra, una giovane libanese vissuta in una famiglia con un padre severo e violento e una madre adultera.
Zahra inizia una storia clandestina con un uomo sposato, rimane incinta, ma non può farsi travolgere dallo scandalo ed è costretta ad abortire per ben due volte.
Decide, quindi, di fuggire in Africa. Si fa ospitare dallo zio, che mostra, però, un affetto che va oltre le aspettative. Anche questa volta Zahra è costretta a fuggire e accetta di sposare un uomo che non conosce nemmeno e del quale non tollera la presenza. Una situazione invivibile!
Anche il ritorno in patria non sarà facile per Zahra, dovrà sopportare le domande, le curiosità, le intrusioni nella sua vita e nelle sue decisioni.
Ma improvvisamente la guerra…
Una guerra che darà a Zahra l’opportunità di un’incontro e della speranza in un futuro migliore. Ma poi ancora tutto verrà sconvolto in un finale che, onestamente, non mi aspettavo.
COSA NE PENSO IO
La storia non è male, ma non mi ha convinta pienamente. La narrazione è un po’ confusa, soprattutto nella prima parte in cui si susseguono più voci narranti. Ci sono poi dei salti all’indietro inseriti un po’ a caso, che confondono il lettore.
VALUTAZIONE :5/10
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Il cimitero di Praga

cimiteroSicuramente una storia complessa, questa! Anche da riassumere…

Il Narratore ricostruisce il contenuto di uno strano diario, che risulta scritto a due mani.

Chi sono precisamente questi due uomini?

Colui che dà il via alla scrittura è un certo Capitano Simone Simonini il quale cerca di ricostruire, mettendo nero su bianco, tutta la sua vita a partire dal giorno in cui si risveglia sul letto di un appartamento che comunica con il suo attraverso uno stretto corridoio. L’uomo non ricorda assolutamente niente dei giorni precedenti e confida nella scrittura per poter dissolvere la nebbia che invade la sua mente.

Ma improvvisamente, ecco che l’abate Dalla Piccola si introduce nei ricordi di Simonini e sembra completare ed integrare i suoi ricordi confusi.

Chi è l’abate? Perché sa quello che Simonini non ricorda?

Questo è il filo conduttore di tutto il romanzo, la parte sicuramente più intrigante delle oltre 500 pagine fitte di intrighi, uccisioni, complotti, bugie, falsificazioni di documenti…Il tutto all’interno di un quadro storico complesso come quello dello sbarco dei Mille in Sicilia, della successiva Unità d’Italia e del periodo Napoleonico francese.

COSA NE PENSO IO:

Ho impiegato molto a leggere questo libro, prima di tutto perchè il romanzo storico non è il mio genere di lettura preferito e quindi ho preferito leggerlo a piccole dosi per ridurre il rischio di un abbandono prima di arrivare al the end e scoprire il legame tra i due autori del diario!

La storia nel complesso non è male. La prima parte è decisamente molto più scorrevole della seconda ambientata in Francia. Troppi dettagli sul complotto contro gli ebrei, troppi incontri segreti, troppi riti satanici….

Con qualche pagina in meno, gli avrei attribuito un voto migliore.

VALUTAZIONE: 7 e mezzo

L’amore coniugale

amore coniugaleI protagonisti di questo libro di Moravia sono Leda e Silvio.

Lui è un aspirante scrittore molto innamorato della moglie. Adora la sua compagnia e la routine che i due hanno costruito all’interno del proprio matrimonio. Per Silvio l’incontro con Leda è stato fondamentale in quanto ha compreso, per la prima volta nella sua vita, cosa significhi essere innamorato di qualcuno!

Leda è al suo secondo matrimonio. Il primo è fallito miseramente dopo poco tempo e, prima di incontrare Silvio, ha avuto diversi amanti. Ma adesso è una moglie perfetta che, pur di permettere al marito di dedicare tutte le energie alla scrittura del suo primo racconto, rinuncia ad avere con lui rapporti intimi.

Ma, arrivato alla fine del racconto, Silvio si troverà faccia a faccia con due verità che non aveva mai nemmeno lontanamente immaginato. Sarà la fine di tutto o un nuovo inizio?

COSA NE PENSO IO:

Nonostante cerchi sempre di leggere di tutto senza farmi condizionare, devo ammettere di non essermi mai accostata prima d’ora alla lettura delle opere di questo autore. Chissà perchè ero convinta che mi sarei trovata di fronte a qualcosa di difficile comprensione che richiedesse parecchia applicazione!

E invece mi sono ritrovata a leggere una bella storia che si conclude con l’intima conoscenza di sé e della persona amata.

La scrittura è scorrevolissima, nonostante la presenza di vocaboli ricercati che arricchiscono la narrazione.

VALUTAZIONE: 9/10

Angeli dell’universo

angeliL’autore narra in questo libro la storia del fratello affetto da schizofrenia.

In realtà non c’è molto altro da raccontare sulla trama, tutto è imperniato su Palli che entra ed esce da un ospedale psichiatrico e sulle persone con cui viene a contatto durante la sua breve vita.

COSA NE PENSO IO:

I giudizi entusiastici che ho letto su anobii non mi trovano d’accordo.
Mi è sembrato che, gira e rigira, l’autore racconti sempre le stesse cose. Mi aspettavo di trovare altro in quelle 200 pagine e non una serie di episodi snocciolati l’uno dietro l’altro!
Molto bello invece il racconto del sogno che la madre fece alla vigilia della nascita di Palli: 4 cavalli, 3 perfetti e meravigliosi, ma uno pezzato che improvvisamente cade per terra senza vita. Un sogno premonitore!
VALUTAZIONE: 5/10

Un triangolo a quattro lati

triangolo

Bolero Ranuzzi è un professore universitario, figlio di due noti partigiani che hanno combattuto sugli Appennini Emiliani: Bruno e Fede.

Bolero lascia improvvisamente l’insegnamento e si trasferisce al paese d’origine dei genitori. Pensa che vivendo in quei luoghi e incontrando la gente del posto possa venire a conoscenza del perchè il padre sia scomparso misteriosamente negli anni ’60 e, soprattutto, per mano di chi.

Il professore però non parla delle sue intenzioni, anche se tutti in paese intuiscono le motivazioni di questo trasferimento in un paesino sperduto degli Appennini. Si muove di notte e sembra cercare qualcosa di preciso al rifugio che un tempo fu dei partigiani.

Un giorno, però, la vita del paese e del professore è sconvolta: due morti ammazzati nel giro di pochi giorni, l’arrivo di una studentessa che si piazza in casa di Bolero, il vecchio Dònca (amico del padre Bruno ed ex partigiano) che diventa ancora più enigmatico e molto altro ancora.

Da qui il presente si mischia con il passato, fino all’epilogo finale….

COSA NE PENSO IO:

E’ un giallo molto ben strutturato, nonostante il mix tra vecchio e nuovo.

L’unica pecca? Già a due capitoli dalla fine si capisce chi ha ucciso sia Don Leo, che Bruno. Infatti come dice l’autore, Loriano Macchiavelli, per bocca di uno dei suoi personaggi:

Cos’è riuscita a fare questa orribile guerra! Ha tolto l’innocenza e le illusioni ai più giovani.

VALUTAZIONE: 8/10

I marmocchi di Agnes

marmocchi
In questo secondo capitolo della saga Agnes è ancora una mamma alle prese con i mille problemi quotidiani derivanti dalla gestione dei propri figli.
Ma i “marmocchi” non sono più così piccoli e due spiccano su tutti: Mark, il maggiore, e Frankie, la pecora nera.
Mark si mostra il più responsabile e affidabile tra tutti i fratelli e alla fine sarà premiato per questo suo essere vero e maturo.
A Frankie il destino ha riservato qualcosa di molto diverso, che ovviamente non posso svelare 🙂
COSA NE PENSO IO:
La storia è semplice e la scrittura scorrevole.
Si legge con piacere.
VALUTAZIONE: 6/10

Cavalli selvaggi

cavalli“Cavalli selvaggi” è il primo capitolo della trilogia della frontiera scritta da Cormac McCarthy, autore statunitense.

Il protagonista è John Grady Cole, sedicenne texano, che, insieme al cugino Rawlings, lascia il suo paese per dirigersi in Messico.

I due ragazzi partono di notte, in sella ai propri cavalli e affrontano un lungo viaggio immersi in un paesaggio sconosciuto e immenso.

Durante questo tragitto verso il Messico, un altro ragazzino, Blevins, si unirà ai due viaggiatori. Ma chi è questo ragazzino che ha paura dei fulmini e sembra scappare da qualcosa di non ben definito? Questa rimarrà una domanda senza risposta…

John Grady e Rawlings troveranno lavoro presso una fattoria messicana e lì il nostro protagonista si innamorerà della bella figlia del padrone. Amore ostacolato, ovviamente, dalla famiglia che non permette mescolanza di ceti sociali.

Ci sarà il lieto fine per i due amanti?

COSA NE PENSO IO:

Onestamente ammetto che non avrei mai preso in mano un libro western se non fossi stata “forzata” da una sfida letteraria del gruppo “Readers Challenge” di Anobii.com! 

E ammetto, altrettanto sinceramente, che sono arrivata all’ultima pagina perchè il romanzo è scorrevole e per cercare di trovare risposta sul destino di John Grady e Alejandra.

Non è sicuramente il mio genere e la storia non ha certo contribuito a farmi cambiare idea! 

Poi, in alcuni punti, trovo la narrazione abbastanza confusa. Alcune cose andrebbero spiegate meglio al lettore che non può certo tirare a indovinare.

Quindi niente di eccezionale e trama un po’ scontata, almeno per quanto mi riguarda.

😉

VALUTAZIONE: 4/10