La difesa di Luzin

luzinDifficile descrivere questo libro!

Chi è Luzin?

La storia ideata dal russo Nabokov inizia parlandoci di un Luzin bambino ostile a tutto e tutti, incapace di integrarsi con gli altri ragazzini e di farsi comprendere dalla sua stessa famiglia.

Ma un giorno… una scoperta: il gioco degli scacchi. L’unica cosa che lo appassioni davvero e che, tenacemente, impara fino a diventare un ottimo giocatore.

Ma si tratta davvero di passione? O si tratta invece di una terribile ossessione che lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni?

COSA NE PENSO IO:

Sicuramente si tratta di un’ottima prova narrativa, anche se non è che abbia amato molto questo personaggio così apatico, strano e umorale. Si tratta di un personaggio ossessionato, i cui problemi non si capisce nemmeno che origine abbiano! Nemmeno l’affetto di una moglie amorevole riuscirà a salvarlo dal baratro in cui si trova fin da bambino!

La narrazione è scorrevole, ma a tratti un po’ noiosa.

Non so. Magari leggendo questo libro in un momento diverso, senza l’influenza che mi ha tolto molta capacità di concentrazione, l’avrei valutato in modo ancora più positivo.

VALUTAZIONE: 7/10

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Il messia di Stoccolma

messiaCom’è evidente dal titolo, la storia ideata da Cynthia Ozick, scrittrice statunitense di opere di letteratura ebraica, è ambientata nella Stoccolma degli anni ’60.

La particolarità è che l’autrice si è ispirata a un manoscritto (Il Messia, appunto) scritto da Bruno Schulz durante le due Grandi Guerre, ma che è andato perduto.

Ed è attorno al manoscritto che girano i fatti: Lars lavora in un giornale, si occupa di scrivere le recensioni del lunedì, giornata un po’ sottovalutata, in quanto il lunedì mattina gli abitanti di Stoccolma sono ancora mezzi addormentati e non leggono con attenzione il quotidiano, sfogliano le pagine e sono attratti più dalle figure, che dalle notizie e, meno ancora dalle recensioni :mrgreen:

Lars è orfano, ha origini polacche ed è arrivato a Stoccolma quando era troppo piccolo per avere dei ricordi. Si è addirittura scelto il nome!!! Non sa chi sia la madre, ma inspiegabilmente si è convinto di essere il figlio di Bruno Schulz. E’ attirato dalla letteratura del suo paese d’origine, ma non conoscendo la lingua, non ha mai potuto leggere le opere del “padre”.

Un giorno entra in una libreria gestita da una donna arzilla di nome Heidi ed è proprio alla donna che Lars svela il suo segreto.

Heidi sembra affezionarsi, fa di tutto per procurargli i libri in lingua originale e difficili da reperire a Stoccolma, gli fa dare lezioni di polacco da una sua cliente, si procura lettere autografe di Schulz e, insieme, i due cercano di ricostruirne la vita fino alla sua uccisione ad opera della Gestapo.

Heidi però è una donna stramba, parla di continuo di un marito che non si sa bene dove sia, se sempre in viaggio o se sia solo un’opera della sua fantasia per nascondere la solitudine. Ma un giorno questo marito compare e sembra parecchio interessato a Lars e al Messia.

E nello stesso giorno compare Adela, la fantomatica figlia di Schulz che annuncia di essere in possesso del Messia, ma……(sto zitta, lo so che non posso rivelare la fine!) 😉

COSA NE PENSO IO:

E’ una storia originale e per niente banale. L’autrice conduce per mano il lettore attraverso la storia di Lars, dritto verso una traiettoria  retta. Ma all’improvviso ne molla la mano, lasciandolo confuso in balia degli eventi.

In linea generale mi è piaciuto molto, anche se non l’ho trovato perfetto. Ci sono delle parti completamente fuori da ogni logica e particolarmente arzigogolate. Queste, secondo il mio modesto parere, stonano abbastanza nell’insieme della struttura ben congegnata.

Quindi….

VALUTAZIONE: 7,5/10

Il tizio della tomba accanto

tizioOk, dal nome può sembrare che questo libro nasconda una storia macabra, ma non è assolutamente così.

I protagonisti, Desireé e Benny, si incontrano al cimitero davanti alle tombe dei rispettivi familiari (il marito di lei, i genitori di lui). All’inizio si studiano e sono diffidenti, ma poi scatta qualcosa e nasce una storia d’amore.

Ma non è la solita storia sdolcinata. I due sono completamente diversi: Desireé lavora in una biblioteca, è una donna colta e prova rabbia verso il defunto marito, del quale non è mai stata innamorata, mentre Benny è un contadino e allevatore, che lavora 15 ore al giorno.

Stare insieme non sarà facile, lei vuol cambiare lui. Lui vuol cambiare lei.

Riusciranno a vivere questa storia d’amore? Ovviamente non ve lo dico…

COSA NE PENSO IO:

E’ una storia che viene narrata dall’autrice svedese Katarina Mazetti in modo ironico e che spesso strappa un sorriso. Non rappresenta il top della letteratura, ma è scorrevole e piacevole.

E dietro l’ironia nasconde un interrogativo importante: possono due opposti che si attraggono, stare insieme e metter su famiglia?

VALUTAZIONE: 4,5/10

 

Bambini nel tempo

bambiniStephen è uno scrittore di libri per bambini e Julie è un’apprezzata musicista. La coppia ha una figlia, Kate, di soli 5 anni.

La vita di questa famiglia è perfetta finché, un giorno, la bambina svanisce nel nulla all’interno di un supermercato.

La perfezione si sgretola in un attimo e i due coniugi, che vivono il dolore in maniera diversa, finiscono per allontanarsi.

La perdita di Kate è il filo conduttore di tutta la storia narrata da Ian McEwan, autore inglese molto noto, ma altri personaggi fanno parte della storia e un senso di inafferrabilità e importanza del tempo rimane sospeso nell’aria dalla prima all’ultima pagina.

In un attimo Kate diventa solo un ricordo e un giorno del presente e del passato si mescolano diventando indistinguibili l’uno dall’altro.

Ma non preoccupatevi, il lieto fine è assicurato, anche se non come ci si aspetterebbe.

COSA NE PENSO IO:

Sono abbastanza combattuta nel commentare questo libro.

La storia in se è bella. Le descrizioni di alcuni momenti di dolore sono sublimi per la loro veridicità e il lettore non può che partecipare emotivamente, commuovendosi qua e là.

Mi riferisco al momento in cui Stephen si rende conto che sua figlia non è più accanto a lui e comincia a cercarla affannosamente all’interno del supermercato. O quando si aggira per le strade di Londra con la foto della figlia tra le mani chiedendo informazioni ad ogni persona incontrata nel suo tragitto. E di momenti così ce ne sono diversi.

Ma poi parallelamente c’è una storia di amicizia un po’ strampalata, un personaggio che soffre di regressione, un Primo Ministro che agisce nell’ombra….Durante la lettura mi sono chiesta: ma perchè appesantire una storia così bella con queste stupidate un po’ strampalate? Che c’entra tutto questo?

E quindi il mio voto cala e si impenna verso il basso.

VALUTAZIONE: 5/10

 

 

La migliore offerta

“La migliore offerta” è il “raccontone”, come lo definisce lo stesso Giuseppe Tornatore, che ha messo nero su bianco per fissare la storia offertasu cui si sarebbe basato l’omonimo film che è stato proiettato nelle sale cinematografiche poco tempo fa.

Due sono i personaggi principali di questa storia: Virgil, famoso battitore d’aste ed esperto di antiquariato, e Claire, giovanissima proprietaria di una enorme villa e soggetta ad agorafobia.

I due personaggi sono molto distanti l’uno dall’altro, ma il loro incontro sconvolge la vita di Virgil, uomo solitario, un po’ scorbutico e con la mania dei guanti perchè non sopporta toccare gli altri. Da uomo ossessionato dalla figura femminile, si trasformerà in uomo innamorato e molto attento, ma….le cose non sono sempre lineari come appaiono al primo sguardo!

E tutti i personaggi della storia risulteranno legati tra loro….

COSA NE PENSO IO:

Premetto che avevo visto il film al cinema e quindi conoscevo già l’epilogo. In genere non mi piace conoscere in anticipo quello che leggo, ma ultimamente mi è venuta la piccola mania di confrontare i libri che leggo, con i rispettivi film che ne sono stati tratti. Però seguo l’ordine inverso, prima il libro e poi il film. Questa è stata un’eccezione.

Devo dire che però non è andata male. Mentre leggevo alcuni punti mi tornavano in mente gli “ohhhhhhhhh” della gente al cinema. :mrgreen:

Sia il film che questo breve racconto che fissa i fatti salienti, sono molto belli. La storia non è per niente banale e il finale….lascia a bocca aperta. 😉

VALUTAZIONE: 10/10

La somma dei giorni

sommaNe “La somma dei giorni” l’autrice cilena, Isabel Allende, a 4 anni dalla morte della figlia Paula, prende in mano la penna per raccontare le vicende della sua grande famiglia allargata.

In realtà non racconta a noi lettori, ma si rivolge direttamente alla figlia per renderla partecipe delle vicende familiari.

Tante persone diverse l’una dall’altra, tante vicende che si susseguono, tanti incontri, tante nascite, tante viaggi.

COSA NE PENSO IO:

E’ un bel libro.

L’autrice ci racconta un po’ di tutto. Si passa da eventi importanti che sconvolgono la vita familiari ad episodi divertenti che ci strappano un sorriso.

Ma è anche un libro che parla di un grande dolore con estrema schiettezza.

E poi c’è quel senso di appartenenza al clan che, a volte, risulta tenero e commovente e che porta a compiere azioni al limite dell’invadenza per puro senso di protezione. Da leggere.

VALUTAZIONE: 9/10