Olive Kitteridge

oliveQuesta storia di Elizabeth Strout, premio Pulitzer 2009 è ambientata in un piccolo paese degli USA in cui tutti si conoscono e sanno tutto di tutti.

Olive Kitteridge è stata per lungo tempo una maestra di matematica, un’educatrice dal piglio severo che tutti temono. Un’educatrice che non è riuscita a creare un bel rapporto con il suo unico figlio e con il marito Henry e che, quindi, ha fallito il suo compito in privato.

Ogni capitolo è dedicato a un cittadino o a una famiglia del luogo. Da ognuno di essi emerge una storia diversa, un pezzo di vita che permette al lettore di conoscere tutto e tutti intimamente, debolezze e segreti inclusi!

Il legame tra tutti quanti è Olive…

COSA NE PENSO IO:

Questo libro contiene al suo interno tutti gli ingredienti che solitamente mi innervosiscono: un’infinità di personaggi con storie slegate tra loro. E invece…

Invece è un libro meravigliosamente scritto, dove tutti i personaggi, seppur apparentemente slegati, si amalgamano in modo armonioso.

Perfetto! Non c’è altro da aggiungere 😉

VALUTAZIONE: 10/10

 

Tre ore di pura follia

3 oreL’autore di questa breve storia di suspance è Richard Matheson, statunitense.

Il protagonista è Vincent, pianista squilibrato. Vincent ha tentato di uccidere il padre, del quale era succube. Adesso è chiuso in una clinica psichiatrica, ma, l’ossessione per Ruth, lo induce a scappare nel tentativo folle di portarla via con se.

Ma Ruth è felicemente sposata e in attesa di un bambino.

Durante la fuga, Vincent spaventa una giovane donna, uccide due persone e rimane ferito. Si introduce quindi nella casa di due ex amici e, con l’inganno, induce il marito di Ruth ad andare in quella casa perchè è deciso ad ucciderlo.

Tutto si svolge in sole 3 ore…

COSA NE PENSO IO:

Non è male, ma avrei preferito che mi venisse trasmessa un po’ di ansia in più, di quanto effettivamente ne abbia percepito.

VALUTAZIONE: 6/10

Oscar e la dama in rosa

oscarChi è l’Oscar del titolo di questo libro di Eric-Emmanuel Schmitt?

Oscar è un bambino, ma nonostante ciò è giunto alla fine dei suoi giorni. E’ malato di leucemia, ha subito la chemio e il trapianto di midollo. Ma tutte le cure si sono rivelate inutili.

Si trova pertanto in un reparto pediatrico di un grande ospedale, ma per la sua testa girano un’infinità di domande a cui nessuno sembra voler rispondere.

Le domande più interessanti rimangono domande. Avvolgono un mistero. A ogni risposta, si deve associare un “forse”. Sono solo le domande senza interesse ad avere una risposta definitiva.

Oscar è sveglio, ha capito che presto morirà. Ma gli altri sembrano diventare sordi di fronte alle sue richieste di spiegazioni.

 

Se dici “morire” in un ospedale, nessuno sente. Puoi star sicuro che ci sarà un vuoto d’aria e che si parlerà d’altro. Ho fatto la prova con tutti.

Anche i genitori di Oscar sono talmente impauriti, da chiudersi nel loro dolore. Hanno paura di Oscar e, spesso, preferiscono scappare piuttosto che dover affrontare la lucidità del bambino.

Ho cercato di spiegare ai miei genitori che la vita è uno strano regalo. All’inizio lo si sopravvaluta, questo regalo; si crede di avere ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronti a gettarlo. Infine ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito. Allora si cerca di meritarlo. (…) Più si invecchia, più bisogna dar prova di gusto per apprezzare la vita. Si deve diventare raffinati, artisti.

Solo una volontaria, Nonna Rosa, riesce a trattarlo come una persona qualunque, risponde alle sue domande e lo invita a vivere pienamente i suoi sentimenti. Poi gli propone un gioco e lo invita a scrivere a Dio…

COSA NE PENSO IO:

Bellissimo, commovente, tenero.

Fa riflettere e fa sperare. Da leggere.

VALUTAZIONE: 10/10

Romanzo siciliano

Questo è un romanzo che è stato pubblicato nel lontanissimo 1790 e per di più da una londinese. Nonostante ciò è ambientato nella mia Sicilia e, più precisamente, nella parte orientale dove si erge un castello imponente che è proprietà del marchese di Mazzini.

Il marchese è vedovo, risposato con una donna che gli ha fatto perdere la testa e che riesce a fargli fare tutto ciò che vuole. Dalla primaromanzomoglie il marchese ha avuto 3 figli, Ferdinando, Emilia e Giulia.

Dopo essersi sposato per la seconda volta, il marchese e la moglie si trasferiscono a Napoli insieme al primogenito Ferdinando, il quale crescerà in una città vivace e ricca di eventi mondani.

Le due bambine rimangono al castello affidate all’educazione della signora Menon, grande amica della defunta madre.

Quando si apre la narrazione, le due ragazze sono ormai cresciute. Sono ben educate e di animo nobile.

Dopo la morte di uno dei servi fedeli al marchese, quest’ultimo ritorna precipitosamente al castello e vi si trasferisce portando con se anche illustri membri della corte di Napoli, tra cui il giovane Ippolito di cui Giulia si innamora follemente.

Ma il padre ha deciso che la giovinetta divenisse moglie del conte di Luoro.

E da qui iniziano una serie di peripezie. Giulia riesce a scappare e comincerà una lunga fuga e un continuo rincorrersi l’uno con l’altra, senza riuscire mai a ricongiungersi davvero.

Però non preoccupatevi! Il lieto fine è assicurato 😉

COSA NE PENSO IO:

L’ambientazione settecentesca è affascinante: enormi proprietà, saloni immensi, giardini fiabeschi, cavalli, carrozze…

La narrazione è scorrevole e la storia incuriosisce, anche perchè c’è un mistero da scoprire, una verità da riportare alla luce.

Però…in alcuni punti è troppo melenso. Donzelle che svengono ad ogni piccola emozione, amori impossibili che portano alla morte…

VALUTAZIONE: 4/10

L’odore dell’India

L’autore di questo breve testo è Pier Paolo Pasolini, il quale nel 1961 intraprese un viaggio in India, insieme ad Alberto Moravia ed Elsa Morante.

L’odore dell’India è la cronaca di questo viaggio infarcita dalle mille sensazioni che l’uomo provò durante tutta quell’esperienza.india

All’interno possiamo leggere della sua curiosità per le persone e i luoghi, della sua voglia di scoprire e di conoscere una terra così lontana e così piena di tradizioni, di rituali religiosi, di miseria, di malattia e di colori stupefacenti.

COSA NE PENSO IO:

Non ne sono rimasta particolarmente colpita.

Alcune parti puramente descrittive le ho trovate noiose, mentre ho apprezzato molto quei passaggi che hanno per protagonista alcune persone del luogo come Revi, ragazzo povero a cui la Morante e Pasolini trovano un alloggio presso un religioso.

VALUTAZIONE: 6/10

Tre cavalli

Tre anni una siepe, tre siepi un cane, tre cani un cavallo, tre cavalli un uomo.

“Tre cavalli” di Erri De Luca è una brevissima storia che racconta le vicende di un giardiniere cinquantenne. Onestamente non ne ricordo il nome e nemmeno se l’autore l’abbia citato all’interno delle 109 pagine.

tre cavalliPerchè non è importante conoscere il nome di quell’uomo, ma piuttosto è importante conoscerne la storia.

E la storia è quella di un uomo che per amore, si ritrova in Argentina a combattere contro il regime dittatoriale. Ma è lì che perde la sua sposa, che impara a combattere e uccidere. Ed è da lì che deve scappare guardandosi sempre dietro le spalle.

L’Italia gli riserverà nuove esperienze e nuove amicizie. Ma anche un nuovo amore.

Làila, però, è una donna complicata…

COSA NE PENSO IO:

Il libro è bello, ma tutte le pagine sono attraversate da un’atmosfera cupa che sembra presagire disgrazie.

Il linguaggio lo trovo molto artificioso.

VALUTAZIONE: 7/10

Diciannove minuti

19_minutiIn diciannove minuti si possono fare mille cose, non è poi un periodo di tempo così breve!

In diciannove minuti si può anche cambiare per sempre la vita di centinaia di persone, compresa la propria.

Ed è questo quello che accade agli alunni della Sterling High, scuola statunitense frequentata da due gruppi di ragazzi: gli in (gli atleti, muscolosi e prepotenti) e gli out (non in forma fisica e soggetti ad atti di bullismo).

Un giorno, uno dei tanti dell’anno scolastico, Peter Houghton entra nella scuola portando nello zaino 2 pistole e 2 fucili con i quali comincia a far fuoco all’impazzata.

Al termine dei 19 minuti, Peter si trova immobilizzato dalle forze dell’ordine. Ma la scuola sembra un campo di battaglia: a terra ci sono morti e feriti da soccorrere.

La piccola comunità è sconvolta. I ragazzi sono sotto shock, i genitori si ritrovano davanti degli sconosciuti.

Che ne sarà di Peter? Tutto dipende dall’esito del processo dove, ovviamente, non mancheranno i colpi di scena.

COSA NE PENSO IO:

Questo libro mi è piaciuto moltissimo. Nonostante faccia dei salti temporali notevoli, si segue tutta la storia senza alcuna difficoltà. Ci si affeziona ai personaggi, si ha la possibilità di conoscerli nel profondo e si soffre insieme a loro.

Si soffre insieme a Peter per le ingiustizie subite giornalmente, per la sua sensazione di impotenza quando si rende conto che chiedere aiuto agli adulti è semplicemente inutile. Peter soffre anche in famiglia, non riesce a competere con il fratello agli occhi dei genitori. Se avessero potuto immaginare quanto Peter fosse migliore, magari le cose sarebbero andate meglio!

Nei confronti di Peter si provano sentimenti contrapposti. E’ giusto che paghi per aver tolto la vita a dei ragazzini che non potranno mai crescere, ma è anche vero che di lui non è importato mai niente a nessuno. E non nego che, a volte, mi sono ritrovata a tifare per lui, a sperare che l’autrice, Jodi Picoult (che non conoscevo, ma che in questa storia ho trovato bravissima), si inventasse un colpo di scena che lo tirasse fuori dal carcere nonostante tutto!

Un ruolo fondamentale in questa storia è svolto anche dai genitori i quali, chi per un motivo, chi per un altro, devono confrontarsi con una realtà che non avrebbero mai nemmeno immaginato lontanamente. Un incubo che si trasforma in realtà.

Tema attuale, storia ben costruita, rapporti tra persone ben analizzati.

VALUTAZIONE: 10/10