L’incantatore

La storia raccontata in questo breve testo è quella di un uomo che prova impulsi sessuali nei confronti delle bambine.

Dalla lettura emerge la figura di un uomo benestante, solitario e di poche parole, ma allo stesso tempo è un uomo squallido e pavido.

Un giorno, mentre è seduto al parco, un po’ annoiato e un po’ disgustato dalla gente che lo circonda, nota una ragazzina sui pattini a rotelle e ne é subito colpito. Scambiando qualche battuta con la donna che la accompagna, scopre che la madre della ragazzina è molto malata.
Si insinua, quindi, nella vita di queste persone.

Consapevole che la donna ha poco da vivere, la induce a sposarlo per avere libero “accesso” alla sua vera preda.
Il destino ritarda i progetti dell’uomo e, spesso, egli si ritrova ad immaginare la morte della donna e a sognare di accelerarne gli ultimi momenti, ma nell’ultimo capitolo non mancano scene disturbanti e pensieri lussurioso.

L’epilogo è ormai vicino.

COSA NE PENSO IO:

Questo romanzo breve, o racconto, come dir si voglia, è stato scritto da Nabokov nel 1939, prima del più famoso “Lolita”, del quale anticipa il tema.

Secondo il racconto del figlio Dimitri, che si occupa personalmente della traduzione dal russo all’inglese, e all’italiano, è lo stesso Nabokov a rivendicare la separazione tra le due opere. Ma è piuttosto evidente che non si possono completamente dissociare, c’è senz’altro un comune denominatore nel desiderio carnale verso una dodicenne e nello stratagemma usato per arrivare a raggiungere l’obiettivo, ma è anche vero che la storia si svolge in due luoghi diversi e si dipana in modo differente, seppur drammatico in tutti e due i casi.

Il libro è comunque molto intenso, ovviamente meno sviluppata la trama, ma il linguaggio, seppur vivido, non risulta sempre immediato.

VALUTAZIONE: 8/10

La rivincita di Capablanca

Questo libro è la biografia romanzata di Josè Raul Capablanca, uno dei più grandi scacchisti del primo Novecento.

Capablanca era un cubano, nato e cresciuto nella sua isola selvaggia. È lì che ha imparato a giocare a scacchi; nessuno gli ha spiegato le regole, ha imparato semplicemente osservando le partite giocate dal padre.

Una volta impadronitosi delle regole del gioco, stupisce tutti con la propria abilità e ben presto diventa il campione di Cuba, la cui fama attraversa i confini dell’isola. Il gioco degli scacchi diventa anche una sorta di ossessione, non c’è assolutamente niente che possa distogliere Capablanca dalla scacchiera.

Con il tempo riesce a diventare campione mondiale di scacchi, rimane imbattuto per anni…poi arriva la sonora e imprevista sconfitta da parte del russo Aljechin.

Ma è ovvio che un campione non possa arrendersi così facilmente senza lottare! Il suo unico pensiero fisso è ottenere la rivincita e, mentre l’avversario temporeggia e svicola, lui promette e sé stesso che il momento della rivincita arriverà anche se ciò dovesse avvenire dopo la sua morte…

COSA NE PENSO IO:

Ho trovato questo libro particolarmente noioso, frammentario e conseguentemente un po’ complicato da seguire. L’unica cosa che mi ha colpita è il finale spiazzante, ma garbatamente perfetto.

VALURATIONE: 6/10

Il cuore selvatico del ginepro

Uno dei libri più belli letti quest’anno!

E’ la storia di due sorelle, Lucia, la primogenita, e Ianetta, l’ultimogenita.
La vicenda è ambientata in Sardegna alla fine dell’800, esattamente in un piccolo paesino in cui la superstizione, mischiata alle pratiche religiose, regola la vita quotidiana dei suoi abitanti.
In una notte di tempesta, che annuncia eventi funesti, a casa Zara nasce l’ultima di sette figlie femmine. Non è un lieto evento per la famiglia, ma una maledizione! Secondo antiche superstizioni la settima figlia femmina è una coga, cioè una strega, e deve assolutamente essere uccisa.
Il compito di uccidere l’ultima nata è del padre, Severino. Quest’ultimo, però, non ha il coraggio di portare a termine l’omicidio e decide di lasciarla al freddo tutta la notte: sarà la natura ad agire al suo posto.
Ma Lucia, ancora in tenera età, attratta dallo strano comportamento in casa e dallo strano involto che campeggia sulla mola, decide di inoltrarsi fuori nel buio e scoprire di che si tratta. Intenerita, raccoglie la bambina, salvandola da una morte crudele, ma non dal suo destino.
Ianetta sopravvive ma sarà per tutta la vita emarginata e abbandonata a sé stessa, scacciata, odiata e battuta con violenza.
Cresce, quindi, come un piccolo animale selvatico, in mezzo alla natura e acquisendo le agilità tipiche degli animali che devono lottare per sopravvivere e non proferendo mai, o quasi mai, parola con nessuno.
Solo con Lucia si svilupperà nel corso degli anni uno strano rapporto, messo continuamente a repentaglio dalle superstizioni…Nemmeno la mente illuminata del medico condotto riuscirà a far prevalere la ragione!
Attorno alle due figure femminili principali ruotano molti altri personaggi che spiccano ognuno a suo modo in questa storia che cattura e avvince grazie all’immensa forza narrativa e alle suggestioni che trasmette.
Se non avete letto questo libro, leggetelo! Ne vale davvero la pena!

Il bambino di Noè

Come evidenzia il titolo, il protagonista di questo libro-gioiello è un bambino di 8 anni, Joseph.
Joseph fa parte di una famiglia ebrea belga, che è costretta a lasciare la propria casa, la propria città, per sfuggire agli arresti e alle persecuzioni dei nazisti.
I genitori di Joseph sono pronti a rischiare le proprie vite, ma non possono permettere che questo accada al loro figlioletto; lo affidano, quindi, ad una nobile famiglia, che lo accoglie e lo protegge per un po’, facendolo passare per il loro nipotino.
Purtroppo i nazisti sono molto pericolosi e i controlli casa per casa sempre più frequenti; è necessario che Joseph sia affidato a mani più sicure, e quali sono migliori di quelle del prete cattolico Pons?
A Joseph vengono fabbricati documenti falsi dalla farmacista del paese, mangiapreti e antinazista, per poi essere ammesso come interno al collegio gestito dallo stesso padre Pons. Joseph instaura con il prete un rapporto molto stretto e, d’altro canto, Padre Pons è un uomo speciale, che non sopporta l’estinzione dei popoli e delle loro credenze religiose. Si trasforma, quindi, in un moderno Noè, che deve salvare le tradizioni ebraiche e la lingua di questo popolo così sfortunato. Se sarà in grado di farlo, le sue conoscenze potranno essere trasmesse ai sopravvissuti e il popolo con le proprie tradizioni non sarà mai sopraffatto!
Joseph scopre il nascondiglio segreto in cui padre Pons si rifugia di nascosto per studiare e conservare gli oggetti delle sue emblematiche collezioni e, raggiungendolo ogni notte, impara molto sia sull’ebraismo, che sul cattolicesimo.
Proprio quando i nazisti scoprono l’identità dei bambini ebrei nascosti nell’orfanotrofio e sono pronti a deportarli in Germania, la guerra finisce, i partigiani intervengono in soccorso dei bambini ed è necessario ricominciare a vivere.
Nell’attesa che gli ebrei superstiti ritornino a riprendere i loro figli, Joseph è, a volte, trepidante di emozione, altre deluso e depresso per non vedere giungere i propri genitori. Quando questo accade, sarà difficile per lui allontanarsi dal proprio benefattore per tornare alla propria vita di tutti i giorni!
Anche da adulto Joseph seguirà gli insegnamenti di padre Pons e prenderà il suo posto come…Noè!
COSA NE PENSO IO:
Una storia davvero commovente in cui emergono personaggi sublimi, coraggiosi e coerenti con i propri ideali, che esaltano l’importanza della convivenza pacifica nonostante ideali, tradizioni e religioni diverse; in fin dei conti bastano solo un po’ di buon senso, di solidarietà e molto, molto rispetto!
Difficilmente i libri di Éric-Emmanuel Schmitt possono deludere il lettore!
VALUTAZIONE: 10/10

Cujo

Cujo è un tenero, ma gigantesco esemplare di San Bernardo, che per la mole può impressionare gli sconosciuti. Ma Cujo è fedele ai Camber e si farebbe uccidere senza alcuna esitazione per difenderli da ogni pericolo.
Un giorno l’istinto lo conduce a seguire una preda e il fato decreta per lui un incontro ravvicinato con un pipistrello affetto da rabbia, che lo contagia. Cujo comincia a star male, anche se ancora i sintomi non sono così evidenti e passano inosservati. Nonostante la calma apparente la malattia sta facendo il suo corso, il suo sistema nervoso è irrimediabilmente intaccato e il cucciolo bonaccione fatica a riconoscere i padroni: si sta trasformando in una bestia assassina.

Il fato è crudele anche nei confronti di Donna e del figlioletto Tad. Per una pura casualità si troveranno ad attraversare la strada di Cujo, rimanendo intrappolati per giorni dentro un’auto resa infuocata dall’alta temperatura e in balia di una belva a far loro da guardia.

Sarà sempre il fato, che in questo romanzo ha un ruolo chiave, a decidere chi salvare e chi no…

COSA NE PENSO IO:

E’ decisamente un libro ansiogeno, ma avvincente allo stesso tempo. Come si fa a non continuare a leggere? E’ di primaria importanza scoprire come si concluderà la vicenda, chi salverà chi. Sempre che qualcuno possa uscire indenne da una situazione paradossale, da un vicolo cieco di enorme portata che adesso, nel XXI secolo, appare irreale.
E’ anche un libro per stomaci forti, che sta annunciando la svolta dell’autore verso l’horror.

Una volta conclusa la lettura, ci si chiede: e se l’autore avesse smesso di raccontare qualche pagina prima? Forse il fato cattivo ci avrebbe risparmiato l’orrore finale e lasciati più contenti. Almeno avrebbe lasciata più contenta me!

VOTO: 8/10

In piedi sull’arcobaleno

La storia si dipana in Missouri, esattamente nella piccola cittadina di Elmwood Springs, dal dopoguerra agli anni ’90.
È un romanzo ricco di personaggi, alcuni dei quali molto pittoreschi, di cui seguiamo le vicende personali e come queste sono in relazione con le vite e le altre vicende di tutti i cittadini della piccola comunità.
Ognuno di essi ha una caratteristica che lo rende unico, a cominciare dal piccolo Bobby che rende turbolenta la vita della famiglia Smith, o di Norma, la più ansiosa donna che abbia mai incontrato all’interno di un romanzo.
E come dimenticare poi Neighbor Dorothy, che con la sua trasmissione radiofonica tiene legati a sè migliaia di radioascoltatori ogni giorno per decenni, facendo un po’ da filo conduttore e punto di riferimento per tutti, anche per noi lettori.
Insomma questo libro ci permette di seguire la crescita di molti personaggi e l’invecchiamento e la perdita, a volte precoce, di altri, dandoci l’impressione che siano persone di famiglia, per le cui vicende siamo costretti a gioire o soffrire, a seconda dei casi.
Un apprezzamento particolare per l’ironia impiegata dall’autrice, che ci permette di affrontare questa lunga storia sempre con il sorriso sulle labbra!

VALUTAZIONE: 7,5/10

La cena

71aewN5YI7LDue coppie, composte da due fratelli e due cognate, hanno organizzato una cena in uno dei più importanti e costosi ristoranti della città. Uno dei due fratelli, Serge, è candidato come premier alle elezioni che si terranno in Olanda da lì a sette mesi. Egli è un uomo dal piglio sicuro, apprezzato dagli elettori e guardato da tutti con molta ammirazione e rispetto. L’altro fratello, Paul, voce narrante della storia, è un ex professore di storia, forse un po’ troppo turbolento e un po’ troppo ostile nei confronti del congiunto.
I quattro, riuniti allo stesso tavolo, sono l’emblema della famiglia felice. Ma l’apparenza inganna!
La riunione familiare è stata fatta per una ragione ben precisa: c’è da discutere del futuro dei rispettivi figli. Tutti conoscono il perchè di questa riunione e cosa ci sia in ballo, ma ognuno cerca di negare la realtà anche contro ogni evidenza… fino a scatenare i più abietti istinti, mascherandoli dietro la giustificazione della protezione filiale.
Un libro che coinvolge, che tratta un tema importante ed attuale, ma, anche se la letteratura può permettersi degli eccessi, non mi è affatto piaciuto il messaggio che sembra lanciare.

VALUTAZIONE: 6,5

Tess dei d’Urbeville

9788817067072.500Tess è una ragazzina ingenua, appartenente ad una famiglia che vive in condizioni misere, ma che ben presto scopre di avere una discendenza nobile ed antica, quella dei d’Uberville.
Il più entusiasta di questa scoperta è il padre di Tess, uomo sfaticato e dedito all’alcol. Egli scopre la presenza nei dintorni di una ultima discendente dell’antica famiglia e manda Tess presso la sua casa per chiedere un aiuto economico, sognando già grandi cose per il futuro della propria famiglia.
Purtroppo questo incontro con il figlio della donna, Alec d’Urbeville, tra l’altro usurpatore del cognome e non autentico appartenente alla nobile famiglia, sarà per Tess l’inizio di una vita fatta di dolore e rinunce.
Alec approfitta dell’ingenuità di Tess e la seduce. Sopraffatta dal senso di colpa, Tess torna presso la sua famiglia, ma ormai è considerata corrotta e non può rimanere. Trova lavoro come mungitrice presso una fattoria e lì incontra il suo grande amore, Angel.
Ma quest’ultimo è in grado di sopportare la verità sul passato di Tess? Certo che no!
Una lunga separazione tra la coppia, si conclude con un colpo di scena finale e, per quanto mi riguarda, inaspettato.
Un libro che ci riporta dritti dritti nell’ipocrisia dell’età Vittoriana e ci fa un po’ sognare, e un po’ indignare, soprattutto se noi, lettori del XXI secolo, ci soffermiamo a riflettere sul ruolo delle donne all’epoca!
Decisamente un bel libro!

VALUTAZIONE: 9/10

Il chirurgo

Due omicidi cruenti si susseguono a Boston. I detective incaricati dell’indagine, Moore e Jane Rizzoli, scoprono che lo schema corrisponde perfettamente ad altri omicidi commessi anni prima a Savannah. Peccato che l’assassino sia stato ucciso proprio durante l’ultima aggressione ai danni della dottoressa Cordell!
Si tratta di un imitatore? E come fa a conoscere i particolari che non sono stati divulgati? Non resta che contattare la sopravvissuta, Catherine Cordell.
L’indagine è molto complessa, sembra che niente colleghi le vittime e la dottoressa Cordell ricade nuovamente in quell’abisso di paura da cui ha cercato faticosamente di uscire.
Chi sia “Il Chirurgo” e perchè ce l’abbia tanto con la dottoressa è quasi impossibile da capire anche per i criminologi, finchè un ricordo improvviso dirada la nebbia…e ci si avvia vorticosamente verso la soluzione finale.

COSA NE PENSO IO:
Avendo visto in tv diverse puntate della serie Rizzoli & Isles, mi è stato un po’ difficile far combaciare la Rizzoli del romanzo con quella della TV, così come è stato difficile attribuire al giovane detective Frost il viso dell’attore che lo interpreta. Inoltre manca la verve di Maura Isles, ma la storia è molto avvincente e tiene incollati alle pagine. Ed è questo che conta. Proseguirò certamente nella lettura della serie.

VALUTAZIONE: 8/10

Via Castellana Bandiera

E’ uno di quei giorni estivi in cui l’afa e lo scirocco avvolgono la Sicilia, costringendo i suoi abitanti a boccheggiare alla ricerca di un po’ di sollievo.
Rosa e Clara sono a Palermo per partecipare ad un matrimonio di amici e, durante la ricerca di
un indirizzo dalle parti della Fiera, si ritrovano a percorrere uno stretto vicolo a doppio senso che non permette il passaggio di due auto contemporaneamente. Sono costrette, pertanto, a bloccarsi nel bel mezzo di Via Castellana Bandiera perchè si ritrovano di fronte la Punto della famiglia Calafiore.
I Calafiore sono una famiglia numerosa e dedita a piccoli traffici; alla guida dell’auto c’è Samira, la suocera del capofamiglia Saro, di origine albanese che si impunta e si rifiuta di fare marcia indietro per lasciar passare le “milanesi”.
A questo punto anche Rosa decide che di lì non la smuoverà nessuno.
Trascorre tutto il giorno in questo pittoresco vicolo e poi anche la notte intera, ma le due donne rimangono ferme nelle loro posizioni, mentre attorno si dipanano scommesse e vicende familiari.
Poi…il tragico epilogo.

COSA NE PENSO IO:

Ho trovato questo libro molto bello, nonostante la vicenda sia leggermente surreale. L’autrice riesce a trasmettere la sicilianità dei personaggi in modo impeccabile e a farci un ritratto preciso di ognuno di essi, senza trascurare i dettagli sul loro passato e sulla loro vita nascosta.

VALUTAZIONE: 8/10