Memorie di un cane randagio

La protagonista di questa storia è una cagnolina di nome Squirrell.

Noi lettori seguiamo la sua storia dalla nascita al momento in cui, solo in vecchiaia, scopre cosa sia l’amore e il rispetto dell’uomo.

Durante la sua vita Squirrell è stata investita, abbandonata più volte, separata dal “fratello” e costretta a girovagare in lungo e in largo per procurarsi il cibo tra la spazzatura. Per la cucciola l’uomo è un nemico da cui nascondersi, o addirittura scappare, finche non incontra una vecchina, come lei, che la tratta con rispetto, la coccola e la cura.

Squirrell e la donna si trovano in sintonia e decidono di trascorrere insieme la vecchiaia.

COSA NE PENSO IO:

Adoro le storie che hanno per protagonisti gli animali e questa è, senza alcun dubbio, una storia tenerissima che è riuscita a commuovermi. Molte volte ho immaginato il mio di cucciolo a sopravvivere tra il gelo e la spazzatura, continuamente impaurito e in balia dei pericoli. Ma per fortuna, noi ci siamo trovati da molti anni e lui era sono un cucciolo! Adesso è un tenero vecchietto che conosce solo l’amore.

VALUTAZIONE: 8/10

La pecora nera

Si tratta di una raccolta di racconti scritti da Israel Joshua Singer, attraverso i quali egli ci parla della sua vita fino al trasferimento della famiglia Singer a Varsavia, negli anni precedenti lo scoppio della Seconda Gerra Mondiale.

Israel racconta del periodo vissuto insieme ai nonni a Bilgoraj, degli zii, della cucina che era il regno assoluto della nonna e dello studio di rabbino, che era invece quello del suo stimato nonno.

Ci parla, inoltre, del cattivo rapporto tra i nonni materni e il padre, così dedito allo studio da trascurare il sostentamento della famiglia. Lo descrive come un uomo completamente fiducioso in Dio, ma considerato inaffidabile per le questioni pratiche e così diverso dalla tenace madre, la quale non è mai riuscita a convincere il marito a sostenere l’esame di russo per diventare un rabbino ufficiale.

Oltre che della propria famiglia ci parla anche degli amici, dei fatti scandalosi che hanno colpito la piccola comunità ebraica di Leoncin e delle storie e dei tipi più bizzarri.

COSA NE PENSO IO:

Dopo aver letto “Alla corte di mio padre“, scritto dal fratello minore Isaac Bashevis, questo libro mi ha permesso di capire meglio la storia della famiglia, anche perchè copre un arco temporale precedente a quello raccontato dal fratello. Eh sì, decisamente lo trovo migliore e più integrato dal punto di vista cronologico.

VALUTAZIONE: 10/10

L’Abbazia di Northanger

Catherine è una giovane ingenua e di sani principi e vive nelle campagne inglesi in modo semplice. Invitata dai vicini a trascorrere un periodo a Bath, Catherine fa nuove conoscenze: da un lato Mrs Thorpe e le sue figlie in cerca di marito, volubili e per niente sincere, che passano da un ballo all’altro alla ricerca del migliore partito, e dall’altro la famiglia Tilney, ricchi aristocratici abitanti dell’Abbazia di Northanger.

Catherine è subito affascinata da Henry Tilney e si lega alla sorella di lui, timida, solitaria e giovanissima. Grazie a questo legame e ad un malinteso da parte dei Tilney sulla ricchezza della ragazza, Catherine viene invitata all’Abbazia di Northanger, un luogo decisamente suggestivo per chi, come lei, ama la lettura dei gotici.

Catherine si farà suggestionare dall’atmosfera del posto e dai comportamenti del vecchio Mr. Tilney, ma continuerà a mostrare, non troppo velatamente, l’interesse per il giovane Herry.

Dopo qualche fraintendimento, naturalmente, trionfa l’amore.

COSA NE PENSO IO:

Seppur i temi siano gli stessi affrontati negli altri romanzi della Austen, questa storia ha un qualcosa in più che mi ha decisamente conquistata. Catherine non è la solita eroina che si lascia influenzare da tutti, si rende conto da sola di quale sia il valore delle persone che la circondano e sa capire chi evitare e chi meno. E poi, come trascurare il fatto che mostra palesemente il suo interesse per un uomo?! Decisamente inusuale per i tempi in cui il romanzo è stato scritto ed ambientato!

Tra i romanzi della Austen, che ho finora letto, questo si piazza saldamente al secondo posto, dopo l’ineguagliabile “Emma”, nella mia personalissima classifica di gradimento.

VALUTAZIONE: 10/10

Il ritorno

1° volume–> La straniera

2° volume–> L’amuleto d’ambra

Dopo essersi riappacificati e aver vissuto intense esperienze in Francia, i nostri protagonisti, Jamie e Claire, tornano in Scozia a Lallybroch. Lì riprendono la vita tranquilla che avevano interrotto mesi prima, ma, l’arrivo di una lettera del principe Charles, rimette tutti in subbuglio.

Nella lettera, infatti, il pretendente al trono annuncia di aver raccolto i fondi necessari per intraprendere la guerra contro i Tudor, che sta tornando in patria e invita tutti i suoi sostenitori a seguirlo in questa grande avventura. Jamie non può tirarsi indietro di fronte a questo appello e parte insieme ad alcuni degli uomini del suo clan e a Claire. I due hanno intenzione di cercare di ostacolare in tutti i modi la follia del principe.

Iniziano i primi scontri e, mentre gli uomini si dedicano alla guerra, Claire coordina le cure ai feriti.

Anche i McKenzie hanno risposto all’appello del principe, ma Colum non è così sicuro di voler sostenere i giacobiti. Ormai pieno di sofferenze, chiede a Claire di aiutarlo a morire e consiglio al nipote Jamie sulle scelte da intraprendere.

Jamie cerca di convincerlo a desistere dal seguire le imprese di Charles, contando sul fatto che altri capi clan possano seguire le orme di Colum e lasciare sfornito l’esercito scozzese, rendendo così inutili gli sforzi del pretendente al trono. Colum sembra deciso a seguire i consigli del saggio nipote ma, prima che possa comunicare al principe la sua decisione, muore all’improvviso lasciando il comando dei McKenzie al fratello Dougal, convinto giacobita.

Intanto l’odioso Randall si rifà vivo e chiede a Claire di aiutarlo a curare il fratello Alex in cambio di informazioni sulle mosse degli inglesi.

Sembra esserci ancora una speranza di fermare Charles e il massacro degli scozzesi a Culloden…

Claire comincia a curare Alex Randall, ma si rende conto che la sua situazione è estremamente grave e il giovane non potrà sopravvivere ancora per molto. Questo turba molto Black Jack, che è sinceramente legato al fratello minore, l’unico affetto sincero della propria vita.

La guerra prosegue, le battaglie anche, ma servono ancora uomini e Charles ordina a Jamie di recarsi dal burbero nonno e guidare i Fraser.

Al ritorno da questa spedizione, durante la quale vengono svelati un po’ di questioni familiari, Claire incontra casualmente Mary Hawkins e scopre che vede in segreto Alex, del quale è ancora molto innamorata e dal quale attende un figlio.

Durante una notte di battaglie, i Fraser e i McKenzie rimangono intrappolati dagli inglesi. Claire, per creare un diversivo, finge di essere stata rapita e si consegna all’esercito inglese che la scorta presso la dimora del Duca di Sandringham, nella quale alloggia momentaneamente Mary. Quando Jamie riesce a raggiungere Claire, Mary decide di fuggire insieme a loro.

Alex è ormai moribondo e chiede al fratello di sposare la sua Mary per poter dare al bambino il nome dei Randall, questo ci porta a capire chi sia il vero antenato di Frank!

Intanto si avvicina la disfatta, Jamie e Claire non sanno più cosa fare per impedirlo e meditano di avvelenare il principe, ma Dougal ascolta di nascosto e si scaglia contro Claire. Jamie, nel cercare di difenderla, uccide lo zio ed è cosciente del fatto che adesso attirerà su di sé la vendetta dei McKenzie. Non c’è altro da fare che portare Claire al cerchio di pietre affinchè possa tornare indietro insieme al figlio che porta in grembo.

Dopo un doloroso e commovente addio, torniamo al 1968. Ed ecco perchè Claire ha affidato al giovane Roger la ricerca sulla sorte dei Fraser e dei McKenzie: non ha assistito alla disfatta e non ha saputo più niente degli uomini con cui ha vissuto nei tre anni in cui è stata lontana dal suo tempo!

Ma c’è ancora un altro segreto: Roger è uno dei discendenti di Dougal e Geille, la strega. E quello è il 1968, l’anno in cui lei attraverserà il cerchio di pietre, forse potrebbero cercare di incontrarla….

Ed è quello che cercano di fare, ma assistono impotenti ed increduli al passaggio tra le pietre. A questo punto tocca a Roger confessare di aver scoperto che Jamie è sopravvissuto alla battaglia di Culloden.

COSA NE PENSO IO:

La breve parentesi in Francia era stata gradevole, ma non appassionante come le atmosfere e le vicende che si svolgono nella rude Scozia. Ho pertanto gradito molto questo terzo volume della saga, sempre pieno di colpi di scena e riferimenti storici particolarmente accurati.

E adesso sono curiosissima. Cosa si inventerà l’autrice? Beh, di certo Claire non resterà buona buona, dopo aver scoperto che Jamie non morì come lei aveva pensato negli ultimi 20 anni!

VALUTAZIONE: 10/10

Il castello di Otranto

Manfredi è l’attuale principe della signoria di Otranto, sulla quale grava una strana profezia: Il castello e la signoria d’Otranto sarebbero venuti a mancare all’attuale famiglia, quando l’autentico possessore fosse diventato troppo grande per abitarvi.

Manfredi crede che l’avanzare della sua età sia un grave pregiudizio per i suoi possedimenti e così aspetta con ansia il giorno del matrimonio dell’unico figlio maschio per assicurare un principe giovane a Otranto ed evitare che la profezia si avveri.

Ma non si può lottare contro una profezia…

Corrado, il figlio di Manfredi, muore a seguito di un incidente inspiegabile e non ci sono più giovani eredi che possano prendere il suo posto. Così il principe si fa prendere dal panico: deve assolutamente trovare una soluzione! Decide, quindi, di ripudiare la moglie e di sposare la promessa sposa del figlio, così da potersi assicurare al più presto un erede maschio. La giovane promessa sposa, sconvolta, fugge dal castello trovando rifugio tra le mura del vicino monastero e la protezione di Padre Girolamo.

A questo punto, al castello, si scatena una spasmodica ricerca della giovane donna che culmina con l’arrivo del padre naturale e in una serie di eventi che conducono alla scoperta della verità sul legittimo erede al principato…

COSA NE PENSO IO:

Il castello di Otranto è il primo romanzo gotico della storia e, forse per questo, un po’ troppo ingarbugliato nella trama ed eccessivamente “magico”.

Non mi ha conquistata per niente.

VALUTAZIONE: 4/10

Il libro di legno

Enzo Baiamonte è un radiotecnico palermitano che, per arrotondare le magre entrate, si diletta come investigatore.

Un giorno Enzo riceve la visita della figlia del suo defunto professore del liceo, Cristina, la quale gli affida il compito di ritrovare sei libri che il padre aveva prestato negli anni passati per ricostituire, adesso che è morto, l’intera biblioteca. Il padre era solito sostituire i libri prestati con una sagoma di legno delle stesse dimensioni del libro, alla quale appiccicava un’etichetta con il titolo, il nome di colui che aveva ricevuto il libro in prestito e la data in cui tale prestito era avvenuto.

Enzo comincia la sua ricerca tra i vicoli del quartiere, riesce a recuperarne un paio, ma poi si imbatte inconsapevolmente in una storia losca e più grande delle sue forze…

COSA NE PENSO IO:

Il libro mi è piaciuto abbastanza; è intrigante seguire Enzo tra i vicoli e le strade di Palermo in cerca di informazioni sulle persone che hanno ricevuto in prestito un libro dal noto insegnante ormai passato a miglior vita ed è anche intrigante venire a conoscenza delle storie che ogni prestito nasconde, insieme a qualche segreto inconfessabile. Ma avrei preferito seguire fino alla fine le indagini del protagonista senza andare per forza a finire nella solita equazione Sicilia=mafia.

Idea originale, ma sviluppo deludente.

VALUTAZIONE: 6/10

Il sindaco provvisorio

In un paesino della Padania è stato deciso di sorteggiare il nominativo di uno dei cittadini affinché possa svolgere per un giorno le mansioni di sindaco del proprio comune, una inconsueta iniziativa politica del partito del sindaco per dimostrare la vicinanza e la solidarietà nei confronti della cittadinanza.

Il sorteggiato è il signor Bibùlo, tranquillo cittadino e padre di famiglia, il quale si ritrova all’improvviso travolto nel vortice della vita politica del suo comune. Per un giorno non fa altro che incontrare assessori e impiegati che lo trascinano da un ufficio all’altro, da una riunione all’altra facendogli scoprire in poche ore tutto ciò che c’è di marcio nell’amministrazione attuale e passata.

In tutto ciò il signor Bibùlo deve far fronte a una serie di segreti familiari che escono fuori dall’oblio all’improvviso, a seguito di particolari incontri…Tutto nel giro di una sola giornata.

COSA NE PENSO IO:

Magari non sono obiettiva come vorrei nel commentare questa storia, poichè l’autore è un amico blogger, però a me il libro è piaciuto molto.

E’ ricco di ironia e questo ti permettere di leggere sempre con il sorriso sulle labbra, pur individuando benissimo la tematica seria della cattiva amministrazione per proteggere l’interesse personale, ovviamente a discapito dei cittadini e delle generazioni future che si ritrovano ad avere un pessimo esempio ed insegnamento.

Conoscendo da un po’ l’autore, ho trovato all’interno anche molto della persona e delle sue vicende personali e sì, ammetto che, durante la lettura, non faticavo affatto ad attribuire a Bibùlo la sua faccia e la sua voce (anche se questa l’ho sentita poco 😀 ).

L’ultima parte mi ha strappato anche una sonora risata, ma su questo non avevo molti dubbi.

Però, caro autore, un finale meno inquietante l’avrei gradito di più. Sono onesta 😉

Non lo faccio mai, ma questa volta è d’obbligo. Vi invito ad acquistare “Il sindaco provvisorio” cliccando qui

VALUTAZIONE: 8/10

Sette anni senza di te

La storia ha inizio, proprio come sottolinea il titolo, sette anni dopo la separazione tra i due protagonisti, Sebastian e Nikki.

Lui è un serioso e conosciuto liutaio, lei una donna aperta e affascinata dal mondo dell’arte. Due persone così diverse che però si sono molto amate, hanno un lungo passato condiviso e due gemelli ormai adolescenti. Purtroppo con il divorzio i due non sono riusciti a comportarsi civilmente ed anche i due gemelli sono stati separati ed affidati ognuno ad un genitore diverso. Nikki ha perso momenti fondamentali della vita della figlia e Sebastian di quelli del figlio.

Vista la diversità caratteriale dei due ex coniugi, anche i figli hanno avuto un’educazione ed un controllo diverso in quei sette anni, ma Sebastian ha una sola certezza: conosce tutto della figlia e l’ha cresciuta meglio di quanto la moglie abbia fatto con il figlio.

Ma i fatti non tardano a dimostrare che questa certezza è destinata a crollare miseramente.

Ad un certo punto il gemello scompare inspiegabilmente. Nikki è sconvolta e non può far altro che chiamare il marito e condividere con lui la notizia. Dopo un primo momento di accuse reciproche, di rabbia e di frustrazione, i due cominciano ad indagare. Frugano nella stanza del figlio e scoprono che dev’essersi cacciato nei guai. Comincia quindi una sorta di caccia al tesoro che coinvolge tre continenti….

COSA NE PENSO IO:

Una storia che si legge, per carità! Però mi sembra un po’ deboluccia a livello di trama. Un thriller, per quanto mixato al romanzo d’amore, non può far capire la verità prima delle ultime pagine. Assolutamente no!

Poi questi genitori si rivelano un po’ troppo supereroi per i miei gusti personali. Quindi…voto bassino.

VALUTAZIONE: 4/10

In città zero gradi

I protagonisti di questa storiella natalizia sono tre: Max, Katrin e il cane Kurt.

Max odia le festività natalizie ed ha deciso che, per la prima volta in vita sua, le salterà. Come? Semplice! Con un bel viaggio in una zona del mondo caldissima.

Però c’è un problema: come farà con Kurt? Kurt è il protagonista della rubrica che Max tiene su una rivista, ma è un cane stranissimo, non fa altro che dormire, non vuole muoversi, nè uscire per passeggiare come tutti gli altri cani del mondo!

Max decide di pubblicare un annuncio per trovare un dog-sitter durante la sua assenza.

Ed è così che il suo destino si incrocia con quello di Katrin, una trentenne alle prese con il bilancio della propria vita, non troppo soddisfacente. Asfissiata da due genitori soffocanti, da un ex fidanzato insistente e senza una relazione stabile o una propria famiglia.

Katrin decide di ospitare Kurt per evitare un altro deprimente Natale in famiglia.

Kurt gradisce la nuova amica e, chissà perchè, con lei non è mai apatico.

Non è necessario sottolineare che ci sarà il lieto fine 😀

COSA NE PENSO IO:

Una storiella natalizia che gioca sull’incontro  e sugli equivoci tra due persone sconosciute. Niente di particolare, tranne il cane, che è davvero spassosissimo.

VALUTAZIONE: 4/10

Il velo dipinto

Kitty è una ragazzina frivola cresciuta in una famiglia in cui non c’è spazio per i sentimenti e in una società in cui l’unico obiettivo a cui le donne possano ambire è quello di trovare un marito.

La giovane e immatura Kitty decide quindi di sposare il dottor Walter Fane e di seguirlo ad Hong Kong, protettorato inglese, dove egli dovrà svolgere il proprio lavoro di batteriologo.

Il matrimonio non è certo stato un matrimonio d’amore per Kitty, la quale si fa conquistare molto presto da Charles Townsend con il quale intrattiene per diverso tempo una relazione all’insaputa del marito.

Un giorno, però, la relazione viene scoperta e l’implacabile dottor Fane dà un ultimatum alla moglie: deve scegliere tra Charles e lui. Ma scegliere il marito significherebbe seguirlo in una zona all’interno del paese dove è scoppiata una epidemia di colera e dove egli dovrà esercitare la sua professione per tentare di arginare l’epidemia e salvare i malati.

Kitty è terrorizzata dall’idea di trasferirsi in mezzo ad una zona in cui le persone muoiono come mosche e decide di scegliere il suo amante. Ma Townsend non è della stessa opinione. Kitty, umiliata e delusa, non può che intraprendere questo viaggio verso l’ignoto insieme ad un marito che odia e che la odia.

Il periodo che segue è terribile, Kitty si sente sola, sconfitta e tradita. Non cerca di tutelare la propria salute, anzi non prende alcuna precauzione per scampare al contagio e si offre di aiutare delle religiose che operano nel luogo, pur di sfuggire alla prigionia da cui si sente avvinta. In qualunque modo possibile!

Incredibilmente quel luogo riesce a farla maturare e a farle trovare un minimo di equilibrio e serenità. Ma, quando scopre di essere incinta torna ancora a turbarla l’incertezza sul proprio destino. E poi anche Walter si ammala…

COSA NE PENSO IO:

Una storia molto bella e coinvolgente in cui le incomprensioni, l’indifferenza e la solitudine arrivano al culmine per poi trasformare i sentimenti, i comportamenti e l’essenza stessa della protagonista.

Non è una storia lieta, ma è estremamente coinvolgente e, alla fine, anche commovente. Oppure sono io che ultimamente mi commuovo troppo spesso? Chissà!

Comunque è un libro consigliatissimo!

VALUTAZIONE: 10/10