Un’indagine senza importanza

indagineIn un paesino d’alta montagna della Germania una ragazzina è stata trovata assassinata. Siamo alla fine della prima guerra mondiale e l’ispettore Kajetan viene inviato sul luogo per portare a termine l’indagine. Non ci sarà molto da fare, si tratta solo di interrogare i tre sospettati e mettere un punto definitivo all’accertamento dei fatti; è solo un’indagine senza importanza.

Ma sarà davvero tutto così semplice? Ovvio che no!

L’ispettore Kajetan si rende immediatamente conto che i tre sospettati sono semplicemente dei vagabondi che si sono ritrovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ quindi necessario ricominciare tutto dall’inizio, indagare in un paesino imbiancato dalla neve dove sembra regnare un clima di sospetto e di omertà.

E alla fine si scopre che l’apparenza inganna: l’indagine non era poi così semplice come sembrava.

COSA NE PENSO IO:

Questo giallo mi è piaciuto abbastanza, non si assiste a delitti sanguinosi e a fatti di terrificante violenza. la storia ruota sull’indagine, sulla personalità delle persone, sui pettegolezzi di paese…un po’ alla Montalbano (diciamo così).

E devo dire che mi è piaciuto anche l’ispettore Kajetan, molto chiuso, rude, scontroso e di poche parole, ma decisamente un abile osservatore.

VALUTAZIONE: 8/10

Fahrenheit 451

fahrenheitGuy Montague è un pompiere, ma il suo compito non è quello di spegnere gli incendi, bensì di appiccarli per distruggere i libri in circolazione. Sì, Guy non è un uomo del presente, ma un uomo del futuro che vive all’interno di una società interamente controllata da un Governo che vuole impedire l’esistenza di menti pensanti. Ed allora la cosa principale da fare è quella di eliminare i libri e bombardare la mente dei cittadini con frivolezze d’ogni genere, trasformandoli in una sorta di robot senza idee e sentimenti.

Guy è orgoglioso del proprio lavoro e lo compie con dedizione e passione. Ma l’incontro con una giovanissima vicina, Clarisse, gli fa capire che la propria esistenza è cupa ed infelice. Ed è proprio in piena crisi che Guy commette l’errore più grande: leggere qualche pagina di uno dei libri che dovrebbe eliminare. Da quel momento egli comincia a sottrarli da una sorte terribile e a sperare in un ritorno al passato, una società dove c’era libertà di espressione e dove i pompieri non si occupavano di appiccare incendi, ma di spegnerli per salvare vite e oggetti.

Ma purtroppo viene scoperto e comincia un inseguimento trasmesso in diretta tv per dimostrare quanto sia inutile e pericoloso ribellarsi alle leggi che regolano la società. Ma Guy non si lascia accalappiare così facilmente ed è quindi compito del Governo rattoppare in qualche modo la falla…

COSA NE PENSO IO:

Sicuramente geniale nel trattare un tema importante come la libertà d’espressione e di pensiero e fondamentalmente non lontanissimo dalla società attuale in cui i media ci rimbambiscono di informazioni inutili e ci trattengono davanti allo schermo molte ore della giornata.

Per quanto mi sia piaciuto, questo tipo di libri non è il mio preferito poichè mi trasmette sempre una sensazione claustrofobica e sono almeno contenta che la fine sia aperta alla speranza.

VALUTAZIONE: 9/10

Alla corte di mio padre

corteIn questo libro, strutturato come una raccolta di racconti, Isaac B. Singer ci conduce per mano al tribunale rabbinico presieduto dal padre in via Krochmalna 10 a Varsavia.

Dalla porta che conduce allo studio paterno entra gente di ogni specie: fidanzati che vogliono rompere la promessa di matrimonio, anziani che vogliono divorziare, mariti che vogliono ripudiare le mogli sterili, commercianti con dispute economiche in corso, gente che fa domande su cibi puri e impuri, ecc. Di ognuno di essi l’autore ci racconta la storia e ce li descrive così minuziosamente da poterli quasi veder emergere dalle pagine in carne e ossa, con i loro atteggiamenti e le loro posture.

Ma c’è spazio anche per racconti sulla famiglia, sul rapporto tra i genitori, sull’ammirazione verso il fratello maggiore Israel, sui fatti di vita quotidiana, sulle ristrettezze economiche  e sulla presenza ingombrante della religione in casa Singer.

E’ un racconto sulla vita del primo Novecento in Polonia e sulla comunità ebraica, così ricca di tradizioni e di proibizioni.

COSA NE PENSO IO:

All’inizio ho faticato ad entrare in sintonia con questo libro. Si trattava di episodi così slegati cronologicamente l’uno dall’altro, da perdere un po’ il filo del discorso. Ma pian piano mi sono abituata a questa struttura non allineata ai miei gusti personali e ho cominciato ad apprezzare le storie di vita e sulle tradizioni di una comunità religiosa che non conoscevo affatto. Mi sono affezionata a Isaac e ho cominciato a comprendere la diversità di personalità dei genitori, ma anche la loro unità familiare.

Devo dire che poi, dallo scoppio della Grande Guerra, il libro si presenta in modo più unitario, segue gli eventi in ordine di data e si sofferma di più sulle vicende familiari, facendomi piacere molto di più ciò che stavo leggendo. E attraverso gli occhi di bambino di Isaac e la sua gioia nei momenti di libertà, ho conosciuto uno scorcio di vita in un’altra epoca, in un’altra nazione e in un’altra comunità religiosa.

VALUTAZIONE: 9/10

 

Lolita

lolitaIl professore Humbert Humbert si trasferisce in una piccola cittadina del New England dove affitta una camera presso l’abitazione della signora Haze, donna sola con una figlia minorenne, ma ancora nel fiore degli anni.

La signora Haze è molto colpita dall’uomo, tanto da innamorarsene ben presto. In realtà ad Humbert non importa niente della propria padrona di casa, egli è letteralmente affascinato dalla piccola Dolores, fresca, giovane, impulsiva e spontanea.

Humbert sa che la sua passione per Lolita è insana e cerca di tenerla a bada a tutti i costi, ma non può tenersi tutto dentro e affida i suoi pensieri ad un diario che tiene ben nascosto. Per non rischiare di trovarsi troppo lontano dalla sua Lola, Humbert decide di sposare la signora Haze, ma lei scopre il diario segreto e minaccia uno scandalo. Fuggendo via di corsa e disperata da casa, viene fatalmente investita e uccisa.

Lolita in quel momento non si trova in casa, ma ad un campo estivo. Humbert decide di raccogliere la palla al balzo, di andare a recuperare la figliastra e di tenerla accanto a sé, lusingandola con un viaggio in luoghi lontani.

E’ così che i due cominciano a girare per gli USA, a trascorrere le notti in hotel o motel ed è lì che si consuma l’inevitabile.

Col tempo il professore diventa sempre più soffocante. Lolita tenta la fuga, approfittando di un ricovero ospedaliero, e scompare per diversi anni. Humbert è sconvolto dall’assenza di Lolita e si accompagna ad una donna problematica, finchè non riceve una lettera dell’ormai cresciuta Lolita, la quale gli chiede aiuto economico e gli rivela di essere sposata e in attesa di un figlio.

Humbert corre dalla sua Lola, ma non riesce a convincerla a seguirlo. Depresso e in preda all’ira, commetterà un omicidio che lo costringerà a trascorrere la sua esistenza in carcere. Ed è lì che metterà per iscritto la storia sua e della giovane Lola.

COSA NE PENSO IO:

Bello, bello, bello! Una storia sconvolgente e coinvolgente, narrata con abilità e maestria, che tratta, senza paura e senza censure, una passione malsana che sconvolge le vite di tutti. Si può parlare di amore? E’ questo il quesito nascosto, al quale ognuno può dare una risposta personale.

Da leggere assolutamente!

VALUTAZIONE: 10/10

I quattro libri delle piccole donne

piccole-donneNell’ultimo mese dell’orrendo 2016, in prossimità di festività che per me sono ormai un peso di cui disfarmi presto, per farmi ancora più del male ( 😀 ) mi sono immersa nel mondo delle piccole donne della Alcott, dove tutto è perfetto (o quasi) e dove l’armonia regna sovrana. Ho letto, quindi, tutta la quadrilogia.

Il primo capitolo è quello delle “Piccole donne”, secondo me il più bello.

Le sorelle March sono ancora delle ragazzine umili che si divertono insieme e affrontano il momento della crescita sotto la guida della splendida mamma: comprensiva, arguta, onesta e generosa.

La tranquillità familiare è messa in discussione dal ferimento in guerra del capo famiglia. Le donne si stringono le une alle altre per farsi forza e superare la dura prova, ma non perdono la gioia di vivere, la bontà e l’allegria, grazie anche al burbero vicino, Signor Lawrence e al nipote Laurie. E quando tutto sembra andare per il meglio, ecco la malattia di Beth, la più fragile delle sorelle March, ma anche la più generosa.

Ma siamo a ridosso del Natale, un anno è trascorso, la burrasca ha attraversato l’umile casa dei March ed è stata soffiata via dalla generosità di Dio. Per cui il sole comincia a risplendere e i problemi a risolversi.

Si passa poi al secondo capitolo: “Piccole donne crescono”.

Qui ritroviamo tutti i protagonisti più maturi, a partire da Meg, che sposa l’umile contabile Mr. Brooke e si trova alle prese con i primi problemi di gestione familiare.

La splendida Jo, che già aveva mostrato velleità artistiche, si cimenta con le sue prime opere letterarie e il suo primo vero lavoro lontana da casa che segnerà l’incontro con Fritz, suo futuro marito.

Beth mostra ancor di più la sua fragilità e pian piano la sua luce si spegne.

Amy, infine, si dimostra la più raffinata di casa March e finisce con lo sposare Laurie, vedendo avverare così tutti i suoi sogni di ricchezza e felicità.

Il terzo capitolo è dedicato ai “Piccoli uomini”.

Jo ha ricevuto dalla burbera zia in eredità una splendida villa che, con l’aiuto del marito Fritz trasforma in un collegio per ragazzi di tutte le età ed estrazioni sociali. Ciò permetterà a noi lettori di assistere ad una serie di piccole e grandi avventure e piccole e grandi marachelle.

Tra tutti i ragazzi spicca Danny, il ragazzaccio che sarà per Jo e per Fritz una sfida impegnativa.

Il sipario cala con l’ultimo capitolo: “I ragazzi di Jo”, in cui leggeremo i destini dei giovani accolti al collegio e faticosamente allevati da valori morali e impegno eccellenti.

COSA NE PENSO IO:

Si tratta di grandi classici per ragazzi, che prima o poi, anche da adulti, bisogna leggere.

Si viene catapultati in un mondo che a volte sembra un po’ irreale, ma che fondamentalmente non lo è per niente. Queste storie non fanno altro che raccontarci la vita. E la vita è fatta proprio da tutto ciò che è contenuto in questo unico volume: allegria, serenità, turbolenze, impegno, sacrifici, complicità e pazienza.

VALUTAZIONE: 10/10

 

I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia

55I 55 giorni citati dal titolo di Ferdinando Imposimato sono quelli del sequestro Moro, avvenuto nel 1978 per opera delle BR.

L’ex magistrato, che si occupò del caso in quei ormai lontani anni, mette nero su bianco i retroscena di questa oscura faccenda tutta italiana…o forse no!

L’autore ci racconta degli strani personaggi che si avvicinarono al politico prima del rapimento, dei giorni di prigionia, della scoperta del covo dei brigadisti, delle operazioni poste in essere per salvare l’ostaggio, dell’intervento dei servizi segreti di diversi paesi e, per ultimo, ma non per questo meno importante e sconvolgente, dell’ordine di abbandonare l’ostaggio in mano ai rapitori, ordine che spiazzò non poche persone, soprattutto tra quelli che erano pronti ad intervenire per la liberazione.

Con prove documentali e racconti di testimoni, della cui attendibilità è riuscito a trovare moltissimi riscontri nel corso di tutti questi anni, Imposimato traccia un racconto particolareggiato e una tesi ben precisa: Moro era una persona scomoda, come lo era Kennedy, e non gli poteva essere perdonata l’apertura nei confronti dei comunisti.

COSA NE PENSO IO:

Assolutamente sconvolgente, non solo per il rapimento in sé, ma anche per i successivi depistaggi e cancellazione di prove che hanno cercato di far rimanere nell’ombra un episodio così grave dal punto di vista umano e politico. Puntando sulla teoria che lo Stato non potesse scendere a compromessi con i terroristi, una vita umana è stata abbandonata al proprio destino proprio nel momento in cui si era pronti ad intervenire per portar fuori da quell’appartamento l’uomo, vivo o morto. I politici si sono sostituiti alla Magistratura usurpandone il ruolo e hanno impedito alla verità di venire alla luce con una negazione ostinata dei fatti anche di fronte a prove concrete.

VALUTAZIONE:9/10

 

Tempo di bilanci

Questa era la lista di libri che avevo postato lo scorso gennaio e che ero intenzionata a leggere. E’ tempo di controllare quanti ne abbia letti sul serio! (in neretto)

1)  Un Natale in giallo di AA.VV.

2)  Ieri di Agota Kristof

3) La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier

4)Il cardellino di Donna Tartt

5) I love shopping a New York di Sophie Kinsella

6) L’età dell’innocenza di Edith Warthon

7)  La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe

8) Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo

9) Il pranzo di Mosè di Simonetta Agnello Hornby

10)Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas

11) Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

12) Tre giorni per morire di Karin Slaughter

13) I promessi sposi di Alessandro Manzoni

14) La dinastia di Andrea Frediani

15) L’esattore di Petros Markaris

16) L’assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa

17) Piccole donne di Louisa May Alcott

18) Piccole donne crescono di Louisa May Alcott

19) Piccoli uomini di Louisa May Alcott

20) La strage di Vito Bruschini

21) I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia di Ferdinando Imposimato

22) Vallanzasca di Vito Bruschini

23) Il mondo deve sapere di Michela Murgia

24) Trilogia della città di K di Agota Kristof

25) Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

26) Moby Dick di Herman Melville

27) Ritratto di signora di Henry James

28)Le avventure di Tom Sawyer di M. Twain

29)Robin Hood di a. Dumas

30)Il libro della giungla di R. Kipling

31)Il Piccolo Principe di A. de Saint-Exupéry

32)Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba

33)Anna dai capelli rossi di L. Maud Montgomery

34)La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl

35)Dov’è finita Audrey? di S. Kinsella

36)Ernest e Celestine di D. Pennac

37)La bambinaia francese di B. Pitzorno

38)Storia di una ladra di libri di M. Zusak

39)La zia marchesa di Simonetta Agnello Hornby

40) Sotto protezione di Chris Ewan

41)I centonovantanove gradini di Michel Faber

42) La fattoria delle magre consolazioni di Stella Gibbons

43) Cinque quarti d’arancia di Joanne Harris

44) Un cane e il suo bambino di Eva Ibbotson

45) Sorella di Rosamund Lupton

46) Lolita di vladimir Nabokov

47) Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek

48) Libeccio di Folco Quilici

49) Stramonio di Ugo Riccarelli

50) La figlia di Clara Usòn

51) Sotto i venti di Nettuno di Fred Vargas

52) Le figlie perdute della Cina di Xue Xinran

53) Io sono Malala di Malala Yousafzai

54) Dal tuo al mio di G. Verga

55) Romanzo criminale di G. De Cataldo

56) L’ispettore generale di N. Gogol

57) Mr. Skiffington di Elizabeth von Arnim

58) 1Q84  (ottobre/dicembre) di Haruki Murakami

59) L’ultimo saluto di Artur Conan Doyle

60) Il taccuino di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle

61) La fine dei Greene di S.S. Van Dine

62) La dea della vendetta di S. S. Van Dine

63) Il mistero del casinò di S. S. Van Dine

64) Il mistero di Casa Garden di S. S. Van Dine

 

Direi che non è andata malissimo: 29/64

😀

La dinastia. Il romanzo dei cinque imperatori

dinastia

questi sono i miei appunti 😀

La dinastia citata dal titolo è quella giulio-claudia che ha governato l’impero romano per circa 40 anni.

Il primo della dinastia è Ottaviano, figlio di Giulio Cesare, il quale, nonostante affermi di non volere cancellare la Repubblica, diventa di fatto dittatore facendosi assegnare il titolo di Augusto.

Il romanzo si apre con l’uccisione per ordine di Ottaviano del fratellastro Cesarione, figlio di Giulio Cesare e Cleopatra. Da quel momento una maledizione si abbatte su i membri della famiglia imperiale.

Ottaviano è sposato con Livia Drusilla, esponente dei claudi. Livia Drusilla ha due figli avuti dal primo marito, Druso e Tiberio che vengono adottati dall’imperatore. Poichè quest’ultimo non ha eredi maschi diretti, ma solo una figlia ribelle che sarà parte attiva di una congiura ai suoi danni e un nipote maschio morto in tenera età, deve per forza di cose puntare sui figli adottivi.

I due fratelli sono diversissimi. Seppur entrambi valorosi guerrieri che riescono a riportare molte vittorie contro i barbari, allargando i confini del vastissimo impero, le idee politiche e i caratteri non combaciano per niente. Druso crede nella restaurazione della Repubblica, mentre Tiberio non vuole farsi coinvolgere più di tanto nella guida dell’Impero, temendo il confronto con Augusto.

Ma alla morte dell’imperatore è soltanto Tiberio l’unica personalità accettata dal Senato e in grado di prendere in mano le sorti di un così vasto territorio: Druso è morto in battaglia e i nipoti diretti di Augusto sono ancora troppo giovani.

Tiberio regna con regolatezza, ma i suoi ultimi anni di regno sono caratterizzati dalla crudeltà del tiranno che si è reso conto di come la propria famiglia sia concentrata a danneggiare lui e a congiurare l’uno contro l’altro. Tutti vogliono il potere e non ci sono ostacoli che non possano essere abbattuti.

Durante il proprio regno Tiberio aveva adottato il nipote Germanico, figlio di Druso, ma egli si è rivelato più interessato alle arti e di personalità troppo debole. Germanico è morto avvelenato e quindi il successore di Tiberio è il nipote Caligola, che dà il via al declino della dinastia giulio-claudia.

Caligola instaura il regime del terrore, uccide senza alcun motivo, si dedica all’incesto, sperpera il denaro dello Stato e si fa chiamare Divino. Il suo governo è molto breve, Caligola è odiato da tutti per i suoi eccessi e le sue follie crudeli e, pertanto, viene ucciso da una congiura. Con la morte improvvisa dell’imperatore si apre la nuova questione della successione. Caligola non aveva eredi diretti, pertanto il nuovo imperatore è Claudio, fratello di Germanico e zio del suo predecessore.

Claudio ama lo studio, non gli importa niente del governo di un così vasto territorio. Anche il suo periodo da imperatore è molto breve e alla sua morte ecco l’ultimo esponente della dinastia: Nerone.

Anch’egli è dedito ai vizi e agli stravizi e, in uno dei suoi eccessi, sarà colpevole dell’incendio di Roma e della caduta dell’Impero.dinastia-1

COSA NE PENSO IO:

Un libro lunghissimo ma appassionante anche per chi, come me, ha sempre odiato questo periodo storico ricco di imperatori che si alternano l’uno all’altro, ognuno con i propri pregi e i propri difetti di governo.

Ammetto che all’inizio ho avuto non pochi problemi a seguire le vicende intricatissime di questa famiglia i cui componenti hanno nomi del tutto simili tra loro. Ma poi ho preso carta e penna e ho provato a mettere ordine alle mie idee e alle varie parentele di sangue (o anche no) e da quel momento mi sono lasciata trasportare nell’antica Roma, in un mondo di odio e di violenza, di eccessi e di capricci, di adulteri e di assassini.

L’autore ha fatto un lavoro enorme di ricerca storica, bisogna rendergli il merito con un voto molto alto.

VALUTAZIONE: 9/10

Poirot a Styles Court

styles-courtSiamo nell’Inghilterra di inizio secolo. Arthur Hastings, voce narrante, è ospite della famiglia Cavendish nella sua ricca residenza.

Si tratta di una famiglia per così dire “allargata” e così composta: due figliastri, una matrigna, il secondo marito, assai giovane, di quest’ultima, nonché la moglie del primogenito John, la governante e una giovane donna, amica di famiglia.

Quando Arthur arriva, gli attriti fra i vari personaggi non sono poi così ben occultati e l’aria risulta già elettrica.

Ed ecco che accade l’imprevisto: Emily, la ricca padrona di casa, muore per avvelenamento.

Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere e ciò aumenta la sensazione della loro colpevolezza agli occhi degli investigatori.

Ma per fortuna che c’è Poirot, poliziotto belga, attualmente in Inghilterra dove si è rifugiato dopo la guerra.

Il celebre investigatore indaga e grazie alle sue acute osservazioni e deduzioni riesce ad individuare facilmente l’identità dell’assassino, anche se prima di rivelarlo con un coup de theatre finale, dovrà agire con molta astuzia e circospezione…

COSA NE PENSO IO:

Un investigatore simpatico ed acuto che ci coinvolge, ma non troppo, nelle proprie indagini personali e specializzato nei colpi di scena eclatanti dell’ultima pagina. Ma questa abilità è tutta della sua autrice, una maestra nel creare lo stupore finale.

Comunque, nonostante si tratti di un giallo intrigante che ci riporta alle indagini super complesse di Sherlock Holmes e Philo Vance, ho preferito “L’assassinio di Roger Ackroyd“, per il semplice fatto che mi ha lasciata a bocca più aperta :mrgreen:

VALUTAZIONE: 8/10

Una birra al caffè Vigata

caffe-vigataLeggendo questo librino di meno di 200 pagine si è catapultati in Sicilia e nel mondo di Camilleri.

Sembra davvero di fare quattro chiacchiere con questo famosissimo e importantissimo autore contemporaneo. Una persona di grande cultura, di grande inventiva e di grande spessore che sa parlare a tutti in modo semplice e diretto.

Si legge, quindi, della sua infanzia a Porto Empedocle; ci racconta della città, ma anche dei suoi amici di gioventù e delle marachelle, della sua grande passione per la lettura e la letteratura, dei suoi anni scolastici e dei genitori. Per poi passare alla sua città d’adozione, ai primi anni di lavoro nel teatro ed infine del grande successo e della popolarità che ha raggiunto in tarda età grazie alla sua “creatura”, il commissario Montalbano.

Una curiosità? Ha già scritto il capitolo finale della sua opera, l’ha affidata al suo editore pregandolo di custodirla e di pubblicarla postuma.

Non c’è che dire! Camilleri non vuol lasciare il suo pubblico nel dubbio, vuole accontentarlo, o forse ringraziarlo, nel modo migliore, non lasciando niente al caso.

VALUTAZIONE: 8/10